Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
CLOVEN HOOF – “Cloven Hoof” (Reissue)
(Dissonance Productions) In occasione dell’uscita di “Who mourns for the Morning Star”, ecco una riedizione in digipak dello storico primo album dei Cloven Hoof… che mi offre ancora una volta l’occasione di testimoniare il mio (altro…)
(Svart Records) Sami Albert ”Witchfinder” Hynninen non è normale. Anzi, è proprio folle. Uomo folle, artista completamente sballato, pazzo, deviato, instabile. E fottutamente geniale. È la voce degli Spiritus Mortis (leggi
(Listenable Rec.) “Maat” è l’esotica e sublime intro acustica alla nuova missiva di Virginia Monti e colleghi. “Sound of the Wind” è forse il
(Blood Harvest Records) Emergono dall’Île-de-France, ovvero la regione parigina, più di tutto però da una nazione in cui il black e il death
(AFM Records) Communic capitolo 5. Dopo il tris d’assi dei primi tre album, i norvegesi avevano osato troppo, o forse troppo poco, con quel “The Bottom Deep” del
(Scarlet Records) Era tantissimo tempo – per la precisione sette anni! – che non avevo notizie dei finlandesi Excalion, autori di tre buoni dischi power nella seconda metà degli anni 2000.
(Autoproduzione) Quarto volume in
(Nuclear Blast Records) Un’oscurità consapevole che ogni singolo giorno è un giorno in meno, un giorno di attesa in meno verso la fine, il collasso totale, la decadenza irreversibile del pianeta. Tutto muore, finisce, in un clima di rovina assolta… una fine che
(Inside Out Music) Quattro anni dopo “PFM In Classic – Da Mozart A Celebration”, album nato per tributare i grandi della musica classica, torna la Premiata Forneria Marconi con un lavoro
(Punishment 18 Records) Secondo album per Crimson Dawn, sestetto tricolore fondato da Dario Beretta, noto per essere il mastermind dei Drakkar. In questo progetto, Dario accantona le sonorità classicamente
(Comatose Music) Nessun passo avanti per i Devangelic, ma neppure un mezzo passo indietro. “Phlegethon”, secondo album dei laziali che incidono
(Blood Harvest) La Blood Harvest è sempre attenta a sfornare nuove leve nell’estremo. E così fa con i Suffering Hour, qui al debutto. Il loro è quel black fatto per passione più che per velleità economiche. Ecco quindi una voce gutturale e cavernosa farsi strada in riff intricati ma non troppo,
(High Roller Records) Dopo “
(Peaceville Records) Dietro la fredda copertina disegnata a matita dalla nota artista di Bergen, Jannicke Wiese-Hansen, autrice in passato di copertine per Burzum, Enslaved e Satyricon, si cela il terzo album della one man band norvegese Mork. Una one man band
(Season of Mist) Dopo un introduzione dolce ed armonica scoppia la violenza intensa, ricca di tecnica, cinica, spietata… per poi dare spazio ad un clean singing epico. Inizia così “Urn” con la opener “Libera (Part I) –
(Autoproduzione) Però, mica male come idea: produrre prima tre EP singolarmente ma uniti da un unico concept e poi riproporli in un unico cd, rimasterizzati e remixati. Questo ha fatto si di avere un prodotto consistente di un buon numero di canzoni in cui la qualità c’è e si sente tutta.
