DESERT – “Never regret”
(Raven Music) L’esordio su full-“length” dei russo/israeliani Desert (recensito QUI) mi aveva incredibilmente colpito: per questa seconda prova, che giunge a quasi quattro anni dalla precedente, mi trovo dunque a constatare un certo calo di ispirazione. “Never regret”, per quanto ancora molto vario, (altro…)
(Nordvis Produktion) Proprio come un fiore che sboccia, si rivela la totale complessità di un full length anticipato dal singolo “Neath Rock & Stone” uscito a febbraio. E’ il quinto lavoro della one man band svedese, condotta dal poli strumentista e compositore Nachtzeit. Se il singolo proponeva la terza traccia, “Blossom (Part 3)”, l’album offre anche le
(Pure Steel) Ormai i comeback di formazioni cult degli anni ’80 non fanno quasi più notizia: pochissime sono le band che, spesso in forma totalmente rinnovata, non hanno ceduto alla tentazione di ritornare sulla scena. Possiamo ora aggiungere alla lista gli us metallers Axemaster (da Kent, in Ohio),
(De Tenebrarum Principio) One man band tutta italiana questo progetto, dichiaratamente ispirato ai fasti del black metal atmosferico della seconda metà degli anni novanta. Anni che
(Killer Metal) La cosa più interessante dei Lords of the Trident è il modo in cui si presentano sul proprio sito internet. Descrivono le normali vicende della loro storia di band come se fossero un’epica battaglia… e che dire dei nickname dei membri?
(AFM) Gotici. Elettronici. Vagamente pop. Estremamente potenti. E’ sempre la Germania il paese giusto per queste bands che sono in grado di miscelare potenza metal, decadenza gotica in un contesto vendibile, proponibile, di tendenza, pop. Gli A Life Divided, come i Darkhaus, riescono a creare un sound non
(Hells Headbangers) Se questi australiani potrebbero essere definiti i cugini oltremare dei Belphegor, si può affermare che evidentemente i geni buoni sono rimasti in Austria. Non è tanto per la tecnica o per il livello di malignità. In entrambi casi ci siamo; ma manca del tutto un minimo di originalità che li possa far
(Spider Rock) Da una delle più belle località della Campania, ovvero Sapri, i prog rockers Aura ci inviano il loro terzo album, che fa della solidità dell’insieme la propria carta vincente. “Noise” si compone di dieci brani che non si perdono in divagazioni superflue
(Autoproduzione) Come annunciato
(Pitch Black) La formula è rodata: i Sacred Blood prendono un mito o un avvenimento storico della loro terra d’origine, la Grecia, e lo mettono in musica con buon mestiere e qualche sincero picco d’entusiasmo. L’esordio fu dedicato alle Termopoli; seguirono le vicende di Alessandro Magno
(Massacre Records) Amanti e appassionati del melodic-power hard rock, quello spesso, pomposo e tinto da tastiere che simulano orchestrazioni, molto in voga negli anni ’80, oppure coloro che sono legati all’AOR, potranno saggiare una proposta consistente
(Bakerteam Records) I milanesi Cyrax confermano tutto ciò che di buono aveva mostrato il debut “Reflections” (recensito
(Lvx Perpetva Records) Reduci da un ritorno discografico più che riuscito nel 2014 (
(Autoproduzione) Attivi dal 2010, i Colombian Necktie hanno saputo ritagliarsi il loro spazio nell’affollata scena sludge, grazie ad uno stile personale che incorpora influenze stoner e hardcore. Affini a acts come Eyehategod, la band Losangelina ha dalla sua una maggiore varietà stilistica, pur mantenendo una
(Loud Rage Music) Mi dispiace sempre bocciare un lavoro, soprattutto quando si vede che, alla sua base, c’è un lavoro attento e accorato. Ma il secondo disco dei romeni Whispering Woods non è riuscito a convincermi. Tante, troppe band si muovono nell’ambito del symphonic gothic metal; tante giocano con sonorità classiche e operistiche,
(Scarlet Records) Un trionfo di power/gothic! Non c’è altro modo per descrivere il terzo full-“length” dei parigini Whyzdom, che davvero meriterebbero di salire sull’Olimpo del settore. Un settore in crisi, certo, ma certamente illuminato da un’opera come questa, un concept sulle assurdità della religione…
(Ferrum) Dopo una ventina d’anni di gavetta gli ucraini Apostate tornano con un secondo album in studio. Cinque brani che più doom non si può. Dieci minuti a traccia, con i tempi dilatati imposti dall’intaccabile tavola dei comandamenti scritta da Candlemass, Solitude Aeturnus e allegra (si fa per dire) compagnia. Il verbo metallico è sciorinato con perizia e mestiere andando a comporre una cinquantina di minuti di puro suono funerario e malinconico. Granitici.
