Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
KRYPTS – “Unending Degradation”
(Dark Descent Records) Sono finlandesi i Krypts e il loro death metal risente delle influenze di quello della vicina Svezia. Tuttavia “Unending Degradation” non sembra voler riprendere fedelmente i modelli di Entombed, Grave e Dismember. (altro…)
(Transubstans Records) Ci sono band che hanno il talento di far suonare con un tiro fresco ed attuale il sound anni 70 o comunque retrò in generale. E’ il caso dei Sideburn, band dedita ad un doom metal abbastanza fresco ed infarcito anche di un tocco rock-heavy metal
(All Hard Rock) Miscela esplosiva: follia inglese e hard rock californiano. Roba da maneggiare con estrema cura. Una cassa di nitroglicerina lanciata in aria… sbagli la presa e tutto si vaporizza! Sono pazzi. Sono i Motley Crure inglesi. Anzi, ci sono delle somiglianze
(Autoproduzione) I lombardi Other View mi hanno immediatamente ispirato professionalità e simpatia: una nota promozionale scritta con classe, un autoprodotto accattivante nella sua grafica essenziale ma definita, e quando ho inserito il lettore nel cd sapevo già che
(Regenerative Productions) Una volta la Norvegia era il black metal, ma qualcosa sta cambiando, anzi è già cambiato molto. Ultimamente mi sembra che i norvegesi stiano sperimentando, dilatando i contorni di stili e generi e mutandoli in qualcosa di diverso.
(Horror Pain Gore Death Prod.) Florida, patria del death metal, o almeno una delle tante. I Druid Lord nascono in questo scenario, ma a loro non basta parlare solo quel verbo ed ecco che la band fonde anche il doom metal nei propri pezzi. “Hymns for the Wicked” è uscito
(Heart Of Steel Records) Grezzi e brutali. Dannatamente heavy, palesemente old school. Sembrano usciti da un’altra epoca, altri tempi, altri gusti. Eppure il loro sound è piacevole, potente, coinvolgente. Suonano un heavy metal tradizionale, sulla scia di bands storiche
(Autoproduzione) Se, come me, amate il symphonic power, non potete prescindere dai Derdian, una delle ultimissime band ancora in pista a suonare come nel 1997. E questo, per quel che mi riguarda, rappresenta il massimo titolo di merito che possa attribuire a un gruppo
(Autoproduzione) “Beatdown Deathcore” è il modo in cui qualcuno (credo chi li rappresenta, il loro management) ha definito il sound dei The Last Shot Of War. In buona sostanza sono una band deathcore e convengo che il loro è molto “rumoroso e brutale”
(Autoproduzione) I francesi Five Across The Eyes sono una nuova realtà metalcore, o quasi, la quale si presenta con un EP masterizzato a Detroit da Matt Dalton (Chiodos, In Fear And Faith, Drugs, I See Stars). Il quintetto denota una vaga tendenza al post hardcore che si nota attraverso
(Nuclear Blast Records) Gli Anthrax sono sempre stati una band divertente, ironica. Aggettivi che si adattano anche a questa pubblicazione, la quale vede proposte ben sei cover storiche, canzoni che hanno ispirato la band, canzoni che rientrano tra i gusti personali del gruppo.
(Memorial Records) Quante volte ho letto che gli artisti vedono la realtà in modo diverso? Il requisito dell’artista è questo: osservare la realtà ma valutarla e comprenderla in modo differente. Gli Psychofagist non sono da meno e la loro musica, la quale chissà da cosa derivi
(Asylum Ruins Records) Il discorso portato avanti da Eclectika credo sia ambizioso e allo stesso tempo genuino. Il nuovo album “Lure of Ephemeral Beauty” segue il solco della sperimentazione, ottenuta attraverso la fusione e contaminazione di alcuni stili.
(Napalm Records) “Battle March” che apre questo nuovo album dei Mortillery, giustifica e spiega, in modo esaustivo quella copertina così retrò, forse dozzinale, dannatamente equivoca nel sembrare qualcosa tra heavy, thrash e speed metal. In effetti i canadesi capitanati da Cara
(Human Cyborg Productions) Per poter recensire questo lavoro degli Otoño bisogna farne un’analisi dei due aspetti principali: quello della produzione e quello compositivo, cominciamo dal peggiore dei due, ovvero il lavoro in studio; purtroppo non si può certo dire
(Autoproduzione) Due anni dopo i 36 Stanze ci riprovano con un nuovo lavoro (uscito nel settembre dello scorso anno) e un elemento in più, Luca Pioli, chitarrista che affianca l’altro, Enrico Mambriani. “Mattanza” è una nuova bordata crossover, dipanata su otto canzoni
(Dust on the Tracks) Non male questi Hellrazer, canadesi di Alberta, che però hanno in formazione due membri dal cognome e dai tratti somatici orientali; “Operation Overlord” è il loro terzo disco (dapprima pubblicato autonomamente, ora proposto dalla Dust on the Tracks
(Memorial Records) Le sonorità di questa band friulana sono sospese tra il post metal e il post rock. I The Circle Ends Here sono una band che crea canzoni piene di malinconica tristezza. C’è un sottile senso di disperazione che serpeggia lungo i pezzi di questo debut album.
