DYSANGELIUM – “Thánatos Áskēsis”
(W.T.C.Productions) Arrivano finalmente al full length i tedeschi Dysangelium facendo un passo avanti rispetto al demo “Leviaxxis” dell’anno scorso. Il vocalist che nel demo non mi era piaciuto affatto non ha cambiato lo stile, ma ha comunque migliorato l’impostazione rendendo leggermente più convincente la performance (anche se non particolarmente buona), (altro…)
(Sliptrick Records) Un disco brevissimo, ma a suo modo accattivante: i romani Lady Reaper irrompono sulla scena con questo album autotitolato, che frulla l’heavy anni ’80, generosi dosi di speed, un tocco di NWOBHM e forse anche qualcosa di più moderno in un mix veloce e dall’attitudine stradaiola.
(Sliptrick Records) A tre anni di distanza dell’EP “Soldier God”, ritornano i Romani Endamaged con il Primo full length “At The Gates”. Il sound del gruppo affonda le proprie
(Drown Within records) Se vuoi fare un disco così devi saper suonare. Ma non basta, devi saper coinvolgere l’ascoltatore e portarlo dentro la musica, farlo sognare, impaurire,
(Hells Headbangers) Ristampa da parte dell’etichetta Hells Headbangers di “There Was Blood Everywhere”, mini LP uscito in origine per la Relapse nel 1995. il genere proposto dagli Embalmer è un brutal death metal con frequenti richiami al grindcore, non molto lontano da quanto fatto sentire dai primissimi Carcass.
(Icarus Music/Gates Of Hell Records) A volte duole ammetterlo, ma sono anche i colpi di fortuna a determinare la carriera di una formazione. Se solo questi peruviani fossero stati notati in tempi meno sospetti dalla Century Media
(Southworld Recordings) Dal tour del 2010 i Damned ricavano questo doppio album dal vivo, registrato al The Manchester Academy. L’album è un tassello della serie “Graveyard Chronicles”, con la quale la band ha pubblicato diverse release di rarità e inediti. Ventuno canzoni catturate attraverso
(Inazuma/Rock’n’Growl) Ecco qui un disco pronto per il fuoco, astioso e incattivito, di coloro che odiano per partito preso il power metal! I Melodius Deite, che vengono nientemeno da Bangkok, Thailandia, confezionano un secondo full-“length” di symphonic power che trabocca dei cliché del genere.
(Autoproduzione) Canzoni scarne e ridotte ai minimi termini, con arresti e ripartenze continue, all’interno di un hardcore rabbioso.
(Thunderforge Records) Dopo cinque anni di silenzio ecco tornare in pista i lituani Skyforger, una delle prime band dell’est europeo a sfondare anche sui lidi occidentali (i nostri sono in attività dalla fine degli anni ’90). “Senprusija” è un album che mostra diverse sorprese, ma non tradisce lo spirito della band: ancora una volta,
(Scarlet Records) Temperance: una band italiana di cui annotarsi il nome! Metal moderno, accattivante e veloce per questo “Limitless”, che conferma tutto ciò che di buono si era visto nel debut (recensito
(Gain Music/Sony) Ecco una di quelle band che per qualche motivo non ho mai seguito. E riconosco di aver sbagliato! Il quartetto svedese, ormai al decimo anno sulla scena, vanta molta esperienza, stile, abilità, gusto e questo sesto disco è un piccolo capolavoro di heavy metal melodico, capace però di toccare vari
(Buil2Kill Records) Ricordo ancora quando recensii “The Gate of Nothing”, l’esordio dei lombardi Betoken: un heavy/power abbastanza complesso, vario e a tratti molto coinvolgente. Ammetto di non aver seguito troppo la band in questi dieci anni (!): la ritrovo ora,
(Nire Records) Se avete già una certa età, il nome di Carl Canedy non vi suonerà nuovo: il vulcanico batterista ha lavorato per anni con The Rods (è peraltro rientrato in formazione nel 2010) e sedeva addirittura dietro le pelli per il primissimo demo dei Manowar!
