MORK – “Syv”

(Peaceville) Settimo sigillo per i norvegesi Mork, sempre fedeli alla loro dimensione, al loro black, alla loro immagine, incuranti delle evoluzioni, delle modernità dei trend attuali. (altro…)

(Peaceville) Settimo sigillo per i norvegesi Mork, sempre fedeli alla loro dimensione, al loro black, alla loro immagine, incuranti delle evoluzioni, delle modernità dei trend attuali. (altro…)
(Massacre Records) La lavorazione del secondo album dei Mordkaul si sviluppa tra il 2022 e l’anno seguente, registrandolo in due posti diversi e il tutto poi stato maneggiato con cura attraverso mixaggio e masterizzazione, da Dan Swanö. “Feed The Machine” assume così la sua forma finale, cioè una celebrazione del tipico swedish death metal (altro…)
(Autoproduzione) Giungono al quinto album i thrashers Mindwars, ora diventati un trio dopo l’uscita dalla formazione di Danny Pizzi, l’unico a vivere in Italia con il resto della band ubicato negli Stati Uniti, cosa che rendeva difficile pianificare i vari impegni, in primis le date dal vivo. (altro…)
(Chaos Records) Maurice de Jong, noto per essere il pilota del progetto Gnaw Their Tongues e di qualche altra incarnazione, si cimenta ora con questo nuovo progetto – il cui nome vuol dire ‘fossa comune’ in olandese – che vuole mettere in scena qualcosa che leghi insieme il black metal con l’industrial. “The/Deholyfied” presenta chitarre affilatissime, distorte in maniera rumorosa e con basi ritmiche (altro…)

(Karisma Records) Certo, il precedente “Playing House” convinse molto. Dannatamente tanto (recensione qui)… ma questo “Wheels Within Wheels” lacera, scolpisce, scalfisce, massacra. (altro…)
(Blues Funeral Recordings) I Mammoth Volume toccano certe vette con “Raised Up By Witches” e attraverso un’iniezione di personalismo nella musica. Seppure con un tocco stoner e grunge, avvertibile nell’opener “The Battle Of Lightwedge”, i Mammoth Volume si pongono in “Raised Up By Witches” con quel clima settantiano che abbraccia (altro…)
(Debemur Morti Productions) “Endless” è il secondo album del chitarrista Berg (di Aara) e del multistrumentista nonché cantante Jonny Warren (di Kuyashii) che presentandosi come Modern Rites enunciano il black metal con influenze industrial. “Endless” è pervaso da un’oscurità con picchi malinconici che avvolgono le atmosfere, nelle (altro…)
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autoproduzione) Radicati nel Maine, Stati Uniti, e in realtà underground, come anche la stessa autoproduzione vuole testimoniare, Manic Abraxas si ripresentano con un quarto album piuttosto micidiale, contorto e senza preconcetti di stile. “Skinformation” forre circa trentasei minuti con otto composizioni che tendono a spaziare tra (altro…)
(Someoddpilot Records) Scott Shellhamer di Chicago e Jason Butler di Austin, uniscono le forze e la creatività per questo progetto denominato Moiii. I due si avvalgono di vagonate d’elettronica corredata da chitarre, basso e batteria e della collaborazione di Thor Harris, batterista e percussionista, e Surachai, sintetizzatori (altro…)

(Nordvis Produktion) Gli svedesi Morcaint, nonostante siano in circolazione da oltre 15 anni, sembrano non essere molto attivi. Un primo EP l’anno scorso seguito da questo nuovo lavoro, questa esternazione spirituale ed epica della loro forma d’arte. (altro…)

(AFM Records) Terzo album per l’horror metal band svedese, un album che esce in occasione della loro esibizione al Wacken Open Air 2024, tanto per aggiungere impeto a questa impostazione pomposa! (altro…)

(Invictus Productions) Full length di debutto per Mages Terror, quartetto australiano costituito da personaggi piuttosto conosciuti nella scena estrema di Brisbane; (altro…)

