SOULBURN – “The Suffocating Darkness”
(Century Media) Brutalità concepita con una cinica e clinica precisione, con l’unico ed efferato scopo di demolire, massacrare, devastare. Un death metal, che divaga oltre confini con il black, capace di coinvolgere senza pietà, grazie a riff pronti ad afferrarti lo stomaco, strappartelo dalle viscere per poi catapultare il tuoi resti (altro…)
(Napalm Records) Se negli ultimi anni poco è stato inventato nell’ambito del pagan metal, gli islandesi Skálmöld sono fra i pochissimi che hanno portato una ventata di freschezza fra vichinghi e valchirie di tutta Europa. Con un sound camaleontico e versatile, che miscela con sapienza almeno cinque generi, i nostri si sono guadagnati un ottimo status nella scena, e il terzo disco “Með Vaettum”
(Invictus Prod.) Suoni un po’ piatti, nonostante delle distorsioni che sanno di metallo. Batteria leggermente sotto ai livelli degli altri strumenti, mentre tutto il resto è un assalto portato avanti con le armi dei Venom, Morbid Angel, Slayer, Bathory, Sodom, Kreator e via dicendo, ma senza banalizzare o votarsi a copie infruttuose. Gli americani Slutvomit suonano con impeto un qualcosa che sembra al centro dell’area
(UDR) Negli ultimi due anni, i Saxon hanno letteralmente bombardato i propri fan di uscite: prima il mirabile disco dal vivo “Eagles over Wacken” (
(Spinefarm Records) A cosa vi fa pensare un rinoceronte con occhiali, corona e mani umane che, in un interno da quadro di inizio novecento, mangia spiedini e insalate di piccoli uomini? La follia è, con ogni evidenza, ciò che sta dietro al progetto Soen, sorto per iniziativa, come quasi tutti sanno, di Martin Lopez
(Dust On The Tracks) Era l’inizio di aprile quando gli svedesi Silent Call annunciarono la firma con la tedesca Dust On The Tracks per la realizzazione di due album. Il primo di questo accordo è uscito verso la metà di settembre. L’album “The Truth’s Redempion” il terzo lavoro in studio in sei anni per gli svedesi, armati di un prog-metal ricco e nutrito di qualità e con una buona dose di caratteristiche
(Logic(Il)logic) Debut album per i Modenesi The Sticky Fingers Ltd., band attiva dal 1996, inizialmente con il monicker Sticky Fingers. Dopo alcuni cambi di formazione ed aver suonato un po’ ovunque, il gruppo mette a frutto l’esperienza accumulata con questo lavoro, molto curato e maturo, ma che allo stesso tempo lascia
(Iron Bonehead) Raccolta sotto forma di doppio LP per Swarþ, band di cui sono ignote sia la provenienza che qualsiasi altra nota biografica, così come non esistono foto di questo misterioso gruppo. Questa compilation raccoglie i due demos “Swarþ” e “Þy Tayl is Deeþ Þurgh Þyn Envenymynge” oltre al l’EP “Mors Rex Salvator
(Code666 Records) A quasi due anni dalla release del grandioso “Ritu”, arriva il terzo lavoro dei belgi Saille. “Ritu” lo adorai: fantastica la copertina, grandioso il disco. Ricordo che lo definii la risposta ad un black metal sinfonico latitante, forse morente. Questo nuovo “Eldritch” rimane sinfonico con molte tastiere e -nuovamente- strumenti non convenzionali
(Alive Prod.) Nati nel 1998, i Sex’N’Violence (From The Darkness) e vanno avanti fino al 2007, quando la band finisce per sciogliersi. Nel 2011 l’entusiasmo e voglia si riaccendono e così sesso e violenza tornano a copulare di nuovo. “Angoscia” propone quattordici minuti di un grindcore oscuro, veloce e ovviamente violento. Pochi brani e alcuni preceduti dalle riflessioni di una voce arrabbiata e nevrotica. I suoni sono pieni, potenti, ma
(Nuclear Blast) No, onestamente non approvo questa operazione. I Sonata Arctica sono stati per lunghissimo tempo uno dei miei gruppi preferiti, sono rimasto un po’ deluso da “Stones grow her Name” ma “Pariah’s Child” mi ha certamente riconciliato con loro. Però “Ecliptica” non me lo devono andare a toccare.
