Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
LANFEAR – “This Harmonic Consonance”
(Pure Steel/Audioglobe) Power e progressive si mescolano in egual proporzione nel sesto album dei tedeschi Lanfear, formazione pressoché sconosciuta nel nostro paese ma in attività ormai da quasi venti anni, che annuncia di suonare “underrated metal” lontano dai cliché del mainstream. (altro…)
(Pulverised Records) Death metal oscuro e infatuato dalle prime allucinazioni orribili di Entombed, Grave e Autopsy. Il mini album degli spagnoli Graveyard è racchiuso in questo universo old style, presentato tre anni dopo il loro esordio. I pezzi sono marci e furiosi e con il rifacimento di un loro classico come “How of the Black Castle”
(Rising Records) L’oscura università polacca, con in cattedra i Behemoth, sforna dal suo tetro ateneo un’altra realtà costruita attorno esami di violenza, misantropia, anticristianesimo, morte. E’ da questa corrente blackened death che il quintetto spagnolo si lascia trasportare, creando un prodotto estremamente violento,
(Total Metal Records) I thrashers ucraini Crusher sono incavolati di brutto e questo esordio (preceduto solo da un EP due anni fa) lo dimostra pienamente. Sono carichi, aggressivi, cavalcano riff serrati e li domano con qualche mid-tempo, così fanno anche presa sull’ascoltatore, oltre a spaventarlo per come sono intransigenti.
(Ravenheart/Rock’n’Growl) I giovanissimi Silent Opera, provenienti da Gorizia, hanno qualche asso nella manica per affascinare gli ascoltatori del più classico power/gothic metal alla primi Nightwish. “Immortal Beauty” è il loro debut e presenta in tutto undici brani nella pura tradizione del genere.
(SPV/Audioglobe) L’improvvisa morte del chitarrista Jan Somers non ha fermato i redivivi Vengeance, che hanno deciso senza esitazioni di proseguire con la loro attività. Lasciamo stare le logiche dello show business e passiamo a una analisi del disco, che vede alla batteria Chris Slade (che ha collaborato
(Eibon Records) Già autori di un album, che uscì nl 2009 per la belga ConSouling Sounds (nota per i lavori di Vanessa Van Basten, Last Minute To Jaffna, Methadrone e altri), i Mondrian Oak ci riprovano con questo “Aeon”, porta d’accesso ad un mondo profondo, oscuro, quasi psichedelico, post rock, ermetico.
(Cold Dimensions) Quel desiderio di sensazioni oscure, malate, perse in un panorama estinto da qualche cataclisma di origini cosmiche è stato appagato. Oscuramente riflessivo. Una riflessione che viene da un nero oceano misterioso, nei cui flutti si muovono liberi ed abbandonati, spiriti notturni, animali notturni,
(Napalm Records) La band spagnola che viene esaminata in queste righe è passata dalla Metal Blade alla Napalm Records, per pubblicare il secondo album. Chissà cosa ha determinato questo passaggio, ma sicuramente il prodotto in termini di qualità non è svilito. Il symphonic/gothic metal di questo quintetto della Navarra
(This Is Core Music) Piccola release di tre pezzi. Un EP per stare a galla, per dare segnali di se stessi e non essere inghiottiti dall’oceano dell’oblio. Nove minuti ben gestiti, promemoria di un lavoro futuro e più cospicuo; passo necessario nel difficile mondo della promozione musicale. I Mutter Dog hanno già inciso due EP
(Debemur Morti Productions) Dal profondo del cuore, il nome della band, eppure sembra il profondo dell’odio e della sofferenza l’esordio dei portoghesi Ab Imo Pectore. Custodi di un black metal caotico, murato in questo demo tape d’esordio. La musicassetta contiene salmi e screaming dalle tenebre,
(Bakerteam Records) Il metal si ripiega su se stesso, come le stelle che prima di esplodere si annichiliscono la propria massa verso il nucleo. E’ stato questo il destino del metal negli ultimi. Nessuna novità e riproposizione incrociata di stili e generi e influenze. Autoclonazione. E’ una realtà di fatto e non una critica negativa.
