Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
WEIRD FATE – “The Collapse of all that Has Been”
(Cold Dimensions) Tutto ciò che è stato crolla. Inneggia a questo concetto il titolo dell’album di questi quattro blacksters tedeschi. Tutto crolla, tutto decade, la fine simbolica di tutto quello che credevamo solido, sicuro, affidabile. Una fiamma rossa brucia. Forse per bruciare tutte le macerie, cancellare le rovine del crollo di un mondo sbagliato. (altro…)
(Candlelight) La copertina di “In Somniphobia” non lascia intendere che il contenuto di questo album sia qualcosa di diverso dalla follia. Allucinante follia e maestosa, come quella regale figura che sospinge un carretto con sette infanti lividi di morte. Le prime due canzoni di “In Somniphobia” suonano in stile epic-power metal, ma il resto delle canzoni
(Selfmadegod Records) Nuovo progetto (l’ennesimo) per Rogga Johansson, ovvero colui che muove i Paganizer, Grotesquery e altre decine di cose. L’idea di questo 7″ si rifà a quelle dei Nihilist o comunque dell’old style fatto di muffa, cadaveri e funerali trasformati in banchetti allucinati del death metal svedese dei primordi. Voce gorgogliante, chitarre con
(Pure Steel/Adioglobe) Gli Sleepy Hollow sono una di quelle formazioni extra-culto per maniaci dell’us metal: un demo e un album all’alba del momento più buio della storia del metal (fra 1989 e 1991), poi venti anni di silenzio, poi indovinate chi arriva? Ma naturalmente la Pure Steel Records, che resuscita la ban
(code666/Aural Music) Hail Spirit Noir nascono grazie a Haris (synth) e Theoharis (chitarra e voce), due ex Transcending Bizarre?, un ensemble avant-garde. Hanno poi reclutato un bassista, un batterista e una voce aggiuntiva, dopo aver registrato le tracce le hanno fatte mixare da Dim Douvras (Rotting Christ)
(Coroner Records) Non si può andare in giro a fare un album così! Questi Fomento sono impazziti, ma cosa si sono messi in testa? Cosa è accaduto nella testa di quei quattro, per decidersi a registrare un lavoro di questo tipo? Spaccano maledettamente ogni cellula nervosa questi Fomento
(Indipendent) Gli israeliani Metal Scent sono sostanzialmente nati come cover band (o meglio, come metal cover band di brani della tradizione mediorientale!), e questo “Homemade” è il loro primo disco fatto interamente di inediti, che ci mostra una formazione capace e sufficientemente smaliziata per farsi notare,
(Listenable Records) Prendete un bel po’ di Lynyrd Skynyrd, un goccio di Cinderella, un pizzico di Slaughter, due cucchiaini di AC/DC. Prima che vi venga la nostalgia, mettete tutto nel frullatore. Imbottigliate ed incendiate. Sentite ancora qualcosa? La deflagrazione deve avervi lasciati molto intontiti.
(FDA Rekotz) Quartetto olandese. Davvero non so cosa succeda da quelle parti, ma non deve essere nulla di pacifico. Non so cosa faccia incazzare i Massive Assault, ma la loro violenza repressa si riversa tutta sugli strumenti in modo animalesco. E’ proprio come la copertina: un carro armato mostruoso, che fa fuoco ovunque.
(Massacre/Audioglobe) Ottimo debutto per i tedeschi Elmsfire, i quali presentano in “Thieves of the Sun” (già edito autoprodotto nel 2010, ma ristampato oggi dalla Massacre) un power molto solido che raramente si concede le “solite” soluzioni. A dispetto della loro origine geografica, infatti, i nostri sembrano
(Amadeus Awad) Un viaggio onirico nell’universo, cieca fiducia nei misteriosi equilibri che lo regolano, lo scandiscono, come un infinito meccanismo di un orologio eterno. Completo abbandono all’armonia. Un gioco di paradossi senza fine, così magnetico, così attraente, assuefacente. La regolare rinascita
(Indipendent) Un concetto basato su creature morte e altri esseri non vivi, o meglio mai propriamente morti, con un certo magnetismo che porta all’escursione sulle grigie e fredde terre del satanismo. La storia blasfema di un esercito del secondo avvento, con truppe non morte che portano il terrore per regnare sull’umanità.
