Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
BARBE -Q- BARBIES – “Breaking All the Rules”
(Southworld) Qualcuno le ha definite la miglior band rock femminile di sempre, affermazione esemplare su come si stia spingendo il più possibile questa rock band finlandese. Le cinque femme fatale di Helsinki hanno aperto per New York Dolls e WASP nel loro paese (altro…)
(Horror Pain Gore Death Prod.) Da una band con un nome simile mi aspetterei del death metal, invece i danesi Impalers sono alfieri di un old school thrash metal e che mi sembra propendere maggiormente per la scuola tedesca, in particolare Sodom (“See What I See” ne è un magnifico esempio)
(Ripple Music) I Mothership sono un’odierna ed onesta band americana di hard rock e rock blues stile anni ’70. “Mothership” mette in mostra un trio, fondato dai due fratelli Kells e Kyle Juett (ovvero chitarra e voce e basso e voce, rispettivamente), completa la batteria di Judge Smith.
(Comatose Music) Brutal death metal, nella sua forma più canonica ed espresso attraverso una produzione di gran livello, quasi patinata, ma non tale da sminuire il macello che gli Expurgate di Denver, nel Colorado, mettono su con questo esordio. Jaymes Grundmann si esprime con un growling
(Indie Recordings) Punk sociale norvegese. Bollerei semplicemente così questo album dei Blodig Alvor, in quanto norvegesi di Aalesund i Blodig Alvor e che si esprimono nella loro lingua. Pare che cantino di frustrazione sociale o comunque delle frustrazioni che la società procura
(Apathia Records) Sono una folle band francese i Pryapisme, la quale ha già dato in passato i suoi segni di schizofrenia artistica attraverso alcune release. “Hyperblast Super Collider” è stato descritto dall’Apathia Records o da chissà chi, come un “Soundtrack to the 8-bit Catpocalypse”.
(Coroner Records) Fa piacere trovare l’uscita di un musicista che non si possa definire solo come tale. Alessio NeroArgento è un tastierista, ma anche autore, compositore, produttore e sperimentatore di nuove sonorità e strumenti. Collaboratore di Diasarmonia Mundi, membro dei The Stranded
(Coroner Records) Sono di Maiorca gli spagnoli Bleed The Man, autori di un modern metal proposto in questo secondo album, il quale segue “Behind the Walls of Reality” del 2010 e licenziato da un’etichetta austriaca, la Noisehead. La composizione di questo “Ashes from the Past”
(Discouraged Records) I System Annihilated nascono in Svezia, nella piccola Umeå, nel 2009, quando i componenti avevano tra i 13 e 14 anni. Insieme a Ronnie Björnström (Aeon, Zonaria, Ghamorean) la band ha inciso il debut “Furor”, il quale è una fusione di hardcore e death metal.
(Collectors Dream Records) Un momento di gioia, poi la delusione. Quando mi contattano per recensire i Great White, faccio un salto indietro nel tempo! Wow! So che avevano prodotto un nuovo album, con il nuovo cantante. Non l’avevo sentito ancora, ed era questa un’ottima occasione per tornare a sentirmi questa band
(My Graveyard/Masterpiece) Chi segue MetalHead sa bene che i miei generi preferiti sono quelli classici (con ridotte e occasionali puntate nell’estremo); fino a qualche anno fa, pur possedendo ben più di un migliaio di dischi, non avevo idea di cosa fosse lo stoner solo perché non era nato nel corso degli anni ’80,
(My Graveyard/Masterpiece) Marco Ruggiero è volto noto della scena metal campana, coinvolto in numerosi progetti prevalentemente orbitanti negli ambiti heavy e power. I Savior from Anger, con il loro sound thrashy vicino a quello dei Metal Church, sono appunto una delle sue creature, e presentano questo nuovo disco,
(Autoproduzione) Probabilmente il nome di questa band di Houston non dirà molto, come gli stessi musicisti che la costituiscono. Sono elementi che hanno avuto esperienze live con Demoniacal Genuflection e Ingurgitate, ovvero il cantante R. Allen, A. Contreras e K. Kelley, chitarra e basso,
(Iron on Iron Records) Proprio non capisco le dinamiche dell’etichetta greca Iron on Iron: un giorno ti pubblica grandi dischi come gli ultimi di Marauder o Sacred Blood… e il giorno dopo ti diffonde l’ep dei Ruthless Steel, che brutto non è, ma si rivela immediatamente un prodotto di routine,
(Indie Recordings) Instabile delizioso equilibrio tra generi apparentemente incompatibili. Brutale assalto malvagio, devastante potenza nei riff, aggressiva voce black metal, dannato mix tra death, black e puro e semplice sudicio rock’n’roll. I Norvegesi Vreid tornano con questo “Welcome Farewell”,
(Mausoleum) Facendo una riflessione generale sul mercato dei ‘generi classici’, mi sembra che da qualche anno si possano individuare due chiare tendenze: una – della quale parlo continuamente – è quella del revival, del ritorno di formazioni più o meno blasonate degli anni ’80; l’altra è la fondazione
(Mag Music) Più che una recensione, un’approvazione. Più che un giudizio, un pieno supporto. Mag Music pubblica -crea- in versione digitale e gratuita questa compilation composta da quattordici tracce, che rappresentano ciascuna il tributo di molte band underground all’indiscutibile grandezza
(Samoan Records) Credo sia la prima volta che sento nominare i cremonesi Spleen Flipper. La bio racconta di una band che in oltre 10 anni ha realizzato due demo e due album, l’ultimo è “Alchimia del Dolore” del 2008. Pare fosse qualcosa di hardcore vecchio stampo e con inserti death metal e grindcore.
