THE SABBATHIAN – “Ritual Rites”
(Svart Records) Nuovo progetto di Chad Davis, mastermind degli Hour Of 13. Già questa potrebbe essere una informazione sufficientemente inquietante, tanto inquietante come questi venti minuti di musica inneggiante a rituali, magia, abbandono verso l’immondo ignoto. Un doom metal molto energetico, (altro…)
(autoproduzione) Nuovi esponenti del rock e di ciò che gli è molto vicino. I Secondchance, italiani, suonano appunto nei territori del rock, dell’hard rock e delle strutture musicali moderne. Il concetto di ‘modern’ si estende in questi 21’ disseminati in cinque canzoni ben scritte e suonate. Canzoni contemporanee, energiche, accattivanti e riconducibili ad un rock di base che assume
(Tone Deaf Records) Debut album per i Sergeant Hamster, band Palermitana nata nel 2007. le radici musicali del combo affondano negli anni ’70, fondendo l’hard blues iper distorto dei Blue Cheer con il riffing pachidermico dei Black Sabbath a cui si aggiungono sonorità psichedeliche alla Hawkwind, creando un sound vicino a quello di Kyuss e
(Napalm Records) Avevo quasi bocciato il precedente disco dei canadesi Stryker (
(Autoproduzione più altri*) Deriva sonora verso catastrofe, oscurantismo, atmosfere ossessive e disturbate, con un fare alla Godflesh ma in versione meno fredda. “Déroutes Sans Fin” è un’opera arsa, dissanguata da sentimenti e sacrificata ad una sorta di freddo formalismo che disciplina i ritmi possenti, marcati e in alcuni casi dall’istinto tribale. Chitarre scarne, ipnotizzate, scheletriche e voci oscure.
(Get this Right Records) Dopo i due dischi con la Nuclear Blast, l’ultimo dei quali datava al 2010, si erano un po’ perse le tracce dei pirati del New Jersey: eccoli finalmente riapparire con un 7’’ limitato a 500 copie, con quattro brani rapidissimi per un totale di appena sette minuti di musica. Naturalmente non dovete aspettarvi niente più e niente meno che una tempesta di thrash inarrestabile, anche se dai miei
(Autoproduzione) Non facciamo finta di niente, spesso l’heavy metal è una somma di stereotipi. Serve il riff fatto in un certo modo, il ritornello da pugno al cielo, l’assolo al posto giusto… anche le foto promozionali, il booklet e la copertina devono rispettare determinati parametri, altrimenti
(SixSixSix Music) Skiddaw è un duo black metal inglese formato da Razakel, voce e batteria, e Dominus, chitarra, basso e tastiere. I due provengono da esperienze con band black metal del proprio paese, come Baalberith e Ulfarr. Meno di un anno ed ecco la prima pubblicazione per questi valorosi alfieri del black pagano, ruvido, primevo e bilanciato tra fasi veloci e meno. Una intro epica, accattivante, seguita da tre brani e nei quali “Skiddaw Towers”
(Iron Bonehead) Morbosi. Estremamente mortali. Due acts putridi, malvagi, infernali. Uno split, sette pollici, due canzoni… una per band, entrambe con la stessa criptica durata: 7 minuti 4 secondi. Aprono gli Inglesi Sheol (il moniker tradotto con i nostri caratteri) e devastano con
(Autoproduzione) Secondo ep per i Servants of the Mist, da Tampa, Florida, autori di uno sludge/doom sporchissimo e nefando, che incorpora anche vaghi elementi drone e talora arriva ai confini dell’antimusicalità. “Undeserving” sono quasi dodici minuti di voci straziate,
(Spinefarm Records/Universal) Primo approccio totale, cioè di un intero album, da parte di chi scrive, verso i Seether. Prima volta di uno ascolto che debba produrre un testo scritto e dunque un’analisi non superficiale di un album di questa fresca e melodica band del Sud Africa. Il retaggio grunge è davvero pressante
(Pure Steel) La macchina Pure Steel non si ferma neanche nel bel mezzo delle vacanze estive, e con uscita il 9 Agosto (!) ci propone il debut dei Sunless Sky, di Cleveland, Ohio. Dietro una delle copertine più punitive che abbia mai visto si nasconde un discreto prodotto di us power metal tosto e graffiante. “Subzero” è un metallo serrato, relativamente cupo,
(Inverse Records) Gothic/Dark wave dalla Grecia: e chi lo avrebbe mai detto? I (o ‘le’, anche se sono tutti uomini?) SadDoLLs sono in attività dal 2006 e questo è il loro terzo full-“length”. Dietro la copertina inquietante ma riuscita si nasconde un disco derivativo ma piacevole, che riesce ad essere ‘cool’
(Wraith Productions) C’è un velo di mistero attorno a questo duo russo. E misteriosa, ma quanto mai emozionante, risulta essere questa release, questo EP basato -secondo gli autori- su quattro fasi, quattro fasi sonore che spingono l’ascoltatore in avanti verso la successiva, in un costante rapimento
(Forever Plagued) Strana combinazione. La cartella stampa parla chiaro: black metal + origini Grecia + band molto religiosa. Scusa? Sono queste le situazioni che odio, dove vorrei avere in mano il cd con il booklet ed i dannati testi. Sarebbe bizzarro se questi 25 minuti di musica estrema, di
(UDR/Warner) Secondo EP (di tre previsti) in breve tempo per i mitici Skid Row, stabili con Johnny Solinger al microfono. L’idea della band di fare più EP piuttosto che un album ha un certo vantaggio: più frequenza delle release, e comunque una durata interessante che appaga pienamente (in commercio ci sono
(The Church Within Rec.) Il doom britannico si distingue sempre. Sarà perché i Black Sabbath sono inglesi, sarà la propensione, l’indole degli isolani a queste sonorità cupe e in parte condizionata anche dalla loro storica tradizione per il rock dei seventies, per quella specifica scuola che
(Gateway Music) Incorniciato da una bella copertina di Felipe Machado Franco, il debut sulla lunga distanza dei danesi Sylvatica è una buona (se non ottima) prova di quello che possiamo continuare a chiamare ‘battle metal’: una letale miscela di folk (o viking, come in questo caso),
(Inner Wound Recordings) Sul fatto che siano “l’altra band” di Henrik Klingenberg e Pasi Kauppinen, rispettivamente tastierista e bassista dei Sonata Arctica, i Silent Voices sono i primi a scherzare: ma la formazione finlandese, fautrice di un prog dagli accenti power nella pura tradizione nordeuropea,
(Autoproduzione) Ulteriore metamorfosi per Eric Castiglia, che raggiunge la completa dimensione di band (lasciando da parte il suo nome), dopo una transizione dall’aspetto quasi solista (quando pubblicò “The End Of Our Days”), pur mantenendo l’impostazione di one man band.
