Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
EXHUMATION – “Hymn to Your God”
(Dunkelheit Produktionen) Come una squadra di calcio, se una band ha gli elementi giusti che fanno il proprio dovere e onestamente, ecco che i risultati sono sempre positivi. Non conoscevo gli Exhumation, ma questa band indonesiana è al debut album, dopo uno split e dunque mi viene svelato un (altro…)
(Minotauro Records) Alkahest, ovvero “anche detto alkahest o alchaest, è una medicina universale, in grado di sconfiggere tutte le malattie”. “Alkahest”, summa del sapere sonoro di un musicista profondo e universale. Paul Chain nel 1995 realizzò questo lavoro componendo le musiche, nel caso dell’affascinante
(Moribund) Non sono un fanatico del singing in Italiano, specialmente nell’ambito black metal. Ma già dal primo ascolto di “Oracolo Suicida”, terzo lavoro dei Profezia, sono costretto a ricredermi. Un growl lineare, cattivo, sofferto che risulta poetico, drammatico, assolutamente compatibile con le bellissime lyrics nella nostra lingua madre. Godendo
(Valery Records) Un gradito ritorno per i fan del gothic rock: dopo cinque anni di silenzio tornano in pista i milanesi Bloody Mary. Ricordo bene l’entusiasmo che circondò le prime uscite della band, in un’epoca in cui internet ancora non aveva il peso che ha oggi, e le fanzine cartacee avevano ancora il loro mercato…
(Autoproduzione) Concedetemi un’apertura frivola su questa band svizzera, ma, chiedo, tra tanti nomi possibili dovevano chiamarsi proprio Camion? Vacci a capire. E’ pur vero che un nome è un nome, niente di più, ma se Camion è qualcosa di generico, il sound che la band di Losanna sprigiona non è da meno.
(Minotauro Records) Era il 1984 e la Dutch East Records commissionò a Jack Starr aka Lucifer, chitarrista, tre album con budget limitato e un margine di tempo ancor più esiguo. Ebbene “Devil Childe” fu proprio uno di quei tre album ai quali Starr diede vita con (l’unica) omonima formazione, con
(SPB Produzioni) Progetto del cantante/chitarrista Fabrizio Sassi, gli Italiani VeraEuridice attualizzano il mito di Orfeo, disceso negli inferi per recuperare l’amata Euridice, cosa a lui concessa a patto che nel viaggio di ritorno verso il mondo dei vivi non si volti indietro. Lui, temendo che la persona che lo segue non
(AFM/Audioglobe) Leggendo qui e lì qualche recensione, mi sono reso conto che nei confronti del nuovo album dei Brainstorm, il decimo, c’è in area tedesca un grande entusiasmo. I voti sono sempre stellari, e il disco è distribuito
(Listenable Records) Sono felice! Aspettavo con ansia l’uscita di questo album, da quando, quattro anni fa mi sono imbattuto, totalmente per caso, in quel capolavoro intitolato “Frame The World… Hang It On The Wall”, album del 2006 di questa band di Helsingborg (Svezia). “Read Your Enemy” è, se possibile, superiore a “Frame”, grazie a un
(NitroAtmosfericum Records) Questo album è un esempio di metal ‘danzereccio’. I bielorussi Teslathrone, sono di Minsk e propongono un impasto di blackened metal, industrial, drum’n’bass, trance e cose simili. Sonorità possenti ma dai tratti darkwave e con basi ritmiche e atmosfere molto vicine alla trance music.
(Pure Steel Publishing) I Zeno Morf sono fra le poche band norvegesi a suonare il classico heavy/power, e già per questo mi sono sempre stati simpatici. “Wings of Madness”, il secondo disco, non era affatto male (qualche volta
(Invictus Productions) Puro black ‘n’ roll per il debutto dei Canadesi Chapel. Si presentano osceni, volgari e cattivissimi con foto stampa oscure che ritraggono il trio circondato da birra e proiettili. Una immagine dannatamente old school black metal, ma che musicalmente enfatizza decisamente il fattore l’alcol rispetto ai proiettili. Il disco
(Autoproduzione) Chi non conosce ancora l’Underground Metal Alliance farebbe bene a correre
(Doomentia Records) Attivi dal 2007 i Finlandesi Hooded Menace tornano, dopo tre album (l’ultimo del 2012) e vari split (anche con gli Asphyx), con un nuovo EP rigorosamente in vinile 12”. Oscuro, pesante, lento, lacerante, il loro death/doom non lascia spazio a concetti quali pace, armonia o relax, anche grazie al profondo ed intenso
(Kaotoxin Records) Secondo lavoro per i Francesi Drawers, impegnati in uno sludge aggressivo e tirato che spesso sfiora teorie punkeggianti, o addirittura ispirate a generi più estremi del metal, quali l’hard core. Non eccessivamente coinvolgenti come efficienza della struttura dei pezzi, offrono comunque uno stile musicale pieno di groove,
(Mighty Music/Target) Hard rock? Hard rock melodico? Heavy metal? Definizioni che coprono solo parte della poderosa musica degli inglesi Scream Arena, che arrivano al primo full length: questo è infatti hard rock cattivissimo, maledettamente cupo, oscuro, perverso. E non sto
(Napalm Records) Il fumo sulfureo che si solleva dal secondo disco degli inglesi Conan è tale da oscurare da visuale! Raramente mi è capitato di ascoltare uno stoner/doom così asfissiante… tuttavia, come leggerete, ho alcune riserve. Avvertimento iniziale:
(Memorial Records) Hanno impiegato sei anni i Warknife per realizzare un nuovo album, passando attraverso le normali vicissitudini di una band non affermata, ma dal carattere e stile non comuni. Il sound dei Salentini è maturato su una linea thrash metal ma non di tipo old style, salvo per
(Markuee Records) Elegante questa riproposta della Markuee Records. Elegante nella confezione. Elegante nel riproporre questo scrigno di suoni oscuri datato 1984 e realizzato dall’allora fuoriuscito dai Death SS, Paul Chain. Violet Theatre esisteva già da alcuni anni, ma proprio la ‘nuova vita’ artistica
(Minotauro Records) Alla ricerca di gemme dimenticate, la Minotauro ripesca gli statunitensi Defyance, dello Iowa, che al volgere del millennio pubblicarono tre dischi di power/prog rigorosamente americano per poi far perdere le proprie tracce.
