Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
GÄLT, JOHN – “Serverd Hot”
(Street Symphonies/Andromeda Dischi) Overdose di potentissimo rock’n’roll, caldo come il sangue, proveniente dal freddo dell’Ukrania. Quattro, il numero perfetto, sono i membri di questo act così dannatamente hard rock. Ritornelli catchy, riff travolgenti, sound molto potente. Un cantante esplicito, (altro…)
(Napalm/Audioglobe) Piano piano, i russi Arkona (qui le mie lodi dell’ultimo disco “Slovo”:
(High Roller Records) Il secondo disco degli svedesi Screamer è ancora meglio del primo: heavy metal rock all’ennesima potenza, con una produzione calda e avvolgente, e nove brani adrenalinici che mostrano cosa succede mischiando il rock dei Led Zeppelin, l’heavy’n’roll dei Motorhead e il metal degli Accept.
(Kaotoxin Records) I Nolentia sono al secondo album e ad una buona manciata di esibizioni live, alcune fatte con gente del calibro di Brutal Truth, Exhumed e Disgorge. I tre francesi si esprimo attraverso il grindcore, loro genere di base, e tirano avanti con inserimenti crust/hardcore e death metal.
(Nuclear Blast) I Free Fall sono la semplificazione del primo principio della termodinamica. Il principio dice che ∆U + W – Q = 0, tradotto è il famoso “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Questo vuol dire che Mattias Bärjed prende la sua chitarra e la collega all’amplificatore, lo stesso fa Jan
(My Graveyard Productions) Con alle spalle una garanzia di qualità, la My Graveyard Productions di Giuliano Mazzardi, i marchigiani Last Rebels si presentano sul mercato con il loro debut “Bite Tonight”: trentanove minuti di heavy’n’roll diretto e spontaneo, perfetto per il party che finisce con tutti gli invitati
(STF) I Nailgun sono già autori di “Paindustry”, del 2011, e in questo nuovo album propongono un sound sommariamente power thrash metal, con linee melodiche ben pronunciate. Credo che la musica di questa band nasca attraverso due riferimenti principali, cioè i Metallica e i Nevermore.
(UDR Music) Secondo il trend sempre rispettato nelle ultime tre occasioni, a distanza di due anni dal precedente ecco il nuovo disco dei Saxon. “Sacrifice” è stato annunciato in ogni dove come il disco del back to the roots, e se gli intenti erano quelli di riproporre schemi degli eighties direi che Byford e soci
(Autoproduzione) Non capita molto spesso che nella marea di dischi che noi recensori ci troviamo per le mani ne capiti uno che si discosti cosi tanto dal filo conduttore come quello dei Soundstrike. Non preoccupatevi, si tratta sempre di metal, altrimenti non comparirebbe su questa webzine,
(Lost Pilgrims Records) Gli svizzeri Rorcal creano la “fine del mondo”, perché questo vuol dire in ungherese “Világvége”. Asciugano il sound da possibili orpelli, dai “di più” che la composizione musicale potrebbe e dovrebbe portare, limano totalmente le idee e profondono nelle otto composizioni
(Autoproduzione) Cris (chitarra e basso) e Al (voce e testi) arrivano dai My Dark Sin ed ora si presentano con un lavoro licenziato autonomamente (sono comunque alla ricerca di un’etichetta) che prende il nome che si è dato il duo. Illnulla sono autori di un blach/death/thrash metal abbastanza dinamico
(Kornalacielo Records) Lo stoner dei triestini King Bravado ha dentro l’energia del rock, ha movenze che arrivano dal blues e nel contempo è una manifestazione del tipico desert sound. Distese immense, vuote, arse e percorse in lungo e in largo dai King Bravado; spavaldi e selvaggi posseggono chitarre distorte
(Metal on Metal Records) La notizia del secondo comeback degli Attacker non potrà che rendere felici i defenders vecchia scuola: la formazione del New Jersey è certamente una di quelle che, in quest’epoca di revival che ormai si è ripiegata su sé stessa, merita il successo di cui non ha goduto a metà anni ’80.
(Smoke & Dust, Adagio-830, Tokio Jupiter) Per la prima volta questa band belga arriva ad incidere un album e la proposta è qualcosa che esula dagli schemi o non è facilmente etichettabile. Molto probabilmente verranno collocati nel filone psycho-folk e si racconterà dei loro toni apocalittici,
(Synthetic Symphony) Curiosamente solo adesso che le mie dita si poggiano sulla tastiera, arrivo alla consapevolezza che Klaus Schulze non dovrebbe comparire in Metalhead. Per chi non lo conoscesse, Schulze è stato il batterista dei Tangerine Dream, ai loro esordi, e degli Ash Ra Tempel,
(Horror Records) (Leggi
(Autoproduzione) “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori…”, così Shakespeare e così hanno voluto fare propria questa affermazione gli Ideogram. La band italiana ha celato le identità dei cinque musicisti dietro a delle maschere, tranne per la soprano Opera,
(Autoproduzione) E’ incoraggiante trovare una band esordiente che si impegna a formulare un riffing che dia vita a delle strutture. Un sound per una sua buona parte ancora acerbo, ma non per questo incapace di comunicare quel sottile e continuo senso di varietà nell’architettura musicale.
