IDEOGRAM – “Raise the Curtain”
(Autoproduzione) “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori…”, così Shakespeare e così hanno voluto fare propria questa affermazione gli Ideogram. La band italiana ha celato le identità dei cinque musicisti dietro a delle maschere, tranne per la soprano Opera, (altro…)
(Autoproduzione) E’ incoraggiante trovare una band esordiente che si impegna a formulare un riffing che dia vita a delle strutture. Un sound per una sua buona parte ancora acerbo, ma non per questo incapace di comunicare quel sottile e continuo senso di varietà nell’architettura musicale.
(earMusic/Edel) Timo Tolkki l’aveva detto ascoltando due pezzi di questo nuovo album. L’aveva ammesso: “Sono sconvolto, sono veramente delle belle canzoni, la produzione è fresca e moderna, grandiosi”. E io gli devo dare ragione. Gli Stratovarius sono tornati. Certo, non c’è Tolkki, si sente,
(Metal on Metal Records) Gli Heretic di cui mi occupo oggi sono americani (californiani per la precisione) e hanno vissuto un breve momento di attività fra ’85 e ’88, dando alle stampe un ep e un full-“length”. Nelle loro file, durante l’ultima fase di attività, milita anche Mike Howe, poi cantante dei Metal Church
(Metal on Metal Records) Arkham, come è noto a molti, è la città che, nei racconti di Lovecraft, ospita la sede della Miskatonic University. Questi quattro pazzi inglesi, qui al secondo disco, hanno ripreso la topografia, ma non le atmosfere dello scrittore americano: o quantomeno le hanno rielaborate
(Peaceville Records) Molti di coloro che non gradirono la svolta di alcuni anni fa da parte di Fenriz e Nocturno Culto, probabilmente non intuirono (e forse ancora oggi) l’idea canzonatoria e tributo insieme verso le loro (dai su, diciamo nostre) radici e forse di un’intera scena musicale.
(Altered End) Gli Erdh sono francesi e quando ho letto che si dichiarano una band (in realtà è un duo) nel cinematic metal, ho da subito pensato che avrei affrontato sonorità profonde, magari anche introspettive, sicuramente sperimentali ma di una certa scorrevolezza.
(Eleven Seven Music/EMI) Shhh, zitti! Non dite nulla, ma questa recensione non avrei dovuto farla io. Non competeva a me, ma ad un collega che si occupa di questo genere, ma io sono sempre stato leale in redazione e come tutti i bravi ragazzi ogni tanto un peccatuccio dovrò pur commetterlo.
(Old School Metal Records) Gli Anger As Art, band thrash/speed metal, del veterano Steve Gaines (Abattoir, Bloodlust, Tactics, Bitch, Dreams of Damnation, Pagan War Machine) sfornano un nuovo album a quattro anni da “Disfigure”. La release presenta anche qualche ospite,
(Black Widow Records) The Black: un mito oscuro della scena undergound italiana, legato a doppio filo al nome del chitarrista e pittore Mario Di Donato. Nel corso di una carriera iniziata nel 1988, la band ha pubblicato sette album. “Refugium Peccatorum” è il terzo, originariamente dato alle stampe nel 1995
(Grau Records) Totale mancanza di luce, di una luce che illumini la vita. Un percorso triste, malinconico e decadente, attraverso un album che è un autentico macigno. Un album molto elaborato, contorto, capace di generare emozioni oscure e profonde. Ogni suono risulta molto ben bilanciato, curato,
(Stallion Rex/Funeral Industries/Voice of Azram) Marciume tradotto in musica pesante, dannatamente lenta, ossessiva, oscura. Malsana. Doom nella sua forma più letale, con componenti che spiazzano, deviano. Suoni elettronici. Strumenti inconsueti. Stranezze melodiche.
(Listenable Records) Questa band svedese di doom/stoner ha sicuramente il nome più lungo che mi sia capitato di incontrare! “The cosmic Child” è il loro secondo album e si compone di sei tracce, quattro delle quali sono delle lunghissime litanie dai toni mistici e magici. Se ascoltando “The great Leveller”
(Revalve Records) Un album interessante questo dei livornesi Absolute Priority. “Hunter” è un concept album che mette in mostra un progressive metal in buona forma, tecnico e melodico insieme, espresso da un collettivo di sei musicisti (che suonavano in Icycore e Celephias)
(Autoproduzione) Gli Yuvigi sono una band progressive metal direttamente dalla Bulgaria, giusto per rimarcare che il metal non ha confini né geografici né di sorta in genere. Il sound del loro disco è un prog vecchia scuola a cui si aggiunge un pizzico di AOR calibrato su nomi come Shadow Gallery, Rush,
(High Roller Records) Questa band è nel novero di quelle che ho sentito nominare spesso e dunque conosco solo di fama, senza aver mai ascoltato nulla. Mi capita di farlo adesso, nel 2013 e dopo i loro quasi 20 anni di carriera. Teutoni e thrasher. Incazzati neri e rognosi su questo nuovo album,
(Graviton Music Services) I Cayne nascono grazie a due ex Lacuna Coil, Raffaele Zagaria e il purtroppo da poco scomparso Claudio Leo. La band ha già realizzato un full length nel 2001, dal titolo “All Faded Pictures”. “Cayne” è un album collocabile tra sonorità rock e metal, direi di stampo americano,
(This Is Core Music) Credo di aver scritto altrove che l’hardcore melodico mi fiacca l’anima e se ricordo male di averlo fatto, allora utilizzo questo spazio dedicato ai milanesi Out Of Date per scriverlo adesso. E’ un genere, l’hardcore, che o lo suoni così com’è oppure sembra di stare di fronte ad altro.