(Nuclear Blast Records) Come se la coppia Miret/Stigma avesse da dimostrare qualcosa a qualcuno. E invece eccoli qua nel 2015, a quattro anni di distanza dalla precedente prova in studio. Qualcosa di nuovo all’orizzonte? Per fortuna no: il lavoro dei nostri è 100% Agnostic Front. Testi caustici a anticonformisti,
(Svart Records) Qualcuno per favore fermi quelli della Svart! Troppo buone le loro uscite ultimamente. Così rischieranno di monopolizzare gli stereo di ogni buon appassionato di musica estrema. Questo giro tocca ai finnici
(Selfmadegod Records) Io ero un adolescente, loro esistevano da pochi anni e già la loro discografia era cospicua e c’era un amico più grande di me che aveva molti vinili. Non sono più un ragazzo, il mio amico continua a essere
(Against PR) La globalizzazione del mercato crea situazioni sempre più strane: la Against ci invia il debut degli sloveni Zaria. Io mi ci fiondo subito perché leggo ‘epic folk metal’… ma a prescindere dal fatto che l’etichetta si rivelerà in larga parte inesatta, mi chiedo dopo una mezzora: quanti metalheads italiani
(Sliptrick Records) Attivi sin dal 1999 e passati attraverso anni di tumultuosi cambi di line up oggi i capitolini Lectern giungono al loro quarto album. Qui non troverete altro che death stile anni novanta a tinte brutal. La zona di Tampa in Florida ha affascinato oltre misura il combo romano che ha partorito un lavoro che
(Dark Essence Records) Sconvolgente. Un album che appare inutile e scontato. Poi cresce. Si insinua. Entra in testa. Striscia dentro la psiche, contamina la coscienza. Prende il controllo. E’ il decimo compleanno dei norvegesi Krakow: loro lo celebrano con il terzo album, che cambia ulteriormente direzione. Cosa
(Bizarre Leprous Productions) Full length di debutto per i Cechi Slup, band proveniente da Brno attiva dal 2010. La proposta musicale di questo terzetto è un death metal che sfocia spesso nel grind. I brani sono brevi e concisi, con qualche divagazione e cambio di tempo che li rende dinamici e variegati. Affini come
(Nuclear Blast) Sesto album per gli svedesi Scar Simmetry, ormai sempre più vicini a sonorità melodiche e easy. Fruibilità pura, meno estremismi, soprattutto grazie a una modernità del sound e del modo di comporre e con una maggiore ampiezza del groove, oltre a una buona
(Autoproduzione / Crime Rec.) “Satana” apre con sulfurea atmosfera questo album che nella sostanza si ancora al thrash metal, pur vivendo di impennate stilistiche care al death metal e a soluzioni vagamente prog. Anche la seguente “Blast the Sun Away”, mette in chiaro
(Cruz del Sur) Sono presentati come la new sensation speed/thrash proveniente dalla Grecia… e probabilmente è così! I Sacral Rage, da Atene, giungono al debut dopo diverse produzioni minori e certamente non sprecano le proprie cartucce… accattivando peraltro i possibili acquirenti con una cover originale e inquietante.
(Iron Bonehead) Irlanda. Band recente, solo un anno di storia. Il moniker, in romeno, vuol dire lupo mannaro. Per ora questo è solo un demo, ma la band si orienta su un death tetro e pieno di marciume con il quale questi quattro deathsters (tre uomini ed una donna) non dimostrano alcuna pietà, se non totale decadenza e ostilità, anche nei momenti più armoniosi della
(Earthquake Terror Noise) Ritornano, a due anni di distanza dal debut album “Camping The Vein”, i Fiorentini Sofisticator, attivi dal 2009 e già con una vasta esperienza live, avendo suonato di supporto, tra gli altri, ad Exodus e Artillery. Dopo una girandola di cambi di formazione, la band sembra aver trovato una line
(Nuclear War Now! Productions) I Morbosidad rappresentano una sorta di icona della scena estrema americana, o almeno di un pezzo di essa. Nati in California e trasferiti successivamente in Texas, Tomas Stench, storico vocalist, e i suoi colleghi hanno
(Bernett Records) Deboluccia la proposta dei francesi Evolvent, che si dedicano a un gothic decisamente di maniera. La cosa sorprende tanto più perché la band parigina è in attività da più di dieci anni. Non è, “Win or die”, una opener eccezionale: chitarre un po’ zanzarose e pochi guizzi (tranne forse nelle sovrapposizioni vocali del finale).
(Napalm Records) Il precedente “Solarflesh: A Gospel of Radiant Divinity” aveva indotto l’autore di queste parole a riflettere che dopo 20 anni di carriera, ripetersi o rinnovarsi è difficile. Essere se stessi dovrebbe essere comunque la norma e gli Hate anche questa volta
(Red Cat Records) Molto giovani e seguiti con attenzione, di recente per loro spazio su un importante quotidiano nazionale. Queste poche affermazioni per sottolineare la bontà e il consenso che circonda i fiorentini Finister. I quattro si esprimo con il rock di base, suonato in modo parzialmente diretto, perché
(UKEM Records) In perfetto stile UKEM Records, ecco il debutto degli inglesi Consecration. Otto tracce spalmate su un’ora ed un quarto di asfissia, morte, decadenza ed infestazione psichica. Band recente, fondata nel 2010, all’attivo un demo ed un EP, celebra diverse forme di morte -da diversi punti di vista- con questo pesantissimo
(Iron, Blood And Death Corporation) Full length di debutto per i Neozelandesi Exordium Mors, band attiva dal 2004 che ha saputo ritagliarsi un un buon seguito nell’underground estremo locale. Lo stile del gruppo pesca molto dal thrash metal, per quanto riguarda le chitarre, mentre la voce e la batteria sono di
(Hells Headbangers) Le mie preghiere sono state ascoltate da qualche blasfema entità, perché quanto mostrato dai Perdition Temple nell’EP “Sovereign of The Desolate” (
(Nuclear War Now! Productions) Puro orrore dall’Australia. One man band impegnata in un fumoso e decadente black metal, spesso lento, angosciante, ai confini del doom più letale e velenoso. Questo EP ha subito un parto travagliato: registrazione economica -un po’ digitale, un po’ analogica- nel 2012, per poi diventare una limitatissima stampa su cassetta (solo 50!)
(Inverse Records) I norvegesi Sarpedon, lo ammetto, mi hanno colpito: la definizione ‘prog’ sta decisamente stretta alla loro musica, un connubio di generi a tratti impazzito, ma senza eccessive divagazioni intellettualistiche o fini a se stesse. Non lasciatevi quindi fuorviare dal logo black, genere di cui sono presenti pochi accenni…