GABRIELS – “Over The Olympus”
(Diamonds Prod) Un concept strumentale che rappresenta il percorso dalla valle sottostante fino alla cima dell’Olimpo, ed oltre, incontrandone tutti i vari abitanti, ovvero Dei, giganti e titani. Il titolo dell’opera (altro…)
(Lupus Niger Productions) Fin dal cacofonico nome i Gort han sempre messo in chiaro il proprio intento, ossia mostrare quanto il black possa essere marcio e primordiale.
(Jolly Roger) Maestosità, imponenza e anche architetture sonore araldiche. Godwatt è la suprema entità del doom, la sua migliore esposizione. Godwatt sono le tenebre e la luce che le taglia. Ritmi tuonanti, riff arroventati, testi
(Pavement Entertainment) I Ghost Season sono un connubio tra la vecchia tradizione melodic metal con le interferenze del thrash metal e forti derivazioni moderne. La band nasce in Grecia con l’idea di portare avanti un progetto che non suonasse
(Swamp Bloody Swamp) L’impatto sonoro di queste otto canzoni, concepite tra lo stoner e il southern rock, non è affatto trascurabile. Il buono in “Greetings from Black Mountains” è dato dalle distorsioni ampie e vibranti, la
(Everlasting Spew Records) I portoghesi Gaerea sono una di quelle perle nascoste che è un peccato non conoscere. Questo loro EP di debutto, uscito originariamente nel 2016 (unica loro release per ora), non ebbe molto seguito. Sicuramente non hanno raggiunto
(Scarlet Records) Non hanno certo bisogno di presentazioni i Game Over, una delle più brillanti realtà del panorama thrash metal tricolore e non solo. Giunta al quarto album, la formazione ferrarese ha deciso di rendere più personale e maturo il
(Retrovox Records) Le sensuali labbra ritratte sulla copertina di “Heavy Lips” mi avevano tratto in inganno, facendomi pensare ad un disco sleaze/glam. Invece mi sono trovato di fronte ad un solidissimo album di heavy/stoner rock estremamente potente e
(Necronome Productions) Fa piacere constatare come il ritorno in auge del death metal classico abbia fornito la possibilità a molte giovani band dedite al genere di mettersi in luce con ottimi lavori. Insieme al thrash, il death
(autoprodotto) I Grim Landscape vanno e vengono. Nascono, suonano, si sciolgono. Tornano. Fanno un disco. E si sciolgono di nuovo. Ma ha senso il riunirsi e lo sciogliersi considerando che dietro c’è una sola mente malata che all’anagrafe black risulta essere noto come Lord Lokhraed? Lord Lokhraed: leader
(Avalanche Recordings) E il tempo si dilatò… Il nuovo millennio porta i Godflesh a pubblicare con parsimonia, mentre progetti collaterali sbocciano nelle sabbie di questa civiltà che non sa più vivere. Justin
(Massacre Records) Ridendo e scherzando, si fa per dire, i tedeschi Grabak son in giro da due decadi. Il loro è un black dalle forte tinte oltranziste e intransigente, i cui rimandi alla patria norvegese, madre del
(Massacre Records) Se amate il power metal, non potrete non apprezzare i Galderia! Questi francesi, qui al secondo album, confezionano un disco fatto di ritagli di classici, ritornelli ipermelodici, trame fantascientifiche che diverte e convince.
(autoproduzione) Parliamoci chiaro: il blues non fa parte dei miei ascolti abituali, nonostante io nutra una sorta di amore per quel genere, forse dovuto al mio irrisorio passato da bassista. Ma c’è una cosa che trovo innegabile: il blues è la radice del rock, ed il
(Century Media) Il suono delle chitarre scheletrico e a volte acido, attraversato dall’elettricità, dalle vibrazioni. Il basso è l’ombra nera, la notte che aleggia. Lo scenario è suburbano e vede molto punk, soprattutto dark a profusione. La voce inquieta e
(Autoproduzione) I Gravil hanno un curriculum , soprattutto live, tutto sommato di spessore. Han suonato di spalla a nomi grossi e in festival dai nomi altisonanti. Il punto di partenza insomma parrebbe buono. Gli inglesi, messomi ad ascoltare il loro
(Westworld) Tra i minori del rock britannico degli anni ’80 e con un nome pittoresco, il quale nasce dal rocker Gene Vincent e una sua canzone, appunto “Jezebel”. Eppure questa band dalle origini gallesi, trapiantatasi a Londra alla ricerca di fortuna, si costruì una certa reputazione lungo il corso degli anni ’80.