(Autoproduzione) Immaginate una ragazza che tenta di mettere in piedi una death metal band con i propri coetanei. Una situazione normale, come lo è il fatto che le cose non vadano bene e la band non decolla. A volte i ragazzi quando hanno un problema si rivolgono ai propri genitori,
(Massacre Records) Nuovo lavoro per questa formazione dei dintorni di Parigi, la quale nel 2011 ha reclutato alla voce la brava Chaos Heidi e il batterista Vince Kreyder (Fairyland, Rosa Crux). Autori di un melodic metal che a momenti alterni sposta le proprie iniziative tra il gothic, il symphonic,
(My Kingdom Music) Fuori tetti innevati e la luce del giorno che arriva attraverso un cielo bianco. C’è solitudine e di li a poco, con lo sbocciare dei primi suoni di questo album, si ripropone un amore nato tre anni fa. “Io Sono un Errore” era un album toccante e di rara bellezza.
(Suspiria Records) Celebrare i Dark Tranquillity e la loro musica, è questa la finalità di “The Final Resistance”, un tributo di quindici band che propongono le proprie chiavi di lettura (ma in questo solo alcune di loro) e un sound rivisto e adattato a quello proprio. Ecco l’elenco:
(Go Down Records) Immaginate degli occhi che sanguinano. Dovrebbe essere una scena forte, roba da film horror. Gli accordi iniziali di “Arrotino” potrebbero essere una perfetta colonna sonora per il genere, ma la voce di Alberto che declama cose tipo “Donne è arrivato l’arrotino, ricchi premi…”
(Autoproduzione) Riff molto potenti e totalmente metal. Chitarre che viaggiano tra strutture modern metal, thrash metal e a tratti anche heavy metal. Il tutto è sorretto da un impalcatura ritmica anch’essa robusta, ma allo stesso tempo dinamica. I francesi Under The Abyss hanno qualcosa di tecnico
(SG Records) Dopo una buona manciata di anni arriva sul mercato un nuovo album degli abruzzesi Thy Gate Beyond, nella quale formazione ormai è rimasto il solo Guido D’Agostino. Il resto della band è cambiata, il sound è invece un sostanzioso e lucido salto nel thrash/speed metal di vecchia scuola.
(Coma Section) 6,55 del mattino. C’è la luna fuori e nuvole galleggiano sopra la linea della lontana collina. Di fronte alla finestra un campanile e tanti tetti rossi a spiovente. Play e parte l’album in questione. Una voce che sembra provenire da un megafono dice qualcosa
(BloodRock Records) Il nuovo lavoro dei Demetra Sine Die è una dimensione oscura, nascosta da quella comune e nella quale tutti viviamo. Sono sonorità plumbee, liquide, frutto di lampi neuronali o forse è semplicemente musica psichedelica. E’ un rock puntellato da suoni lisergici, da ritmi ipnotizzati,
(Cruz del Sur/Audioglobe) Erano circa quattro anni che non si avevano notizie dei Sacred Steel: li ritrovo oggi con questo “Bloodshed Summoning” e in forza alla romana Cruz del Sur. Come emergeva già da “Carnage Victory”, la band ha ormai totalmente abbandonato l’epic/power metal manowariano
(Punishment 18 Records) Diretti e brutali questi thrasher provenienti dalla Sardegna. Album di debutto dopo un decennio di gavetta: pura manifestazione di old-school. Riff violenti, voce devastata, tirata al limite. Assoli di ottima fattura. Ingredienti perfetti per ridurre un palcoscenico in un campo di battaglia.
(Massacre Records) C’era bisogno di una melodic rock-metal band inglese di stampo classico e ci arriva sull’esempio di come fece tanti e tanti anni fa Phil Collins, ovvero Pete Newdeck lascia le pelli degli Eden Curse e si mette dietro al microfono. Complimenti, la sua prestazione non è malaccio,
(Autoproduzione) È un sound seminale quello dei Naga, c’è in esso qualcosa di rarefatto o di non ancora definitivo. Il tutto è arruolato da un genere sludge/doom. È un sound che l’ascolto ti lascia pensare a scenari industriali, edifici abbandonati… un mondo in rovina. È un demo, rintracciabile su
(Nuclear Blast Records) I Suffocation sono unici. La loro musica provoca quella delicata intima sensazione di devastazione delle budella. Quell’idillico piacere si sentirsi imprigionati dentro una lavatrice in centrifuga, mentre rotola già dalle scale di un edificio alto trenta piani.
(Stressed Sumo Records) L’annuncio delirante della prima track “Resurrection” ci fa immediatamente immaginare la fine del mondo sonora che i Megachurch prospettano in questo disco. Il sound di “Judgment Day” è un interessante mix di sonorità stoner, sludge e progressive,
(My Kingdom Music) Ho perso la memoria di quell’ottimo lavoro che fu “Cities and Faces”. Era il 2001 e lo ascoltai casualmente e soprattutto perché molti dei Nude erano personaggi noti. Antonio Pucciarelli (i favolosi, e visti tante volte live, Undertakers e trascorsi black metal), Fabio Calluori (Heimdall) e
(Black Widow Records) “Supersonicspeedfreaks” è una nuova proposta dei Witches Brew, ovvero di Mirko Zonca, Mirko Bosco, Frankie Brando, cioè rispettivamente basso, chitarra e batteria. Per l’evento i tre hanno pensat bene di chiamare alcuni ospiti per impreziosire i brani, gente come Nik Turner