Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SAVIOR FROM ANGER – “Age of Decadence”
(My Graveyard/Masterpiece) Marco Ruggiero è volto noto della scena metal campana, coinvolto in numerosi progetti prevalentemente orbitanti negli ambiti heavy e power. I Savior from Anger, con il loro sound thrashy vicino a quello dei Metal Church, sono appunto una delle sue creature, e presentano questo nuovo disco, (altro…)
(Autoproduzione) Probabilmente il nome di questa band di Houston non dirà molto, come gli stessi musicisti che la costituiscono. Sono elementi che hanno avuto esperienze live con Demoniacal Genuflection e Ingurgitate, ovvero il cantante R. Allen, A. Contreras e K. Kelley, chitarra e basso,
(Iron on Iron Records) Proprio non capisco le dinamiche dell’etichetta greca Iron on Iron: un giorno ti pubblica grandi dischi come gli ultimi di Marauder o Sacred Blood… e il giorno dopo ti diffonde l’ep dei Ruthless Steel, che brutto non è, ma si rivela immediatamente un prodotto di routine,
(Indie Recordings) Instabile delizioso equilibrio tra generi apparentemente incompatibili. Brutale assalto malvagio, devastante potenza nei riff, aggressiva voce black metal, dannato mix tra death, black e puro e semplice sudicio rock’n’roll. I Norvegesi Vreid tornano con questo “Welcome Farewell”,
(Mausoleum) Facendo una riflessione generale sul mercato dei ‘generi classici’, mi sembra che da qualche anno si possano individuare due chiare tendenze: una – della quale parlo continuamente – è quella del revival, del ritorno di formazioni più o meno blasonate degli anni ’80; l’altra è la fondazione
(Mag Music) Più che una recensione, un’approvazione. Più che un giudizio, un pieno supporto. Mag Music pubblica -crea- in versione digitale e gratuita questa compilation composta da quattordici tracce, che rappresentano ciascuna il tributo di molte band underground all’indiscutibile grandezza
(Samoan Records) Credo sia la prima volta che sento nominare i cremonesi Spleen Flipper. La bio racconta di una band che in oltre 10 anni ha realizzato due demo e due album, l’ultimo è “Alchimia del Dolore” del 2008. Pare fosse qualcosa di hardcore vecchio stampo e con inserti death metal e grindcore.
(PATAC) Tali Fistula di Cleveland mi sono sconosciuti, eppure in oltre dieci anni si sono prodigati in album, EP e split. Questo nuovo album racchiude anche una versione (ma non quella che ho ricevuto io) nella quale è incluso un EP di tempo fa di sei canzoni, intitolato “Loser”. I sette pezzi di “Northern Aggression”
(Go Down Records) Sono di Bergamo gli Humulus e sono in tre: Cristiano Benicchio, voce e chitarra, Massimiliano Boventi, batteria, e Giorgio Bonacorsi, basso. Il loro stoner è molto heavy, i suoni pesano quintali. Il basso e le chitarre hanno una densità enorme. Un groove molto classico
(Peaceville Records) Tanti anni fa i Mysticum firmarono per l’etichetta di Euronymous, cioè la Deathlike Silence Productions, ma a seguito della sua morte per mano di Varg Vikernes, cioè il fondatore di Burzum, “In the Streams of Inferno” rimase senza le cure di un’etichetta per tre anni e solo nel 1996
(Massacre Records) Geniali. Semplicemente geniali. I tedeschi Dante riescono a proporre un prog molto ricco, estremamente atmosferico, diluito in pezzi imponenti (spesso sopra i dieci minuti di durata), ma comunque godibile, fruibile, piacevole, di sicuro impatto anche su un pubblico più vasto.
(Antstreet Records) Un rock sincero, poderoso che non lascia respiro. Quartetto Milanese al debutto con il primo full length, si distingue per sonorità decisamente heavy, pur mantenendo un orientamento strettamente rock, con influenze hard rock. Lontani da quelle sonorità non ben classificabili,
(Indie Recordings) Uno sciame di emozioni che spaziano dalla depressione orientata al suicidio fino alla demenza totale, prigione invisibile confinata negli angoli oscuri della mente. Due sole canzoni per questi trentacinque minuti di un percorso sonoro che dimostra un’acutezza compositiva notevole,
(Horror Pain Gore Death Prod.) Premesso che questa band è marcia e lurida e quindi autrice di un (sublime) sound schifoso (i più avvezzi ai sound delle etichette lo avranno capito leggendo chi lo ha pubblicato), è curioso quanto essa sia contraddittoria (o artisticamente incoerente)
(Golden Morning Sounds) La mail con cui gli Australasia hanno contattato Metalhead mi ha fatto sobbalzare (per 3”), in quanto non avevo letto la U del nome, pensando così che fossero gli Astralasia, una meravigliosa band psychedelic electronic-dub/rock inglese. Eeh no,
(Svarga Music) Paganland: un nome abbastanza scontato, ma musica ben costruita nel debut di questa band ucraina, che dopo un lunghissimo periodo poco fruttuoso a cavallo fra i ’90 e i 2000 è stata recentemente rifondata e finalmente pubblica il debut. E devo dire che questi ragazzi, che cantano peraltro in lingua
(High Roller Records) Ecco un’altra band (ovviamente in forza alla High Roller Records) che è talmente cult, ma talmente cult… che su di essa non c’è praticamente una riga in tutto il web! I Witchgrave non hanno un sito internet, non aggiornano il myspace dal 17 marzo 2010 e non danno nessuna informazione
