Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
DØDHEIMSGARD (DHG) – “A Umbra Omega”
(Peaceville Records) Calma. Silenzio. Dopo un’ora ed otto minuti di pazzia serve della calma. Anzi no. Serve un’altra ora con i suoi otto minuti. E poi ancora. Di nuovo. Ancora, con più attenzione. Ancora, con distacco. Ancora, in sottofondo. Ancora, in cuffia. Si passa dall’ora poco più alla decina di ore in un attimo, un salto temporale brutale e sconvolgente. Ed in (altro…)
(Blood Harvest) Era uscito nel 2010 questo album d’esordio dei cileni Diabolical Messiah, distruttori dei dogmi religiosi. Profanatori e fieri di esserlo con l’immagine di copertina dove due diavoli che somigliano a dei fauni, ficcano nella gola del Nazareno (o forse è un angelo con le sue fattezze)
(Autoproduzione) Mirko Russo è un chitarrista. La sua identità e il proprio gusto sono all’opera attraverso undici brani, raccolti con il titolo di “Don’t Miss the Show”, un album giocato interamente su pezzi strumentali. Russo ha un tocco che ricorda l’hard rock e
(My Kingdom Music) L’uscita di “Necrogod” colse di sorpresa chi scrive, il quale non è un’enciclopedia, ma tra le tante band che passano sotto gli occhi e per le orecchie in redazione (e nelle ricerche nel tempo libero), mai c’era stato un incontro con gli Ecnephias. L’album fu una vera scoperta e non da meno la band.
(Napalm Records) Thrash/speed metal aggressivo, tosto e sfacciato. Molti rimandi agli Exodus e a band storicamente già note, ma i belgi Evil Invaders sono ben calati nel ruolo di appassionati della vecchia scuola, tanto da diventarne dei testimoni che non
(AFM) La band internazionale Eden’s Curse (
(Xtreem Music) La band è giovane, nasce nel 2011 e “Gutted by Horrors” è il debut album che è stato preceduto solo da un paio di release di piccolo cabotaggio. Quando i cileni Deat Vomit attaccano con “Indestructible Abominations” che segue l’intro, ricordano
(Wraith Productions) Perdonate la divagazione, ma a volte c’è veramente da doversi inventare ogni cosa per poter rendere conto ai lettori di una pubblicazione. Piomba in redazione questo pezzo di oltre tre minuti, accompagnano da note stampa che recitano: “Birth Throes, Shadows and Serpentine
(Solitude Prod.) Il duo russo Shallow Rivers, qui al secondo album, è dedito a un funeral/death/doom metal che alterna in modo intelligente durezze sonore e aperture melodiche. Fedelmente ai canoni del genere abbiamo in “The leader Ghost”, dalla copertina forse fin troppo minimale,
(Solitude Prod.) Monicker e titolo del disco in latino, copertina che raffigura bene o male statue e monumenti, foto set in una chiesa diroccata… sì, i cechi Et Moriemur (che significa niente più e niente meno che ‘E moriremo’) danno alle stampe il loro secondo disco sotto l’egida del funeral doom
(Pure Legend Records) Non sono affatto male, i finlandesi Stargazery: il loro secondo disco di heavy metal rock potrebbe facilmente attirare anche i fan del power più easy listening. Non pensate però ai Sonata Arctica, cui magari potrebbe rimandare la nave in copertina (spero ricorderete tutti “Reckoning Night”):
(Sleazy Rider) La band death/black belga Thurisaz ha deciso per una volta di abbandonare l’extreme metal e di suonare il 1° Marzo 2014 un concerto acustico: la performance è stata immortalata su questo cd/dvd “Live & Acuoustic” (qui ci occupiamo soltanto della parte sonora). È davvero interessante
(Crucial Blast) Quanto ha realizzato Mories, ovvero Maurice de Jong, la mente che ha partorito la mostruosità Gnaw Their Tongues, dal 2005 a oggi è qualcosa di incalcolabile, sia per quantità che qualità. L’ambient oscuro, black, occulto, demoniaco e chissà quanti altri aggettivi potrebbero
(High Roller Records) Conosciuti per via di “The Original Sin” (album di debutto per Pulvirised,
(Qua’ Rock Records) Musicista, compositore, insegnante, arrangiatore, ovvero Gabriele Bellini. Chitarrista toscano, padre della Qua’ Rock Records attraverso la quale presenta diciotto pezzi* realizzatui nell’arco di trent’anni. Il funambolo della sei corde tocca
(Minotauro Records) Strange Here è il progetto di Alexander Scardavian, artista Cesenate che vanta collaborazioni con Steve Sylvester e Paul Chain, oltre ad avere inciso a proprio nome la prima parte di questa esperienza solista “Strange Here”, risalente al 2002. Lo stile proposto attinge soprattutto da quello di Paul Chain, mentore artistico di Alexander. Le sette
(AFM Records) Delle due principali creature dell’axe man Dushan Petrossi -lo confesso- ho sempre preferito gli Iron Mask. Questo è già un complimento, considerando che sono entrambe creature della stessa persona la quale -anche se spesso non riconosciuto- ha un talento creativo immenso tale da mantenere le due identità separate, distinte… creando
(Pure Steel) Sono i due i motivi che dovrebbero spingere i metalheads a interessarsi ai Trauma: sul loro primo demo ha suonato nientemeno che Cliff Burton; e un loro brano apparve sulla compilation “Metal Massacre II” della Metal Blade. Dopo un disco nel 1984, “Scratch and scream”,