(Season of Mist) Geniali. Pazzi. Sconvolti. In equilibrio assurdo tra demenza decadente e pungente ironia infestata di goliardia. Questo culto del sangue, questo EP dovrebbe essere il remake di alcuni pezzi del primo loro album “The Apotheosis”. A parte il fatto che non conosco il loro primo album, è comunque difficile
(Vàn Records) Tornano gli Urfaust, e si entra subito nel loro eccentrico mondo, fatto di suoni astrali e soffusi, atmosfere da incubo e visioni degne del più pessimistico Lovecraft. Il duo germanico confeziona un’altra perla di
(Massacre Records) Dopo l’ottimo esordio “Bringer of Light” (recensito
(Massacre Records) Mentre aspettiamo la seconda parte della saga fantascientifica “Starwolf” (
(Moribund Records) Where Evil follows è la nuova creatura di Toby Knapp, che alcuni conosceranno come chitarrista degli ormai sciolti Onward: il nostro è impegnato in numerosi altri progetti, ma con l’amico Dean Stenberg ha voluto mettere su anche questa band di heavy/speed sporco e molto americano.
(Doomentia Records) Nuovo album di questo trio nato sul finire degli anni ’80 (all’epoca la formazione era più ampia) in Pennsylvania e che in questo nuovo secolo suona un thrash/death/blackened che offre scampoli di matrice teutone e in minima parte della Bay Area. Linee del riffing
(Mighty Music) 30 anni di attesa per il comeback dei danesi Evil, autori di un seminale mini nel 1984… e una delusione assoluta alla pubblicazione del primo full-“length” della loro carriera. Appena 32 minuti (per sette brani più intro) per un disco che non va assolutamente da nessuna parte: produzione impastata, linee vocali di una modernità del tutto fuori luogo
(Pure Steel) Il demo di debutto degli Shadowbane aveva suscitato una certa curiosità nell’ambiente dei defenders: una band tedesca (per la precisione di Amburgo) che suona in modo così americano non può passare inosservata… tuttavia ci sono voluti quasi cinque anni perché il full-“length” vedesse la luce (naturalmente sotto l’egida della Pure Steel).
(Pulverised Records) Fondati da Yassin Hillborg (Afflicted), gli Svedesi Crucifyre seguono il percorso tracciato della band madre, proponendo un death metal old school, influenzato da acts come Possessed, Bathory, Slayer e Celtic Frost. Nonostante le fonti d’ispirazione siano evidenti, il songwriting della band è di
(Century Media) Dopo il singolo dello scorso agosto il quale, con brutalità, annunciava il ritorno di questa band tedesca, ecco finalmente il full length! Una band emersa a fine anni 80, con all’attivo solo tre album prima dell’oblio… del silenzio… interrotto l’anno scorso… l’anno della
(Hell Headbangers) Questi Acid Witch sono dei geni. Manco si capisce chi suona cosa, ma il risultato è ottimo. Sembra di ascoltare un vecchio polveroso sette pollici raccattato in soffitta e
(M.A.P./VideoMapNetwork) Un rock colto, ammesso che sia il caso di usare un termine che spesso è piaciuto a critica e fan e chissà quante volte impropriamente (vero, Sig. Battiato?). Un rock i cui testi sono costruiti su livelli diversi dalla comune linea di creazione di parole per un testo musicale.
(Agoge Records) Nonostante il flyer si perda in improbabili definizioni musicali, con molta più semplicità possiamo inquadrare gli In Flames dell’era “Reroute To Remain” e i Tool di “Opiate” come i principali ispiratori del combo italiano. Certo essendo la prima prova su disco è normale che il platter sia nel complesso un po’ acerbo ma i riff proposti sono tutto
(Saturnal Records) Full length di debutto dei Voodoo Gods, band attiva dal 2001, inizialmente con il nome Shrunken Head, che vanta tra le proprie fila alcuni grossi nomi della scena metal internazionale, tra i quali David Shankle (ex Manowar) e George “Corpsegrinder” Fisher dei Cannibal Corpse, chiamato a
(Sliptrick Records) A dispetto del monicker in stile black, i nostrani Fog fanno death. Anzi, del buon death, quello che ormai non siamo più abituati a sentire, viste le megaproduzioni
(Nuclear Blast) Il fatto che un nuovo album dei Nightwish sia un evento non è discutibile. Lo è per i fan, per il mercato, per l’industria che gira attorno a una band di quel calibro. Una band importante e che ha dato concretamente qualcosa al metal. Se siete fan
(Graviton Music) All’origine di questo progetto c’era Arjen Lucassen. Lui e Marcela Bovio erano il perno su cui basare idee e soluzioni. Poi Lucassen è andato avanti con altre cose, mentre gli Stream Of Passion si sono costruiti un’identità forte. Da soli e certi delle proprie capacità, su tutte il talento
(Pavement Entertainment) Immaginate quel fangoso suono dello stoner unito a cose nu metal. Immaginate una voce alla Chad Kroeger, ma più sporca, più roca. Non immaginate e date un ascolto ai torinesi The Cyon Project, gente che si guadagna l’attenzione della Pavement Entertainment