(PATAC) Tali Fistula di Cleveland mi sono sconosciuti, eppure in oltre dieci anni si sono prodigati in album, EP e split. Questo nuovo album racchiude anche una versione (ma non quella che ho ricevuto io) nella quale è incluso un EP di tempo fa di sei canzoni, intitolato “Loser”. I sette pezzi di “Northern Aggression”
(Go Down Records) Sono di Bergamo gli Humulus e sono in tre: Cristiano Benicchio, voce e chitarra, Massimiliano Boventi, batteria, e Giorgio Bonacorsi, basso. Il loro stoner è molto heavy, i suoni pesano quintali. Il basso e le chitarre hanno una densità enorme. Un groove molto classico
(Peaceville Records) Tanti anni fa i Mysticum firmarono per l’etichetta di Euronymous, cioè la Deathlike Silence Productions, ma a seguito della sua morte per mano di Varg Vikernes, cioè il fondatore di Burzum, “In the Streams of Inferno” rimase senza le cure di un’etichetta per tre anni e solo nel 1996
(Massacre Records) Geniali. Semplicemente geniali. I tedeschi Dante riescono a proporre un prog molto ricco, estremamente atmosferico, diluito in pezzi imponenti (spesso sopra i dieci minuti di durata), ma comunque godibile, fruibile, piacevole, di sicuro impatto anche su un pubblico più vasto.
(Antstreet Records) Un rock sincero, poderoso che non lascia respiro. Quartetto Milanese al debutto con il primo full length, si distingue per sonorità decisamente heavy, pur mantenendo un orientamento strettamente rock, con influenze hard rock. Lontani da quelle sonorità non ben classificabili,
(Indie Recordings) Uno sciame di emozioni che spaziano dalla depressione orientata al suicidio fino alla demenza totale, prigione invisibile confinata negli angoli oscuri della mente. Due sole canzoni per questi trentacinque minuti di un percorso sonoro che dimostra un’acutezza compositiva notevole,
(Horror Pain Gore Death Prod.) Premesso che questa band è marcia e lurida e quindi autrice di un (sublime) sound schifoso (i più avvezzi ai sound delle etichette lo avranno capito leggendo chi lo ha pubblicato), è curioso quanto essa sia contraddittoria (o artisticamente incoerente)
(Golden Morning Sounds) La mail con cui gli Australasia hanno contattato Metalhead mi ha fatto sobbalzare (per 3”), in quanto non avevo letto la U del nome, pensando così che fossero gli Astralasia, una meravigliosa band psychedelic electronic-dub/rock inglese. Eeh no,
(Svarga Music) Paganland: un nome abbastanza scontato, ma musica ben costruita nel debut di questa band ucraina, che dopo un lunghissimo periodo poco fruttuoso a cavallo fra i ’90 e i 2000 è stata recentemente rifondata e finalmente pubblica il debut. E devo dire che questi ragazzi, che cantano peraltro in lingua
(High Roller Records) Ecco un’altra band (ovviamente in forza alla High Roller Records) che è talmente cult, ma talmente cult… che su di essa non c’è praticamente una riga in tutto il web! I Witchgrave non hanno un sito internet, non aggiornano il myspace dal 17 marzo 2010 e non danno nessuna informazione
(Autoproduzione) I danesi Heidra sono attivi dal 2006, ma a parte due demo questo è il loro primo ep: direi che i nostri farebbero bene a non centellinare così tanto le proprie uscite, dato che in questo “Sworn to Vengeance” ci sono solo tre i brani, ma decisamente di valore! “Kinsmen” procede fra gli Ensiferum
(Go Down Records) Quattro disgraziati che respirano attraverso una bottiglia di whiskey, anzi grappa, considerando la loro provenienza Veneta. Quattro sballati che si sono auto condannati ad una esistenza devastata, decadente, dove l’unica cosa che conta è avere una sigaretta in bocca, un palco per suonare,
(BRC) Sbocciati da un passato glam, anzi cover-glam, gli Italiani Noise Pollution arrivano al debutto nel 2011 con questo full length che ha aperto loro diverse porte, tra queste suonare con i Black Stone Cherry e gli Hardcore Superstars. Autori di un hard rock brutale, che non mantiene più alcun legame con il glam,
(New Idols Records/Self Distr.) Semplicemente rock ‘n roll, ecco cosa suonano i Wildroads. Quel nome che si son dati, dodici anni fa, lo lascia intuire. Solo oggi c’è il primo full length nella carriera di questi toscani, nel quale menano riff e ritmiche sicuramente vestite di hard rock americano, 
(Nadir Music) Sono norvegesi ma non suonano generi estremi: una vera rarità! I Fatal Impact hanno una lunga storia alle spalle ma soltanto due album all’attivo, e questo è il primo che attira l’attenzione di una etichetta, la Nadir Music di Trevor dei Sadist. Vediamo allora nel dettaglio le dodici tracce