JX ARKET – “Meet Me Abroad”
(Scatti Vorticosi Records) In fin dei conti fa piacere ascoltare un album che peschi dall’emo, il metalcore e post hardcore ma realizzato in Italia. Jx Arket sono di (altro…)
(Scatti Vorticosi Records) In fin dei conti fa piacere ascoltare un album che peschi dall’emo, il metalcore e post hardcore ma realizzato in Italia. Jx Arket sono di (altro…)
(autoprodotto) Progetto italiano che vuole, riuscendoci, mescolare il melodic death in un contesto ‘metal opera’, aggiungendoci un tocco progressivo ed invitando vari growler (due in questa release, un uomo ed una donna), crescendo dalle due (altro…)
(Pest Productions) Dopo il singolo “Vonde aouer” mi aspettavo cose più sostanziose da parte della one-man band norvegese Myrkgrav, al secolo lo studioso di tradizioni folkloriche Lars Jensen, e del suo progetto di folk/pagan metal: (altro…)
(Silver Lining Music) Dopo l’orribile “Illud Divinum Insanus” erano in molti ad aspettare i Morbid Angel al varco. Un album che poteva essere trionfale grazie anche al ritorno di Dave Vincent, si è (altro…)
(Fighter Records) All’esordio sulla lunga distanza, i bolognesi Hyperion sfornano un disco diretto e intrigante, che riesce a incrociare la fedeltà con gli schemi del metallo tradizionale con qualche strizzata d’occhio a suoni più moderni (altro…)
(CDN Records) Se ti chiami Astaroth Incarnate, si può pensare che ti dedichi al black metal o a un death (altro…)
(Rockshots Records) Dopo “In the Name of the Father”, è giunto consequenzialmente il momento del Figlio: dopo gli ottimi esiti del primo capitolo, il napoletano Enzo Donnarumma ci presenta il secondo atto della sua ‘gospel metal opera’, (altro…)
(Autoproduzione) Il progetto “SenzaVita” nasce dalla specifica volontà di usare l’italiano come lingua nel cantato, uno strumento attorno al quale costruire il resto della canzone e non viceversa. Per ammissione (altro…)
(Metal Mind Productions) A due anni da “Fortune Favors the Brave” (recensione qui) tornano i polacchi J.D. Overdrive con un nuovo album potente, travolgente e privo di rispetto. Viene (altro…)
(I, Voidhanger Records) One man band francese, abbastanza misteriosa, che giunge al debutto. Black metal, decisamente black metal… con quelle influenza decisamente francese -vagamente post/noise ricco di (altro…)
(Transcending Obscurity Rec.) Una tortura, né più né meno. Un lavoro fatto di puro noise, nel senso anche di ‘rumore’. Come se tutto ciò che ha girato nelle piste del mixer che ha assemblato (altro…)
(Massacre Records) Ridendo e scherzando, si fa per dire, i tedeschi Grabak son in giro da due decadi. Il loro è un black dalle forte tinte oltranziste e intransigente, i cui rimandi alla patria norvegese, madre del (altro…)

(Volcano Rec.) Band che arrangia bene i propri pezzi e che si preoccupa di scrivere canzoni che abbiano un senso, un inizio, uno sviluppo. Un merito non da poco visti i tempi, nei quali la canzone è diventata qualcosa di indefinito. Al contempo i BLT cascano (altro…)
(Andromeda Relix) Non sono mai stato un grande fautore del metal cantato in italiano. Non è una questione di esterofilia o meno, semplicemente trovo che il suono melodioso del nostro idioma difficilmente si adatta a quello spigoloso (altro…)
(InsideOut Music) Tutto nasce da “Theories of Flight” degli americani Fates Warning. Jim Matheos, chitarrista della band per l’appunto, scrisse una canzone per quel disco, ma alla fine non fu scelta in quanto non in linea con (altro…)
(AFM) Non ho amato particolarmente né “Fall from Grace” né “Purgatory”: offro comunque un’altra chance ai canadesi Borealis ascoltando la ristampa del loro primo disco, uscito originariamente nel 2008, (altro…)
(Neverland Music / Silver Lining Music) Una qualità che ho sempre apprezzato molto di Jeff Waters è la capacità di fregarsene di etichette che inevitabilmente finiscono per relegare un artista dentro un genere musicale. Conosciuti ai più come (altro…)
