ANY FACE – “Perpetual Motion of Deceit”
(Nadir Music) La buona impressione suscitata dal precedente album “The Cult of Sickness” e la relativa opinione positiva sugli Any Face, ha innescato l’attesa e curiosità nel capire fino a dove potesse spingersi la band di Varese con il nuovo album “Perpetual Motion of Deceit”. L’approccio a questo lavoro era carico (altro…)
(Fantai’zic Productions) Secondo un vezzo ormai unicamente d’oltralpe, il sito e le informazioni sui francesi Akroma sono in francese: al resto del mondo restano soltanto brevi note promozionali, che mi informano che la band è al terzo disco, che quest’ultimo è un concept (blasfemo) sull’Ultima Cena,
(Autoproduzione) Questo EP è uscito nel 2012, ma gli Almøst Human ancora oggi tentano di promuoverlo e forse anche perché sono ben orgogliosi del prodotto che si presenta ben curato, sia nella produzione che nell’aspetto grafico. Apre “Living Wreck” che ricorda l’elettronica e atmosfere alla Nine Inch Nails, ma
(Les Acteurs de l’Ombre e altri) Oscura release di coabitazione, ovvero uno split tra i francesi Paramnesia e i tedeschi Unru. I primi occupano 15’ di musica contenuti in una sola composizione, dal titolo “III” e appunto la terza composizione in assoluto realizzata
(Eisenwald) Una copertina incredibilmente minimale incornicia il debut dei Velnias, di Boulder, Colorado: uscito originariamente nel 2008, viene oggi ristampato (sia su cd che su lp) dalla Eisenwald Records. Tre soltanto i brani, ma il minutaggio supera i 41 minuti:
(Noiseheadrecords) Debut album per gli Altoatesini Depreciate The Liar, band dedita ad un death metal dalle forti influenze deathcore. L’opener “Dimwitted to Destruction” parte subito aggressiva con chitarre ribassate in evidenza e un mostruoso lavoro
(autoproduzione) Putrefazione e malattia che discendono, letali, dal Regno Unito. Debutto lacerante, massacrante di questa band messa in piedi da ex membri di Dopefight,Parole, ed altri act. Il territorio è sludge estremo e doom allucinato. Suoni mostruosamente cupi, malvagiamente lenti, sovrastati da linee vocali deviate, infernali, soffocanti. Album sostanzialmente votato ad una
(Minotauro Records) Quando in redazione arriva una ristampa della Minotauro Records, resto sempre estasiato dalla qualità del prodotto: il package che si apre come un gatefold, il cd inserito in una bustina di plastica come un vinile, le custodie di cartone che imitano in tutto e per tutto
(Autproduzione) Possiamo parlare di una New Wave of Italian Prog Metal? Secondo me sì, negli ultimi mesi mi sono capitati fra le mani diversi dischi eccellenti legati al nostro paese e a queste sonorità, e qualcosa dovrà significare… Ashent, Forgotten Light, Memento Waltz, Metaphysics, e ora
(Autoproduzione) Lo dico con sincerità: con una produzione più piena e potente, che avesse esaltato soprattutto le chitarre, credo che i milanesi Hell’s Guardian avrebbero potuto sfornare un vero e proprio capolavoro… e pensare che sono soltanto al debut! La band meneghina
(Hells Headbangers) Fra gli esponenti della seconda ondata di heavy metal rock, quella di revival di questi ultimi anni, gli High Spirits di Chicago sono certamente fra le formazioni più significative (lo dicevo già
(Autoproduzione) debut album per gli Italiani Rabhas, formazione dedita ad un death metal di stampo Americano con testi in Italiano. Il loro sound attinge sia da capiscuola come Morbid Angel e Suffocation che da bands più moderne come Dying Fetus.