(Cruz del Sur/Audioglobe) Dieci anni: tanto ci è voluto per vedere sul mercato un nuovo disco degli Steel Prophet, formazione cult geniale e abbastanza sfortunata di us prog metal. Beh, “Omniscient”, di cui si vociferava già dal 2011, ripaga degnamente le attese: forse non è un capolavoro assoluto del metal, ma
(Helldprod) Odio, rabbia, violenza che arrivano diretti dalla metà degli anni ’90, quando questa one man band Portoghese entrò in attività. Ma da allora solo due demo ed uno split. Quasi un side project della vita di Andremon che finalmente mette insieme quel sound letale degli
(Dead inside Records) I californiani Skinner nascono dalle ceneri degli Imagika, una delle band storiche della scena power/thrash della Bay Area, e riprendono in buona parte stile e sonorità della band madre; da notare il fatto che hanno un chitarrista quindicenne,
(Massacre) Rispetto a “The Carnage Ending” questo “The Post-Apocalyptic Servant” presenta poche novità e quelle poche sono tutte delle sfumature e non elementi di chissà quale sostanza. Pezzi veloci e un comparto ritmico più estremo sono la direzione fissata e nella quale rientra anche qualche
(Black Widow Records) I Secret Tales appaiono come un riassunto di space rock, folk rock, krautrock, prog, hard rock, dark-doom. E’ un discorso musicale fatto di ombre e luci, di materia celestiale e passaggi inquietanti. Un concept sonoro “L’Antico Regno”, un attraversamento di paesaggi sonori diversi e disparati.
(Iron Bonehead/Hells Headbangers) Blackened death metal d’assalto quello proposto dai Sacrocurse, band messicana attiva dal 2012 e autori del demo “Sulphur Blessing”, molto apprezzato dagli amanti del genere. Già dalle prime note di questo LP, la band mette in evidenza le caratteristiche peculiari
(Holy Records) Sono francesi, hanno già all’attivo (questo incluso) sei dischi, cantano nella loro lingua e in occitano antico, e non hanno niente a che fare con il metal: sono gli Stille Volk (monicker in olandese, che significa ‘il popolo silenzioso’), e il loro folk/ambient metal, per quanto forse poco adatto
(Autoproduzione) Avvincente questo secondo lavoro dei milanesi Scream Baby Scream! Si dichiarano horror rock, ma vantano un ottimo singer growl che fa virare egregiamente il genere su concetti black’n’roll estremamente travolgenti, enfatizzati da un preciso e ottimale uso delle tastiere. Infatti le tastiere creano
(Blood Harvest) Ecco una delle tante band americane che popolano l’underground a stelle e scrisce. Sono di Portland, nell’Oregon, gli Shroud Of The Heretic e macinano appunto un death metal molto cupo per visa di una direzione doomeggiante in alcuni frangenti, oltre che per un impasto vero e proprio
(Grom Records) La band belga Sercati arriva alla seconda parte di questa storia lunghissima (iniziata
(Hammerheart Records) Male espresso senza pietà alcuna. Se siete alla ricerca di black metal elaborato, pieno di orchestrazioni, con linee vocali atmosferiche, corali o complesse, strutturato con suoni puliti e rifiniti, riffing poderosi e trionfali, allora avete varcato la porta sbagliata. E, peggio per voi, non c’è alcun ritorno,
(autoprodotto) Un altro incredibile prodotto dell’Ucraina. Questa terra sembra in grado di sfornare ottime bands, piene di grinta, rabbia, energia, potenza. Gli Spiritz sono capaci, infatti, di generare un muro sonoro veramente fitto. Fitto e dannatamente personale. Fatico a classificare o comparare il loro sound, in quanto ogni volta che
(Minotauro Records) Quando in redazione arriva una ristampa della Minotauro Records, resto sempre estasiato dalla qualità del prodotto: il package che si apre come un gatefold, il cd inserito in una bustina di plastica come un vinile, le custodie di cartone che imitano in tutto e per tutto
(Shadow Kingdom Records) Progetto in solitario del polistrumentista norvegese Andreas Hagen, i Sadhak esordiscono con un ep su cassetta che, già pubblicato l’anno scorso, viene oggi ristampato nientemeno che dalla Shadow Kingdom Records. Suoni rarefatti e dilatati
(Minotauro Records) Primo full length per i Supermassive Black Holes, band nata nel 2010 con già due EP all’attivo. Il genere proposto è un death metal tecnico con marcate influenze progressive e jazz, accomunabile sotto certi aspetti ai Cynic di “Focus”. L’opener “(Sub