(Reaper Entertainment) I Metal Church, la leggendaria band americana, ha avuto diversi vocalist in line up. Sicuramente i più iconici sono stati David Wayne, in particolare per la sua demoniaca performance sul disco di debutto omonimo ed il seguente “The Dark” (due capolavori assoluti), e poi il suo sostituto Mike Howe, firmatario -tra gli altri- di macigni quali “Blessing in Disguise” e “The Human Factor”. (altro…)
(autoproduzione / Sentient Ruin Laboratories Questa creatura immonda detta Maudissez, cioè ‘maledite’ o ‘che maledicono’, proviene dalla Francia e si scaglia contro il cattolicesimo. In copertina di fatto vi è la defunta cattedrale Notre Dame (altro…)
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Attivi da qualche anno ma con pochissime pubblicazioni, quest’anno i Mòr compiono il grande passo del debut album. Black metal suonato da personaggi che si firmano con le iniziali e parte del materiale di “Hear The Hour Nearing” che era noto già da precedenti registrazioni. La band (altro…)
(Ulterium Records) Dave Harvey, chitarrista, è l’unico elemento a non essere cambiato nel ritorno della formazione texana dedita al melodic power metal di concezione christian metal. Millennial Reign sono oggi al quarto album dal 2010 e considerando che “The Great Divide”, il precedente album QUI recensito, è del 2018, dunque (altro…)

(autoprodotto) Un duo, Gunther Cucs e Milford Mocs (ex Plowshare), noti anche come Mocs & Cucs. Un disco nel 2011 e ora questo nuovo lavoro rigorosamente cantato in lingua madre, il catalano. Genere? (altro…)
(Listenable Records) My Diligence si avventurano in territori ignoti, stranianti, dove vige un clima dimesso, piuttosto malinconico e forse paranoico. Non si respirano sensazioni positive in questo shoegaze/post rock con sporadici innesti noise e semi-psichedelici. Spesso le partiture dei pezzi si dilatano ed ecco che da fasi (altro…)
(Dusktone) Semplicemente “Inferno”, il titolo del terzo album di questa black metal band svedese che è in attività dal 2019. Hellcommander Vargblod è basso e voce ed ex di molte band tra le quali Draugûl, Khaospath, Ragnarok e non solo. Bjarkan, chitarra, è un altro multi-band’s member, come Blood Of Serpents, e l’altra (altro…)
(Godz Ov War Productions) Metalhead è colpevole di non avere mai trattato questo progetto francese in attività dal 1997. M. Lobier, voce, chitarra e batteria, e J. Blandino, basso, hanno inciso cinque album e altri lavori minori dal 1997. Il loro sound oggi è una collisione spaventosa di death, black e grindcore. I suoni (altro…)

(Antiq Label) Side project di Darkagnan (Baptiste Labenne) dei folk metallers francesi Boisson Divine, un progetto che spinge più avanti la propria identità culturale, quello del sud ovest del paese, tanto da arrivare a definirsi ‘vero heavy metal guascone’… per le tematiche trattate, legate a leggende dal sapore rurale, e principalmente per la lingua dei testi: il guascone, per l’appunto, la lingua a cavallo tra spagnolo e francese di quella zona, l’Occitania, sostanzialmente un’area di confine. (altro…)

(Steamhammer / SPV) Compilation celebrativa per Mob Rules, power metal band tedesca nata nel 1994 ed impostasi sin da subito grazie a composizioni in grado di fondere l’immediatezza tipica di formazioni teutoniche come Helloween e Gamma Ray con l’epicità sinfonica degli statunitensi Savatage. (altro…)

(Transcending Obscurity Records) Un po’ tutto, in questa opera, faceva intuire il contenuto: l’oscura e criptica copertina, i nomi delle tracce, la lunghezza delle stesse… un black metal vecchio stampo di matrice americana vi stapperà le orecchie con una tempesta sonora bella tesa, dove il cantato svolge un ruolo essenziale per l’amalgama finale. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Il secondo album completo sotto le ali protettrici della Nuclear vede gli inglesi My Dying Bride tornare ai vertici del doom con un disco semplicemente divino. Sette tracce che vi faranno ricredere rispetto all’ultima parte della discografia dei nostri. (altro…)
(Zwaertgevegt) “Fantoom van de Deemsterburcht” è l’EP d’esordio di questo duo olandese chiamato Magistraal. Votati al black metal dei primi anni ’90, Magistraal incidono (altro…)

