ARCANA COELESTIA – “Nomas”
(Avantgarde Music) È difficile dimenticare un monicker suggestivo come Arcana Coelestia: avevo dato per dispersa la band sarca dopo “Le mirage de l’idéal”, disco del 2009 che all’epoca mi convinse e appassionò. “Nomas” ne costituisce finalmente il seguito, ritardato lungamente per problemi di line-up: (altro…)
(Tenacity Music) Dopo due piccole release dal 2009 a oggi, i francesi dell’Alta Savoia Hybrid Sheep giungono al primo album in studio e in modo piuttosto ammirevole. Il deathcore degli Sheeps è pulito e snello, sostenuto da una produzione che non denota flessioni, ma anzi sembra avere valorizzato ancora di più la qualità generale dei musicisti.
(Profound Lore Records) Gli statunitensi Dawnbringer hanno una lunga carriera (“Night of the Hammer” è il sesto full-“length”) in quella regione di confine fra heavy metal, rock e doom che piace tanto ai defender, soprattutto quelli un po’ attempati: il loro disco riverbera dunque di molte influenze, soprattutto lontane nel tempo.
(The Church Within Records) Onestamente (ma sarà un mio limite personale) non capisco operazioni come questa degli Aeonsgate, progetto doom capitanato da Mats Levén (per chi non lo sapesse, attuale cantante dei Candlemass). Il loro debut “Pentalpha” contiene un solo pezzo di 59 minuti e 52 secondi! Ora, mi chiedo: ma voi ce li avete in una giornata
(Svartekunst Produksjoner/Dark Essence Records) Fantastico EP che anticipa l’imminente nuovo album dei Taake, bands capitanata e dominata dal geniale Hoest. “Stridens hus” arriva l’8 Dicembre… e nel frattempo l’EP riempie ottimamente l’attesa con quattro sensazionali traccie. Oltre a “Det fins en prins” che è tratta dall’album in arrivo, c’è la crudele
(Kaotoxin Records) Sublime brutalità, un assurdo amplesso, un’orgia tra black, black sinfonico e death metal poderoso e devastante. “Symphonic Blackened Death Metal”? Forse è proprio questa la definizione perfetta, in quanto i Sidious sembrano essere molto influenzati da bands quali i Dimmu Borgir ma con una marcata deviazione in territori death.
(Horror Pain Gore Death Prod.) I notturni e gotici bolognesi Horror Vacui si ripresentano con un nuovo album, il secondo, che tiene fede all’anima dark/punk della band. La notte si diffonde nell’esatto momento in cui “Return of the Empire”, la title track, apre questo decadente ma vivace lavoro. I ritmi sono vivi, pulsanti, le chitarre sembrano mettere in scena delle cantilene nere, il basso saltella con note continue. L’atmosfera
(Pure Steel Publishing) Terza uscita discografica per gli Italiani The Megs, dopo l’esordio “Jealousy” (2011) e l’EP “Start” (2013). La band descrive il proprio stile “High Energy Rock”, un termine che ritengo piuttosto azzeccato. I brani contenuti in questi album sono piuttosto brevi e senza fronzoli, immediati. Musicalmente ci troviamo davanti ad un
(Serpent Eve Records) Misteri di un mercato che si fa sempre più particolareggiato ed esigente: i bulgari Trysth, band post metal all’esordio con questo ottimo “Soulchambers”, hanno autoprodotto la versione in cd del proprio debut, ma hanno trovato la Serpent Eve Records disponibile a pubblicare la cassetta…
(autoproduzione) Colui che ha curato gli effetti scenici per i Mayhem, l’artista visuale Nader Sadek, ha realizzato un album intitolato “In the Flesh” nel 2011 e la versione live, “Living Flesh”, dopo due anni. In quei due album oltre a Flo Mounier alla batteria (Cryptopsy) e Rune Eriksen (ex Mayhem) alle chitarre, faceva parte del progetto anche Steve Tucker (ex Morbid Angel). In “The Malefic: Chapter III” Flo e Rune, insieme
(Bakerteam Records) Un album suonato con maestria e grazie a una tecnica mai esasperata. Death e thrash metal fusi in modo magistrale, dove intervengono anche risvolti funky e fusion senza però scadere in momenti eccessivamente eccentrici. Quel sentore di death classico, thrash