(Inverse Records) Death metal sinfonico. Un death metal sapientemente snaturato e reso orchestrale, teatrale, più accessibile, esattamente come successe con il black metal. E’ questo il marchio di fabbrica dei finlandesi Dead End Finland, che con questo album
(Horror Pain Gore Death Prod.) Questa band dell’Illinois può essere una delle tante formazioni americane con una storia ancora in divenire nel campo del death metal. Infatti gli Helmsplitter sono al secondo album in studio e manifestano un sound sotto una matrice death metal alla quale
(AFM Records) Debut album per gli 21 Octayne, band formata da musicisti di grande esperienza, avendo suonato artisti quali Joe Perry, Rhapsody, Paul Gilbert e Axxis. Il genere proposto è un hard rock moderno con ritornelli catchy e vicini al pop, anche se onestamente non è facile inquadrarli in un preciso stile musicale, trattandosi di
(Inverse Records) Dopo il debut di due anni fa, i finlandesi My Reflection sondano il mercato con un singolo digitale… e devo dire che la loro proposta è stuzzicante per tutti coloro che non siano dei puristi del metallo. Due brani di gothic metal leggero,
(Autoproduzione) Un demo interessante e ben chiaro nel mostrare le potenzialità di questa formazione estrema di Palermo. Dying Breed è un concentrato di death metal spinto verso il versante brutal. Le sonorità ed anche la registrazione sono nitide e il songwriting lo definirei pulito visto che riesce a dimostrare
(autoprodotto) Impegnati e ricchi di fantasia narrativa i finlandesi Coraxo offrono una ricetta semplice, ma efficace: buon death metal, con riff catchy e coinvolgenti, iniettato con una massiccia dose di elettronica per creare quell’effetto sci-fi che risulta poi essere l’argomento principale della composizione e dei testi. “Startlit
(Power Dungeon) La foto in copertina, insieme al gioco che il titolo dell’album fanno in riferimento al noto film di Stanley Kubrick, mi sembrano qualcosa di pacchiano e non da meno a quanto hanno fatto magari altri illustri, come ad esempio il Sebastian Bach con il suo recente lavoro. Per me i limiti
(GlobMetal Promotions) I Faith No More di oggi. Vi ricordate i Faith No More degli anni ’90 quando arrivò Mike Patton? Quel genere strano, che non era hard rock, non era grunge, non era metal, non era rap, ma era dannatamente fico? Questo è quando emerge dall’ascolto del debutto “Kapelmeister” dei russi Marshroom. Un
(Kauriala Society) Chiamatemi retrogrado, se volete; ma io questo disco dei Mr. Peter Hayden, di cui avevo recensito un singolo qualche tempo fa (
(Collectors Dream Records) Tom Kiefer è un personaggio di una tenacia e coerenza raramente riscontrabili nel music business: il cantante, chitarrista e leader dei Cinderella ha infatti conosciuto il successo ad inizio carriera, dopo che la sua band era stata notata
(Metal Scrap Rec.) Tosti come la roccia questi ragazzi ucraini. Nessuna novità, figuriamoci una band che suona il tipico groove/thrash metal cosa può sprigionare? Ondate alla Pantera e Sepultura e non da meno alla Machine Head, eppure qualcosa di inaspettato mi ha colto in questo ascolto
(Scarlet Records) Ritorno sulle scene per i Necrodeath, storica band ligure apprezzata in tutto il mondo, grazie a lavori immortali quali “Into The Macabre” (1987) e “Fragments Of Insanity” (1989). dopo lo scioglimento, tornano nel 1999 incidendo l’ottimo “Mater Of All Evil”, seguito dal feroce “Black As Pitch” e dal più groovy
(MYO) Travolgente. Ispirato. E deliziosamente malinconico. Questo è il debutto degli italiani Mood, che giungono a questo lavoro dopo anni di studio, maturazione, esperienze, dedizione alla musica. Ma Mood non ha voluto essere il solito (fragile) sogno di gloria, dove si rischia tutto e subito ricercando il successo. Mood è
(Witches Brew) Dopo un periodo di stasi, gli olandesi Chain of Dogs ritornano in pista proponendo la riedizione dei loro due primi ep, cui si aggiungono varie bonustracks. Un sound molto energico allegro, che mescola folk, thrash (ma non quanto le note promozionali vorrebbero far credere)
(Great Dane Records) Tutto quello che c’è prima della musica dei Fleshdoll, la copertina e il titolo dell’albuom, mi ha fatto pensare da subito a loro come una band di macellai, ovvero una death o brutal death metal band, ma in realtà il gruppo di Toulouse ai due connotati aggiunge anche un livello technical.
(Shadow Kingdom Records) Progetto in solitario del polistrumentista norvegese Andreas Hagen, i Sadhak esordiscono con un ep su cassetta che, già pubblicato l’anno scorso, viene oggi ristampato nientemeno che dalla Shadow Kingdom Records. Suoni rarefatti e dilatati
(Minotauro Records) Primo full length per i Supermassive Black Holes, band nata nel 2010 con già due EP all’attivo. Il genere proposto è un death metal tecnico con marcate influenze progressive e jazz, accomunabile sotto certi aspetti ai Cynic di “Focus”. L’opener “(Sub
(Blitz Music) Monaco di Baviera-Sydney, in quaranta minuti. Quaranta minuti di hard rock poderoso, potente, pieno di carica energetica irresistibile. Ma i Black Blitz non sono semplicemente una imitazione degli AC/DC, anzi! Sono un qualcosa che trova certamente origine dalla band di Angus & Co, ma con meno bluesy
AFM Records) Udo, come mai un altro disco dal vivo? Nel mio stereo c’è ancora il “Live in Sofia” di meno di due anni fa (recensito
(Fuel Records) Mike Lunacy lo aveva annunciato senza troppi giri che questo album doveva segnare il ritorno alle melodie e all’epica sonora di stampo russo. La fluida potenza dei Dark Lunacy arriva dunque ad evolversi su quelle tipiche atmosfere affrescate da canti e cori dell’Armata Rossa
(Autoproduzione) Il tocco di Bastian sembra una collusione tra Ritchie Blackmore e Yngwie Malmsteen. In effetti il primo ha influenzato il secondo, ma nel contempo si potrebbero rintracciare altre scuole, però il punto è la tipologia dei pezzi che Bastian costruisce, i quali sembrano molto inclini
(Pure Steel) Nella serie delle proprie ristampe su vinile, la Pure Steel sta proponendo la discografia degli Onward di Michael Grant: dopo il debut “Evermoving”, recensito