STINS – “Through Nightmares and Dreams”
(Red Cat Rec.) Apre “Drowning Into You”, segue “All I Want” e poi “Ride My Skin” e a quel punito si ha la certezza che i Stins sono una band che avvia gli amplificatori imbraccia gli strumenti (altro…)
(Red Cat Rec.) Apre “Drowning Into You”, segue “All I Want” e poi “Ride My Skin” e a quel punito si ha la certezza che i Stins sono una band che avvia gli amplificatori imbraccia gli strumenti (altro…)
(Pure Steel) L’improvvisa morte di Mark Shelton dei Manilla Road ha certamente lasciato un vuoto nel cuore di molti defender; per colmarlo in parte, ma anche con una grande dose di opportunismo, la Pure Steel ha recuperato delle registrazioni demo, (altro…)
(Avantgarde Music) Sembra proprio che il cervello pensante dietro l’entità Selvans si sia cambiato d’abito, abbia per così dire deciso di mutare in un nuovo animale, una nuova creatura sonora. “Ad Malum Finem” introduce ad un album black che vuole pure essere (altro…)
(Jolly Roger Records) Voglio sperare di non dover presentare ai lettori di MetalHead la Strana Officina! Se proprio siete ignoranti, in ogni caso, in archivio trovate buona parte del back catalogue, recensito dall’amico Matteo Piotto. (altro…)
(Rockshots Records) Dopo diversi anni di silenzio (“Bear the Cross” è del 2014) si riaffacciano sulla scena i finlandesi Soulhealer, fautori di un gradevole melodic metal che sconfina spesso e volentieri nel power. “Up from the Ashes”, (altro…)
(Scarlet Records) Sadist, capitolo 2018. I liguri mi tornano un po’ a sorpresa con un album, giusto per farmi un regalo entro fine anno. Il lavoro precedente, “Hyaena” del 2015 (recensione qui) era stato per me un capitolo riuscitissimo e pesantissimo, un (altro…)
(Kapitän Platte) Musicisti di alto livello dalla Norvegia. Musica strumentale, lounge e lo-fi di qualità stupefacente. Musica emozionale, stimolante, provocante e maledettamente sensuale. Quaranta minuti di vibrazioni sonore, ricche di dettagli, (altro…)
(Autoproduzione) Terzo full length per i catalani Siroll!, band che riesce in maniera convincente a coniugare metal moderno con quello appartenente alla vecchia scuola. Come ho avuto modo di constatare in sede di recensione del (altro…)
(Sneakout Records/Burning Minds) Secondo album per The Sticky Fingers Ltd, formazione modenese che già ha dimostrato il proprio valore nel debutto, proponendo un heavy rock fortemente venato di blues decisamente diretto e (altro…)
(Flowing Downward) Tristezza e null’altro si proverà ascoltando “Leave”. Sadness è una one man band dell’Illinois, stato bagnato dal lago Michigan, dunque (altro…)
(Flowing Downward) Synodic è un progetto portato avanti da Myrdin Cerphas dallo scorso anno. Il multistrumentista dell’Oklahoma (altro…)
(Massacre) Dopo dieci dischi (l’ultimo è il mediocre “Season of the Witch”), infiniti cambi di line-up, ma in fin dei conti una storia che (pause comprese) toccherà nel 2019 i 40 anni, i classic metallers (altro…)
(earMUSIC) Allora, ve lo dico subito, giusto per toglierci il pensiero. Nei Sinsaenum, gruppo di Jordison degli Slipknot e Lecrercq dei Dragonforce, in questo album hanno collaborato Attila Csihar dei Mayhem e Zatorsky dei Dååth. L’ho detto subito perché (altro…)
(Svart Records) Rock psichedelico, esaltato e reso assurdamente geniale da una dose illimitata di dettagli psichedelici! Assurdo? Direi di no, se partite da una base comunemente descritta con una definizione convenzionale, e tale base viene deviata da (altro…)
(earMUSIC) Dopo quasi venti anni, per l’esattezza diciassette, i finlandesi Stratovarius danno seguito alla compilation “Intermission”, pubblicando questo secondo capitolo, il quale va ben oltre la semplice raccolta di brani, cover e live, riconducibile alla ‘best (altro…)
(Red Cat Rec.) La chitarra e l’aiuto di un computer hanno permesso a Pugnale, ovvero Roberto Colombini, di realizzare nel tempo undici pezzi. Il tutto è poi diventato questo album omonimo (altro…)
(Decca Records) Gradita sorpresa, i francesi Skáld: con un ep di soli tre brani e neanche dieci minuti totali impressionano con il loro folk/ambient metal, da situare forse da qualche parte fra i Wardruna e gli Era. Naturalmente i transalpini, (altro…)
