Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ETERNAL SILENCE – “Raw Poetry”

(Underground Symphony/Audioglobe) Il debut dei varesini Eternal Silence attira nientemeno che l’attenzione della Underground Symphony, di solito – come è noto – dedita a sonorità più rudi: il sestetto lombardo, infatti, è una female fronted band (altro…)
(Autoproduzione) Provengono dalla città di Providence i Sangus, quella che ha dato i natali a Howard Phillips Lovecraft. Il loro sound è “il caos strisciante”. Il loro sound è “indicibile e innominabile”. Le parole del Solitario di Providence (si lui, sempre Lovecraft, ovviamente) sono perfette per questa musica dissonante, caotica.
(Autoproduzione / Atomic Stuff) “Scacco Matto” e da subito si capisce che i Klem sanno comporre una canzone rock. Suoni duri, atteggiamento irruento, melodie serrate. Il cantato in italiano ci permette da subito di entrare nel vivo della musica e di provare vicinanza con la comunione testo-musica. Un testo che racconta dei mali del nostro Paese. Il rock è anche sociale. Affascina nel prosieguo dell’ascolto la cristallina produzione
(Svart Records) Strana formazione questi Mantar. Sono solo in due, uno tedesco ed uno turco. Sono nuovi sulla scena (si sono formati nel 2012) ed hanno solo un singolo alle spalle. Caratteristica strana è che suonano e registrano solo quello che sanno suonare: chitarra, batteria, voce (cantano entrambi). Quindi niente basso! Scelta un po’ scarsa, quando sappiamo tutti che almeno qualche
(No Remorse Records) Non è stoner, non è doom, non è prog, non è heavy metal classico: è il sound sui generis dei Däng, che ci regalano con questo “Tartarus: the darkest Realm”, il loro debutto, un ottimo disco di metallo plumbeo e soffocante, incredibilmente capace di appagare il defender anni ’80
(Sleaszy Rider) Nuova proposta dei massacratori ellenici detti In Utero Cannibalism. Adoro questo monicker! Diretto, chiaro, atroce. Diretto e chiaro perché si capisce da subito che i Greci sono votati ad un brutal death metal con influssi grindcore. Atroce lo è perché è la misura su quanto violenti possano essere.
(Masterpiece) Mi sono accostato con un po’ di diffidenza al secondo disco degli italianissimi Tenebrae, che non mi sembravano proprio il gruppo adatto a una webzine come Metalhead.it, ma già al primo ascolto mi sono ricreduto. I nostri, raccolti attorno al chitarrista Marco Arizzi,
(Greyhaze Records) Ascolto ormai da alcuni anni tanto di quel death metal, che mi giunge prevalentemente dagli Stati Uniti, che ormai non mi aspetto più nulla dal genere. Insomma, ascoltare è diventato capire se una release è buona oppure no. Questo discorso posto in apertura dell’album dei Warfather non è casuale.