(Glassiville Records) Gli A Liquid Landscape in Olanda, loro terra di provenienza, hanno già una certa reputazione, grazie ad una serie intensa di concerti (tra i quali alcuni ad aprire per Anathema e Riverside) e premi nazionali. “Nightingale Express” è il primo album della band, curato da Forrester Savell (Karnivool ed Helmet)
(AFM/Audioglobe) Dopo qualche pubblicazione underground i tedeschi Lyriel sono stati notati dalla AFM, che prima ha ristampato il loro terzo disco “Paranoid Circus” e ora propone il quarto, “Leverage”. La band, lo dico con ironia, ha tutte le carte in regola per infastidire buona parte del pubblico dei puristi!
(FDA Rekotz) Scenario apocalittico ed infernale. Morte nel cielo, morte nella terra. Panorama di estinzione. Un fiume azzurro le cui acque tempestose ed elettrostatiche illuminano una cattedreale defunta, patetico tempio per un atroce culto inneggiante a un dio ormai putrefatto. Pura evocazione della morte.
(Napalm/Audioglobe) L’ondata storico-realista che ha investito il pagan metal mettendo da parte le atmosfere e i temi fantastici ha coinvolto del tutto anche gli Heidevolk, che per i loro quarto album ci narrano dei Batavi, popolazione germanica anticamente stanziata nei Paesi Bassi, una delle prime che osò ribellarsi all’impero romano. Seguo la band dagli inizi, ancora prima che la Napalm ristampasse lo splendido “De Strijdlust Is Geboren”,
(MySelf music) Ancora una volta il prog italiano riesce a trasmettere emozioni uniche. Questo progetto nasce nel 1984, e dopo diversi cambi di line up, il trio torna oggi con un anticipo, un assaggio, un sorso di tecnica e creatività. Mi piace la mossa dell’anticipo, l’idea di questo EP che contiene quattro pezzi del repertorio registrati nuovamente con i musicisti e le tecnologie odierne. Le vibrazioni positive iniziano dalla bellissima copertina
(Chaos Records) Il tipico old swedish death sound proposto dagli olandesi Funeral Whore, attraverso la sempre attiva etichetta messicana Chaos. Non c’è solo il sound degli Unlleashed o i Grave in questi riff maledetti, ma si percepisce qualcosa anche dei Bolt Thrower. I Funeral Whore lo suonano con fluidità questo death metal, del resto la band in pochi anni e prima di questo debutto ha tirato fuori diverse pubblicazioni di portata minore.
(Century Media Records) Gli Asphyx fanno parte di quel pugno di band per le quali chi scrive si precipita a comprare a scatola chiusa. “Deathhammer” è l’ottavo album per Martin van Drunen e dei suoi colleghi. “Deathhammer” è aperto da “Into the Timewastes”, tipica partenza in velocità con rallentamento successivo, poi segue la title track tenuta su ritmi sostenuti. “Minefield” è il primo dei pezzi in down-mid tempo, tipico dei deathers olandesi,
(Peaceville Records) Album capolavoro. Meglio scriverlo dall’inizio e chiarire che questo sound non ha rivali. I Barren Earth non sono dei tipi qualunque e il precedente “Curse of the Red River” lo aveva già detto. “The Devil’s Resolve” è un lavoro ti stampo finlandese (melodie epiche ma fluide e progressive scorrevole),
(Cyclone Empire) Sto guidando, notte d’inverno, nevica. Il viaggio è ancora lungo. Accendo lo stereo, e decido di ascoltare questi Darkness By Oath, svogliatamente, tanto per farmene un’idea, in fin dei conti li devo pur recensire. Non li conosco, anche se sono in giro da una decina d’anni e sono al terzo album.
(Dunkelheit Producktionen) Split tedesco (per l’etichetta) che propone suoni dallo Sri Lanka (per le band). “Astral Mantras of Dyslexia” contiene i Funeral In Heaven, band che sfrutta in modo incerto lo spazio di questa release. De segnalare in formazione un batterista che è anche violinista e un percussionista.
