WŸNTËR ÄRVŃ, album in arrivo
Il duo WŸNTËR ÄRVŃ sono una band francese di neofolk/neoclassico, altamente ispirata al black metal degli anni 90.
Nostalgia, malinconia, rabbia, gioia o speranza sono espressi dalla musica della band con vibrazioni che fanno riferimento al black metal e alla musica estrema.
Il nuovo album intitolato “Abysses”, il secondo dei WŸNTËR ÄRVŃ, mostra una forte evoluzione rispetto al primo lavoro. In questo disco viene incluso anche il secondo musicista, Vittorio Sabelli al clarinetto. Altri ospiti appaiono su questo disco, tutti provenienti dalla scena black francese. Il disco esce il giorno 1 marzo 2021 per Antiq Label.
Questa è una traccia dall’album, ovvero “Walker of Dissonant Worlds”, cover di XASTHUR:
Copertina e tracklist dell’album:

1) Nocturne II
2) Sentiero Dell’Eternita
3) Aux Aurores
4) Nocturne III
5) Contemplation
6) Abysses
7) Marcheurs de Mondes Dissonants (Xasthur cover)
8) Quand Tombe le Jour
Gli ospiti:
Guest Vocals on “Contemplation”: Hexenn
Cello on “Aux Aurores” : Raphael Verguin (Spectrale, Riciin, Psygnosis)
Bagpipes on “Quand tombe le Jour” :Geoffroy Dell’Aria (Les Bâtards du Nord, Skyforger, Paydretz)
(Nuclear Blast Records) Ritardato dalla pandemia in corso, ma incorniciato da una copertina indovinatissima, il sedicesimo disco degli Accept lancia un messaggio chiaro fin dal titolo: questi nonnetti tedeschi sono troppo heavy metal per arrendersi al Coronavirus… e sfornano dunque un altro concentrato di riff, melodie e assoli che poche, pochissime ‘nuove leve’ possono mettere insieme allo stesso modo!
(High Roller Records) Nati verso la fine degli anni ’60, di preciso nel 1967 cioè quando i Beatles pubblicavano “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” e i Pink Floyd “The Piper of the Gates of Dawn”, i Faithful Breath nel 1974 arrivano al primo album decisamente improntato sul krautrock e il prog rock. Negli anni 


(Trollzorn Records) Ecco una band che non mi sarei mai aspettato di vedere di nuovo in pista! Già di per sé una mosca bianca (suonano celtic folk, ma vengono dal Brasile!), i Tuatha de Danann si erano fatti notare all’inizio degli anni 2000 con un buon trittico di dischi;
(Epidemic Records) Una quindicina di minuti per ribadire la propria identità, il proprio essere… il proprio sound! Agguerriti e con derivazioni hardcore, come nell’opener “Scandal” e le inevitabili fasi metalcore, ormai a sette anni dalla loro defezione i perugini