Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
BIFRÖST – “Tor in eine neue Welt”
(Einheit) Alfieri del pagan più intrangigente, gli austriaci Bifröst pubblicano un terzo album maestoso e imponente, che supera i 70 minuti di durata e che, pur se non aggiunge una virgola a quanto già espresso dalla scena in questione, si rivela comunque un ascolto coinvolgente. (altro…)
(Heart & Crossbone) Doom che condanna, devasta, uccide. Pesantezza senza limiti, cattiveria, rabbia, quella voce estrema -quel growl- disperato e lacerante. Terzo album, quasi quaranta minuti di decadenza, invito al suicidio, oscurità: ogni traccia offre idee particolari, dettagli, tasselli che musicalmente dimostrano una ottima capacità creativa e compositiva, pur rimanendo nei confini del genere in maniera
(Beyond…Prod. / Masterpiece) Il sound di Götheborg rivive nel debut album degli Ever-Frost, dominandolo totalmente e rendendolo schiavo di un death metal con velleità progressive o comunque di stampo tecnico. Aggressività e solidità, caratteristiche tipiche del death metal, rinforzate ed abbellite
(Autoproduzione) Gli Evil Never Dies dichiarano di essere dei thrashers nati nel 1990 e ispirandosi a Slayer e Overkill. Quando ho letto questa nota, in quel preciso istante è iniziato il riffing mostruoso di “V-TV”, opener dell’album. Quel genere di riff pieno, corposo, possente e maestoso, ma allo stesso tempo
(Moribund Records) Ossessivo, opprimente, soffocante. Un album di black metal spesso lento come la morte, pesante come un crocefisso, doloroso come una tortura. E freddo. Maledettamente freddo. La cosa sconvolgente è che non si tratta un lavoro proveniente dalla consueta gelida Scandinavia, ma dalla calda Sicilia:
(Inverse Records) A me dispiace sempre bocciare un disco, ma onestamente nel secondo album degli svedesi Descend non ci trovo molto di interessante. I nostri si danno a un melodic death con partiture progressive che potrebbe, forse,
(Cruz del Sur/Audioglobe) I Dark Forest sono certamente fra gli esponenti più significativi del british metal di questi ultimi anni, e “Dawn of Infinity” è senza dubbio uno dei miei dischi preferiti, uno di quelli che lascia veramente di rado il piatto del mio giradischi.
(Autoproduzione) I 69 Shots hanno ancora molto su cui lavorare, ma almeno una base dalla quale partire c’è ed è in loro pieno possesso. Veneziani, attivi da pochi anni (Metalhead li conosce già
(Indie Recordings) Black metal feroce, spietato. Ma anche profondo, emozionale, capace di toccare i sentimenti, gli stati d’animo. Ormai vicini ad un decennio di carriera, i norvegesi Iskald giungono al quarto full length, cercando una direzione diversa, più originale, più creativa. I pezzi sono più lunghi, rispetto al passato, o per meglio dire sono tutti lunghi: su
(Rock’n’Growl) Sempre più spesso mi chiedo cosa spinga una band all’esordio a pubblicare soltanto un ep. Se si tratta di un demo autoprodotto va bene, ma qui stiamo parlando di formazioni che alle spalle hanno una etichetta e una promozione…
(SG Records) A qualcuno questo nome può non ricordare nulla. Al sottoscritto invece parte una connessione mentale diretta con gli Empty Tremor, grande band prog metal italiana che specialmente con i primi due album mi fece impazzire. In quella band Daniele si occupava delle tastiere, ma per uno come lui “fa lo stesso”
(Dark Descent Records) Esistono band che appena attaccano a suonare dalla prima canzone, riescono a comunicare da subito ciò che sono e ciò che l’ascoltatore può e deve aspettarsi. A questo principio si attengono i semi-sconosciuti Corpsessed, bestiale formazione death metal della Finlandia che arriva
(PRC Music) Ottimo pagan black metal dai canadesi Valknacht: questo è il loro terzo disco, ma il primo che mi capiti fra le mani. I nostri pescano a piene mani dalla mitologia norrena, ma da una prospettiva che si rivela interessante:
(Nuclear Blast) I Mayan sono un combo olandese fondato da ex componenti di Epica e After Forever e come tale si dedicano ad un metal sinfonico, la cui variante metal poggia sul melodic death metal e il thrash. Con “Antagonise” però ecco che il carattere sinfonico prende spunti molto più pronunciati. L’aspetto di maggiore
(Red Sound Records) Altro colpo a segno per la label indipendente Red Sound che ancora una volta si lega a nomi geniali dell’underground italiano, capaci di sformare suoni estremi, devastanti, psichedelici, vere macchine capaci di creare suoni letali. I vicentini Whales And Aurora rientrano in qualche modo negli inospitali ambienti del drone, del psichedelico, dello
(Pagan Records) Sciolti e riformati per ben tre volte, i polacchi Thy Worshiper si dedicano a un pagan/folk metal che, anziché attingere alla dimensione nordica del genere, si nutre di sonorità dell’Europa Orientale, per un risultato originale e accattivante per gli ascoltatori occidentali.
(autoprodotto) Meno di dodici minuti di oscurità estrema. Singolo? EP? Non lo so, ma questi Svedesi ci sanno decisamente fare. Sono attivi dal 2008, e hanno pubblicato un solo album. Ma questo non è certo sinonimo di inesperienza, in quanto queste due tracce (parte 1 e 2 del titolo) propongono un death metal pieno di sostanza ed atmosfera, con iniezioni
(Autoproduzione) Torrenziale esordio di thrash ‘contaminato’ per i torinesi Taste Revenge, che finora si erano fatti notare soltanto con un ep di ben cinque anni fa; il fatto che la maggior parte dei brani sia mixata insieme contribuisce all’effetto devastante che questo velocissimo disco ha sull’ascoltatore.