(Autoproduzione) Sono di Lucca e dopo due demo i Panic.0 giungono al primo full length. Non sono un grande fan del crossover, ma oggettivamente parlando questo prodotto è decisamente valido: sul piano della produzione il mastering è decisamente azzeccato, il sound è caldo
(Massacre Records) Gli Envinya in patria, la Germania, stanno riscuotendo un buon gradimento anche grazie ai notevoli sforzi dell’etichetta, loro conterranea, che crede fermamente in questi bavaresi. Envinya è una female fronted band dedita ad un gothic/melodic metal
(Indie Recordings) Ho comprato il primo disco dei Wardruna a un piccolo festival in Germania, nel luglio del 2009. Non sapevo niente della band, stavo facendo shopping metallico compulsivo e mi sono trovato davanti il loro debut. Se fossi un poeta direi che è
(Autoproduzione) La possibilità di ascoltare (
(Bakerteam Records) Bello, semplicemente bello. La Bakerteam Records ha fatto un vero colpaccio nell’assicurarsi i romani Karnya, nuova incarnazione di una band chiamata Zen e attiva con un full-“length” a metà anni ’90. “Coverin’ Thoughts” è un signor disco,
(The Spew Records) Cattiveria, velocità oltre i limiti umani, tecnica sopraffina ed ancora cattiveria; questi sono gli ingredienti principali del sound dei Bastard Saint. “The Shape of My Will” è un album di puro e schietto brutal death metal, di cui confesso non sono un amante
(AFM) Lordi, i Lordi. Cosa sono i Lordi? Perché esistono? Aspetto orrido, look creato dall’ispirazione e ammirazione verso l’horror, ma anche per far parlare di se? Capirai, nell’era della globalizzazione multimediale, dell’inflazione delle informazioni qualcosa bisogna
(Autoproduzione) Nel 2011 i Rabid Dogs hanno realizzato il debut album ed ora sfornano il secondo, “’Beasts with Guns”. La copertina è bruttina, artisticamente, tuttavia è chiara nel messaggio che vuole trasmette e cioè tutti i mali della più comune società moderna,
(Nuclear Blast Records) Ogni volta che Tobias Sammet pubblica un album di Avantasia è, per me, un evento speciale. Adoro queste metal opera. Hanno sempre qualcosa in più. Creatività spinta ai limiti. Storie raccontate in musica. E ospiti. Moltissimi ospiti. Tra i migliori sulla scena.
(Universal) Se non conoscete “Dream Evil” avete sicuramente sbagliato sito: il quarto album solista di Ronnie James Dio è a giudizio di molti una delle perle della sua discografia, che nella mia personale classifica si colloca subito dopo il capolavoro “Holy Diver” e il sottovalutatissimo
(Ear One Productions) Primo ascolto: uno schifo. Però era riprodotto da un computer con casse di merda. Secondo ascolto: un po’ meno schifo. Apparecchio migliore, ma gente in giro, poca possibilità di concentrazione. Non il mio mood ideale. Terzo ascolto: Noto quel “satan” urlato
(Autoproduzione) Gli Ara sono una neonata band di Milwaukee che esordisce nella nicchia del progressive/technical death metal. Il loro stile prevede evoluzioni che riescono a contorcersi in scatti veloci o aperture melodiche mai troppo ampie. Un sound mutevole in cui il batterista Erik Stenglein
(Pitch Black Records ) La female-fronted death metal danese Illnath è al quarto album, marcandolo con un sound potente e solido. Il riffing nervoso e continuamente espressivo di una serie di note abbondantemente ritmate è poco propenso a mettere insieme melodie e se accade è sempre in modo
(Raw Lines) Probabilmente Ivan Perugini è il tipico musicista che non si sente a proprio agio se ha i piedi in una sola scarpa. Di conseguenza in alternativa ai Sun King arriva questo Project Czar. Lui afferma che il side project è nato per non dimenticare alcune canzoni che per diverse ragioni
(Candlelight) Un nome ordinario per una band che forse non lo è, visto che in formazione c’è David Gray, batterista, membro di My Dyng Bride e Akerocke e poi i chitarristi Peter Benjamin e Sam Loynes, The Order Of Apollyon il primo e Akerocke e Diminished Fifth il secondo.
(Demon Doll Records) Dio del rock prendi la mia anima impura e bruciala nelle fiamme dell’inferno. Però, cazzo, mentre lo fai spara dell’hard rock a volume apocalittico, un volume che svegli morti, uccida i vivi e faccia tremare l’oltretomba, il paradiso, il valhalla, l’olimpo ed ogni singolo night club
(Coroner Records) I francesi Atlantis Chronicles sono una onesta e capace band di progressive death metal, la quale esce sul mercato con questo debut album supportato dall’italiana Coroner, il missaggio e masterizzazione di Joshua Vickman, presso lo studio Dreadcore Studio