VICOLO INFERNO, “Siamo brutti e sporchi, ma alle groupies acchiappa così!”
Probabilmente parlano inglese da schifo. Viaggiano su mezzi meccanici a pezzi. Eppure, cercano di imporre il rock italiano a casa della Regina (che poi è venuta in viaggio in Italia per capire da dove diavolo vengono questi disgraziati). Non so nemmeno se si sono resi conto di cosa hanno fatto, dove sono andati, cosa hanno visto, cosa hanno suonato. Ora sono tutti disoccupati, single, senza un soldo, ammalati, sporchi. Ma diciamocelo: se sei una band sconosciuta in un paese dove le bands restano sconosciute, e ti fai un tour in uno dei paesi simbolo del rock, ti rimane per forza qualcosa. Qualcosa di grande. Che va molto oltre il livello di una vacanza fuori di testa in un villaggio vacanze popolato da pornostars, e va anche oltre le esperienze in tour di una band famosa, che di fatto lo fa per lavoro. I Vicolo Inferno, così perché gli girava, sono andati a fare un tour in UK, a spese loro, con una vera voglia di suonare e divertirsi. Personalmente? Li invidio, e vorrei essere stato io -che ne so- il loro batterista. Anche se dopo le risposte che leggerete qua sotto, forse, beh… il batterista proprio no, ma l’idea rimane! Una band rock in versione fuori di testa, anche in versione “caz… aehm… Affari Loro”, visto che usano l’intervista per accusarsi di furto reciprocamente (a me basta che non mi mettano in mezzo la diatriba…). Questo è rock, questo è street, questi sono i Vicolo Inferno: nudi (spero di no), freschi (per il clima), e puri (ho i miei dubbi… ma ci sta!). (altro…)
(SPB Produzioni) Progetto del cantante/chitarrista Fabrizio Sassi, gli Italiani VeraEuridice attualizzano il mito di Orfeo, disceso negli inferi per recuperare l’amata Euridice, cosa a lui concessa a patto che nel viaggio di ritorno verso il mondo dei vivi non si volti indietro. Lui, temendo che la persona che lo segue non
(Listenable Records) Sono felice! Aspettavo con ansia l’uscita di questo album, da quando, quattro anni fa mi sono imbattuto, totalmente per caso, in quel capolavoro intitolato “Frame The World… Hang It On The Wall”, album del 2006 di questa band di Helsingborg (Svezia). “Read Your Enemy” è, se possibile, superiore a “Frame”, grazie a un
(Invictus Productions) Puro black ‘n’ roll per il debutto dei Canadesi Chapel. Si presentano osceni, volgari e cattivissimi con foto stampa oscure che ritraggono il trio circondato da birra e proiettili. Una immagine dannatamente old school black metal, ma che musicalmente enfatizza decisamente il fattore l’alcol rispetto ai proiettili. Il disco
(Doomentia Records) Attivi dal 2007 i Finlandesi Hooded Menace tornano, dopo tre album (l’ultimo del 2012) e vari split (anche con gli Asphyx), con un nuovo EP rigorosamente in vinile 12”. Oscuro, pesante, lento, lacerante, il loro death/doom non lascia spazio a concetti quali pace, armonia o relax, anche grazie al profondo ed intenso
(Kaotoxin Records) Secondo lavoro per i Francesi Drawers, impegnati in uno sludge aggressivo e tirato che spesso sfiora teorie punkeggianti, o addirittura ispirate a generi più estremi del metal, quali l’hard core. Non eccessivamente coinvolgenti come efficienza della struttura dei pezzi, offrono comunque uno stile musicale pieno di groove,
(Mighty Music/Target) Hard rock? Hard rock melodico? Heavy metal? Definizioni che coprono solo parte della poderosa musica degli inglesi Scream Arena, che arrivano al primo full length: questo è infatti hard rock cattivissimo, maledettamente cupo, oscuro, perverso. E non sto
(PRC Music) Un growl possente, poderoso, letale echeggia dal Cile. Death e black si fondono in trentacinque minuti di perversione sonora, profanazione spirituale, massacro carnale. Otto letali tracce dove odio e occultismo vengono celebrati con inaudita violenza ed irresistibile energia. Questo debutto apre con “Shamhamphorash”, inquietudine
(Argonauta Records) Ritorno di un recente passato. “Instinct” è il primo album di questa band della Florida fondata nel 2008. Ed è datato 2010. All’epoca ebbe un discreto successo e, anche a causa della pubblicazione indipendente, è finito per essere sold out. Ora Argonauta