(ViciSolum Productions) Quarto album per gli Statunitensi Solace Of Requiem, band che propone un death/black metal che, nonostante le ritmiche efferate, trovano spazio soluzioni estremamente tecniche al limite del prog. Parti brutali lanciate a folli velocità si alternano a poderosi stacchi dalle ritmiche stoppate, sweeps e assoli contorti, il tutto
(Pesanta Urfolk) Registrato dal vivo nel 2013, questo “One Hundred Year Storm” documenta la collaborazione artistica tra il compositore Svedese Trepaneringsritualen (autore di musica elettronica dal feeling molto oscuro), con la black/noise metal band Statunitense Sutekh Hexen. Devo dire che questo lavoro
(Pure Legends) Avevo già parlato bene in passato dei finlandesi Soulhealer (
(Red Cat Records) La centralità di “The Row” è la canzone. Questa entità che ormai ristagna, si estingue, sparisce dal corredo musicale delle band. Un gruppo rock (e non solo quello) dovrebbe avere due obiettivi: suonare rock e scrivere canzoni. La prima cosa riescono a farla un po’ tutti coloro che si accingono al genere, la seconda cosa invece è merce rara. Non tutti hanno l’abilità di costruire temi musicali che abbiano un inizio, un centro
(Sun & Moon Records) Oscenamente! Il black metal lo-fi ha un fascino unico, speciale, criptico… e se questo viene abbinato a paura, inquietudine, droga, visioni che danno origine all’avantgarde, ad un ambient, ad musica con mixing assurdo, dove domina un piatto di batteria mentre le pelli finiscono dietro una psicotica dolce melodia di chitarra,
(Autoproduzione) Nella metallicamente remota Cipro c’è una scena power/epic piccola, ma assai combattiva e prolifica: accanto ad Armageddon 16:16, Arrayan Path, R.U.S.T. e Winter’s Verge, da oggi i defenders dovrebbero imparare a conoscere anche i Solitary Sabred. La band, qui al secondo disco,
(PRC Music) Riedizione in CD dell’ultimo album degli Striver, band canadese hardcore/crossover. “Apocalypse Nightmare” è uscito nel 2011 ed è il secondo full length, uscito due anni dopo il primo, “As Dirty as It Seems”, e nella sola versione vinile. Gli Striver coniugano un forte atteggiamento
(Red Cat) Stage of Reality è un progetto molto ambizioso, che nasce per iniziativa dell’ex chitarrista degli Astarte Syriaca, Andrea Neri: partendo da Pasolini e Orwell, il nostro elabora un concept futuristico su una umanità che ha perso, con la capacità di conoscere, anche quella di decidere, riducendosi, appunto,
(The Earsplit Compound / Battleground Records) Sono due band recenti. Circa cinque anni di attività ciascuna. Un full length, alcuni demo o splits. La prima si dedica ad uno sludge pesante, anticristiano. La seconda si orienta verso un doom brutale, con massicce influenze black. Sono
(MIG Music) Klaus Schulze è una leggenda, i suoi albori da musicista si perdono in un’epoca in cui la musica era spinta verso un’espansione che l’avrebbe poi trasformata. Lui è stato una di quelle forze propulsive che contribuito a renderla una vera forma d’arte, un mezzo di comunicazione. Un qualcosa di bello. Terza data di un tour del 2009, dopo Berlino e Varsavia, il secondo è il “Big In Europe Vol.2”, questo concerto olandese
(Wunderwurld Music) E’ più facile dire cosa non ha fatto Snowy Shaw, che elencare cosa ha fatto. E’ più veloce citare le band con le quali non ha lavorato, o i generi musicali che non l’hanno visto protagonista. C’è chi lo ricorda come uno dei (migliori) vocalist dei Therion. Chi ricorda che per poco è stato membro dei Dimmu Borgir. Live drummer dei
(Iron Shield) La storia dei Sorrows Path è decisamente drammatica: a causa di un incidente, il co-fondatore e chitarrista Kostas Salomidis ha rischiato di restare paralizzato, e la band ha avuto un break di oltre cinque anni. Questo spiega perché, a venti anni dalla fondazione, la formazione ellenica abbia pubblicato
