Foto, pensieri liberi, esperienze, storie, filosofie del metallo, retroscena della nostra passione e del nostro lavoro: concerti, musica, esperienze e non ultimi i libri.
MOZZATE METAL DRONE 2013
Si sa: il Metal in Italia non è un genere che va per la maggiore… o almeno questo è quello che pare sembra sulla bocca di tutti. Eppure sono moltissime le realtà che nascono per promuovere, supportare e dare spazio a questo genere, sempre molto amato nel nostro paese. Una di queste realtà è il Mozzate Metal Drone, festival organizzato dall’Associazione per il Corpo Musicale di Mozzate, nello specifico dai componenti del gruppo Prog-Death Metal dei Chaos Plague, a supporto di band, rigorosamente autrici di materiale originale, del panorama italiano.
Stiamo parlando di un evento che, giunto alla terza edizione, sa ancora un po’ di “casereccio” ma ha un’organizzazione tale da lasciare sempre estremamente soddisfatti band partecipanti e pubblico. (altro…)
(Tsunami Edizioni) Le canzoni possono essere buone o no, a volte sanno essere addirittura immortali e spesso dietro hanno una storia o dei fatti. Luca Fassina è consapevole di tutto questo e con “On Stage – Back Stage” scrive di 100 pezzi memorabili,dall’alternative rock al metal o meglio dal ’65 al 2011, facendolo attraverso un taglio tra il personale e la rassegna di informazioni storiche e sintetiche ricostruzioni di carriere.
Titolo Originale: “Bringing Metal To Children: The Complete Berzerker’s Guide To World Tour Domination”, edito da HarperCollins Publishers
Appena qualche giorno fa, il mio amico Luca Zakk ha scritto un meraviglioso articolo sulla professionalità nel mondo del metal (
(Mondo Studio Edizioni) Conobbi Mariano per caso e nel modo più ebete. Online. Ma non con l’amicizia su un social network, no, quello venne dopo. Era il 2007. Forse. Mi sembra di ricordare che comprai “In Sorte Diaboli”. Forse. Lo comprai su ebay. Dietro l’utente ebay c’era un negozio di Cassino, un certo Crash Store. Come sempre quando si compra online, sperai che andasse tutto bene. Andò tutto bene. Comprai molti altri CD
(Tsunami Edizioni) Si parte dal natale 1991, anzi no si parte con l’introduzione di Lars Ulrich dei Metallica, il quale ricorda la prima volta che vide Glenn Hughes, con i Deep Purple. Un ricordo non molto diverso dal mio, con la differenza abissale che lui lo vide dal vivo in Danimarca a 11 anni ed io in VHS. Già da bambino Lars Ulrich era qualcuno! Poi è Glenn Hughes a descrivere
La seconda edizione della MurderNight è ancora più ricca e gustosa della prima… più band, più generi proposti, stessa organizzazione e locazione (l’ottimo Centro Giovani Connection di Bressanone).
Arrivato a pagina 560, quella che conclude il libro, c’era una domanda che mi girava nella testa da tempo, fatta da chi mi ha visto trafficare nella lettura del testo per giorni e che domandava di cosa trattasse. La mia risposta, “parla del fenomeno del nazismo e del nazionalismo all’interno del movimento black metal”, ha generato l’interrogativo inaspettato: “E ne parla bene?”.
Nel rock, genere marcio e disgraziato per eccellenza, esiste purezza? Forse non ha molto senso. Esiste tuttavia il concetto di rock puro. Di essenza del rock. Rock inteso come modo di vita. Forma pensiero. Coerenza delle azioni. Purezza di un pensiero che è comunque marcio, devastato, emarginato.
Ritchie Blackmore è uno dei musicisti che mi ha maggiormente colpito. I motivi sono tanti e comunque il valore di questo chitarrista è indiscutibile. Credo che Ritchie abbia allevato il rock, quello partorito dal blues e facendolo crescere, rendendolo adulto e maturo, inoltre è anche colui che ha preso lo stile selvaggio di Hendrix (Jimi ne era ammirato) e lo ha educato, scolpito, manipolato nel suo verso. Un atto servito da esempio a molti. Vedi Malmsteen. 