(Bakerteam Records) Italiani. Hanno un moniker strano, ma chiaro e diverso dal solito. Suonano un qualcosa che sta in equilibrio tra il rock alternativo ed il metal, con uno sguardo alla grinta del punk. Fanno del groove una imponente istituzione, in quanto ogni loro pezzo ha quel senso di coinvolgimento, di crescita progressiva, di energia
(Subsound Records) Sconvolgimento totale. Sono sconvolte le due bands italiane di questo split, sono sconvolte le loro descrizioni, ed è sconvolta anche la loro musica. Cosa fanno? I primi credo (e lo credono pure loro) vengano da un altro pianeta. E comunque non sono terrestri. Anzi, “MoRkObOt” (si scrive così!) è una creatura ancestrale e ha poteri assurdi. I secondi partono
(Red Cat Records) I Rage Of South nascono nel 2000 a Sciacca (AG). Presto decidono di registrare brani di propria creazione, cosa che porterà la band a incidere un EP, “South”, interamente autoprodotto. Dopo anni di gavetta, in cui hanno suonato praticamene ovunque nell’hinterland Agrigentino, danno alle stampe il loro primo album “I See, I Say, I Hear”,
(Nordvis Produktion) Muore la luce, muore il sole, muore la speranza. Ma sussiste un magnetico richiamo, una natura fredda mi attira. Mi perdo ascoltando “Solarvore”, mi perdo in un inno di decadenza, malinconia e travolgente potenza oscura. La mia mente divaga dell’armonia tetra di “Livets Ruin”. E mi avvicino ad altre dimensioni, abbandono il
(Punishment 18 Records) Nati come Unhortodox nel 1993 in Svezia, cambiano il loro nome in Defaced Creation, visto che esisteva un’altra band chiamata con quel nome, per poi sciogliersi nel 1999. Dopo un demo (1995), un EP (1996) e due split (1996 e 1998), nel 1999 esce il loro unico album, “Serenity In Chaos”. A dispetto della loro
(AFM Records) Si avvicina al ventesimo anno la storia degli australiani Vanishing Point, i quali possono perfino vantarsi che più noti Sonata Arctica hanno registrato una cover di un loro pezzo (nel’EP del 2004). Ed infatti oltre ad aver fatto un tour assieme, il cantante dei finlandesi è
(Indie Recordings) Ventesimo anniversario per questa band Norvegese capitanata dal vocalist Dolk (in passato anche batterista), membro anche dei rinati Mock. “Djevelmakt” è il sesto album, affiancato da vari EP o singoli. Siamo in
(CD Baby) Brent Steed è il progetto solista di Federico Sadocco, in arte, appunto, Brent Steed, musicista attivo nella scena metal Padovana. Nella sua biografia, Federico, definisce il genere proposto “UFO Space Rock”, una commistione di generi che vanno dall’hard rock al pop. Definizione abbastanza azzeccata, anche se, devo dire che la
(Indipendence Records) Elaborata ed interessante proposta dalla Sicilia. Gabriels, progetto dell’omonimo tastierista, giunge al secondo lavoro. Un concept album dedicato alle vittime dell’11 Settembre, un concept che parla di pace, di fine delle guerre, di miglioramento dell’umanità. Speranza, voglia di vivere, di convivere, di amare. Sentimenti nobili che
(Iron Bonehead) Un split di due band sostanzialmente sconosciute, provenienti da un underground a noi molto lontano. Spesso queste pubblicazioni non vengono considerate, spesso succede che due oscene tracce, due peccaminosi culti, due perle di oscurità vengono, purtroppo, ignorate. Ma sarebbe un errore. Qui, infatti, c’è un
(Argonauta Records) Uno sguardo al social network di questo progetto tutto italiano, per leggere ciò che band stessa ha scritto: un laptop, un sitar, una chitarra. Combinazione di disciplina del suono, ripetizione e tantrismo relativo a Shiva. Ed è proprio la componente filosofica che, in
(Minotauro Records) Salto indietro nel tempo. Salto indietro verso un sogno tutto italiano che, come spesso succede nel rock, in Italia rimane allo stato di sogno. Grazie alla Minotauro Records questo è veramente un viaggio indietro nel tempo, una nuova vita a ciò che è stato, dai più,