(Nordvis Produktion) A due anni da “Syner” torna Grift, il progetto svedese di Erik Gärdefors. Torna il black pregno di folklore. Torna la sua Svezia, la Svezia che vede attraverso i suoi occhi ispirati da un tradizionalismo, da un’adorazione per
(Soulseller Records) La mia esperienza con i norvegesi Gravdal risale al 2010, quando erano in tour con i Gorgoroth e i Keep of Kalessin. Questa band nata dall’idea di Phobos, anche live session dei Gorgoroth stessi, crebbe, uscì dallo studio e, all’epoca, era fresca
(Pavement Music) Era possibile che la Gardner puntasse a questo album, il primo da solista che di fatto diventa il suo rilancio nella scena musicale dopo anni di lampi e momenti che non si sono mai prolungati
(Svart Records) Dopo vari ascolti, ancora mi chiedo -nonostante una mia certa apertura mentale- cosa sia questo disco. Mancanza totale di musicalità. Rumore senza essere noise. Certo, l’oscurità non manca… e
(Vic Records) Quest’anno la band ha ristampato in vinile, con copertine e confezione completamente rinnovate, “The Dawn of the Flames” e “At Dusk and Forever” e il tutto in memoria di Oskar Karlsson, batterista.
(Argonauta Records) Band americana. Puro stoner. Illimitato sludge. Ma con un tocco etereo, quasi cosmico… vagamente Hawkwindiano. Voce femminile… anch’essa eterea… pulita,
(Nuclear Blast) La sfida dei Ghost Bath alla rivoluzione del black metal, sfigurandolo con concetti post, alternative e rock è aperta e da lungo tempo. Gli statunitensi o cinesi che possano
(Svart Records) Un po’ indie anni ’90, un po’ (o forse un tantino) punk, un po’ di follia finlandese per questi
(Trascending Obscurity India) Devastante debutto per Grossty, folle formazione proveniente dall’India che con “Crocopter” ha sfornato uno dei migliori album grindcore degli ultimi anni. Mettiamo in un frullatore la
(Andromeda Relix) Dopo una lunghissima serie di album autoprodotti (la lista è su Facebook), l’artista irpino Antonio Giorgio pubblica il suo ‘vero’ debut: l’ambizioso progetto, che si offre in una iconografia dai chiari connotati epic/fantasy,
(Dark Descent Records) Nel 2012 i Gorephilia conobbero una certa notorietà grazie a “Embodiment of Death”. Allora i finlandesi arrivarono al primo full length dopo
(Season of Mist) Terzo imponente lavoro per i francesi The Great Old Ones, sempre impegnati con il loro personale black metal orientato sui temi che emergono dalle fantasie di H. P. Lovecraft. Infatti anche questo disco richiama il famoso scrittore,
(Agoge Rec.) Il rock è energia e melodia, due caratteristiche che sono le colonne portanti del sound dei Game Zero. Chitarre dure e lanciate in linee melodiche memorabili e comunque snelle e di facile assimilazione. La
(Secret Entertainment) Un’orgia musicale. Un’ammucchiata di suoni. Un four-some di pornografia melodica, con una violenza carnale psichedelica, una intraprendenza sperimentale, una visione progressiva di una tradizione
(Everlasting Spew Records) I Gaerea vengono dalla nostra capitale, ma il fatto che siano al debutto discografico non deve fuorviare, visto che i componenti sono in giro con altri gruppi da un bel po’. Ma per fortuna
(Werewolf Records) I Goatmoon non hanno cominciato col black epico, questo per far capire del perché il disco cominci con un’intro strumentale in stile celtico per poi interrompersi bruscamente e cominciare l’album vero e
(Autoprodotto) Con una introduzione plateale ed estremamente esaltata questi finlandesi introducono sei brani pregni di uno sleaze esplosivo, di un hard rock intenso, di un glam esplicito come conferma
(Napalm Records) E venne il giorno in cui John Garcia imbracciò un’acustica e disegnò con le dita melodie arse e sconfinate. Scorrono come la colonna sonora di uno sguardo imbevuto di ricordi, tristezza