Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SALTATIO MORTIS – “Das Schwarze Einmaleins”
(Napalm/Audioglobe) Pochi giorni fa abbiamo presentato il singolo (QUI), ed ecco ora la recensione del nuovo album, il nono in studio, dei Saltatio Mortis, formazione di Mittelalter Rock tedesca che, dopo una lunga gavetta, ha raggiunto in popolarità gli In Extremo e i Subway to Sally (almeno in area tedesca). La band ha ormai raggiunto uno status di alto livello, e questo disco conferma le loro potenzialità senza offrire (naturalmente) alcun tipo di sorpresa. L’opener “Früher war alles besser” (altro…)
(Heaven and Hell Records) La copertina non può ingannare: i texani Witches Mark sono dei true defenders e questo è il loro primo full-“length”, seguito di un ep di ben quattro anni fa. “Witching Metal Ritual” è abbastanza breve (circa 41 minuti) ma contiene tutto quello che serve all’headbanging. “Bringers of Heavy Metal Death” è quello speed/thrash dei primordi che oggi sta attraversando un grandioso momento di revival; i nostri lo suonano come va suonato, ovvero in velocità, con un suono grezzo e sporco.
(Autoproduzione) Su questo EP c’è tutto il necessario per farsi del male: una voce possente, che sembra uscita dalla più fetida catacomba. Chitarre pesanti e taglienti. Riff massacranti con isterici cambi di tempo, dove tutti gli strumenti hanno uno solo scopo: fucilare l’ascoltatore con sfuriate cadenzate e letali, senza mai dimenticare un groove crescente che trasforma la furia in canzoni costruite con intelligenza e malvagia lucidità, sempre supportate da un drumming intenso, ricco di inserti di una doppia cassa
(Red Sound Records) Oppressione. Disperazione. Oscurità. Follia. Elementi chiave in questo imponente debutto degli Italiani Woodwall. Una struttura dedicata allo stoner sulla quale la band costruisce un rock psichedelico, che accarezza l’hardrock, che abbraccia il drone. Efficaci, mai scontati, rendono dinamico un genere basato su concetti ridondanti e ripetitivi, scatenando un’energia tetra, decadente, in delicato equilibrio tra la claustrofobia di una cella per malati mentali ed un viaggio ai limiti della coscienza
(Autoproduzione) Trio doom che include ben due donne, i veneti Krownn registrano questo demo di debutto in sole sei ore, allineando così sei tracce fumose e old-fashioned, in cui la distorsione (soprattutto del basso, guarda caso) regna sovrana, e i fantasmi di Black Sabbath, Pagan Altar e oserei direi Cirith Ungol sono ben più che fantasmi. Come si può vedere già dai titoli, i nostri si ispirano in prevalenza
(Autoproduzione) Potente, progressiva ed oscura. E’ questa la giusta definizione della musica degli Hell’s Island, band Italiana che registra questo EP dopo un album risalente ormai al 2009 che riscosse discreti successi. C’è diversa tecnica nella loro musica, che per certi versi si avvicina allo stile musicale di bands sulla scia dei Dream Theater. Le dichiarate influenze grunge non le trovo, ne a livello sonoro
(High Roller Records) Composti da membri di Dismember, Carnage, Grave e Necronaut, i Dagger saggiano il mercato con un 7’’ di esordio, edito ovviamente dalla High Roller Records. Poco più di sei minuti di musica: il brano che dà il titolo al singolo è una cover degli a me sconosciuti Quartz, band seminale di NWOBHM recentemente riformatasi: il pezzo è piuttosto lento fino all’esplosione finale, bella la linea
(Scarlet/Audioglobe) Indovinate un po’? Gli svedesi Twins Crew, fautori di un apprezzabile symphonic power metal, portano questo monicker perché… i fondatori della band sono due gemelli entrambi chitarristi, Dennis e David Janglöv. “The northern Crusade” è il loro secondo disco, e pur senza far gridare al miracolo intrattiene piacevolmente. “Last Crusader” è una classicissima di symphonic power metal,
(Svart Records) Ringrazierò in eterno quell’essere apparentemente ostile che rappresenta la direzione di Metalhead.it. Lo ringrazierò sempre per avermi dato questa opportunità, l’opportunità di scrivere. Scrivo perché mi piace, perché amo la musica, e perché mi capitano occasioni fantastiche, occasioni di conoscere musica che altrimenti avrei ignorato, o scoperto tardi. Una di queste occasioni
(Long Branch Records) I Chimaira sono una band che ho dovuto ascoltare e riascoltare per farmi un’impressione in merito; agli inizi non mi convincevano ma già con il loro “The Age of Hell” si sono dimostrati una band compatta e ricca di creatività, il nuovo “Crown Of The Phantoms” segna un ulteriore passo avanti. Il Songwriting è ancora più variegato e mescola sapientemente sfuriate tipiche dell’hardcore
(This Is Core Music) Giovani, carini e punkettoni. Prendono il nome da un grande del fumetto giapponese (Monkey Punch, pseudonimo del creatore di Lupin III) e suonano come se venissero dalla California di fine anni ’90, ma sono un gruppo italiano. Di Parma, per la precisione. Dopo anni di gavetta pubblicano questo loro primo EP di sette pezzi per una delle tante etichette indipendenti della nostra Penisola,
(Autoproduzione) Apprezzabile lo sforzo dei messicani Tritton, che in poco più di mezzora ci propongono il loro debut autoprodotto di heavy/thrash metal sparato a mille (tre dei brani erano già apparsi in un demo di qualche mese fa). Già dall’opener “Wanton War” è chiara la fedeltà della band ai dettami degli eighties: la singer Lorena Cabrera non è sempre perfetta ma ha una timbrica accattivante.
