ΑΧΕΡΟΝΤΑΣ (ACHERONTAS) – “Ma IoN (Formulas of Reptilian Unification)”
(W.T.C. Productions) Gli Acherontas ci hanno abituato fin troppo bene con i loro album. Quattro prove dal 2007 ad oggi con una qualità media impressionante. E con questo “Ma Ion…” portano la loro proposta musicale ad un livello superiore. Immaginatevi se i miti classici dell’epoca ellenica cantati dai Rotting Christ si fondessero con le immagini evocative di (altro…)
(Massacre Records) Formatisi a metà degli anni ottanta dalle ceneri dei Lion’s Breed, gli Scanner seppero ritagliarsi un loro spazio all’interno della scena power speed teutonica, forti di un contratto con la Noise che gli permise di incidere i primi due dischi e di farsi notare dagli estimatori del genere. Il passaggio alla Massacre ci consegnò 
(Qua’ Rock Rec.) “Qua’ Rock Shots” è una raccolta che include diciassette tra musicisti, autori e band scelti dal maestro Gabriele Bellini e da Giacomo Salani, titolare de La Fucina Studio, ovvero il presidente e il vice della Qua’ Rock e dal cui
(UDR) Decimo capitolo di una band immensa, poderosa, unica. Fedeli al se stessi, forse l’unica band che nonostante il successo planetario ottenuto a metà anni ’80, non si è mai venduta artisticamente in modo scontato, anzi, ha sempre cercato di seguire la sua personale direzione, non quella del marketing, una band che è stata capace di creare album
(UDR) Nello squadrone di ristampe, live e nuovi prodotti lanciati dai Saxon in questi ultimi tre anni trova posto anche “The Saxon Chronicles”, opera apparsa originariamente nel 2003, e stavolta disponibile in un lussuoso package 2dvd + cd. Il primo dvd ripresenta il glorioso “Live at Wacken” del 2001 e una intervista con Byff, dello stesso periodo…
(Autoproduzione/The Orchard) La semplicità è qualcosa che paga sempre, porta soddisfazioni e dà sicurezza. Stefano detto S.P. Jesus ha pensato cinque anni fa di fare girare la propria chitarra su cose meno ‘toste’ rispetto al death metal dei Natron: il rock ‘n’ roll è stata la soluzione. Infondervi cose stoner, hard rock, rock
(Qua’ Rock Records) I fanatici dei sound massicci, tonici e ipertensivi delle scuole crossover, nu metal e groove metal, non dovrebbero astenersi dal ricercare questo album d’esordio dei nostri connazionali No One Cares. Guardando le foto dei quattro si scorge
(Massacre) I comeback sono sempre pericolosi: i vecchi fan di solito li osannano senza riserve e senza nessuna considerazione per l’effettiva qualità del nuovo prodotto; talora la band che re-incide dopo 10, 20 o anche 30 anni è completamente diversa da quella degli anni ’80, e quindi la continuità è impossibile; e così via.
(Napalm Records) Nel 2011 in molti si sono chiesti se con “Alpha Noir” i Moonspell avessero inaugurato un nuovo corso nella loro discografia. Ascoltando il nuovo “Extinct” non si può dare una risposta univoca. Che cosa si sono inventati i lusitani questa volta?
(Nordvis Produktion) Gli svedesi Skogen hanno già quattro album alle spalle, compreso l’ultimo fenomenale “I Döden” uscito l’anno scorso (leggi
(Indie Recordings) Un black metal diretto, viscerale, troneggiato da un growl possente, essenziale, che a volte ricorda grandi nomi della scena norvegese, terra di origine di questa one man band che è stata recentemente in tour con … i Mayhem. Blodhemn è forse l’ideale congiunzione tra un riffing thrash ed un concetto black metal: dal primo attinge un riffing
(Blood Fire Death) A distanza di due anni dal debutto “One Last Warning”, tornano sul mercato gli Spagnoli Stained Blood. La proposta musicale del combo Catalano è un death metal melodico, basato su ritmiche serrate, enfatizzate dal drumming aggressivo di Salva, in grado di alternare
(Sliptrick Records) Piccola perla del metallo tricolore, “Simphony of Pain” suonava fresco nell’Anno Domini 1992 come oggi. Non me ne vogliano i seguaci di Jon Nödtveidt, ma prendo a paragone il capolavoro “The Somberlain” per dare un’idea di ciò che abbiamo di fronte. Esagerato? Nemmeno per sogno. Il punto è sempre il solito: se i Gravestone fossero nati in America ora sarebbero di fianco
(Napalm Records) “Antik” (
(Svart Records) Roma, un secolo a.C., Tito Lucrezio Caro, “De rerum natura”. San Francisco, giorni nostri, Lotus Thief, “Rervm”. C’è un forte collegamento tra l’opera di Tito Lucrezio Caro e questo “Rervm”, album decisamente alternativo basato appunto sull’opera del poeta e filosofo. Sei tracce esattamente come sei erano i libri che componevano l’opera epico-
(Hells Headbangers) Gli Atomic Aggressor sono atipici. La band cilena dà i primi segni di se stessa a metà anni ’80, ma una vera e propria registrazione, ovvero il primo di tre demo, arriva solo nel 1989. Da allora solo altri demo, compilation e live album, poi nel 2014, dunque
(ATMF) A distanza di cinque anni dal precedente “Historia Nobis Assentietvr”, ritornano i Triestini Absentia Lunae, tra le più fulgide realtà tricolori in ambito estremo. Non è facile inquadrare “Vorwarts” in un genere specifico: in esso si trovano elementi death metal, parti
(Autoproduzione) La band Inbound Legacy è testimone di un hard rock di natura power e classic. Quattro pezzi ben strutturati che trovano la nascita attraverso le ispirazioni di Antonio Molinari, cantante e chitarrista, già nei Wild Shooter Band. “A Pearl Like the Sun”
(Schattenkult Produktionen e Totensange Produktionen) L’ascolto di “Blackera” è l’attraversare una sconfinata distesa innevata, dove si sente l’ostilità della natura, la durezza della vita, il rifiuto di Dio e i malumori del Demonio. ‘Ostilità’, è questa
(Vic Records) Paul e Rogga erano già stati gomito a gomito in studio per “Sulphur Skies” (
(Hells Headbangers/Kvlt Records) I Goat Semen hanno fatto la loro gavetta, questo dobbiamo riconoscerglielo. Attivi infatti fin dal 2000 sono passati per due demo, svariati split e ben due album live per approdare in definitiva a queste otto canzoni (più intro), sono il risultato di un lavoro di composizione
(Inverse Records) I Wömit Angel si avvicinano a quel tipo di black sporco, lercio, imbastardito da riff che si sposano con il concetto del punk e dunque innalzano i livelli sonori e stilistici a situazioni furiose, isteriche, ma facilmente assimilabili.