(autoproduzione) Non sono sicuro. Mi piace questo disco? O mi piace molto per davvero? So solo mi sto accorgendo che crea una strana, assurda, disumana dipendenza. Non so ben che genere sia, anche se siamo in palese territorio sludge/doom, ma ci sono momenti durante l’ascolto che -per assurdo- mi ricordano i primi Obituary! Si! Propio uno sludge
(Apathia Records/Hipsterminator Rec.) Postcore e mathcore non sono di certo, parlando onestamente, tra le sfumature del metal più facili da ascoltare. Ritmi asincroni, melodie in ottave e seste non sempre corrispondenti, in un vortice di caos acustico complesso e meraviglioso, in cui l’ascoltatore viene letteralmente risucchiato. Il 20 ottobre, in Europa, è uscito “Fall in Line” dei francesi Zapruder. Una band influenzata direi positivamente da più
(Autoproduzione) Solo due brani, solo un quarto d’ora di musica… ma che brani! Che musica! Gli inglesi Deconstructing Sequence non sono ancora giunti al full-“length” (questo è il loro secondo ep), ma il loro extreme progressive metal è incredibilmente maturo, coinvolgente, e soprattutto ottimamente prodotto.
(Forever Plagued Rec.) “Adaestuo” è un mini album infognato di satanica malvigità. Incursus è attualmente una one-man band americana con alle spalle un EP omonimo e l’album “Eternal Funeral Trance”, realizzati negli anni tra il 2005 e il 2009. Quei due lavori erano stati creati da VJS, il padre attuale del marchio, e il cantante Horidus, morto lo scorso anno. “Adaestuo” segna la volontà di VJS di continuare a dispensare male e atrocità sonore, nonostante la dipartita del suo amico.
(Beyond Productions) Secondo album per i Savonesi Machine Gun Kelly, nati nel 2000 come cover band di gruppi come Saxon, Motorhead e Judas Priest e, successivamente proponendo pezzi propri. Dopo anni di attività live e alcuni cambi di formazione, nel 2010 la band registra l’album di debutto “No Place To Hide” che ha
(Einheit-produktionen) Sconvolgente mix sonoro proveniente dalla Baviera. I Firtan offrono un black metal che spazia attraverso vastissime lande desolate, verso concetti futuristici, transitando nel bel mezzo del symphonic, mantenendo un importante legame con il pagan e con ispirazioni folk. Ed il tutto stuprato da un vocalist sconvolto,
(Terror From Hell Rec.) Inciso e pubblicato nel 2012, la Terror From Hell da di nuovo voce al primo album dei francesi Morgon. Ripubblicazione ben gradita per questo sound caotico, infernale ed estremamente violento. Una nube sonora dirompente “Nekrocult Archeochaosphere”, fatto in parte con un death metal oscuro e potente. Sound catramoso portato a una durata di ben oltre un’ora. I francesi incisero un demo nel 2006
(AFM Records) Carriera assai singolare, quella degli svedesi Bloodbound: band che seguo dagli inizi con un misto di amore e odio. I nostri partirono benissimo con “Nosferatu” (2006), un misto di NWOBHM e power scandinavo che convinceva al primo ascolto; ma da quel momento, hanno praticamente
(ViciSolum Records) Dalla lontanissima Australia ci giunge il secondo full-“length” dei Divine Ascension: i nostri vantano una cantante, Jennifer Borg, con un bel timbro pieno e vibrante, che si adatterebbe bene anche all’hard rock. Ma i nostri frequentano decisamente su altri lidi… “Dawn brings no Mercy”,
(Memento Mori) Debutto discografico per i Milanesi Funest, nati nel 2012 e autori nel 2013 di un demo auto intitolato. Anche se di recente formazione, il gruppo sembra provenire dai primi anni ’90, vista la proposta musicale: un death metal di stampo Scandinavo, sulla scia dei Nihilist e, di conseguenza, dei primi Entombed, oltre a Grave
(Autoproduzione) In una scena folk lombarda sempre più rigogliosa e affollata si inseriscono oggi gli Atlas Pain, che esordiscono sul mercato con un demo autotitolato breve ma incisivo. Dopo la intro d’atmosfera, “Annwn’s Gate” mette insieme il sound folk dei Rhapsody (of Fire) d’annata con suggestioni