(Eleven Seven Music) Terzo capitolo per questa band nata quasi spontaneamente per mettere in musica il fantastico “The Heroin Diaries” (2007) ovvero il (primo) libro del bassista dei Motley Crue, Nikki Sixx. Sixx A.M. comprende anche James Michael (voce) e DJ Ashba (Chitarrista anche
(Red Cat Records) La new wave degli anni ’80 riedita nelle canzoni dei Secret Sight. Potrebbe essere uno spot per “Day.Night.Life” questa frase che trasmette immediatamente le intenzioni compositive della band di Ancona che si chiamava Coldwave. Il dark, le flebili discendenze del punk, le atmosfere
(Dying Victims) Trentacinque minuti di old school speed/heavy metal: l’esordio discografico dei giovani tedeschi Speedbreaker non offre niente di più… ma neanche niente di meno! Intendo semplicemente dire che siamo in presenza del classico prodotto con un suo pubblico ben determinato, che sarà ignorato
(Season of Mist) La magia della purezza di quell’antica lingua indoeuropea, l’Islandese. La magia di una terra misteriosa: accogliente ed attraente, ostile ed inospitale. Il profondo legame tra la sua arte moderna e la sua cultura antica. I suoni pieni di quella terra. I titoli delle canzoni che richiamano un sistema nordico di conteggio del giorno
(Pure Steel Records) Correva l’anno 1996: i californiani Steel Prophet, che sono attivi dal 1986 con un demo autotitolato, pubblicano un EP di 5 tracce, “Continuum”, che, come tutti gli altri loro lavori, paga dazio ai Queensryche e soprattutto ai Fates Warning dell’era John Arch, quelli dei primi tre album per intenderci! Puro heavy progressivo
(High Roller Records) L’ep “Mounting the World” dell’anno scorso (recensito
(Debemur Morti) Il debut degli svedesi Sons of Crom ha rappresentato la croce e la delizia di questi miei ascolti settembrini, e forse il modo migliore per spiegarvi perché è passare direttamente al track-by-track… Il disco inizia con “Myrkrafar”, che ha il fascino dei Last Empire o meglio ancora
(Svarga Music) Moniker apparentemente ispirato al nome di un fiume dei monti Carpazi per un pagan black metal che vede l’ottimo debutto di questo trio proveniente dall’Ucraina, formatosi nel 2012 e con alle spalle solo un demo; Interessante l’evoluzione, visto che l’idea originale era di suonare un black atmosferico, il quale si è poi
(Nuclear Blast) Quarto album per gli Statunitensi Suicide silence, band di punta del panorama deathcore. Il titolo dell’album è emblematico, una sorta di reazione dopo la perdita di un elemento caratterizzante come il singer Mitch Lucker, morto nel novembre 2012 dopo un incidente motociclistico; il gruppo decide di continuare, reclutando
(Nuclear Blast) A distanza di quattro anni dal precedente “We Rule The Night”, tornano sulle scene gli Svedesi Sonic Syndicate con questo album omonimo. La band ha accentuato le incursioni elettroniche e melodiche, tentando ritornelli ruffiani di facile presa che non sempre raggiungono il risultato sperato, accantonando parzialmente
(Inverse Records) Band abbastanza interessante, i finlandesi Star insight: arrivano al debut dopo una lunga gavetta (l’anno di fondazione è il 2005) e, in modo fedele alle ultime tendenze della loro nazione, mescolano nel loro sound un po’ di tutto, costruendo un ibrido power/death/black (con deboli influssi sci-fi)
(Memento Mori) La Memento Mori ha la bella idea di ristampare il primo, e finora unico, album degli Spina bifida, band olandese che, dopo un periodo di attività all’inizio degli anni ’90, si è recentemente riformata. Al netto della produzione approssimativa, bisogna effettivamente dire che i nostri ci sanno fare,