(Autoproduzione) I danesi Heidra sono attivi dal 2006, ma a parte due demo questo è il loro primo ep: direi che i nostri farebbero bene a non centellinare così tanto le proprie uscite, dato che in questo “Sworn to Vengeance” ci sono solo tre i brani, ma decisamente di valore! “Kinsmen” procede fra gli Ensiferum
(Go Down Records) Quattro disgraziati che respirano attraverso una bottiglia di whiskey, anzi grappa, considerando la loro provenienza Veneta. Quattro sballati che si sono auto condannati ad una esistenza devastata, decadente, dove l’unica cosa che conta è avere una sigaretta in bocca, un palco per suonare,
(BRC) Sbocciati da un passato glam, anzi cover-glam, gli Italiani Noise Pollution arrivano al debutto nel 2011 con questo full length che ha aperto loro diverse porte, tra queste suonare con i Black Stone Cherry e gli Hardcore Superstars. Autori di un hard rock brutale, che non mantiene più alcun legame con il glam,
(New Idols Records/Self Distr.) Semplicemente rock ‘n roll, ecco cosa suonano i Wildroads. Quel nome che si son dati, dodici anni fa, lo lascia intuire. Solo oggi c’è il primo full length nella carriera di questi toscani, nel quale menano riff e ritmiche sicuramente vestite di hard rock americano, 
(Nadir Music) Sono norvegesi ma non suonano generi estremi: una vera rarità! I Fatal Impact hanno una lunga storia alle spalle ma soltanto due album all’attivo, e questo è il primo che attira l’attenzione di una etichetta, la Nadir Music di Trevor dei Sadist. Vediamo allora nel dettaglio le dodici tracce
(Dark Essence Records) Venti anni e non sentirli come tali. Nel mondo della musica 20 anni possono equivalere, in proporzione, a 40 anni dell’età di un essere umano. Venti anni li compiono i Taake di Hoest, il quale ha deciso di festeggiarli con l’uscita di una compilation di rarità.
(Grom Records) Ci sono sonorità che nonostante la loro “grezzura” nascondono sempre un certo fascino, parliamo quindi di tutto quel filone estremo che per convenzione e necessità cronologica di catalogazione definiamo “old school”. In questo disco dei nostrani Extirpation c’è questo: un black metal tagliente, scarno
(Logic(il)logic) Un album strano quello degli italiani Hypnotheticall, alle prese con la loro seconda prova nonostante abbiano alle spalle una storia di quasi quindici anni. Un progressive metal che confonde la sua essenza con un progressive rock. Mai troppo soft, mai troppo hard, decisamente ben costruito,
(PATAC ) Sono ancora in giro a spargere badilate di thrash/crust metal gli Hellbastard e sebbene i segni del tempo si sentano, il risultato è sempre fatto di canzoni assemblate con energia, meno estro del solito e una piccola dose di tecnica o raffinata riproposizione di idee comunque già note.
(Massacre) Professor Gurrath mi spiace, ma stavolta il voto per lei è basso. Thomas Gurrath, la mente del monicker Debauchery, opta per un death ‘n roll sicuramente ben calibrato nei suoni ma tanto anonimo in alcuni pezzi e troppo scontato per alcuni riff e ritmiche che spesso e volentieri riportano alla mente idee altrui (in particolare mi sembra di scorgere continuamente i Six Feet Under), derivazioni
(Scarlet/Audioglobe) Quando ero un ragazzino, e il power metal era nel suo fiore, internet praticamente non esisteva, e le informazioni sulle band si tramandavano oralmente come se fossero leggende. Avevo appena acquistato, insieme se non sbaglio, “Legendary Tales” e “Visions” quando l’immancabile amico
(Heart of Steel Records) Il giovane e prolifico polistrumentista Filippo Tezza, già unico membro del progetto black Silent Oath, è anche il mastermind assoluto di quest’altra band dedita a tutt’altre sonorità: e se si fa eccezione per il suono della drum machine (e magari anche per il monicker…),
(Autoproduzione) Album strano questo degli Milanesi Ira. Ad un primo ascolto lo volevo quasi buttare dalla finestra. Da un punto di vista puramente critico suonano troppo dannatamente simili ai Death. Ma, alla fine della riproduzione, anziché espellere il disco
(Dark Descent Records) E’ un debut album mostruoso questo “Poisoned Void”. I finnici Vorum si esprimono in esso con un death metal molto violento, con il riffing estremamente teso a pronunciare melodie nervose, nere, malate di odio e di attitudine demoniaca. Il drumming è un sottotesto costante
(Dangerous Rock Records) Il singolo “I Hate Your Band” apre l’attesa al prossimo lavoro degli svedesi Vietcong Pornsürfers, “We Spread Diseases”. “I Hate Your band” è puro rock ‘n roll, concentrato in meno di 3’. Il riffing molto classico e quindi elettrizzante è una buona riproposizione dei canoni r’n’b.
(Nimbit Music) Joel Grind è un tizio che ha esperienze con band poco note, tipo Tiger Junkies, Colon Rupture, HellVomit, Kunt Killer e altre cose underground, però è anche un Toxic Holocaust, cioè tra le migliori band americane speed/thrash metal del nuovo millennio. “The YELLOWGOAT Sessions”