(Vicisolum Productions) Secondo album per i greci Mother Of Millions, una delle poche bands davvero originali nel panorama heavy, con un sound che pur attingendo da varie influenze, riesce a creare qualcosa di valido e personale, tanto che risulta difficile descrivere con esattezza
(Diamond Music) Con un nuovo singer, Damiano Borgi, ma sempre con testi che parlano della situazione sociopolitica italiana, gli Stage of Reality ci inviano il loro secondo disco: avevamo già accolto favorevolmente il
(Autoproduzione) Dopo ben 5 anni dal loro EP di esordio, arrivano finalmente al primo album completo i bavaresi Trinity Site. E lo fanno per bene, con una produzione cristallina ed un livello di esecuzione molto professionale. In certi accumuli di più tracce sonore si sente la mancanza di una
(autoprodotto) La Norvegia non offre solo black nell’ambito della musica estrema, ma anche del sano thrash… il quale però è particolare in quanto risente delle tonalità oscure del genere principale, senza comunque
(Hells Headbangers) Aveva ragione uno dei miei mentori qui in redazione ad associare questo duo ai gloriosi gruppi death della prima ondata svedese… Si, non è un caso che per il loro primo vero e proprio album gli Skelethal abbiano scelto di proporre come traccia bonus una cover dei
(Volcano Rec. & Prom.) L’energia corre lungo le linee vocali di Lorenzo Gallo. Voce un po’ sforzata, un po’ roca, arrabbiata, certamente libera e ancora
(Inner Wound Recordings) Ed eccolo qui, annunciato dall’ep “
(Massacre Records) La singer tedesca Ela, che vanta un curriculum di tutto rispetto ma in ambito rock, da qualche anno si è votata al power metal: “Second Reality” è il primo full-length di questa sua nuova band e, detto onestamente, non mostra punti di particolare interesse.
(Vic Rec.) La Vic si è lanciata da mesi in ristampe di materiale datato oppure difficilmente reperibile. Gates Of Ishtar, Serpent, Ceremony
(autoproduzione) Parliamoci chiaro: il blues non fa parte dei miei ascolti abituali, nonostante io nutra una sorta di amore per quel genere, forse dovuto al mio irrisorio passato da bassista. Ma c’è una cosa che trovo innegabile: il blues è la radice del rock, ed il
(Pitch Black Records) Leggero leggero, a tratti più rock che metal, il secondo album degli Insatia finisce per convincere proprio per la sua immediatezza! La band di Tucson, Arizona ci regala una manciata di brani (38 sono i minuti totali)
(autoproduzione) È questa una band death metal dal sound possente e pulito. Le chitarre sono fragorose e nitide. Lo schema musicale dei veronesi Diabolical Minds in alcuni istanti
(Logic(il)Logic / Burning Minds Group) Ne ho piene di palle di rockstar che crepano, resuscitano, schiattano di nuovo, per poi tornare ancora una volta a tediare le mie armoniose notti di relax, tisana calda, leggendo testi sacri, lontano da incubi, da carne putrefatta, da cadaveri ed immondi atti di
(Nuclear Blast) I pezzi di “Tab” erano pronti e a quanto pare anche registrati ma… La storia del rock è piena
(Seance Records) C’è da non crederci, eppure i Kafirun sono canadesi. Strano, hanno un suono così europeo, eppure… Penso che già dal nome dell’album si possa intuire come i nostri si propongano con una musica rituale e solenne, un black di marca diciamo, dove gli influssi alchemici e magici
(Nordvis Produktion) Il nord. Il mitico nord. Irraggiungibile e talvolta inabitabile. Freddo. Glaciale. Oscuro. Vasto ed ancora selvaggio, lontano dall’uomo. Lassù il tempo scorre con un ritmo diverso… tra giorni senza tramonti e notti senza alba, con i venti che soffiano impetuosi, dove la pioggia cade nervosa
(Superball Music) Penso di non aver recensito mai nulla di così lontano dal metal. I Bullet Height sono un duo dedito all’elettronica più sfrenata. O magari anche no, ma per le mie orecchie abituate a suoni ben più metallici, l’uso di suoni sintetici appare quanto mai smodato in quest’opera. Però
(Wolfmond Prod) Si è già scritto in passato come SiN, il musicista russo dietro a Astarium, che la sua musica è molto evocativa, pur tracciata dai limiti insiti nei mezzi a sua disposizione. SiN sviluppa
(Sneakout Records) Entusiasmante debutto per i bresciani Poisonheart, band nata ad inizio millennio, inizialmente come cover band dei Ramones, per poi evolversi verso sonorità sleaze/glam, cominciando