Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
LUCIO MANCA – “Third Outline of a New Beginning” (EP)
(autoproduzione) Il basso è uno strumento che non si finisce mai di sottovalutare, soprattutto nel metal, dove riveste spesso un ruolo importantissimo nel dare la struttura ritmica al brano, assieme alla batteria. E mentre per la chitarra è facile costruirci attorno un album solista dedicato allo strumento, per il basso le cose si (altro…)
(Dying Victims Productions) Cosa vi potete aspettare da una band che si chiama Neanderthal Noise Machine… se non un sound primordiale, uno speed Motörhead-iano istintivo, sferragliante, basilare e caciarone? I nostri, che sono italiani e tutti in forza anche alla band black/death Bestial Evil, omaggiano 
(BMG) La discografia dei Venom è sconfinata, causa dello status della band nella scena metal e non da meno per le proprie vicissitudini interne. I Venom si formano nel 1979 nella britannica Newcastle, si sciolgono nel 1987 e poi si riformano con una serie di stravolgimenti, reunion e litigi. Oltre quarantuno anni di esistenza hanno portato chiunque a pubblicare raccolte dubbie
(Signal Rex) Una perla di malvagità occulta che infesta dalla Spagna. I Morta prendono forma circa nel 2016 pubblicando un demo l’anno seguente. Nel 2020 finalmente danno vita a qualcosa di più consistente, questo EP per l’appunto: una prima incarnazione lo scorso
(Pure Steel Records) In occasione della rifondazione di questa band di Cincinnati, autrice di diversi demo ed EP nella seconda metà degli anni ’80, la Pure Steel ripubblica
(Xtreem Music) Nascono agli inizi degli anni ’90 in Kansas, USA, e si fanno strada attraverso il paese prima e nel mondo poi, ma esclusivamente nel sottobosco della scena metal. I Possession hanno continuato la loro attività per quasi dieci anni e incidendo e pubblicando l’unico full length “Eternally Haunt” nel 1995, poi dei demo ed EP. Questa
(InsideOut Music) Il prog non si ferma… o sì? Fin da quando è nato, questo sottogenere si è sempre distinto per la forte componente tecnica e per la voglia di innovare, salvo poi stagnare sui medesimi suoni in gran parte dei gruppi. Alcuni però si sono sottratti da questa regola e di sicuro i Pain Of Salvation fanno 
(The Sign Records) Il nuovo album degli svedesi The Hawkins sa guardare in maniera pop sia al punk che al rock and roll, nonché all’hard rock. L’aspetto singolare è che a un tono fresco e vivace, soprattutto per il lato punk e r’n’r, risponde a tratti qualcosa dei Queen più spinti. Una gamma stilistica né troppo ampia né striminzita, ma
(Pride & Joy Music) Finalmente un album power metal che ha tutte le caratteristiche ‘giuste’: brio, grandi orchestrazioni, melodie vincenti, e perché no anche un bel concept (non scontato: su una Atlantite ‘rediviva’ e la sua affermazione durante la Rivoluzione Industriale dell’Ottocento)… i tedeschi Terra Atlantica mi hanno entusiasmato
(Century Media) Verrebbe arduo pensare che gli Oceans Of Slumber possano sbagliare un album. I precedenti tre, “Aetherial”, 
(Dying Victims Productions) Questo split non fa che mettere assieme l’EP di debutto degli austriaci Venator e il demo d’esordio dei tedeschi Angel Blade: tre brani per ciascuna formazione, naturalmente all’insegna dell’heavy metal più classico. Cominciano i Venator. “Paradiser” è un heavy/speed che ha anche una forte componente street:
(Massacre Records) Nuova e autentica colata di prog power-heavy metal, ed è la quinta volta attraverso un album per i tedeschi che lo esprimono con maestria. Il precedente album “Closing the Circle” (
(Sliptrick Records) La nostra Sliptrick Records è spesso attenta ai mercati dell’est europeo: stavolta è il turno degli Ucraini Midgard, che si affacciano sul mercato con il loro terzo disco “Tales of Kreia”. “Necromancer” è un discreto ibrido fra l’epicità degli Ensiferum e la furia death/viking degli Amon Amarth, anche se certamente siamo più dalla
(Osmose Productions) Roba tosta questa collaborazione tra Meyhnach (Mutiilation, Hell Militia) e Rats (Morguiliath, Dharnurgh) altro che menate! Pensate al black metal dei Darkthrone negli anni ’90, quello pesante e tetro e pensate anche magari al timbro vocale di Noctruno Culto, che quando urla inizia con voce spessa, forte e poi sconfina in
(Napalm Records) Dwarf metal?! E perché no? I toscani Wind Rose (
(Smoke & Mirrors Productions) Fresca, sana ed energica proposta punk in stile americano, attraverso musicisti dai trascorsi musicali ben diversi. Sono infatti Christian “Speesy” Giesler (ex Kreator), Jeramie Kling (Venom Inc, Massacre, The Absence), Taylor Nordberg (anche lui Massacre, The Absence) e Brian Stephenson
(Osmose Productions) Due album nella seconda parte degli anni ’90, cioè “Hosanna Bizarre” nel 1996 e “Trans Cunt Whip” del 1998. Prima un demo, “Siegeswille” nel 1995, poi “German Black Metal” che è un singolo del 1999. Questa è la discografia dei tedeschi Tsatthoggua, nome preso da una divinità concepita dallo scrittore Howard P. Lovecraft.