(Punishment 18 Records) secondo full length per i Sardi Alkoholizer, side project messo in piedi nel 2006 da Necromaniac e Darken dei Necromessiah. A differenza del black metal fortemente influenzato dai Motorhead proposto dalla band madre, il sound degli Alkoholizer è
(Target Records) Da Copenaghen, i Bite the Bullet ci fanno immergere appieno nella psichedelia anni ’70. La prima traccia “Desire” sicuramente farà venire in mente a molti i primi King Crimson, quelli più tranquilli e atmosferici. Già nel secondo brano però qualcosa cambia: la componente più tipicamente rock emerge con energia e vien quasi da pensare ai Beatles imbastarditi con i The
(Epictronic / WhormHoleDeath) “The Majesty of Your Becoming” è un passo avanti o cosa? Se The Way Of Purity sono per voi un deathcore ossuto, ostinato e devastante, nonostante sprazzi di melodie, ebbene la delusione sarà spietata. Niente “Crosscore” e nemmeno “Equate”.
(So Cal Records / Alliance Entertainment) Parte bene “Seventrain” con la suadente e quasi tribale apertura di “Bleeding”. Il sapore dei Cult che si tramuta poi in Led Zeppelin, per quello che è poi un hard rock di stile californiano. Seguono una serie
(Bloody Mountain Records) Matthew Scott è il batterista dei Valdur e ha collaborato con altre band, tra le quali Weverin e Endless. Sxuperion è un proprio progetto nel quale il musicista si cimenta con tutti gli strumenti, per scolpire una sonorità a metà tra grindcore, brutal death metal e
(Steamhammer/SPV) Meglio essere sinceri: il sottoscritto degli UFO ha ascoltato abbondantemente le produzioni iniziali e quelle della prima metà degli anni ’80, cose come “Mechanix” e “No Place to Run”, oltre al recente, 2012, “Seven Deadly” (
(Fireball Records) Ok, l’album è uscito nel 2013, ormai due anni fa. Ma ci viene sottoposto nuovamente ora, anche per tutta l’attività che ruota attorno al nuovo lavoro dei Crossfire (ex Teodor Tuff), band che condivide con i Divided Multitude i fratelli Harøy (chitarra e basso). I legami poi non si limitano solo a questo, ma in “Feed On Your Misery” la band -che
(Iron Bonehead) Il black è un sottogenere che ha fatto, nelle sue manifestazioni più radicali, dell’oltranzismo una bandiera. Un principio da seguire. Se da un lato questa scelta stilistica ha tagliato fuori molte possibilità di evoluzione della scena stessa, dall’altro lato non si
(Vicisolum Productions) Confesso di aver avuto difficoltà a comprendere appieno questo “From These Waters”, sesta fatica degli Svedesi Loch Vostok. Non è facile, infatti catalogare lo stile della band di Uppsala entro un genere specifico. La loro proposta mescola metal estremo (death e black), progressive, djent, virtuosismi di chitarra, con una continua alternanza
(Vicisolum Productions) Lunghissima gestazione per questa release… o per meglio dire per la band stessa che dalle prime formazioni del 2002 arriva solo ora al consolidamento e al debutto discografico. “Låt Oss Förbrinna” è black, è death, è violenza, è potenza… è la libertà espressiva dei quattro deathsters svedesi che vedono al microfono Jonny Pettersson dei
(Redfield Digital) Metal core? Forse. Post Hardcore? Può darsi. Ciò che sento, però, ascoltando le nove tracce di questa band italiana è pura qualità, totale fantasia, assoluta tecnica, innovativa creatività, il tutto in un contesto di moltissima potenza e tanta cattiveria, ma anche un gusto esagerato per la melodia. Non sento le tipiche divagazioni metalcore, con tanta
(Logic(IL)Logic) Seconda release per i Saints Trade, band nata nel 2009, con all’attivo il mini “A- Matter Of Dreams” del 2012. La band Bolognese propone un hard rock legato alle sonorità degli anni ’80, spaziando tra AOR e class metal, con melodie vincenti e un forte appeal radiofonico, supportate da chitarre muscolose e ritmiche solide. La partenza è affidata