KURSK – “Kursk” (#memorabilia)

(WormHoleDeath) Piacevole sorpresa, questi Kursk del Suffolk: inglesi fino al midollo, propongono un heavy a tinte doom (a volte anche un minimo stoner) ma certamente ortodosso e fedele alla linea classica. (altro…)

(WormHoleDeath) Piacevole sorpresa, questi Kursk del Suffolk: inglesi fino al midollo, propongono un heavy a tinte doom (a volte anche un minimo stoner) ma certamente ortodosso e fedele alla linea classica. (altro…)
(Non Serviam Records) Probabilmente potremmo considerare i Keiser come il sogno di tutti quegli ascoltatori di metal che da sempre hanno mal digerito la sterzata dei Dimmu Borgir da dopo “Puritanical…”. (altro…)
(Glory Stables Records) Il tempo da occupare durante la pandemia non era poco, per cui gli heavy/speed metallers Stallion, nonostante avessero già pubblicato nel 2020 “Slaves of Time” (recensione qui), hanno ceduto alla tentazione dell’EP natalizio. (altro…)

(Black Widow Records)Musica e film sono un legame importante, indissolubile, sanguigno… un legame che esiste da quando esiste la cinematografia. Un legame che alimenta la musica o che fa si che la musica venga creata, musica abitualmente definita ‘colonna sonora’… apparentemente solo un contorno delle pellicole, un contorno senza il quale la maggior parte dei film perderebbero una grandissima parte del proprio valore. (altro…)
(Dusktone) “Perdition”, registrato dal duo svedese Azazel e Chronzon, sembra un album arrivato a noi direttamente dai primi anni ’90. Chronzon è un ex Setherial, mentre Azazel è ex The Citadel e insieme innalzano uno scenario fatto di atmosfere incastrabili (altro…)
(Horus Music) Lo chiamano ‘fresh metal’, ma a un vecchio defender come è piaciuto per il suo restare ancorato nei suoni e nei generi ‘classici’: il debutto dei torinesi Invisible Horizon è breve (sei brani e tre intermezzi, per 37’ di musica) ma intrigante nel suo miscelare stili e atmosfere. (altro…)
(Temple of Mystery Records) Eccezionale esordio heavy/epic metal dal Canada: i Possessed Steel riescono in questo “Aedris” a condensare il meglio dei suoni delle due sponde dell’Atlantico, generando un connubio irresistibile per chi abbia frequentato il genere… (altro…)
(Black Widow Records) Giovanni “John Goldfinch” Cardellino, affiancato da suo fratello e chitarrista Andrea, incide il terzo album in studio intitolandolo opportunamente “Racconti Macabri Vol.III”. Perché oltre a essere il terzo album della band, tali (altro…)
(Slovak Metal Army) Album numero quattro per gli Awrizis, che fanno del blast beat la loro passione incondizionata. A mio parere sono un gruppo che si prende davvero troppo sul serio, nel senso che un po’ di leggerezza certe volte gioverebbe a certi album altrimenti difficilmente digeribili in un unico ascolto (si pensi in tal senso ai geniali Impaled Nazarene…), (altro…)
(Black Widow Records) Nonostante si tratti di una band in circolazione ‘solo’ da trent’anni, The Black è indubbiamente una pietra miliare del metal italiano. Il suo mastermind, Mario Di Donato (ex Unreal Terror e ex Requiem) non smette di condurre questa proposta occulta e pregna di deliziosa e progressiva malvagità, nonostante i dieci anni trascorsi dall’ultimo lavoro e nonostante la sua vita si stia affacciando al settimo decennio. (altro…)
(Inverse Records) Fra le tante definizioni di sottogeneri, quella di ‘korpimetal’ non l’avevo mai sentita! Se ne fanno portavoce i finlandesi Blood Region, che dopo una miriade di singoli ed EP se ne escono anche con il tre-tracce “The Silent Village”. (altro…)
(Autoproduzione) Sono abbastanza sicuro che non mi sia mai capitato di recensire una band del Lussemburgo… gli Arduinna’s Dawn, symphonic metal con cantato (altro…)
(Scarlet Records) Il quarto album del trio Be The Wolf è dedicato alla propria città. Tutte le città hanno una propria identità, carattere, atmosfera ma Torino «ti marchia per sempre, lasciandoti un alone nero nell’anima». Lo spiega la band e lo enuncia attraverso (altro…)
(Satanath Records) rispetto alla loro prima opera (recensione qui), la coppia svedese ha affinato e di molto le proprie armi, soprattutto grazie ad una decisa presa di posizione verso la scelta dei suoni e dello stile da utilizzare. (altro…)
(Barren Void Records) Secondo EP dei Totalitarian ed entrambi successivi al full length di debutto “De Arte Tragoediae Divinae” del 2017. Venticinque minuti in totale per queste due composizioni di natura blackened death metal con (altro…)
(Beyond the Storm Productions) Ricordo gli slovacchi Signum Regis per il loro piacevole debut, del 2008, e per il più recente “Chapter IV”, del 2015; pur non avendo seguito con la massima attenzione tutte le loro uscite, li ritrovo ora, con un tasso (altro…)
(Steamhammer / SPV) Una compilation di brani eseguiti dal vivo e alcuni in studio, per i quali c’è stato un lavoro di masterizzazione. L’album contiene quattordici canzoni delle quali sono sette versioni dal vivo, altrettante quelle in studio e prelevate (altro…)
(Slovak Metal Army)Terzo album per Beast Within The Sound, formazione proveniente dalla Repubblica Ceca nata nel 2009. Negli anni il sound della band è cambiato, passando dall’iniziale metalcore ad un thrash metal dalla forte matrice slayeriana, unito all’hardcore metallizzato degli Hatebreed. (altro…)
(Black Tears Label) Francamente mi sembra esagerato parlare di un nuovo genere per descrivere questo gruppo, così come ha fatto l’etichetta nel presentarlo; ma è indubbio che ci sia dell’originalità nelle sonorità proposte, perché se da un lato le tracce ricordano, specie nell’intro, il più classico del power metal, di fatto le liriche e le strutture canzoni sono decisamente più pesanti e orientati alla musica estrema, specie se si osservano le ritmiche e la parte di batteria. (altro…)
(Inverse Records) Dopo una lunghissima fase di instabilità e parziale quiescenza, i finlandesi Elvenscroll danno finalmente alle stampe (digitali) il loro primo EP: la band esiste dal 2007… (altro…)
(GEP) Presente quando si ascolta qualcosa per caso, magari passando davanti ad un’abitazione, e ci si ferma ad ascoltare rapiti da un suono che cattura subito, al di là del genere proposto? Ecco, i Rain sono questa sensazione, aggiunta al fatto che il genere è comunque congeniale a chi bazzica nel metal. (altro…)
(Autoproduzione) A sei anni dall’ultimo prodotto discografico, i tedeschi Stormhunter tornano in pista con un EP che ha, sembra, come prima funzione quella di dire che la band esiste ancora. (altro…)
(Planet K Records) In Italia spuntano nuovamente da qualche tempo validi esponenti del doom metal, occult rock e cose di questo genere. Gli Hadal sono di Trieste e pare si ispirino alla scuola finnica del genere, nonostante sembrano andare ben (altro…)
(Time To Kill Records) Si formano nel 2013 i bolognesi Across The Swarm, avendo però una fase embrionale prima di quella data (altro…)