(Massacre Records) Jutta Weinhold ha passato i 70 anni (!), ma calca ancora i palchi con la sua band Velvet Viper… in questa strana estate 2020, la Massacre ci ripropone, rimasterizzati, con bonustracks e sotto il monicker appena citato, i primi due album degli Zed Yago, la prima band di Jutta, dissolta già nel 1990 per contrasti interni fra i membri. Non so
(Rockshots Records) Dopo un lungo silenzio discografico tornano con il secondo album gli emiliani From the Depth, fautori di un power metal molto dinamico; rispetto al disco precedente, del 2011, la band ha cambiato praticamente tutti gli elementi tranne il singer ‘Raffo’ Albanese. Tastiere e chitarre moderne, ma un refrain ‘antico’ e tradizionalista
(SPV/Steamhammer) Ammetto che ascoltare il nuovo disco dei Vicious Rumors è stato per me uno shock! Ero rimasto lontano dalla band californiana per molto tempo (temo quasi 20 anni…); ritrovo una formazione che ha certamente il suo valore, ma assolutamente più nulla di ciò che era negli anni ’80 e nella prima parte dei nineties. Questo tredicesimo album in
(Cronus Productions) Il sestetto greco Kosmogonia pubblica il proprio debut “Entrhone the Gods” inserendosi bene nell’ambito folk/death che nei primi 2000
(autoproduzione) Tra le band più sveglie nella scena metal italiana, Agony Face presentano un nuovo spaccato del loro death metal attraverso un EP composto da quattro pezzi. Il loro suonare dallo stile frammentato, si rinnova con la solita visione allucinata e sinistra. Ai blast beat seguono ritmi sincopati, in
(Pure Underground Records) Un buon compromesso 66-33 fra heavy metal e hard rock per il secondo disco dei russi Blazing Rust, che giunge a tre anni di distanza dal debut “Armed to exist”. 
(Elevate Records) Se l’intento dei Celtic Hills era quello di fornire delle canzoni dirette ma forgiate nel metallo, un metallo che fosse capace di spaziare tra andature power-heavy e power thrash metal, il traguardo è stato raggiunto. I friulani presentano un lotto di canzoni che tra celebrazioni Running 
(Fighter Records) Ed eccolo tornare all’attacco, con un sound molto meno epico e molto più veloce: l’inarrestabile Jo Capitalicide, turbinante metal hero canadese, dà un seguito a “Manifest Destiny” e
(DiveBomb Records) Dopo la ristampa di “
(Inside Out Music) Eccellente musicista Tim Bowness che ha lavorato con Robert Fripp, Phil Manzanera e addirittura la nostra Alice. Lo sa benissimo anche Steve Wilson (Porcupine Tree) che con lui ha collaborato tante volte e dunque ha reiterato questa interazione artistica mixando questo suo album. Un tappeto di atmosfere 
(Eisenwald) Il quinto album in quindici anni dei canadesi Panzerfaust celebra il black metal in una maniera moderna, attuale. Registrazione pulita, songwriting elaborato, nulla a che fare con il black istintivo, selvaggio e raw. Come da titolo l’album è il secondo di una tetralogia che vuole descrivere, discutere e suonare, evidentemente, dei mali che hanno afflitto l’umanità nel ‘900. I Panzerfaust
(Autoproduzione) Dopo una discreta serie di singoli e un EP, i texani Scrollkeeper si lanciano nel loro debut: “Auto da fe” (scritto in questo modo) è una colata di us metal compatta e rovente.