ILLUMINATA – “Where Stories unfold”
(Autoproduzione) Per quanto si producano e promuovano (fieramente) da soli, gli austriaci Illuminata non si risparmiano di certo: il loro terzo disco (QUI è recensito il precedente, “A World so cold”) vede la partecipazione di una intera orchestra, che contribuisce in modo significativo a sostenere le atmosfere gotico-sinfoniche del sound. (altro…)
(Pure Steel) Gli Alltheniko, oltre che starmi simpatici, sono davvero bravi (l’ho già detto in occasione del precedente disco,
(Century Media) Marduk: non servono presentazioni, non servono spiegazioni. E’ da un quarto di secolo che devastano il mondo con il loro personalissimo black metal, con la furia incontrastata della loro musica, dei loro concerti, dei loro testi. “Frontschwein” è il tredicesimo capitolo, il quinto con Mortuus alla
(Sliptrick Records) Svedesi, ma legati a doppio filo a un sound centroeuropeo, i Veonity esordiscono con un album di power metal classico e genuino. Con la opener “Into Eternity” è già chiaro il tenore del disco: siamo vicinissimi, non solo per i cori ma anche per i suoni di chitarra
(Century Media) Quinto album per gli Spagnoli Angelus Apatrida, considerata una tra le più fulgide realtà dell’ultima ondata di thrash metal che da qualche anno a questa parte ha preso piede un po’ in tutto il mondo. Questo lavoro conserva tutte le caratteristiche che
(Bloodrock Records) I Doomraiser non inventano nulla, e lo dicono chiaramente nel flyer promozionale: ma in un genere come il doom, che perpetua se stesso in modo immutabile e monolitico, questo non deve essere necessariamente un male. Anzi, i romani
(PRC Music) Li ricordate i Gorelust? Certo che li ricordate! I canadesi incisero un album nel 1995 (
(Century Media) Mostruoso. Un altro aggettivo per definire “Apex Predator – Easy Meat”? No, altro che aggettivi, sembra di assistere a un massacro. Sangue e violenza. Una versione stilizzata di un macello. Chi scrive è senza
(PRC Music) Li ricordate i Gorelust? Certo che li ricordate! I canadesi incisero un album nel 1995 (
(Iron Bonehead) Si sa poco di questa entità proveniente dalla Spagna. Non si capisce bene se sono in tre o se si tratta di una one man band. Beh, poco importa: se è la musica a parlare allora siamo di fronte a del materiale molto valido. Considerando infatti che prima di questo album d’esordio c’è stato solo un EP datato 2012
(Apathia Records) Gli autori di “Hyperblast Super Collider” (
(Steel Gallery) La Grecia è ancora il santuario di certo heavy metal vintage, rimasto ai suoni e alle atmosfere degli eighties: che sia un bene o un male, signori, è così. I Bandemonic (
(Unholy Prophecies) A tre anni di distanza dal debutto “Reborn In Death”, gli Spagnoli Morbid Flesh tornano con questo EP di sano, classico e potente death metal di stampo Scandinavo. La pressoché totale mancanza di originalità è sopperita dalla convinzione con cui questi ragazzi distribuiscono le loro mazzate all’inerme ascoltatore.
(Autoproduzione) Il thrash metal è un genere che ha dentro qualcosa che comunica un assalto, continuo e sistematico. Energia, dinamismo, ostinazione, il tharsh metal comunica questo, oltre a essere una sana scarica di musica pompata di adrenalina. Qualcosa
(Moribund) Shatraug: oscuro personaggio finlandese che al black metal ha dato -e continua a dare- molto. Behexen, Black Stench, Drowning the Light, Foudre Noire, Horna, Necroslut, Sargeist… alcuni -non tutti- i progetti dove questo artista partecipa come chitarrista, bassista, tastierista, vocalist o addirittura come one man band. La
(Beyond Productions) Ammetto di non aver mai sentito parlare dei Siciliani Heretical. La band proveniente da Caltanissetta, è attiva dal 1996, e giunge al terzo album a distanza di tredici anni dal precedente “Ars Infera”, consegnandoci un capolavoro assoluto di musica estrema! La base di partenza è un black metal di matrice sinfonica,
(Discouraged Records) Arrivo in ritardo con il mio pezzo su questa band svedese. “In the Shadow of the Colossus” è stato pubblicato nel marzo dello scorso anno dalla Discorurged Records. Seconda release per questa band che mishia post metal, post hardcore, mathcore
(UDR) La storia parla chiaro: Uli John Roth lasciò gli Scorpions quanto non gli andava più la direzione che stava prendendo lo stile della band, uno stile incompatibile con la sua instancabile creatività, sempre lontana dalle direzioni commerciali imposte. Una base blues, una amore per Hendrix, uno stile personale. Ma le radici sono le radici. Per questa ragione il mitico chitarrista ha
(Bandcamp) Chi scrive ha una propria opinione riguardo le etichette. Il metal è un genere che negli anni ha assunto varie forme, ma ultimamente la tendenza è quella di creare dei sottogeneri nuovi che di inedito hanno veramente solo il nome. Ecco quindi che non