(Nuclear Blast Records) Probabilmente poco note fuori dal loro paese, la Finlandia, iniziano un viaggio internazionale le cinque ragazze che compongono questa band. Dopo cinque dischi in madre lingua, tutti di estremo successo in Finlandia, arrivano finalmente ad un
(Nuclear Blast Records) Estremamente vintage, estremamente anni 70s, gli Orchid, rocker di San Francisco, hanno percorso una bella e veloce carriera. Formati nel 2007, già nel 2012 entravano tra i protetti della Nuclear Blast, con la quale hanno pubblicato due EP ed un
(This Is Core Music) Spesso ho limitato il mio entusiasmo nei confronti di qualche album e dei musicisti che lo hanno realizzato a causa dell’eccesso di somiglianza con qualche altra realtà musicale più nota, o arrivata prima sulla scena. Non parlo di plagio o cose del genere. Spesso si trovano musicisti che assorbono
(Nuclear Blast/Audioglobe) Che i Grand Magus fossero un gruppo fuori dal comune già si sapeva: ma questo “Triumph and Power” mi sembra davvero l’episodio migliore di tutta la loro discografia! Magari è l’esaltazione guerresca che parla per me, ma ho appena terminato l’ennesimo ascolto del disco
(AFM/Mermaid Records / SONY Music Entertainment) Ok, c’è molta passione in quanto sto per scrivere. Anzi, sto per recensire una cosa che ho comprato personalmente, in pre-ordine, autografata. “DISN30LAND AF30R D30K” è un’altra divertente idea del quartetto Danese per continuare quella eterna presa in giro, quell’infinito scherzo legato ad una questione legale che risale agli inizi del
(Art Of Propaganda) Ottimo black metal. Lo è, ottimo, per struttura dei pezzi, cioè due da quasi 12′ l’uno, per i suoni, chiari, forti, cristallini. Lo è, sempre ottimo, perché è un black metal aggressivo, non sfrontato, ma di sicuro non laccato. Quasi logico e scorrevole nella sua natura. Sono finlandesi, del resto. I finlandesi il black
(Eibon Records) Inquietanti. Oppressivi. Sconvolgenti. Con immensa poesia e sublime dolcezza riescono a provocare un terremoto interiore, uno sconvolgimento psichico, uno stato di disturbo mentale. Terzo album per i Milanesi Neronoia, o meglio terzo capitolo in quanto continua il loro fantastico anonimato per i titoli
(Sweet Poison Records) Gli Hagel Stone, di Ferrara, sono per me una graditissima sorpresa. Questa band al debut si esibisce infatti in un power/epic particolarissimo, che pesca a piene mani dai mostri sacri del genere (Virgin Steele su tutti), ma ha qualcosa nel sound (soprattutto nell’uso delle keys) che mi ha
(code666) Complesso. Difficile da classificare. Con una copertina stupenda, i greci Hail Spirit Noir giungono al secondo lavoro. E si tratta di un album che mi sta coinvolgendo in maniera subdola, pericolosa, dolorosa. Dalle molteplici riproduzioni continuano ad emergere, dettagli, spunti, ispirazioni
(Pesanta Urfolk) Qui si parla di Sludge/doom, con una interessante componente drone. Se ne parla unendo due realtà infernali, underground, provenienti dagli Stati Uniti. L’unione da origine ad uno split, un vinile, che su un lato offre tre pezzi degli Hell, originari dell’Oregon. Dall’altra
(The Church Within Records) Eric Wagner probabilmente ne ha fatte di cose importanti nella vita e molti di noi ne conosciamo alcune, cioè gli album con i Trouble, doom band di Chicago. “Blackfinger” è qualcosa di supremo e forse una delle cose migliori che questo vocalist avrebbe potuto realizzare. Tuttavia i Blackfinger
(Dark Descent) Pura adorazione del male. Cinquanta minuti nel nome dell’innominabile. Crudeli, brutali. Autori di un black metal ampiamente ispirato al death metal estremo, letale, massacrante, con una marcata vena che richiama alla produzione degli Immolation. Tuonano da Londra e sono al secondo rituale di celebrazione
(This Is Core Music) Pubblicazione digitale della This Is Core Music, è l’EP dei lombardi For Those Afraid, quattro tizi che hanno la passione per il punk, in primis e che poi riconvertono in brevi momenti al pop-punk oppure lo ingigantiscono fino ad una specie di hardcore. L’impatto, la forza, il fragore delle chitarre e l’agilità