(Collectors Dream Records) Great White: leggendari. Hanno fatto storia, una storia che poi li ha visti vittima di divisioni, cambi line up, scioglimenti, fino alla nascita di due versioni della band (con e senza Jack Russell). Tuttavia il loro periodo 80/90 è
(Autoproduzione) Dopo sette anni di silenzio la band francese Art 238 si ripresenta sulla scena con alcuni avvicendamenti all’interno della formazione e con un nuovo EP intitolato “Atavism”. La band propone tre brani, per la durata complessiva di venti minuti circa, che incanalano l’ascoltatore in un ambiente dark e postmoderno, come un fiume in piena tra pezzi death-grind in stile Cryptopsy, con correnti lente e oscure, black, alcuni stacchi
(Dr.Music Rec) Otto pezzi che grondano copiosamente di groove. Chitarre, basso e forse anche la batteria, sono ovattate da una coltre granulosa, gonfia. La voce è roca, suprema nel divagare con strofe brucianti. Tutto fa pensare a dello stoner sardo! Sono appunto sardi i Pinkemical Sunset e la loro anima sembra persa nelle lande arse di quell’isola eterna; il bruciare del sole, l’afa
(Fistbang Records) Primo full length per gli Italiani Oltretomba, band nata nel 2007, inizialmente come progetto solista del cantante e chitarrista L.D., diventando poi un terzetto con l’entrata in line up del batterista Falco e del bassista Cochise. Il genere proposto è stato definito dalla band stessa come retrogarde metal, in cui
(Underground Symphony) L’infaticabile Maurizio Chiariello, proprietario della Underground Symphony, dà alle stampe per la gioia di tutti i die hard defenders un ricchissimo tribute agli Heavy Load, storica band svedese da considerare senza dubbio fra i padri dell’heavy metal. L’operazione è tanto più meritoria perché,
(Suspiria Records) Da alcuni mesi a questa parte stiamo assistendo ad una invasione di bands che si affacciano nell’affollato panorama del melodic death metal, tendenza destinata ad aumentare grazie all’interesse suscitato dal ritorno in scena degli At The Gates. Tra i
(Naked Lunch Records) Tornano dopo qualche anno di silenzio i torinesi Lilyum, come sempre capitanati dal poli strumentista Kosmos Reversum. Tornano segnando il traguardo del quinto full length con una violenza scatenata, brutale, esaltata dalla batteria elettronica e da un vocalist disumano. Dieci tracce spietate, che tranne l’atmosferica introduzione non lasciano scampo, non fanno
(Solitude Productions) Pura passione per il doom. Tuonano dalla russia i Without God e vantano una formazione non comune visto che in line up contano una ragazza, Olga, non certamente rilegata ai soliti ruoli di basso senza volume o di tastiera di
(Slow Burn Records) Atmosfere tetre e riflessive da Mosca. Gli EndName arrivano al terzo lavoro (quarto considerando l’EP di debutto) proponendo la loro bellissima forma musicale, sempre strumentale, la quale attinge da doom, sludge ed ambient per
(Limb Music) I finlandesi Astralion accolgono nelle proprie file due membri degli Olympos Mons, band che certamente gli appassionati del power più melodico e tastierato non hanno mai dimenticato. Anzi, data la somiglianza di certe cose del sound, potremmo quasi dire che ci troviamo di fronte a una prosecuzione
(UDR) Giunge al venticinquesimo anno il festival di Wacken, tra i più importanti eventi in ambito metal nel mondo. Per celebrare questo quarto di secolo, l’etichetta discografica UDR ha documentato quest’ultima edizione pubblicando un triplo dvd
(Code666) Immensi. Geniali. Gli inglesi Fen hanno trovato una formula superlativa, senza eguali. Giungono al quarto album senza perdere minimamente lo stile, senza soffrire quella tipica legge universale secondo la quale quando si è raggiunta la vetta