(GMR Music) Terzo ed ultimo capitolo della trilogia iniziata nel 2022 per Man Machine Industry, progetto nato nel 2001 per mano del poli strumentista svedese Jhonny Bergman, inizialmente dedito ad un rock industriale, prima di cambiare stile ed orientarsi verso il metal dai marcati connotati thrash. (altro…)
(Les Acteurs de L’Ombre Productions / La Harelle) Nonostante i dieci anni di esistenza, i francesi Mòr non sono mai veramente entrati in studio, se non per questo loro primo album; in precedenza tanta gavetta dal vivo, demo, pure un live album, rimanendo fedeli al loro stile il quale unisce la violenza del black metal con una vastità melodica la quale trova spunti da molteplici fonti, tra queste il death melodico, il viking, pure ipotesi di folk, dentro un turbinio di sensazioni fisiche e sonore accattivanti, travolgenti, tra l’altro arricchite da un produzione sincera, carnale, capace di metter in evidenza tutti i suoni, ogni strumento… un po’ come se si trattasse di un live che si svolge davanti all’ascoltatore, un live che spesso attraversa momenti trionfali, epici, splendidamente marziali, capaci di ipnotizzare la mente stimolando la carne. (altro…)
(Osmose Productions) Meyhnach, il Lord che regna nel reame di Mütiilation, elargisce il suo settimo sigillo. “Black Metal Cult”, titolo che vuole essere ampiamente chiaro nel glorificare il credo a cui il musicista francese si è votato. Certo, lui viene anche da altre esperienze, Suicide Circle e Hell Militia, tra le prime che vengono in (altro…)
(Epictural Production) Una dimensione glaciale e psicotica, complessa e tenebrosa quella tinta dai Mallephyr. Il terzo album della band è “Ruins Of Inner Composure” e svela un manipolo di musicisti dediti a un blackened death metal tirato all’estremo, con atmosfere appunto oscure e con quelle chitarre che hanno lineamenti (altro…)

(Punishment18 Records) Debutto solista per Manuel Merigo, chitarrista e membro fondatore dei thrashers bresciani IN.SI.DIA. “Broken Mirror” è composto da nove brani strumentali nei quali Manuel si occupa di tutte le parti di chitarra e di basso, tranne su “Deep Night” e “Fire” dove il basso è affidato ad Alessio Fassoli dei Cadaveric Crematorium, mentre alla batteria troviamo Paolo Pirola degli stessi IN.SI.DIA, tranne che in occasione di “Black Sun”, dove possiamo sentire l’inconfondibile drumming di Peso dei Necrodeath. (altro…)

(Human Detonator Records) Ancora? Ancora un altro album? Ma non sono stanchi di comporre sempre la stessa roba? Ormai non c’è nemmeno un’etichetta li vuole, tanto che dopo esser stati cacciati dalla Season of Mist hanno dovuto inventarsi questa fatiscente e decadente Human Detonator Records, label da loro (mal)gestita al 100%. (altro…)

(Go Down Records) Album composto durante un tempo molto lungo più facilmente misurabile in 48 lune, da questo power trio strumentale italiano, il quale si lascia andare a riff seducenti, improvvisando viaggi cosmici, divagazioni ritmiche, spontanee, decisamente stoner, irresistibilmente psichedeliche. (altro…)

(Season of Mist: Underground Activists) Sesto album per i francesi Merrimack, i quali tornano dopo ben sette anni, tanti sono trascorsi dal precedente lavoro, attesa solo interrotta dalla recente ed auto celebrativa reissue di “Obsecrations To The Horned” (recensione qui): (altro…)

(Inverse Records) I finlandesi Mist Descends vengono catalogati come heavy melodico, ma la verità è che il loro stile va un po’ oltre. Certo, il metal melodico non manca, ma l’impostazione a voce femminile, supportata anche da quella maschile, ha dato origine a uno stile più personale, molto particolare, meno pesante ma non per questo meno piacevole e coinvolgente. (altro…)