(Minotauro Records) Sontuosa ristampa (2 cd + dvd) da parte della Minotauro dell’album “The Master Plan” (1991), ad opera degli speed thrashers Tactics, band formata nel 1986 da Steve Gaines, all’indomani della sua fuoriuscita dagli Abattoir. Il genere proposto si avvicina molto a quello degli stessi Abattoir, ossia uno speed thrash arrembante,
(Forever Plagued) Perfetta colonna sonora per il suicidio. Suicidio lento, doloroso, elevato a forma d’arte. In questi sei pezzi gli americani Esoterica, arrivati al debutto, riversano una quantità immensa di dannazione, decadenza, morte interiore. Fumosi, oscuri, psicotici, occulti, devastano la quiete e l’armonia con un black
In occasione dell’uscita di “
(Moribund) Copertina stupenda che introduce ad un album complicato. Un album impegnativo. Il suo ascolto conduce attraverso diversi scenari: black, black atmosferico, gotico, dark, riflessivo. Su quasi un’ora di musica, gli Italiani riescono a costruire un panorama intenso, pieno di sofferenza, malinconia,
(Minotauro Records) Non so bene cosa faccia questa band del Maine. La cartella stampa parla di heavy metal, doom, rock… ed è forse l’unico modo per descrivere questi tre artisti. Fanno un po’ di tutto, ma in un contesto personale ed unico. Alla descrizione ci aggiungo un pizzico di
(Heart & Crossbone) Doom che condanna, devasta, uccide. Pesantezza senza limiti, cattiveria, rabbia, quella voce estrema -quel growl- disperato e lacerante. Terzo album, quasi quaranta minuti di decadenza, invito al suicidio, oscurità: ogni traccia offre idee particolari, dettagli, tasselli che musicalmente dimostrano una ottima capacità creativa e compositiva, pur rimanendo nei confini del genere in maniera
(Moribund Records) Ossessivo, opprimente, soffocante. Un album di black metal spesso lento come la morte, pesante come un crocefisso, doloroso come una tortura. E freddo. Maledettamente freddo. La cosa sconvolgente è che non si tratta un lavoro proveniente dalla consueta gelida Scandinavia, ma dalla calda Sicilia:
(Indie Recordings) Black metal feroce, spietato. Ma anche profondo, emozionale, capace di toccare i sentimenti, gli stati d’animo. Ormai vicini ad un decennio di carriera, i norvegesi Iskald giungono al quarto full length, cercando una direzione diversa, più originale, più creativa. I pezzi sono più lunghi, rispetto al passato, o per meglio dire sono tutti lunghi: su
(SG Records) A qualcuno questo nome può non ricordare nulla. Al sottoscritto invece parte una connessione mentale diretta con gli Empty Tremor, grande band prog metal italiana che specialmente con i primi due album mi fece impazzire. In quella band Daniele si occupava delle tastiere, ma per uno come lui “fa lo stesso”
(Red Sound Records) Altro colpo a segno per la label indipendente Red Sound che ancora una volta si lega a nomi geniali dell’underground italiano, capaci di sformare suoni estremi, devastanti, psichedelici, vere macchine capaci di creare suoni letali. I vicentini Whales And Aurora rientrano in qualche modo negli inospitali ambienti del drone, del psichedelico, dello
Una chiacchierata con John Le Pirate, chitarrista dei pazzoidi francesi Heaven’s Colt. Mostrano un enorme doto medio a tutto, tranne a quello che amano fare. Cantano in Francese e non fanno nulla di veramente nuovo, ma tutto è al 100% divertente e catch. Niente musica complessa, ma tonnellate di riffs, divertimento e vero hard rock. Pensate davvero di aver bisogno d’altro?
(autoprodotto) Meno di dodici minuti di oscurità estrema. Singolo? EP? Non lo so, ma questi Svedesi ci sanno decisamente fare. Sono attivi dal 2008, e hanno pubblicato un solo album. Ma questo non è certo sinonimo di inesperienza, in quanto queste due tracce (parte 1 e 2 del titolo) propongono un death metal pieno di sostanza ed atmosfera, con iniezioni
(Fuel Records) Pazzesco. Maledettamente pazzesco. “This is the time”, mi viene da dire, perché questa è una storia assurda, che diventa brutalmente assurda dopo aver ascoltato queste dieci poderose canzoni. Ve la racconto: questi signori si sono formati un po’ di tempo fa: 1981. Io ero un bambino. Molti di voi forse