(Auditorium Edizioni) Prendete il mondo della musica elettronica e guardatelo al femminile. Voglio dire, prendete Lady Ada Lovelace e i suoi algoritmi (oltre alla sua dipendenza dall’oppio, così rendiamo la cosa vicina alla routine musica-droga), prendete un musicista che realizza la colonna
“Nine Inch Nails – Niente Mi Può Fermare” è probabilmente una delle opere biografiche più imponenti realizzate sulla band di Trent Reznor. Al solo guardare il volume, sfogliarlo, scorrere i capitoli che lo compongono, insomma a tenerlo nelle sole mani e soppesarlo con gli occhi, si intuisce la vastità e completezza del testo di Giovanni Rossi.
Il redattore moderno è sempre a caccia di notizie. Non so come facevano negli anni ’80, ma oggi è abbastanza facile. Basta lasciare i social network attivi sul proprio computer o tablet, e prima o poi la notizia relativa a quel nuovo album, a quella ulteriore data del concerto, o al nuovo membro della band compare sullo schermo. Qualche giorno fa sulla pagina Facebook dei God Seed vedo un ritratto di King Ov Hell. Bellissimo. La band dichiara che è stato fatto da una certa Celeste Giovannetti. I commenti sono ottimi, tutti apprezzano il lavoro. E’ di Forlì, quindi Italiana, come Metalhead.IT, e pertanto decido di contattarla. Mi risponde subito. E’ gentile, umile, quasi stupita dell’interesse che il suo hobby sta generando. Le faccio delle domande. Lei risponde. E mi manda alcuni disegni, che condivido con voi. Ecco a voi Celeste. Perché l’Heavy Metal non è solo musica.
STONEBREAKER FEST Act I – Bolzano 23.11.2012: Veniamo invitati a osservare la prima edizione dello Stonebreaker Fest, organizzato da Music Solutions Agency – Murder Promotion in collaborazione con la ARCI Bolzano. Possiamo mancare? No di certo.
Vedete quel biglietto?
Ma incominciamo dall’inizio. Ho un ottimo rapporto con i Dark End, quelli che io reputo i Dimmu Borgir mediterranei (o meglio romagnoli), i quali hanno appena pubblicato l’album che i famosi norvegesi non sono capaci di comporre da molto tempo. Qualche mese fa mi rivelano la notizia bomba “Hey Zakk, andiamo in tour con i Cradle Of Filth”. Veramente una notizia bomba, considerando che io e Valentz, il massacrante batterista dei nostrani, ci reputiamo degli accaniti sostenitori di Filth & Co, ed entrambi adoriamo quel capolavoro che fu “Cruelty And The Beast”. Per questi ragazzi, capaci di mollare il lavoro (merce preziosa oggi) pur di andare in tour, è l’occasione della vita. In giro per mezza Europa, interviste da parte di magazine di ogni lingua e nazione, l’appartenenza ad un bill che personalmente reputo devastante: Cradle Of Filth, God Seed, Rotting Christ. Tre bands che dal vivo sono un’assoluta furia della natura. E tutti esponenti di metal estremo di alto livello. Proprio l’occasione giusta per i Dark End. 

Il Peaks Of Death, questo il nome del festival, ha visto esibirsi artisti di un certo peso nell’ambito underground e, perché no, anche mainstream italiano e qua non si può tacere la presenza di Pino Scotto
Sabato 2 Giugno. I Dark End, al Blocco Music Hall di Verona. Con loro i Riul Doamnei e gli emergenti Eternal Samhain. Il GPS mi scarica proprio davanti alla location. Mi accoglie Valentz, con un birrone in mano. Si chiacchiera, due parole sul casino in Emilia Romagna. Incontro Animae, il frontman dei Dark End. Si entra. Fervono i preparativi, fra poco sale sul palco l’opening act, gli Eternal Samhain, un gruppo di ragazzini a mala pena maggiorenni, capitanati da Taliesin, giovane ma determinatissimo frontman. La qualità della serata scatta di colpo ad altissimi livelli: gli Eternal Samhain non temono il palco e nemmeno il giudizio del numeroso pubblico. Il “Blocco Music Hall” è infatti invaso da creature della notte, gente votata all’anticristo, croci rovesciate, occhi di serpente, face painting inquietanti. Donne bellissime e oscure. Perversione oscura. Nonostante il gelo delle anime dei presenti, il calore verso le bands è incendiario, e lo show degli Eternal Samhain scorre via potente, aggressivo, blasfemo.