(Limb/Audioglobe) Per chi frequenta l’underground heavy/power tedesco, Till Oberboßel non è un nome sconosciuto: i suoi Elvenpath sono, per quel che mi riguarda, l’ultima band all’universo (magari potremmo affiancargli giusto i Crystallion) a suonare un power metal europeo assolutamente primordiale, da fine anni ’80-inizio anni ’90, come quello dei Chroming Rose, degli Avalanche o (soprattutto)
(Pure Steel/Audioglobe) La ‘miglior heavy metal band del Brasile’ (titolo che, a mio giudizio, gli Hellish War si contendono con gli Enforcer e gli Hibria) torna all’attacco con un full-“length” di inediti dopo i fasti del tour europeo di quattro anni fa, che ha fruttato anche un album live uscito nientemeno che per la Hellion. La titletrack installa su una ritmica thrasheggiante dei ritmi quasi epic metal, e comunque dall’aria
(Hells Headbangers) Il copione ormai si ripete all’infinito: una band seminale (in questo caso addirittura danese) pubblica un album e qualche singolo nel 1984, poi le attività rallentano fino a che l’act scompare nel nulla; quindi arriva il revival degli anni 2000, la band torna in vita, pubblica un gigantesco box celebrativo di quattro vinili (!), un doppio cd/dvd, suona al Keep it True e infine stampa un album di inediti.
(UDR) Difficile giudicare gli Annihilator. Difficile giudicare un genio come Jeff Waters. Ma veramente trovo difficile capire questo “Feast”. Feast, banchetto, un banchetto di musica thrash riciclata, già sentita. Certo, ci sono i riff di Jeff, i suoi assoli fulminei, la sua tecnica. Ma il risultato di questo nuovo lavoro, il quattordicesimo, mi lascia spiazzato, confuso. Deluso. Certo, l’album è ben registrato, ben suonato,
(Eat Lead & Die) Dopo due EP che si sono seguiti nel giro di poco tempo e incentrati sulla figura dell’uomo, confluiti poi in “Album of Man”, ecco che i Monsterworks alzano il tiro e puntano a raccontare qualcosa che è supremo rispetto alla razza umana, la Terra. “Earth” racconta di come l’aggregazione di rocce minerali ha dato poi vita col tempo, un 4,5 miliardi di anni, ad una serie di batteri che prendono forme diverse
(AsenathRecords) In apertura di queste righe debbo precisare che questo album è in circolazione già da due anni e infatti “Violence Demonstration” è l’unico inciso dai messicani Carnage Of Humans, ma la band ha realizzato anche un demo, un singolo e presenziato in alcune compilation. Nome della band e dell’album lasciano intuire che si è in presenza di un death metal ovviamente violento: le sonorità
(This Is Core Music) La band padovana Vault 13 è arrivata ad un nuovo EP a sei anni dal precedente “Taste of Life”. Nel mentre la band ha realizzato l’album “We All Bleed” (
(Sepulchral Prductions) Un capolavoro. Un assoluto capolavoro. Un’opera maestosa, un’ora e venti di musica introspettiva, profonda, complessa. Diviso con genialità in due CD simmetrici costituiti da cinque pezzi equivalenti dal punto di visto di progressione compositiva (durata e struttura del pezzo) questo secondo album del duo Canadese supera immensamente il grandioso debutto di cinque anni fa.
