Foto, pensieri liberi, esperienze, storie, filosofie del metallo, retroscena della nostra passione e del nostro lavoro: concerti, musica, esperienze e non ultimi i libri.
WOLFMOTHER + DEAP VALLY @ Circolo Magnolia (Milano), 01.07.2014
I Wolfmother sono probabilmente la rock band che piĂš di tutte, al giorno dâoggi, incarna lo spirito musicale degli anni â70 piĂš ruvidi, quelli in cui il rock ânâ roll si stava trasformando in hard rock e lâhard rock stesso stava virando verso ciò che poi sarebbe diventato lâheavy metal. La band non fa mistero di questa predilezione per gli albori dellâheavy rock, anzi: il loro mix tra Led Zeppelin e Black Sabbath è ormai diventato un vero e proprio marchio di fabbrica. (altro…)
Serata all’insegna del grande thrash metal all’Estragon, con due tra le piĂš importanti bands della storia del genere. Personalmente ero molto curioso di vedere gli Anthrax, mai visti prima d’ora, mentre gli Slayer ho avuto modo di vederli a Milano all’indomani dell’uscita del loro ultimo album âWorld Painted Bloodâ, con ancora il compianto Jeff Hanneman alla chitarra.
ââŚgli Opeth provano ancora una volta a distinguersi dalla massa che mercanteggia metal policromoâ
Uno dei grandi vantaggi di vivere in Germania è che, dalla fine di Maggio allâinizio di Settembre, câè praticamente un festival alla settimana. Da Kiel a Monaco, da Colonia a Dresda, ogni regione e grande cittĂ ha la sua rassegna⌠e una delle maggiori è sicuramente lâOut & Loud Festival, in alta Baviera, nuovo nome (a causa di problemi di copyright) del Beastival al quale noi di MetalHead siamo giĂ stati lâanno scorso (ecco le
Allo storico La Laiterie di Strasburgo arrivano i Cult Of Luna in compagnia dei God Seed. Accade in maggio e chi scrive è proprio a Strasburgo, ma piĂš di ogni altra cosa a poche ore di treno, al di lĂ della frontiera, in Germania, câè il collega de Filippis (da questo momento in poi sarĂ il Defender nel testo), il quale per lavoro svernerĂ per tre mesi in terra teutonica. Quale migliore occasione per incontrarci di nuovo e andare a farci devastare lâanima da queste band fondamentalmente diverse tra loro, sia per il contesto musicale che per la storia personale.
E’ il razzismo la chiave di tutto. Io che credo che il grunge sia il male, che nei suoi confronti provo sentimenti di razzismo musicale, mi trovai a recensire, tempo addietro, una band che le ovvie note stampa etichetta come grunge. Finii per adorare quel disco, dandogli una ottima valutazione. La cosa si ripetĂŠ poi, in tempi recenti, con l’album unplugged. Diavolo, pensai, ecco la loro dannata anima grunge che li spinge a fare una patetica imitazione dei Nirvana. Ero certo di averli incastrati, che il mio razzismo ne sarebbe uscito trionfale. Ma, maledetti loro, mi sbagliavo di nuovo! Album con voto in recensione anche maggiore dell’altro.
Ho un nuovo hobby. Vedere i concerti in modo alternativo. Sapete, non ho piĂš vent’anni (nemmeno trenta) e di concerti ne ho visti moltissimi. Alcuni li ho visti, altri li ho vissuti, di molti altri non mi ricordo nulla (ho la matrice del biglietto, ricordo vagamente di esserci andato, ignoro cosa sia successo e come io sia riuscito a tornare a casa). Ma grazie al fatto che scrivo le menate che, come questa, state leggendo, mi si è aperto un nuovo canale. Finisco nel backstage. Atterro onstage. Mi insinuo nel tour bus. In mezzo ai fotografi. Non faccio file.
Quando ho saputo che il Rock Meets Classic 2014 passava per Strasburgo e di martedi, quindi in serata per me non lavorativa, ho da subito acquistato il biglietto. Sono in Alsazia da mesi e ancora non ho visto nessun concerto e quelli che avrei voluto vedere li ho persi a causa del lavoro, in una occasione poi câera qualcosa ad un chilometro da casa mia, ma la mia squadra del cuore quella sera andava a casa degli avversari diretti e non potevo perdermi la partita. Sapete, sono un sentimentale!