(Dark Essence Records) Il secondo album del terzo tentativo è una mazzata furiosa, spietata, brutale. E maledettamente oscura! Se il precedente “Born in Thorns” (recensione qui) era possente ma con un (piacevole) feeling thrash, forse un po’ (altro…)
(Innerstrength Records) Il merito dei The Modern Age Slavery è quello di avere disegnato un proprio stile in almeno dieci anni di attività. La parabola di stile ha tracciato una traiettoria ascendente, rimarcata (altro…)
(AFM Records) Gli Evergrey sono un gruppo legato al sottoscritto, nel bene e nel male. Con alti e bassi, gli svedesi son stati protagonisti di due decadi di musica fatti con dedizione ad (altro…)
(Agonia Records) Il nichilismo dei Forgotten Tomb ritorna sontuoso, attraverso maglie melodiche intense, vibranti e probabilmente mai costruite così fino a ora. Già lontani da qualche tempo (altro…)
(earMusic) Non il solito album di heavy metal natalizio, proprio no: d’altronde, che l’amiate o l’odiate, stiamo parlando di una delle artiste più dotate del panorama rock/metal di questi anni… (altro…)
(Diamond Prod.) Nella mia recensione di “Chapter IV”, uscita non troppi mesi fa, avevo osservato come gli Athlantis avessero un album nel cassetto, pronto ma mai edito: eccolo qui, sottoposto a un restyling (altro…)
(Blood Fire Death) Davvero convincente questo Abyss, secondo album per gli spagnoli Nuckin’ Futs. Pur non proponendo assolutamente nulla di nuovo, i quattro thrashers catalani mettono in mostra ottime doti tecnico/compositive, (altro…)
(Street Symphonies/Burning Minds Group) Debutto solista per Enrico Sarzi, cantante degli hard rockers Midnight Sun con i quali ha all’attivo due album bene accolti da pubblico e critica. Il nuovo percorso artistico di Enrico spazia (altro…)
(autoprodotto) One man band di Mattia Pavanello (Heavenfall, ex-Furor Gallico) che si addentra nei meandri tetri, fumosi e malati di un doom crudele, a tratti drone, vagamente noise e in qualche modo post. Siamo al secondo lavoro, il primo full length dopo l’EP (altro…)
(Prophecy Productions) Album immensamente spirituale. Magico. Intenso. Trasudante la violenza della realtà quotidiana e la magia del sogno più etereo. ‘L’amore di una madre’ è il titolo: una madre terra che annienta, assalta, (altro…)
(Diamonts Prod.) Dopo il grandioso debutto (recensione qui) tornano gli italiani Ruxt con un nuovo esplosivo, potentissimo, grintosissimo album, un album che senza girarci troppo attorno suona… dannatamente metal! Metallo (altro…)
(Satanath Records) Una intro recitata, quasi un dialogo da film horror (che effettivamente lo sia?) apre le danze per il secondo album dei Russi Dig Me To Grave. Naturalmente si parla di black marcio, qui per giunta guarnito da influenze black ‘n’ Roll… Se ascolterete l’album sarò (altro…)
(Autoproduzione) Band emergente nata al principio del 2015, eppure già pronta per un full length. Molte formazioni underground puntano su un album intero come prima pubblicazione, ma non (altro…)
(Andromeda Relix) Progressive rock con gusto molto classico per gli italiani Marygold, band ormai ultra ventennale, la quale attraverso vari cambi di line up rimane comunque in circolazione, dopo aver dato vita ad un solo album prima di (altro…)
(Massacre Records) Dopo “Echoes of a lost Paradise” si riaffacciano sul mercato i tedeschi Stormhammer: stavolta i brani sono più legati all’heavy/power tradizionale, come era nelle prime produzioni della band (siamo addirittura al sesto disco), (altro…)
(Andromeda Relix) Storia. Oscurità. Dannazione. I veronesi Black Hole emersero dalle tenebre nel lontano 1985 con l’album “Land of Mystery” e rivelarono un’altra faccia dell’horror metal italiano, quel doom progressivo, (altro…)