(PRC Music) Un growl possente, poderoso, letale echeggia dal Cile. Death e black si fondono in trentacinque minuti di perversione sonora, profanazione spirituale, massacro carnale. Otto letali tracce dove odio e occultismo vengono celebrati con inaudita violenza ed irresistibile energia. Questo debutto apre con “Shamhamphorash”, inquietudine
(Black Widow Records) Il Segno del Comando è una realtà musicale del nostro paese davvero encomiabile. La band fonde nel proprio estro compositivo i dettami del rock progressivo nostrano degli anni ’70 e diverse sfumature, come ad esempio il dark, il jazz, uno pseudo doom, oltre ad una solida
(Argonauta Records) Ritorno di un recente passato. “Instinct” è il primo album di questa band della Florida fondata nel 2008. Ed è datato 2010. All’epoca ebbe un discreto successo e, anche a causa della pubblicazione indipendente, è finito per essere sold out. Ora Argonauta
(A389 Recordings) Hardcore virato sul crust. Incavolato nero, sfrontato, a dir poco, anfetaminico, distruttivo. Hardcore-crust che rispetta i canoni e in sole quattro canzoni nelle quali il drumming doppia alla perfezione ogni variazioni del tessuto delle chitarre. Queste poi più che un tessuto
(Pitch Black) Presentati dall’etichetta come la più longeva delle band cipriote, gli Armageddon hanno effettivamente una storia di quasi 30 anni, ma questo è solamente il loro debut full-length. E si sente bene che la formazione
(Bakerteam Records) Italiani. Hanno un moniker strano, ma chiaro e diverso dal solito. Suonano un qualcosa che sta in equilibrio tra il rock alternativo ed il metal, con uno sguardo alla grinta del punk. Fanno del groove una imponente istituzione, in quanto ogni loro pezzo ha quel senso di coinvolgimento, di crescita progressiva, di energia
(Subsound Records) Sconvolgimento totale. Sono sconvolte le due bands italiane di questo split, sono sconvolte le loro descrizioni, ed è sconvolta anche la loro musica. Cosa fanno? I primi credo (e lo credono pure loro) vengano da un altro pianeta. E comunque non sono terrestri. Anzi, “MoRkObOt” (si scrive così!) è una creatura ancestrale e ha poteri assurdi. I secondi partono
(Autoproduzione) Esce la seconda parte dell’album di debutto dei Koza Noztra. Un lavoro spezzato in due tempi, diciamo pure ridotto a due EP, e chissà se abbia stuzzicato ancor di più l’attenzione della gente. “Cronaca Nera pt1” (
(Autoproduzione) Gli esordienti April Weeps ci scrivono dalla Slovacchia e noi di MetalHead siamo ben felici di recensire il loro interessante debut di prog/death metal. Anzitutto una menzione speciale per il booklet:
(Minotauro Records) Davvero eccellente, come sempre del resto, l’opera di ‘restauro e recupero’ della Minotauro Records: stavolta la celebre etichetta ci propone una ricchissima ristampa con la discografia completa (circa 72’) dei texani Mox Nix,
(Red Cat Records) I Rage Of South nascono nel 2000 a Sciacca (AG). Presto decidono di registrare brani di propria creazione, cosa che porterà la band a incidere un EP, “South”, interamente autoprodotto. Dopo anni di gavetta, in cui hanno suonato praticamene ovunque nell’hinterland Agrigentino, danno alle stampe il loro primo album “I See, I Say, I Hear”,
(Nordvis Produktion) Muore la luce, muore il sole, muore la speranza. Ma sussiste un magnetico richiamo, una natura fredda mi attira. Mi perdo ascoltando “Solarvore”, mi perdo in un inno di decadenza, malinconia e travolgente potenza oscura. La mia mente divaga dell’armonia tetra di “Livets Ruin”. E mi avvicino ad altre dimensioni, abbandono il
(Autoproduzione) Il thrash metal seminale che si allea con l’hardcore, questa è la formula di “Ghost of a Fallen Empire”, album di debutto messo in piedi da una formazione dell’Ohio, più specificamente della città di Cleveland. Molto americani i Youth Foregotten, sia nella matrice thrash metal che nelle sfumature
(Punishment 18 Records) Nati come Unhortodox nel 1993 in Svezia, cambiano il loro nome in Defaced Creation, visto che esisteva un’altra band chiamata con quel nome, per poi sciogliersi nel 1999. Dopo un demo (1995), un EP (1996) e due split (1996 e 1998), nel 1999 esce il loro unico album, “Serenity In Chaos”. A dispetto della loro
(Mausoleum Records) Una bella copertina incornicia il ritorno sulle scene dei Kirk, band svizzera (attualmente formata da membri di Godyva e Legenda Aurea) che pubblicò il debut nel 2004.