(Iron Bonehead Productions) Finalmente al debutto gli svedesi Malakhim, la band nella quale milita Andreas Nilsson dei Naglfar! Il quintetto quali si era fatto notare con l’interessante EP uscito nel 2019 (recensione qui), un lavoro che già metteva in mostra l’intensa violenza sonora che la band è in grado di offrire. (altro…)
(Arkeyn Steel Records) Attivi nella seconda metà degli ’80 e provenienti da Chicago, gli Hedstone non giunsero mai al debutto discografico e si sciolsero molto presto: la solita Arkeyn Steel ripubblica in un unico CD tutta la loro discografia, composta di 10 brani divisi su due demo. (altro…)

(Avantgarde Music)Dopo oltre un decennio dalla nascita, dopo ben quattro album usciti dal 2015 in poi, ecco che il quinto lavoro di questa one man band dall’Ucraina il quale esce con l’italiana Avantgarde Music, etichetta sempre attenta a queste sonorità black metal estremamente oscure ma immensamente ricche di atmosfera. (altro…)
(autoproduzione) Di questo EP si è inteso diffusamente nel battage pubblicitario a sostegno della sua uscita. Di preciso c’era questa informazione: «”Sudditi” è un EP scritto attraverso messaggi vocali su WhatsApp durante il lockdown (per il 70% la musica, 100% per i testi), eseguito in sala prove per tre settimane e (altro…)
(Elevate Records) Avevamo già parlato della ristampa (digitale) di “Lady of the Lore” (qui), dei Desdemona, e torna oggi sul mercato anche il secondo e ultimo disco della meritevole band torinese. “Look for Yourself” uscì originariamente nel 2004 e si presentava più ambizioso, più complesso e forse anche meno fruibile, perché a tratti un po’ autoreferenziale, del suo predecessore. (altro…)
(Avantgarde Music) Quattro album in quasi trent’anni di carriera per gli olandesi Funeral Winds. E sembra che dal 1992 non sia passato un giorno per i nostri: sempre black metal così come è stato stabilito da chi, il genere, l’ha inventato e normato. (altro…)
(Invictus Productions) Secondo album a sei anni dalla loro formazione per gli austriaci Transilvania. Autori di un metal rude, potente, venato da melodie arcane e misteriose, epiche e sanguinanti, insomma autori di black metal. I loro riff spesso nervosi quanto estremi, brutali, come in “Hekateion”, ed (altro…)
(Osmose Productions) L’ultimo album pubblicato dagli Hate Forest è di quindici anni fa, “Sorrow”. “Hour of the Centaur” è stato inciso nell’aprile di questo anno e probabilmente in un lasso di tempo breve. L’album infatti è una furia dai suoni devastanti ma approssimativi, dalla forma ruvida e ottusamente (altro…)
(W.T.C.Productions) “Totschläger” a detta degli Abigor non è un “Nachthymnen part II”, pur avendo altrettanti momenti maestosi. Non è “Orkblut – The Retaliation” e neppure “Opus IV”, ma vi sono molte sue parti che riprendono certi loro misteri. “Totschläger (A Saintslayer’s Songbook)” non è neppure “Leytmotif Luzifer” ma (altro…)