LEAVES’ EYES – “Sign of the Dragonhead”
(AFM) Ed ecco, finalmente, il nuovo album dei Leaves’ Eyes: ammetto che ero molto curioso di sentire cosa avrebbero prodotto Alex Krull e compagni dopo l’abbandono di Liv Kristine (per il gossip, quest’ultima ha proprio divorziato dal tastierista). (altro…)
(Akslen Black Art Records) Rispetto all’album precedente (senza contare un tributo a Burzum più recente), la prima impressione è quella di un calo di qualità. Non parlo della musica, ma della semplice e quasi graficamente banale copertina, specie se comparata con quella bellissima
(autoproduzione) Sebbene un’introduzione, “Dodge and Counter”, stoner che prende poi una piega tra Neurosis e Pantera, il passaggio alla sostanza di questo EP, la canzone “Motherfucking Badass”, ovvero una batteria
(Everlasting Spew Records) I portoghesi Gaerea sono una di quelle perle nascoste che è un peccato non conoscere. Questo loro EP di debutto, uscito originariamente nel 2016 (unica loro release per ora), non ebbe molto seguito. Sicuramente non hanno raggiunto
(Ektro) Immaginate di entrare in un museo, o meglio nell’area di una mostra di arte moderna… dove l’arte non è legata ad opere di stampo classico/tradizionale come quadri, sculture o affreschi, ma un’arte complessa, dinamica, moderna ma anche
(Massacre Records) Il decimo album dei Mystic Prophecy è composto unicamente da cover: e la recensione potrebbe terminare qui. Di solito non amo i prodotti di questo tipo; posso almeno segnalare che i rocciosi power/metallers tedeschi hanno scelto brani non scontati per divertirsi
(Terror From Hell Records) In un clima ecclesiastico di adorazione della morte, dopo il fantastico “
(Wrath of the Tyrant Records) Altro gruppo che attinge dall’immensa e sconfinata fonte d’ispirazione di Tolkien. A prescindere dal fatto che darei 10 decimi solo per il logo, ma qui c’è musica di qualità.
(Séance Records) Gli italiani Mascharat, al debutto, scatenano un album di black metal immenso. In una epoca di eccesso di produzione musicale, ovviamente è frequente la perdita in termini di identità, personalità, originalità, tanto che il black classico è ormai una costante ripetizione di se stesso e dei sui cliché.
(Scarlet Records) Non hanno certo bisogno di presentazioni i Game Over, una delle più brillanti realtà del panorama thrash metal tricolore e non solo. Giunta al quarto album, la formazione ferrarese ha deciso di rendere più personale e maturo il
(Scarlet Records) Quante formazioni metal possono vantare un live dopo tre soli dischi? I Temperance, che su MetalHead hanno sempre preso otto (per il
(Stygian Crypt Productions) Il progetto Folkodia è nato ben dieci anni fa come ‘cooperativa folk/pagan internazionale’ sotto la guida del russo Metfolvik, e prosegue oggi la propria storia nonostante la prematura dipartita del suo ideatore;
(Autoproduzione) Gli esordienti Beyond Forgiveness, quartetto symphonic/gothic del Colorado, ci presentano un disco con qualche sbavatura di troppo, ma complessivamente ben riuscito. Oltre a un intermezzo abbiamo nove brani,
(Godz Ov War Prod. / Malignant Voices) La band in ambito underground è più o meno conosciuta, inoltre due suoi elementi in passato hanno fatto parte dei Witchmaster. Gli Anima Damnata
(Inverse Records) Disco curioso, il quarto full-length dei Cardiant. Dopo due note capisci che sono finlandesi, ma alla fine dell’ascolto non hai ancora capito il genere. È importante, direte voi?