(earMusic/Edel) Timo Tolkki l’aveva detto ascoltando due pezzi di questo nuovo album. L’aveva ammesso: “Sono sconvolto, sono veramente delle belle canzoni, la produzione è fresca e moderna, grandiosi”. E io gli devo dare ragione. Gli Stratovarius sono tornati. Certo, non c’è Tolkki, si sente,
(Metal on Metal Records) Gli Heretic di cui mi occupo oggi sono americani (californiani per la precisione) e hanno vissuto un breve momento di attività fra ’85 e ’88, dando alle stampe un ep e un full-“length”. Nelle loro file, durante l’ultima fase di attività, milita anche Mike Howe, poi cantante dei Metal Church
(Metal on Metal Records) Arkham, come è noto a molti, è la città che, nei racconti di Lovecraft, ospita la sede della Miskatonic University. Questi quattro pazzi inglesi, qui al secondo disco, hanno ripreso la topografia, ma non le atmosfere dello scrittore americano: o quantomeno le hanno rielaborate
(Peaceville Records) Molti di coloro che non gradirono la svolta di alcuni anni fa da parte di Fenriz e Nocturno Culto, probabilmente non intuirono (e forse ancora oggi) l’idea canzonatoria e tributo insieme verso le loro (dai su, diciamo nostre) radici e forse di un’intera scena musicale.
(Altered End) Gli Erdh sono francesi e quando ho letto che si dichiarano una band (in realtà è un duo) nel cinematic metal, ho da subito pensato che avrei affrontato sonorità profonde, magari anche introspettive, sicuramente sperimentali ma di una certa scorrevolezza.
(Eleven Seven Music/EMI) Shhh, zitti! Non dite nulla, ma questa recensione non avrei dovuto farla io. Non competeva a me, ma ad un collega che si occupa di questo genere, ma io sono sempre stato leale in redazione e come tutti i bravi ragazzi ogni tanto un peccatuccio dovrò pur commetterlo.
(Old School Metal Records) Gli Anger As Art, band thrash/speed metal, del veterano Steve Gaines (Abattoir, Bloodlust, Tactics, Bitch, Dreams of Damnation, Pagan War Machine) sfornano un nuovo album a quattro anni da “Disfigure”. La release presenta anche qualche ospite,
(Black Widow Records) The Black: un mito oscuro della scena undergound italiana, legato a doppio filo al nome del chitarrista e pittore Mario Di Donato. Nel corso di una carriera iniziata nel 1988, la band ha pubblicato sette album. “Refugium Peccatorum” è il terzo, originariamente dato alle stampe nel 1995
(Grau Records) Totale mancanza di luce, di una luce che illumini la vita. Un percorso triste, malinconico e decadente, attraverso un album che è un autentico macigno. Un album molto elaborato, contorto, capace di generare emozioni oscure e profonde. Ogni suono risulta molto ben bilanciato, curato,
(Stallion Rex/Funeral Industries/Voice of Azram) Marciume tradotto in musica pesante, dannatamente lenta, ossessiva, oscura. Malsana. Doom nella sua forma più letale, con componenti che spiazzano, deviano. Suoni elettronici. Strumenti inconsueti. Stranezze melodiche.
(Listenable Records) Questa band svedese di doom/stoner ha sicuramente il nome più lungo che mi sia capitato di incontrare! “The cosmic Child” è il loro secondo album e si compone di sei tracce, quattro delle quali sono delle lunghissime litanie dai toni mistici e magici. Se ascoltando “The great Leveller”
(Revalve Records) Un album interessante questo dei livornesi Absolute Priority. “Hunter” è un concept album che mette in mostra un progressive metal in buona forma, tecnico e melodico insieme, espresso da un collettivo di sei musicisti (che suonavano in Icycore e Celephias)
(Autoproduzione) Gli Yuvigi sono una band progressive metal direttamente dalla Bulgaria, giusto per rimarcare che il metal non ha confini né geografici né di sorta in genere. Il sound del loro disco è un prog vecchia scuola a cui si aggiunge un pizzico di AOR calibrato su nomi come Shadow Gallery, Rush,
(High Roller Records) Questa band è nel novero di quelle che ho sentito nominare spesso e dunque conosco solo di fama, senza aver mai ascoltato nulla. Mi capita di farlo adesso, nel 2013 e dopo i loro quasi 20 anni di carriera. Teutoni e thrasher. Incazzati neri e rognosi su questo nuovo album,
(Graviton Music Services) I Cayne nascono grazie a due ex Lacuna Coil, Raffaele Zagaria e il purtroppo da poco scomparso Claudio Leo. La band ha già realizzato un full length nel 2001, dal titolo “All Faded Pictures”. “Cayne” è un album collocabile tra sonorità rock e metal, direi di stampo americano,
(This Is Core Music) Credo di aver scritto altrove che l’hardcore melodico mi fiacca l’anima e se ricordo male di averlo fatto, allora utilizzo questo spazio dedicato ai milanesi Out Of Date per scriverlo adesso. E’ un genere, l’hardcore, che o lo suoni così com’è oppure sembra di stare di fronte ad altro.
(Autoproduzione) Immaginate una ragazza che tenta di mettere in piedi una death metal band con i propri coetanei. Una situazione normale, come lo è il fatto che le cose non vadano bene e la band non decolla. A volte i ragazzi quando hanno un problema si rivolgono ai propri genitori,