(Fuel Records) Pazzesco. Maledettamente pazzesco. “This is the time”, mi viene da dire, perché questa è una storia assurda, che diventa brutalmente assurda dopo aver ascoltato queste dieci poderose canzoni. Ve la racconto: questi signori si sono formati un po’ di tempo fa: 1981. Io ero un bambino. Molti di voi forse
(Autoproduzione) Il nome della band lo trovo raffinato. La copertina dell’album è fantastica. La musica lo è ancora di più. Las Vegas da oggi non è solo la capitale del gioco e di chissà quante altre cose, ma diventa la dimensione urbana nella quale sono nati i Dinner Music For The Gods, ovvero un ensamble strumentale
(GlobMetal Promotions) Esordienti da Mosca, i Terratomorf sono quattro giovani (almeno a giudicare dalle foto) dediti a un power/heavy metal genuino, abbastanza tedesco nello spirito, e quindi mediamente quadrato ma comunque melodico (soprattutto nei refrain).
(UDR Music) Ma come, un altro live dei Saxon? A meno di due anni da “Heavy Metal Thunder Live” e con un solo album in studio nel mezzo? Beh, la risposta è sì, che intervengano logiche commerciali (alla fine, una band così grande deve SEMPRE
(Limb/Audioglobe) Esordienti dagli Stati Uniti, e precisamente dalla Florida, gli Skyliner dimostrano di avere le carte giuste per lanciarsi nello scenario del power metal più tecnico e progeggiante, che non a caso si è sviluppato prevalentemente oltreoceano.
(Santavalvola Records) Deviazioni fumose, eccessi rumorosi tipicamente stoner, con l’eccellenza del concept album. Veramente interessante l’idea degli Italiani Stoner Kebab (moniker assolutamente geniale). Un concept che racconta una storia moderna, un esorcismo mentale infilato nella sporcizia sociale e religiosa dei nostri giorni. Violenza subita in cambio di
(RA Recs) Sei minuti e poco più, tanto dura questo lavoro dei viterbesi Neid. Grinders agguerriti, cinici. Seppelliscono l’ascoltatore sotto una colata sonora che prende il nome di “Non Repetere Est Eereditas”. I brani sono cinque e prevedono la partecipazione di ospiti, come Cinghio (Hour of Penance, Buffalo Grillz)
(Noiseheadrecords) Già alcune release alle spalle, tra le quali un debut album, e una serie di concerti tra la loro Austria e poi Polonia, Svizzera e Rep.Ceca. Di spalla a In Flames, Suffocation, Heaven Shall Burn, Brujeria, ed ora il nuovo album, presentato attraverso un’etichetta che non presenta facilmente cose banali.
(Black Widow) Basso, batteria. E fino a qui siamo nel territorio rock, forse metal. Poi ci dovrebbero essere le chitarre, e forse qualche tastiera, un vocalist. Ma cosa succede se ci fosse solo lo strumento più sacro, ed allo stesso tempo più dissacrante? Cosa succede se il basso e la batteria devono sostenere un organo? Musica da tastiere, roba elettronica, deviazioni
(High Roller Records) Non so quante volte mi avete già sentito raccontare una storia del genere, ma eccola qua… i Metal Mirror appartengono alla primissima falange della NWOBHM; pubblicano un singolo e un demo, poi mentre stanno per registrare l’album spariscono;
(Blood Rock) EP che appare sulla mia scrivania quasi per caso. Ignoravo l’esistenza di questa band di Turku, Finlandia, nonostante abbia all’attivo un altro EP, abbia in cantiere un album e sia in circolazione da più o meno il 2006. Si autodefiniscono “Psychedelic Doom Rock”, ma c’è qualcos’altro in questo sound. Qualcosa di magico, di allucinato. A partire
(PRC Music) Li ascoltai all’epoca di “Martyr” (
(E-Grapes Promotion) Ovunque sul web, gli emiliani Klogr si premurano di specificare che il loro nome si legge “K-log-R”, con riferimento alla pioneristica equazione psicologica (è del 1860) che pone in relazione stimolo e percezione. “Black Snow” è il secondo disco,
(High Roller Records) Gli Sparta sono uno dei nomi cult della prima ondata NWOBHM, quella che ancora aveva forti collegamenti con il rock anni ’70. Come tanti altri, gli inglesi non arrivarono neanche alla pubblicazione di un full-length,
(Black Widow) Difficile una opportuna collocazione dei Blue Dawn, giunti al secondo lavoro. Prog? Doom? Metal? Rock? Alternative? O parliamo semplicemente di musica che esce dalla porta delle classificazioni per entrare nel vasto mondo della libertà espressiva? Certo, il territorio è quello del rock, ma è veramente vasto il range di influenze, idee e stili
(Candlelight) Gli Shrapnel hanno il thrash metal nel sangue. Vuol dire che lo suonano in modo sentito, come se fossero in grado di mettere fuori la loro vera natura, la propria indole. Un’indole di puro thrash metal: nello stile, nelle rifiniture, nei singoli elementi, i musicisti, che ne costituiscono e decidono le parti.
Southern Brigade Records) Non amo il gothic rock, ma per The Strigas farò un’eccezione! La band pugliese (per la precisione di Barletta) giunge al contratto con la Southern Brigade grazie alla vittoria in un concorso musicale,