(Pure Steel) Dopo il ritorno sulle scene con “
(Club Inferno Ent.) Un arcano e dominante senso di nichilismo percorre le note di “In Viva Morte Morta Vita Vivo”. Le chitarre di Vito Burini, anche basso, sono
(Retrovox Records) Le sensuali labbra ritratte sulla copertina di “Heavy Lips” mi avevano tratto in inganno, facendomi pensare ad un disco sleaze/glam. Invece mi sono trovato di fronte ad un solidissimo album di heavy/stoner rock estremamente potente e
(Mighty Music) Stando alla nota stampa e alla loro discografia, che presenta un elevato numero di singoli, i finlandesi Force Majeure vanno piuttosto forte in patria: li apprezziamo adesso anche su latitudini più miti con il loro terzo album,
(20th Century Music) Fra 1988 e 1991 fu attiva a Berlino una band di nome Tarot (da non confondere con gli omonimi finlandesi guidati da Marco Hietala): Stefan Kaufmann avrebbe dovuto produrre il loro debut, ma poi non se ne fece niente e i nostri si sciolsero.
(Century Media) 18 ottobre 2007. Sembra passata una vita, eppure per me quella sera passata al Country Star ad Albignasego (Padova) ha cambiato il modo di intendere la musica estrema. Quella sera vidi per la prima volta salire
(Signal Rex) Si sa, il black è sempre stato avvezzo a delle discografie sterminate in cui a fianco delle uscite canoniche ci ritroviamo quintali di split, EP, pure singoli. Il bello è che nella gran parte dei casi si tratta di materiale valido, in cui il gruppo di turno deve
(Larval Productions) Ultimamente la scena estrema portoghese sta sfornando black metal bands. Basti pensare ai Barbaric Horde, furiosi ed assolutamente senza fronzoli o concessioni a qualsiasi tendenza commerciale. Della stessa
(Stygian Crypt) Esiste davvero il folk metal? Riformulo… cosa ha di folk il metal che porta il suo nome? Personalmente ho sempre creduto che il genere in questione nascesse dall’esigenza di
(Shadow Kingdom) Terza prova nel lustro d’esistenza del trio cileno. “Victory Is Mine” è un eccellente EP con quattro canzoni di sano heavy metal, ben allineato con il precedente demo (
(High Roller Records) Ho seguito a singhiozzo la carriera degli High Spirits
(Iron Bonehead) Ritornano finalmente in scena i finlandesi Urn. La formazione scandinava mancava all’appello dal lontano 2008, e devo ammettere che ne sentivo la mancanza. Il loro sound contiene tutte le caratteristiche peculiari di
(Season of Mist) Con “Semente” (
(Agoge Records) Melodie pulsanti ma tetre, suoni distorti, oscuri ma ricchi di intensa melodia. Dannatamente gotici, molto dark, mantenendo però un chiaro contatto con sonorità heavy. Sono Italiani, hanno look e suono moderni, molto
(Black Market Metal) Quattro brani, per un totale di poco più di un quarto d’ora di musica. Un minutaggio piuttosto esiguo, ma sufficiente a mettere in mostra le ottime qualità tecnico/compositive dei romani Helslave, già autori di
(Season of Mist) Niklas Kvarforth è un uomo prigioniero dei suoi fantasmi, delle sue psicosi e delle sue dipendenze. Ma è anche un uomo libero. Artisticamente libero. E questo lo dimostra scrivendo album che si allontanano da schemi fissi, facendo inorridire fans
(Svart Records) Ancora una volta la complicata, eterogenea e incestuosa scena underground finlandese. Timo Kaukolampi non è uno qualunque. È il front man e leader dei K-X-P (recensioni
(Mighty Music) In attesa del nuovo album, previsto per la primavera del 2018, gli immortali Blitzkrieg pubblicano un 7’’ d’assaggio, limitato a 500 copie. Era dal 2015 che non si aveva notizia della band inglese, ma troviamo in forma Brian Ross e compagni.
(Ektro / Ruton Music) Jussi Lehtisalo è il bassista e fondatore dei Circle, ma anche parte integrante di altri progetti, quali i Pharaoh Overlord, gli Steel Mammoth o i Televisio.
(Svart Records) Da copertina e titoli, mi immaginavo degli emuli dei Carcass… Invece i finlandesi fanno doom. O meglio, quel doom roccioso e imbastardito con del death di matrice svedese. Ne consegue un’interessante