(Pitch Black Records) Riappaiono sul mercato i Crimson Wind, a quasi quattro anni dal gradevole esordio “Wings of Salvation”, e rinverdiscono la gloriosa tradizione del symphonic power metal siciliano, che a mio giudizio ha nei Thy Majestie i suoi maggiori rappresentanti e negli Ancestral
(Memorial Records) La cinica precisione del thrash metal e la poderosa forza del death metal, sono riunite (il secondo in misura minore) nel secondo album dei modenesi Krysantemia. “Finis Dierum” racchiude in se un riassunto di stile (quello metal) di periodo che va dagli inizi degli anni
(Autoproduzione) Debuttano con questo mini contenente tre brani, i Fire Red Empress, band Inglese proveniente da Birmingham, città che ha dato i natali ad alcune bands leggendarie del panorama hard’n’heavy, Judas Priest e Black Sabbath tra queste. La proposta musicale del gruppo è un hard rock moderno, ricco di
(Lacerated Enemy Records) Secondo album per i Reciprocal, band Statunitense dedita ad un technical brutal death metal. Rispetto all’esordio auto intitolato, questo disco mostra una notevole evoluzione nel sound del gruppo. La base resta sempre brutal death di scuola Suffocation e Dying Fetus, ma fanno capolino
(Nuclear Blast) Enslaved, una band matura: si è levata di dosso quella pellaccia vichinga, mantenendo uno spirito neo-prog che spesso l’ha contraddistinta. Con questo nuovo album gli Enslaved affinano il proprio sound. Il black metal viene snaturato se non proprio levigato e ammorbidito, combattuto
(Red Sound Records) Attendevo con interesse qualsiasi seguito a “The Relation Between Brain and Behaviour” degli Italiani Aidan, uscito ormai un paio di anni fa. Quell’album era genio e follia spinti a forza dentro la stessa scatola. Generi musicali vari anch’essi forzati dentro gli angusti confini della stessa scatola, una geniale e personale interpretazione del post
(Inverse Records) Non so come definire la musica dei Lykaion… ma mi piace! I romani, al secondo full-“length”, propongono un mix estremamente accattivante di heavy metal classico, gothic, groove sound alla Nevermore e tonalità dark alla HIM: queste undici ninnananne metalliche assumono così un’aura cool
(Debemur Morti Productions Primitivi, sporchi, indiavolati e… finnici! Il ritorno degli estremisti finlandesi Archgoat segna l’avvento di una nuova ondata di blasfema, atroce e mefistofelica vampata di death/black metal appunto ruvido e grezzo. Sono passati sei anni da
(Nuclear Blast) Cos’è che fa la differenza fra un album buono e uno ottimo? Gli Enforcer, inutile dirlo, non inventano assolutamente nulla, eppure nelle loro mani il sound che condividono con Striker, Steelwing, Evil Invaders, Screamer e decine di altri gruppi diventa qualcosa di fresco, vitale e coinvolgente…
(Nucelar Blast) Un hard rock pulsante da parte della band di Los Angeles formata da ex membri di Thin Lizzy e Megadeth, la quale giunge così al secondo album. E’ innegabile che l’act continua la storia hard rock di Thin Lizzy, visto che la line up è rappresentata da Scott Gorham, Ricky Warwick, Damon Johnson e Marco
(UKEM Records) Secondo EP per i Masochist, band Inglese che propone un brutal death metal old style. Il sound dei Benediction, viene brutalizzato con influenze Floridiane, mescolando così le atmosfere oscure tipiche del death metal Inglese, con quelle marce del brutal d’oltreoceano. L’opener “Prologue To Prolapse” ha un
(Raine Management) È probabilmente chiaro che la band siciliana in esame esibisce un cantato in italiano, visto il nome. Parole su un tappeto musicale dannatamente heavy oriented. Promozionalmente gli Schema Zeta sono stati indicati come una band di modern metal ma
(Lvx Perpetva Records) Dopo ben venticinque anni di assenza i salernitani Enslaved ci riprovano con un nuovo monicker e con la coraggiosa scelta di cantare in un elegante latino. Il risultato è molto convincente, fin dalla prima traccia. I fratelli Figliolia sfornano un disco italiano fin nel midollo e che con il black ha solo alcune
(Indie Recordings) A cinque anni dal fantastico “Reptilian” tornano i Norvegesi Keep Of Kalessin, sempre capitanati dal mastermind e chitarrista Obsidian Claw che ora prende anche il controllo del microfono in seguito alla non tanto chiara dipartita di Thebon, il singer dei precedenti tre album (ovvero dal 2006 in poi).
(Qua’ Rock Records) Cosa accomuna la figura di un avvocato penalista e quella di una scrittrice? Una Gibson Les Paul! Paola Pellegrini è ambedue le cose, ma all’occorrenza imbraccia anche la suddetta chitarra per esibire la propria anima musicale, confinata tra l’hard rock, il rock puro e il punk. “Dreams Come True” è
(Moribund Records) Seconda release del 2015 per la one man band sicilana Vardan. Cronologicamente il 23esimo lavoro, questo “The Night, The Loneliness” esalta un atmosfera più lenta, più oscura, molto più profonda. A differenza del black metal più puro dell’album precedente, questa
(Pitch Black) In occasione della partecipazione all’Up the Hammers Festival, i greci Valor danno alle stampe un 7’’ limitato a 250 copie, con un inedito e una cover di “The King” degli Accept. “The Crown of Evermore” si apre inaspettatamente su un giro di pianoforte;