VOLTUMNA – “Damnatio Sacrorum”
(Autoproduzione) A volte le cose vanno fatte con criterio. Quante band metal ci sono al mondo? Tante. Quante riprendono temi, aspetti e altro legati a culture nordiche? Tante e lo fanno anche quelle band del Mediterraneo, del Sud America e di culture e paesi non del Nord Europa. Geograficamente il metal non si pone (altro…)
Perversi, distruttivi, torbidi, ovvero i The Meatfückers, band death metal messicana che non offre un briciolo di compromesso nel sound. Vogliono imporsi all’attenzione della scena mondiale e per farlo usano passione ed organizzazione, come si può capire dalle parole del chitarrista Iracundo. (
(AFM/Audioglobe) Ed ecco qui il ritorno di Jon Oliva: inaspettatamente da solo, senza i Jon Oliva’s Pain, ma sostanzialmente con lo stesso sound, quella mirabile e originale mescolanza di Savatage, rock anni ’70, teatralità, Trans-Siberian Orchestra (poco in questo caso), metal raffinato tendente al progressive,
(AFM/Audioglobe) Un altro inizio per i tormentatissimi Masterplan di Roland Grapow: dopo la fase con Lande (MK I), la breve ma interessante stagione con Di Meo (MK II), l’inatteso ritorno di Lande con conseguente ri-split (MK II ½?), i tedeschi ci riprovano con il nuovo singer Rick Altzi (MK III), dopo aver perso per strada
(My Graveyard/Masterpiece) Per quei pochi che ancora non li conoscono, i Crying Steel sono una delle leggende del metallo italiano, attivi nel corso di tutti gli anni ’80 e autori di un disco oggi quotatissimo come “On the Prowl”, del 1987. Tornati in pista dopo più di un decennio di pausa, nel 2006 danno alle stampe
Da oggi, la cult band finlandese CIRCLE, cambia nome: ora si chiamano FALCON. Come prima attività con il nuovo monicker pubblicano un singolo intitolato “Beer And Ribs”, che uscirà il 2 Agosto per ELEKTRO RECORDS. La band è influenzata da AOR e soft rock, con ritmiche catchy. Il singolo conterrà due pezzi: “Beer And Ribs” e “Sunset Street”
(Hellthrasher Productions) Autopri di un death metal dozzinale e sporco, i polachi Kingdom celebrano sonorità underground consumate e devastate da atmosfere dannate, ma anche caotiche e con punte estreme, quasi votate ad un death-grind amorfo. I Kingdom esprimono anche passaggi pacati e nei quali cascano in un thrash potente,
(Maple Music Records) Pochi ma buoni: gli album dell’etichetta canadese Maple Music che mi sono capitati fra le mani sono limitati nel numero, ma sempre ottimi nella musica! Non fa eccezione il debut dei Valfreya, anch’essi canadesi e guidati dalla frontlady Crook: “Path to Eternity” si rivela una valanga di black/folk/battle metal
I Signs Preyer sono di Orvieto e il loro bagaglio musicale li porta verso sonorità southern-groove metal, anche se i loro pezzi risentono di un clima crossover. Dunque più aspetti e soluzioni per un sound ricco e possente. Le domande sono state rivolte a Ghode Wielandt e Eric Dust.
(Frontier Records) Mi avvicino a questa opera con una strana sensazione. Sono un po’ stufo della moda delle rock opera a tutti i costi. Mi annoia il mercato dei cantanti ospiti (Sempre gli stessi). E quando Frontiers iniziò con i trailers della “nuova rock opera”, il buon Timo mi mentì spudoratamente quando gli scrissi in privato
(Century Media Records) Nuovi scenari, nuove evoluzioni. Sono giovanissimi. Sono Americani. E hanno partorito qualcosa di veramente nuovo. Come? Mescolando. Sommando. Se in passato abbiamo avuto artisti che hanno messo insieme concetti apparentemente incompatibili, come black metal e sinfonia, o death metal
(Peaceville Records) Il tempo di assimilare e vivere pienamente “Macabre Eternal” e due anni dopo ecco che gli Autopsy, tra le migliori celebrità di sempre del death metal, sfornano un nuovo album. L’attimo in cui l’opener “Slaughter at Beast House” inizia da immediatamente la certezza che a suonare sono gli Autopsy,
(Mausoleum Records) I russi Grenouer sono attivi da qualcosa come venti anni, ma è la prima volta che le nostre strade si incrociano. Documentandomi un po’ in giro leggo che la band è passata da un thrash/death devastante a una sorta di rock d’atmosfera: “Blood on the Face” è addirittura il loro settimo album, e in esso
(Punishment18 Records) Complesso. Intelligente. Elaborato. E’ questa la descrizione di questo terzo album degli Italiani Lunarsea. Esperti, capaci, navigati: hanno suonato ovunque, fatto decine di concerti, fino al trionfo che li ha portati a guadagnarsi l’apertura per i grandi Dark Tranquillity in Italia. C’è molto death metal
(UDR/EMI) Energia ritrovata, fresca, e travolgente. Torna una delle band più mitiche e potenti della fine degli anni ’80. Torna dopo una lunga pausa discografica, l’ultimo lavoro risale al 2006, con un EP poderoso, primo di tre capitoli, il quale riprende sonorità dell’epoca che vedeva Sebastian Bach alla voce.