(Atomic Stuff Rec.) Ma cosa ha combinato Nicola aka Yerbadiablo? Oh signore, ha realizzato l’album della maturità! Direi che questo è quanto possa dire su “It Doesn’t Work”. Rispetto a “Jester in Brick Lane” (
(Autoproduzione) Questa band fa spavento! Sono un gruppo di individui così estremi, irruenti, fracassoni e imprevedibili che ti mettono sottosopra. Per forza, sono dei grinders. Dei veri grinders. Gianluca Lucarini qualche anno fa voleva riprendere un discorso musicale vicino alle sue preferenze, alle sue idee più radicate e
(Hellthrasher Productions) Scorre a ripetizione “Incendium”. Ascolto un flusso sonoro che è un braccio del fiume Lete che deborda sulla terra. Il male in mezzo a noi. La sinistra e terribile certezza dell’inferno che si palesa alle orecchie dei comuni mortali. Burial Hordes, due album con Pulverised Records ed ora una terza
(Ravenheart Music) Ecco, provateci voi, adesso, a trovare su internet informazioni su una band che si chiama semplicemente ‘Legend’, e il cui disco si chiama semplicemente ‘Spirit’… questi inglesi, che mi guardano un po’ incerti da foto promozionali decisamente naive, hanno una storia che dura da ben 26 anni, anche se “Spirit” 
(Debemur Morti Productions / Audioglobe) Se c’è una cosa che non sopporto nell’industria discografica, grande, piccola o underground che possa essere, sono le raccolte fatte ‘a cazzo’. Non mi piace usare le parolacce nelle recensioni, ma almeno si capirà il mio sdegno. Non so chi abbia ideato l’antologia “Teeth, Toes and
(Beyond…/Masterpiece) Al polistrumentista veneto Chris Buchman piace cambiare il nome della propria creatura: i tre dischi del suo progetto, questo incluso, sono stati pubblicati rispettivamente sotto i monicker Drastic, Drastique e Drastisch! Anche il genere suonato è mutato, e dal black degli esordi si è passati al gothic/dark
(Autoproduzione) Interessante ep di 3 tracce per i vicentini Reese, che hanno già alle spalle due pubblicazioni analoghe: il loro prog rock venato di alternative mi ha ricordato alla lontana qualcosa dei Rush. Di “Present” spicca soprattutto il ritornello, sparato e melodico, ma i cambi di tempo e d’atmosfera (soprattutto nel break strumentale prog-eggiante) piacciono e convincono.
(Code666) Incrocio perverso di sonorità mediterranee, nordiche ed alternative per creare una nuova direzione del black metal. Sono greci e sono al secondo album, il quale è pieno di rabbia, violenza, perversione specialmente nell’intelligente abbinamento di sonorità inquietanti e deviate. Oltre un’ora
(Inverse Records) I Magenta Harvest arrivano a noi grazie ad elementi di …And Oceans, Finntroll, Chthonian e Havoc Unit. Sono finlandesi e suonano un death metal alla svedese, ma nella versione melodic, quella dei Dark Tranquillity meno progressive. Insomma il melodic, pulito, laccato, alla svedese, di Gotheborg magari, quindi
(Iron, Blood & Death Corporation) Credo sia la prima volta che mi approccio a questi Diavoli Francesi. “Back from Hell” è il secondo album in carriera e resto impressionato per la padronanza con la quale i Dark Managarm riescono a produrre un black metal così tirato, veloce ed estremo, ma nel contempo intarsiato di
(Code666) Gli esordienti australiani Rise of Avernus si inseriscono in modo assai degno, con questo “L’Appel du Vide”, in quel filone gothic/doom che è stato inaugurato dai Paradise Lost e dagli Anathema, e poi si è evoluto su una propria linea che passa principalmente per gli Opeth o i Pain of Salvation. Tutti i gruppi
(Debemur Morti Productions ) Un album fantastico. E basta vedere chi ci sta dietro per rendersi conto che non potrebbe essere altrimenti: Tor-Helge Skei, meglio noto come Cernunnus (Manes e Manii, questi ultimi hanno pubblicato circa un anno fa l’impressionante “Kollaps”) impegnato con synth,
(Unique Leader) Non ho idea del perché si chiamino così questi californiani, ma sappiate che il loro death metal è tiratissimo, veloce, frammentato in continui cambi e variazioni di ogni tipo, nei quali ci sguazza felice Gaber Seeber, il batterista. Costui è un motore a reazione, la vera spina dorsale di questo sound nel quale riff, basso,