(DysFUNCTION records) I Disclose (queli di Carpi e non quelli giapponesi!) sono una realtà dal 2004 e discograficamente sono arrivati al secondo album. Quando “Survive?” parte le casse d’ascolto si arroventano, l’energia della musica si diffonde e il rapimento è compiuto. “Survive” è un’apertura magnifica, dove la batteria sostiene con vivace forza le chitarre dallo stile Metallica e il ritornello del bravissimo singer
(Candlelight Records) E’ sempre un bene trovare in giro delle band che vivono una sorta di maturazione e cambiamento continui. Gli ungheresi Sear Bliss sono tra questi e “Eternal Recurrence” pompa linfa nuova al loro black metal sperimentale. Con tutta sincerità il termine black metal da questo momento in poi andrà stretto ai Sear Bliss. Il loro passato è nato comunque dal black metal, ma la nuova release addolcisce gli animi,
(Cyclone Empire) Vaste lande invernali, con laghi ghiacciati, fredde foreste, poi ancora laghi, ancora pianura innevata. Il freddo, il crepuscolo. Voi siete degli spiriti che vagano senza sosta in questo deserto di ghiaccio. La vostra sofferenza, la vostra pena, il vostro lato oscuro, il vostro segreto oscuro che vi tortura. Siete condannati a vagare in questa terra senza fine, in questo inverno dove il sole muore, in questo regno dell’oscurità.
(Alterhead Prod./Self) I NoMoreSpeech hanno fatto il primo passo davvero importante, ovvero un il primo album e scritto autonomamente. Cosa succederà nel loro futuro? La speranza primaria, di chi scrive, è che questo sia radioso e soddisfacente perché il rock-metal dei milanesi è mordace, formato da melodie corrosive e suoni densi e potenti. Alteria è la voce che mette in piedi una prestazione tutta sua e che etichettare come
(Listenable Records) Nell’anno 945 Igor re di Kiev viene ucciso dalla tribù slava degli Derevljani che si rifiutava di pagare i tributi. Pessima idea. La vedova del re, Olga, non digerì la cosa. Anzi. Divenne una furia scatenata, cieca, immonda. Tutti gli ambasciatori ed i nobili della tribù furono violentemente sterminati. I villaggi e la capitale Iskorosten furono annientate, bruciate, rase al suolo. Ora immaginatevi questa storia in chiave death metal, 
(Nuclear Blast/Audioglobe) Ventuno album in circa ventisette anni di carriera sono un traguardo che pochissime band heavy metal posso vantare. I Rage sono fra queste: nonostante non siano mai entrati, per qualche logica mai del tutto chiarita, nella parte più alta dell’Olimpo metallico (come secondo molti avrebbero meritato), la loro musica è sempre stata degna della loro fama. “21” non aggiunge né toglie nulla alla loro storia,
(High Roller Records) Intro di una battaglia di tempi andati, poi le ostilità si interrompono e le chitarre diluviano assassine, con un drumming doppiato dal basso che tiranneggiano il campo di morte con tuoni infernali. Su tutto si erge la risata malsana di Sataniac. I Desaster aprono in questo modo “The Arts of Destruction”. I tedeschi erano cinque anni che non ne pubblicavano un album. Questo nuovo album
(Century Media Records) I Napalm Death pubblicano il loro quattordicesimo album (conteggio forse arbitrario!), ovvero una nuova lezione di estremismo musicale da impartire. Il loro sound è sempre una derivazione del death metal, del grindcore, dell’hardcore, dell’industrial. Potremmo dire che
(Bagana Records) I Rats non sono nati ieri e gli appassionati del rock italiano resteranno increduli nel sapere che sono ritornati. I Rats hanno dovuto aspettare circa 17 anni per incidere di nuovo qualcosa; loro che hanno suonato insieme a CCCP, Litfiba, Vasco Rossi, Jeff Beck e altri ancora. “Metafisico Equivoco” propone 5 pezzi, dei quali il brano che da il nome alla pubblicazione è riproposto anche nella versione “radio”.
(Napalm/Audioglobe) Si rifanno vivi gli Xandria, che ormai diversi anni fa misero a segno un ottimo colpo nella scena gothic con “Ravenheart”. Dopo circa cinque anni di silenzio la band si presenta decisamente rinnovata e con un sound più potente e “powerizzato”, ma senza apparire come il solito clone dei Nightwish. “A Prophecy of Worlds to fall” parte in modo ultraepico e si destreggia con maestria fra i clichè del genere;
(Prophecy Productions) Se avete un nemico dentro (di voi) o lo affrontate oppure tentate di non dargli le spalle, di stragli sopra o distanti. Qualcosa del genere fa Gianluca Divirgilio (Arctic Plateau è un progetto solista) con questo nuovo album. Il titolo parla appunto di un nemico, ma la musica, pur comunicando emozioni decise, suona con note melodiose, viaggianti, atmosferiche. E’ un lavoro intimista, nel senso che nell’ascolto ti induce ad ascoltarti dentro.