(Autoproduzione) Se “Duality of Things (QUI recensito
(Autoproduzione) I rockettari francesi Alt si lanciano in quattro EP, “I’m a Dancer”, “I’m a Singer”, “I’m a Model” e il quarto in arrivo entro la fine dell’anno. Quattro piccole release per esporre un rock alternative molto anni ’90, quando certe sonorità prese dai ’70, in particolare Led Zeppelin, davano vita
(Avantgarde Music) Sperimentazione pura. Sperimentazione oscura. I Polacchi Thaw sono certamente una realtà diversa, particolare, unica. La direzione musicale assicura solamente decadenza di ogni sorta, senza inquadrare la band dentro un genere definito. Questi quarantadue minuti infatti racchiudono
(My Graveyard Productions) Gli oscuri Blood of Kings, di Seattle, pubblicano il loro debut con l’italiana My Graveyard Productions: ci godiamo ancora una volta un prodotto di nicchia, per die hard defenders legati a una dimensione dell’heavy metal che, per qualche anno completamente scomparsa,
(My Graveyard/Masterpiece) Qual è l’album dall’uscita più posticipata della storia del metal e dell’hard rock? “Chinese Democracy” dei Guns’n’Roses? Sbagliato! Si tratta del debut dei marchigiani Battle Ram, attivi fin dal 2001, ma che solo in questo 2013 danno alle stampe il loro debut, che era stato annunciato
(Tanzan Music) Nome decisamente desueto per questa band italiana ma guidata da un cantante di origini bulgare, Dimitar Argirov (‘Dimmi Argus’ è appunto il suo soprannome): “Bad Dream” è il primo full-“length” e segue a un demo e un ep, allineando undici tracce (una è una cover) di old school heavy metal
(Autoproduzione) Gabriele Bellini (Hyena, Metamorphosis e altri progetti) è un maestro della chitarra e UnderWorld Collection è un progetto nel quale coinvolge un manipolo di chitarristi di spessore e non ancora noti, ottenendo così un’antologia delle “virtù della chitarra”. Brani strumentali
Ma tu guarda un po’! Uno si impegna a scrivere in tedesco l’interivsta con i MOLLLUST… e le risposte arrivano in perfetto italiano! Complimenti a Janika, leader della band, e buona lettura!
(I Hate) Arriva colpevolmente in forte ritardo la recensione dell’ultimo lavoro di questa band statunitense. Il motivo? Bah, solamente perché ogni volta che ho ascoltato “Blood Moon Rise” mi sono perso. Smarrito in un bosco di suoni, in una fitta vegetazione di splendide note dai riflessi sensuali,
(Autoproduzione) Death metal e sassate, questo è l’esordio dei lombardi Grind Zero. Attenzione però, non siamo in presenza di musicisti che caricano come tori e danno botte, infatti nella loro immediata potenza e frenesia il riffing appare dinamico e la sezione ritmica segue il passo segnando le oscillazioni del songwriting,
(Avantgarde Music) Un inferno terrestre che diventa abisso infinito dell’universo. Sensazioni fredde. Un freddo digitale. La vita diventa impossibile. Il concetto di vita è estinto. Negazione dell’umanità. Assenza di luce. Anime che si dissolvono. Rimangono solo macchine che dominano uno spazio sconfinato.
(Old School Metal Records) Avrete già capito che nel nome della band SF sta per San Francisco, dunque un modo esplicito per i Potential Threat SF di dichiararsi appartenenti al thrash metal con orgoglio ed esperienza. La band ha sulle spalle ben 27 anni di attività ma il primo album è del 2009 e
(SPV/Audioglobe) Ricordo che, qualche anno fa, comprai con grande fiducia “Human Parasite”, il secondo disco dei melodic metallers tedeschi Powerworld: mi avevano colpito alcuni dei nomi coinvolti, come quello del singer Andrew MacDermott (tragicamente scomparso nel 2011) o quello
Titolo Originale: “Bringing Metal To Children: The Complete Berzerker’s Guide To World Tour Domination”, edito da HarperCollins Publishers
(MyGraveyard Production) Un primo passo di una certa qualità questo EP dei Blindeath, band thrash metal lombarda composta da elementi molto giovani ma già con un bagaglio tecnico di una certa rilevanza. La copertina farebbe pensare a qualcosa di underground e dozzinale e invece i Blindeath anche nelle
(This Is Core Music) E’ totalmente vero che i varesini Greasers hanno passato tanto tempo in uno scantinato a ridosso della Svizzera, nel quale hanno suonato per giorni pezzi di Guns ‘n’ Roses, Led Zeppelin, Nirvana, Alice in Chains e Pearl Jam. In particolare sono le ultime band, quelle dell’epopea
(Nuclear Blast) Presumo che i Children Of Bodom sono tra le band più amate dai metallari o comunque sono tra quelle che possono contare su un solido seguito, infatti le loro magliette le ho sempre viste girare tra le folle di tutti i concerti ai quali ho assistito. Non sono un accanito sostenitore del complesso
(Metal Mind Records) Suoni pesanti, pesantissimi, che vomitano riffs e urla selvagge. Un’orda di vichinghi incazzati lanciati all’assalto. Sono Polacchi, ma sono estremamente stoner/southern. Pagano certamente un tributo ai Black Label Society (per i quali hanno anche aperto nel 2011), ma suonano sinceri, feroci e
(Metal Mind Records) Strano paese la Polonia. Produce grandi artisti e li manda in giro per il mondo. Ha un underground iperattivo, ha stili musicali che ormai sono quasi brands nazionali… e talvolta se ne esce con progetti assurdi e quasi estremi. E’ il caso di questi Anti Tank Nun, al secondo album,