(Tsunami Edizioni) Non ho mai amato la versione di “Angel of Death” degli Slayer fatta da Tori Amos, ma sono rimasto colpito dalla sua dichiarazione che Stefano Cerati riporta alla fine dellâintroduzione al suo testo “A Sud del Paradiso – Canzoni, Testi e Musica degli Slayer”: âQuando ho ascoltato lâoriginale, non credevo che potesse esistere una musica cosĂŹ violenta. In essa câera però unâenergia ed una forza che non era
âHo capito che i testi delle canzoni in Italia parlano solo di tre cose: lei câè, lei non câè piĂš, lei se ne sta andandoâ (Jackie Perkins)
(Tsunami Edizioni) Rammstein. Apocalittico evento musicale degli anni ’90 che ancor oggi gode di un successo unico, di una fanbase fedele, di una personalitĂ mostruosa. Una di quelle band, di quelle impostazioni sonore e scenografiche che definirei uniche. Una band certamente famosa, ma in un certo senso misteriosa. Misteriosa per le sue origini, per la sua lingua… band lontana dallo standard del rock âin ingleseâ.
Titolo Originale: âRelenteless (The Memoir)â, edito da Wiley
Alla fine è successo: anche la mia città (adottiva) ospita, dopo anni e anni di silenzio, un concerto rock/metal degno di nota. Lo dobbiamo al proprietario della My Kingdom Music, Francesco Palumbo, che è riuscito a organizzare una serata con due delle band piÚ interessanti della sua scuderia e soprattutto con gli Antimatter di Mick Moss, ormai da tempo riconosciuti a livello europeo come gli alfieri del post-rock inglese, eredi di Anathema, Porcupine Tree, Tool e (per molti versi) Paradise Lost.
Quando si dice che gli anni danno spessore e fascino si deve pensare a Roger Waters ed il suo The Wall Live, una vera e propria opera teatrale quella replicata 192 volte in tutto il mondo e che il 28 luglio, a Roma, ha trasportato in unâaltra dimensione circa 50000 spettatori, per i cultori floydiani non è stato un giorno qualsiasi, anche perchĂŠ il compianto Rick Wright avrebbe compiuto 70 anni. Magnifico concerto di due ore, con pausa, che ha riproposto per intero il doppio concept album del 1979, attraverso effetti audio e video sorprendenti.
Giornata di merda.
Lâidea concreta per âThe Other Godsâ nasce attorno al gennaio/febbraio 2012, quando io ed Alisa ci siamo scambiati le prime mail riguardanti i nuovi brani.
Si sa: il Metal in Italia non è un genere che va per la maggiore⌠o almeno questo è quello che pare sembra sulla bocca di tutti. Eppure sono moltissime le realtĂ che nascono per promuovere, supportare e dare spazio a questo genere, sempre molto amato nel nostro paese. Una di queste realtà è il Mozzate Metal Drone, festival organizzato dallâAssociazione per il Corpo Musicale di Mozzate, nello specifico dai componenti del gruppo Prog-Death Metal dei Chaos Plague, a supporto di band, rigorosamente autrici di materiale originale, del panorama italiano.
(Tsunami Edizioni) Le canzoni possono essere buone o no, a volte sanno essere addirittura immortali e spesso dietro hanno una storia o dei fatti. Luca Fassina è consapevole di tutto questo e con “On Stage – Back Stage” scrive di 100 pezzi memorabili,dall’alternative rock al metal o meglio dal ’65 al 2011, facendolo attraverso un taglio tra il personale e la rassegna di informazioni storiche e sintetiche ricostruzioni di carriere.
Titolo Originale: âBringing Metal To Children: The Complete Berzerker’s Guide To World Tour Dominationâ, edito da HarperCollins Publishers
Appena qualche giorno fa, il mio amico Luca Zakk ha scritto un meraviglioso articolo sulla professionalitĂ nel mondo del metal (
(Mondo Studio Edizioni) Conobbi Mariano per caso e nel modo piĂš ebete. Online. Ma non con l’amicizia su un social network, no, quello venne dopo. Era il 2007. Forse. Mi sembra di ricordare che comprai âIn Sorte Diaboliâ. Forse. Lo comprai su ebay. Dietro l’utente ebay c’era un negozio di Cassino, un certo Crash Store. Come sempre quando si compra online, sperai che andasse tutto bene. Andò tutto bene. Comprai molti altri CD
(Tsunami Edizioni) Si parte dal natale 1991, anzi no si parte con lâintroduzione di Lars Ulrich dei Metallica, il quale ricorda la prima volta che vide Glenn Hughes, con i Deep Purple. Un ricordo non molto diverso dal mio, con la differenza abissale che lui lo vide dal vivo in Danimarca a 11 anni ed io in VHS. GiĂ da bambino Lars Ulrich era qualcuno! Poi è Glenn Hughes a descrivere