(Doomentia Records) Questo, secondo, lavoro dei Horn Of the Rhino non è facile da descriverlo, di certo è una legnata sulla nuca. Il legno di questa sprangata è variegato. la setssa Doomantia parla di Bolt Thrower e Asphyx, e fin qui nulla di scabroso, anzi non sarebbero gli unici con queste due influenze particolari,
(GSR Music) Una volta in Italia avevamo i Negazione, gli Indigesti, gli Infezione e, ovviamente, i Raw Power. L’hardcore italiano ha davvero avuto un suo significato nella scena europea e, ai giorni nostri, quando arriva un nuovo lavoro dei romani Strength Approach non si può che essere assolutamente contenti.
(Black Widow Records) Mellotron e hammond. Flauti e sassofoni. Melodia e trasporto. Viaggio verso l’infinito. Atmosfere in equilibrio su un filo invisibile, luce da una parte, oscurità dall’altra, salvezza e peccato, mondo reale e mondo onirico. Uno stile che vaga irrequieto in uno spazio di cinquanta lunghi anni.
(Folkstone Records) Trovo che i bergamaschi Folkstone siano una delle vittime principali della latente esterofilia del metallaro italiano medio. Per fare un esempio all’interno dei confini folk metal, molti di noi ascoltano (e comprano) i dischi di Saltatio Mortis, Korpiklaani o In Extremo senza capire
(Pulverised Records) Furia asiatica senza compromessi. Terribili demoni dell’oriente. Torna, abbandonando certe direzioni sperimentali, il terzetto di Singapore, ormai sulle scene da 22 anni. Nonostante tutto questo tempo, tutti questi album, e tutto il più totale caos nella line up, loro sembrano essere sempre più estremi,
(Siege of Amida) Dietro questa copertina che sa tanto di Edward Gorey, c’è una band giovane. Sono i Cult Cinema e nascono a Londra nel 2009 con Paul Hamlin (chitarra), Ivan Ferreira (voce), Nick Desmond (chitarra), Noah Winterbourn (batteria) and Trevor Saull (basso). Loro Condensano in questo EP
(Rock N Growl) L’electro metal band tedesca Cold Rush partorisce questo singolo digitale e introduce il nuovo singer Matthias Kupka (Emergency Gate). L’elettronica è in buona salute, il metal si rivela potente ma snello e Kupka ha un cantato nettamente fuori dai soliti canoni del metal industrial di marca terdesca.
(Nuclear Blast/Audioglobe) Curiosando un po’ per il web prima di licenziare la mia recensione di “Requiem for the Indifferent” mi sono reso conto, con un po’ di stupore divertito, che molte delle reviews a dischi degli Epica iniziano con l’avvertimento per cui la band non va troppo a genio al recensore.
(Autoproduzione) Trovo oscuramente sublime sapere che le nuove generazioni ci sono, hanno menti perverse in grado di generare dell’ottimo metal e non si perdono in patetiche scemenze. Ovviamente questo non vale per tutti. Ma sicuramente è quanto emerge dall’ascolto di questi due ragazzi: SL, un tizio di 21 anni, parte dalla Russia
(Autoprodotto) Dopo le ristampe dei classici album “Don’t Metal with Evil” e “Victims of the Night”, proposte dalla Pure Steel Records nel 2010, gli Halloween di Detroit pubblicano il primo album di inediti dal 2006, che stavolta l’etichetta tedesca si limita a sponsorizzare distribuendo il download digitale per i recensori.