(OutlineRekordz) Se con “Farewell to Graveand” Martyr Lucifer ha creato un songwriting come un pittore utilizza la tavolozza dei colori, questo “Shards” è significativamente stato concepito attraverso “solo” tre identità della sua sensibilità di autore musicale. Martyr Lucifer ha in sostanza inciso tre EP, i quali sono stati racchiusi in un unico lavoro, appunto “Shards”. Formalmente è un album vero e proprio, ma
(Horror Pain Gore Death Prod.) Il Canada è una nazione che ha lo speed metal nel sangue e da questa tradizione arrivano gli esordienti Armifera, appunto canadesi, che registrano questo debut album forte di un netto tasso “nitroglicerinico”. La NWOBHM che si staglia sullo sfondo, le poderose tendenze thrash che si palesano (soprattutto Metallica, Exodus, Kreator e Death Angel) e una certa propensione
(Pure Underground/Audioglobe) La tipica power metal band tedesca? No, stavolta no. I Wolf’s Moon hanno una carriera significativa alle spalle (questo è il loro settimo album) e una carica che non si trova esattamente tutti i giorni. “Curse the Cult of Chaos” (bel titolo) si rivela quindi una colata di metallo no compromise che infiamma
(Autoproduzione) Non c’è ascolto, dei molti che ho dedicato a questo disco, che non mi faccia pensare: “ma che roba strana è?”. I Countess sono una one man band in giro da ben vent’anni. Alle spalle ben tredici album, più vari EP, demo, splits. “Sermons Of The Infidel” si aggiunge alla lista degli EP, nonostante contenga otto
(Autoproduzione/High Roller Records) I The Levitation Hex sono una band formata da membri di Alchemist, Alarum e Aeon Of Horus, dunque si parla di un metal fatto in terra australiana e da musicisti con tendenze techno thrash/death metal. I The Levitation Hex tuttavia propongono un sound abbastanza sperimentale,
(Heart Of Steel Records) Esistono chitarristi virtuosi che creano musica per esibire pura tecnica. Esistono chitarristi virtuosi celati nel sound di una band, nella quale mai potranno dare dimostrazione della tecnica che li caratterizza. Ed esistono chitarristi come Anastasio Farini che riescono, con intelligenza, a creare musica
(Pulverised Records) Altro passo in avanti. Definitiva maturità per questa band tedesca, autodefinitasi creatrice del genere “Trip Rock”. Musica profonda, ricercata. Viaggio psicologico che corre lungo gli oltre cinquanta minuti di musica ricca di intensità, di comunicazione, di sentimenti. Spesso riflessivo, spesso basato
(Autoproduzione/ Pure Steel) Per essere una band nata nel 2008, Gut-Scrapers è un bell’esempio di amalgama tra musicisti. Un hard rock equilibrato, pulito, ben assestato, molto “power”. Un songwriting maturo che offre melodie piacevoli. Reminiscenze degli Aerosmith e di quell’hard rock derivato dalla lezione dei Led Zeppelin,
(Autoproduzione) Malvagità senza compromessi. Una costante sensazione di vicinanza agli inferi percettibile durante questi cinquanta minuti abbondanti caratterizzati da un black metal poderoso, ricco di groove, ricco di idee, circondato da tastiere sulla scia dei vecchi Dimmu Borgir, di Emperor, di Naglfar. Molta melodia coinvolgente, molta ritmica attraente, rendono “The Faustian Disciplines”
(Autoproduzione) Può un solo brano valere l’acquisto di un disco? Appena ho sentito in internet “The lost Tales”, il singolo che i newyorkesi Last Alliance hanno scelto per promuovere la propria musica in rete, ho capito di sì. Un brano così epico e maestoso mi ha riportato a quel tempo mitologico in cui i Manowar
(Pure Steel/Audioglobe) Quante volte ho già detto che in ambito metal le avevo viste tutte? Devo ricredermi ancora una volta! Gli Skinflint sono un trio classic heavy del Botswana (Africa meridionale, fra Namibia e Sudafrica), composto peraltro da un bassista e da un fratello e una sorella con nome italiano, Giuseppe
(Frontiers Records) Non riposa mai Jorn. Canta. Fa concerti. Fa album. Instancabile corvo nero, non passa anno senza una o due delle sue release, una o più partecipazioni al altri progetti, una o più tourné. “Traveller” è il primo vero album di inediti dopo il bello “Bring Heavy Rock To The Land” -in quanto la parentesi di
(W.T.C. Productions) Un nuovo album degli Acherontas è un nuovo giro turistico, ma all’inferno. Una passeggiata sulfurea, dannata, maledetta, segnata dal male latente del Regno di Sotto e dall’epica di miti ancestrali. Mostruoso il sound dei greci, sempre potente e scorrevole come un fiume di lava che si lancia a valle
(Metal on Metal Records) Onesta formazione tedesca di heavy metal ultraclassico (e guardando la copertina direi che non potrebbe essere altrimenti), i Metal Law hanno pubblicato “Lawbreaker” nel 2008; grazie all’interesse della Metal on Metal Records questo disco torna sugli scaffali dei negozi completo di tre bonustracks.
(Autoproduzione) Con tre album in sei anni i polacchi Animations tracciano un loro percorso stilistico che per alcuni è fatto di progressive metal, mentre per me è definibile come tale solo se lo si intende come un crossover di generi, cioè la fusione di più direzioni di stile le quali creano un sound muscolare