(Transcending Obscurity Distribution) E se i The Darkness fossero nati in India? Se la famiglia Hawkins fosse cresciuta imparando a suonare gli strumenti tradizionali indiani e ascoltando Hard Rock d’importazione? Probabilmente il risultato sarebbe questo lavoro. Ebbene si, esiste chi conosce la musica degli anni
(Dead Inside Records) Hard rock made in California: siamo alle origini, al fulcro del movimento, alla base assoluta. Ma dimentichiamoci i personaggi ottantiani, l’estremo, l’assurdo, il glam: i Six Gun Saints sono quattro ragazzi che sanno fare ottima musica, un ottimo hard rock ricco di groove, potente, intenso, curato. Hanno una venatura di sporcizia nel sound, quasi remotamente punk,
(Jolly Roger Records) I Darking sono il complesso di Agostino Carpo, chitarrista dei primi dieci anni di vita dei Domine: il secondo full-“length” della sua nuova creatura segue di ben cinque anni il debut “Son of Steel”, che sono andato a riprendere dai miei scaffali per prepararmi meglio alla recensione. E in “Steal the Fire”,
(FDA Rekotz) Giungono al terzo album i Tedeschi Arroganz, band nata nel 2008 e dedita ad un death metal vecchio stampo che talvolta sfocia nel black metal. Dopo una breve intro, l’apertura spetta a “One Death”, brano dall’incedere lento e solenne, stilisticamente affine ai Bolt Thrower, con alcuni passaggi vicini al doom tipici della band Inglese. Un
(Argonauta Records) Un criptico mix di sonorità estreme e avvolgenti atmosfere tetre, con marcate ispirazioni derivanti da black metal, post hard core e screamo senza dimenticare una tendenza capace di dipingere scenari privi di luce, materializzando ambienti ostili, angoscianti, asfissianti. La band è Italiana, ma ha registrato a Los Angeles e
(Spinefarm / Universal) I Venom si sono sempre caratterizzati per essere un trio scarno. Il loro sound, celebre e fondamentale per la musica metal, non ha mai brillato per architetture sonore particolari. Non un demerito questo e comunque la band resta un’icona. Senza dubbio.
(Revalve Records) Risiedono a Novosibirsk i Demon Project. Città siberiana, posta nel versante meridionale, quello che guarda dunque verso Kazakistan e Mongolia. Luogo lontano, perduto. “Revival” è il nuovo EP che i Demon Project incidono
(Sixsixsix Music) Ti fan salire la cattiveria ed il pessimismo questi Born Undead. Certo che con questo nome non ci si aspetta di sicuro di trovare del Glam, quindi via di batteria schiacciasassi, zero melodia e avanti con testi truculenti e malsani.
(Sliptrick Records) Il campanilismo musicale è qualcosa che non interessa a chi scrive, ma avere a che fare con “The Decline of the Human Race”, significa trovarsi di fronte a una sana e sacrosanta scarica bastarda e infame di deathcore italiano, fatto in maniera eccellente.
(Frontiers Record) Il corvo nero è tornato. Jorn Lande. Uomo senza riposo, senza limite. Jorn si è imposto sulla scena dagli inizi anni 90 grazie ad una voce fantastica ed un atteggiamento dannatamente e purissimamente metal e da allora è rimasto ad altissimi livelli. Ma Jorn è multiforme: Jorn è Ark, è Masterplan, Jorn è solista, un progetto che ormai ha
(Limb Music) Per i pisani Vexillum, “Unum” è certamente il disco della maturità. Inutile dire che, da buon appassionato di power metal, seguo la band dagli ingenui (ma sempre godibili) inizi di “The Wandering Notes”, l’ho apprezzata con “The Biouvac” (recensito
(Pitch Black Records) Mi ricordo bene degli Holy Dragons, questi terroristi kazaki che conobbi in occasione del precedente disco “Zerstörer” (recensito
(Napalm Records) Prendete Bathory. Aggiornatelo all’età dei Turisas, degli Ensiferum, dei Wintersun. Considerate anche formazioni come gli Equilibrium e i Moonsorrow. E non dimenticate le vette del pagan black, cioè i Thyrfing, i Manegarm e i Kampfar.
(Spider Rock) Possiamo parlare di una scena prog/power metal a Roma? Dalla capitale provengono i Kaledon, i Dragonhammer, i Noveria, gli Embrace of Disharmony, i Mindcrime… e sto parlando soltanto delle band che ho recensito negli ultimi mesi! All’elenco possiamo certamente aggiungere anche i Nexus Opera,
(Medusa Crush Recordings) Gli split sono spesso delle entità accessorie, utili solo a farsi pubblicità grazie a chi fondamentalmente compra il disco per “l’altro lato”. Ma non è questo il caso. Siamo di fronte infatti ad un prodotto più che pregevole per più motivi. Primo: i gruppi in questione sono validi. I
(Svart Records) Che strana band i Witch Mountain. Deliziosamente strana. “Mobile of Angels” è la loro quarta fatica, il terzo con la fantastica Uta Plotkin al microfono. Si dedicano mente e corpo al doom, quello tetro, inquietante, musica e stregoneria legati in maniera indissolubile… e curano completamente ogni aspetto della vita della band,