(Coroner Records) Living Corpse è una realtà del metalcore italiano, la quale nel tempo ha fatto passi in avanti sempre più rapidi. Il nuovo “And Everything Slips Away” ha visto sedersi dietro al mixer una personalità di spicco come Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi), ovvero una persona che
(Cold Dimensions) Ritengo che l’Ungheria sia una terra magica, speciale, che ha saputo creare leggende, fatti, storie, personaggi che hanno popolato gli oscuri incubi notturni di migliaia di persone. Proprio dall’Ungeria proviene questo nefasto duo, capace di manifestare una terribile glaciale furia
(Massacre Records) Il nuovo album dei Davidian ha un impatto estremamente potente. Il sound è gigantesco e alcune orchestrazioni di synth che la band ha disseminato in alcuni pezzi rendono il tutto ancora più gigante. Il sound è un corollario di death/thrash/metalcore, quindi un metal molto moderno, e ogni singolo brano ne è una lunga dimostrazione. Proprio la lunghezza dei pezzi è la pecca fondamentale di “Our Fear Is Their Force”.
(Dark Descent Records) Empia esaltazione del perversità da luna piena. Titolo molto più complesso dell’intero album, che esiste e viene riprodotto a volume demenzialmente assurdo per distruggere e devastare. Per scorticare, impalare, uccidere. Per saccheggiare, radere al suolo, violentare, banchettare e poi bruciare. All’inizio ho pensato: questo album fa schifo. Ma le violente pugnalate che uscivano dagli speakers mi hanno indotto
(Steamhammer/SPV) Trovo stranamente confortevole recensire una leggenda come Axel Rudi Pell. Probabilmente dovrei sentire quel brivido lungo la schiena, quella sensazione che il giovane kid prova al primo autografo del suo idolo. Quell’ammirazione che il giovane scudiero prova per il cavaliere che serve.
(ConSouling Sounds) Zomergem, buco delle Fiandre orientali. Interposto nel tratto che va da Brugge a Gent. Uno dei tanti paesini, di quelle parti, che terminano in “gem”. Un posticino tranquillo per viverci, perfettamente anonimo. Tuttavia, per parafrasare un film danese, “c’è del marcio in Belgio”.
(Autoproduzione) Milwaukee e dintorni sono una zona geografica del metal estremo che è spesso patria di cose interessanti. Gli Shroud Of Despondency hanno prodotto diverse cose, fino ad arrivare a questo quarto album. “Pine” ha una scaletta atipica, dove un senso di omogeneità, non è del tutto compiuto.
(Cyclone Empire) Giubbino in jeans, senza maniche, pieno di toppe (ovviamente di Iron Maiden, Motorhead, Slayer ed Anthrax). Occhiali da sole. Scarpe da basket, caviglia alta. Esattamente il contrario del look odierno supportato da band malinconiche, con make up oscuro, rossetto nero, unghie nere.
(Karthago Records) Gli Zarpa sono una delle band heavy metal spagnole più ‘antiche’, dato che il primo embrione di formazione risale al 1977. Dopo lunghi periodi di inattività i valenciani hanno invaso il mercato con 7 dischi in studio, una compilation e ben tre live in circa 12 anni! “Las Puertas del Tiempo”
(autoproduzione) La storia degli Insomnia Creep potrebbe essere come una di quelle tante band che vuole emergere. C’è un chitarrista, Giacomo Casile, ex di alcuni gruppi, che scrive dei pezzi e decide di creare qualcosa per poterli suonare e completare. Arrivano, anche loro da altre band, il cantante
(Napalm Records) Release tutta austriaca, visto che band ed etichetta lo sono entrambe. Gli Hellsaw incidono il terzo lavoro della propria discografia, segnandolo come il passo più nero, e meglio prodotto, dei tre. Il black metal è sacralmente rispettato nella forma (per dare un’idea sullo stile verrebbe da citare gli Immortal).
(Metal Scrap Records) “What Doesn’t Kill Me Makes A Big Mistake” è stato registrato a Kurgan, in Siberia meridionale, ai confini con il Kazakistan. E’ la prima seria produzione di cinque metallari che di base suonano thrash metal, ma lo tirano su con qualche inserto di synth, tanto per rendere il sound più “tecnologico” ed estroso.
(Glassville Records) Gli Ill sono di Atlanta in Georgia, USA, e provengono da un album pubblicato per la Universal Records. Questo secondo lavoro esce per l’europea Glassville, modesta etichetta olandese, più familiare, meno opprimente nei suggerimenti agli artisti (a detta della band). Di conseguenza il trio si è spinto