(Militia Guard) La discutibile moda delle ‘tour edition’ ha raggiunto anche i Saxon, che rimettono sul mercato il loro 22° album “Thunderbolt”, edito a febbraio. Non ero stato entusiasta del disco all’epoca (a differenza dell’amico e collega Matteo Piotto) (altro…)
(Dunkelheit Produktionen) Un’occasione persa. Questo è stato il mio primo pensiero dopo aver ascoltato “Death Monolith”, primo EP per i tedeschi Subduer. L’idea di unire noise e war/black metal l’ho trovata affascinante, anche se non nuova. Se gestita bene, l’unione tra questi stili (altro…)
(Metal Nation) Gli irlandesi Stormzone pubblicano con questo “Lucifer’s Factory” il loro sesto album: sono passati tre anni dal buon “Seven Sins”, la cui recensione vi condurrà anche ai platter precedenti. Seguendo quindi la carriera di questa band (altro…)
(Dying Victims) A ben cinque anni da “Mark of the Beast” tornano i Sign of the Jackal: i trentini ci regalano un’altra mezz’ora di metallo senza compromessi. Dopo la intro si parte subito forte con la martellante “Night Curse”, (altro…)
(Transcending Obscurity Rec.) Le tenebre si diradano, qualcosa di imponente spunta fuori. Questo è ciò che si coglie dall’incipit dell’opener “At the Left Hand of Satan”. La canzone (altro…)
(Pure Steel) I guerrieri di cui si discute in questa recensione non sono davvero spartani, ma inglesi: furono in attività nella prima metà degli anni ’80 pubblicando due album, e sono ritornati sulle scene all’inizio di questa decade. (altro…)
(Volcano Records) I Sunburst sono l’esempio di come si possa omaggiare i Dream Theater stando sul leggero. Indubbiamente le linee vocali e il tono stesso della voce ricordano LaBrie, ma di certo le strutture canzoni proposte non vogliono (altro…)
(Nuclear Blast Records) Debutto per The Spirit, quartetto tedesco formatosi nel 2015 e, bruciando le tappe, già sotto l’ala protettrice della Nuclear Blast. La proposta della band è un death/black di matrice scandinava palesemente debitrice al sound dei (altro…)
(Avantgarde Music / Flowing Downward) Gli split hanno spesso scopi promozionali, sono una specie di compilation (o poco più) che mettono in mostra artisti simili evidenziando il pregevole supporto dell’etichetta di turno. Ma ci sono casi particolari (ad esempio questo) dove il livello artistico è diverso, è (altro…)
(Nuclear War Now! Productions) I Saltas sono svedesi e dalla madre patria hanno ereditato la passione per il doom, anche se qui non si parla di Candlemass, ma di doom lento e sepolcrale, mischiato a del death marcio, pure (altro…)
(Autoproduzione) Dietro questo monicker si nasconde un polistrumentista svedese che ha scelto come nickname ‘Telum ignotum’ (cioè, secondo le mie conoscenze di latino, ‘lancia/freccia sconosciuta’): si presenta (si fa per dire) al mondo del metal con cinque (altro…)
(Memento Mori) Primo full length per Shrine Of The Serpent, terzetto statunitense che circa un paio di anni or sono aveva pubblicato un EP omonimo incentrato su sonorità sludge/doom. L’approccio ora è parzialmente mutato: le (altro…)
(Pitch Black) Heavy/power grezzo e sferragliante per l’esordio dei norvegesi Sinsid, che vantano come cantante l’ex wrestler Terje Singh Sidhu, magari non dotatissimo sotto il profilo vocale… ma certamente di grande presenza scenica! (altro…)
(Mondo Macabre) Ottima l’apertura dell’album con “The Usurper” e la seguente “Cathch My Breath”, canzoni energiche e con il pedale dell’acceleratore ben schiacciato. Tuttavia proprio i (altro…)
(AOP Records) Un mix interessante! Gli Spiral Skies, svedesi, sono al debutto ed offrono un sound settantiano, molto rock, il quale non nega divagazioni remotamente prog ed ipoteticamente doom, svelando un sound ipnotico, (altro…)
(autorpoduzione) Dopo 9 anni di assenza i Self Disgrace si riaffacciano al grande pubblico con “Partner In Crime”, album autoprodotto che segue il primo demo “Rotten Revenge” rilasciato nel 2009. La formazione meneghina può contare tra le sue file una figura storica (altro…)
(Infernö Records) Questo godibile 7’’ di speed metal arriva nientemeno che dal Giappone: ne sono autori i Significant Point, quartetto di Tokyo che ha iniziato le proprie pubblicazioni con… un live album! (altro…)