SHITFUCKER – “Suck Cocks in Hell”
(Hells Headbangers) La copertina è praticamente una S e una F incrociate. Non male come disposizione grafica, ma ovviamente se le incornici in quel modo è normale che in Germania e non solo lì la copertina te la censurino. Bando però a questo aspetto ecco che finalmente i Shitfucker (ma un nome un pochino diverso non potevano darselo?) realizzano un vero e proprio album dopo (altro…)
(Sublimity Records) Vengono dalla Russia, e precisamente da Mosca, gli Starsoup (che bel monicker!): sorgono attorno al cantante Alexej Morkov, e lentamente si sviluppano come vero gruppo. Il loro debut mi ha colpito per la varietà delle influenze e per la sostanziale impossibilità di inquadrarli in un genere, che solo alla lontana potrebbe essere il progressive. Ma quando fa semplicemente
(Pure Legend Records) I primi due dischi dei messicani Split Heaven, devo dire la verità, non mi avevano affatto convinto; ma questo “The Devil’s Bandit”, per il quale i nostri scelgono immagini e testi (ma non atmosfere sonore) legati al western, è certamente più convincente e maturo. Anche la presenza del nuovo singer Gian Carlo Farjat, molto capace, contribuisce alla riuscita generale
(Eclipse Records) E’ il secondo album dei tedeschi Sapiency questo “Tomorrow”, il precedente era del 2010. E’ la prima volta che affronto questa band e non so molto di loro, ma nelle ricerche ho visto delle foto con dei musicisti davvero giovani e questo mi ha subito chiarito come mai il melodic death metal che suonano abbia un risvolto così moderno, espresso soprattutto da tastiere
(Videoradio) Mattia Gosetti è un bassista ed ha ideato il progetto Sirgaus, insieme alla consorte e cantante Sonja. Sirgaus è un contenitore di heavy metal, rock, symphonic, folk e gothic. Un vero laboratorio musicale, una coesione di idee e stili che prese forma in un precedente album, nel quale suonava il chitarrista Massimo Pin. I tre si ripropongono con
“Io credevo di trovare la fortuna, forse sta lei per trovare me“
(Sub Pop) Cosa ha lasciato il grunge? Niente o poca roba. Ormai questa domanda è stucchevole e le risposte sono al pari pessime, perché si cimentano in spiegazioni, ricordi, analisi e opinioni di ogni tipo. Eppure questa domanda sorge ogni volta che qualcosa emerge dall’epopea grunge. Oggi è una ristampa, infatti la Sub Pop ripubblica l’EP di debutto
(Indie Recordings) “Delusions Of Grandeur” potrebbe chiamarsi “IV” in quanto è il quarto lavoro dei norvegesi Sahg che hanno abituato il loro pubblico con nomi di album asettici, semplici numeri romani progressivi. Ma il nuovo lavoro meritava un titolo più complesso, un titolo descrittivo: un concept album che parla di un uomo vittima della delusione dei suoi sogni di grandezza, di
(Ikebana Records) Non dimentichi un nome del genere, oppure si? Sula Ventrebianco è di per se una band unica, appariscente. Non la dimentichi, ti cattura. La musica è una questione di gusti e quindi può piacere e no, lo sanno bene i Sula ed per questo che dentro alla propria, di musica, ci mettono molte cose. Innanzitutto ci mettono il rock e qualcosa che sembrerebbe anche tipo grunge,
(Svart Records) Dopo alcuni ascolti cerco di trovare una ragione sensata per non bocciare questa band. Penso che Svart records non è una label fatta da gente incompetente, anzi, è una di quelle label coraggiose che pubblicano cose così strane da risultare dannatamente geniali, fuori di testa. Una label che stimo in maniera esagerata. Comunque, e purtroppo, non riesco a trovare questa componente
(Sun and Moon records) Con l’assurda voce di Béla Lugosi i romeni Siculicidium tornano celebrando il loro decimo anno di oscura attività. La musica di questo strano progetto di black metal della Transilvania risulta impossibilmente perfetta, se considerata dentro i parametri della loro deviazione, sostenendo l’esaltazione di un senso di disprezzo, devastazione, condanna.
(Pitch Black Records) Dopo un discreto debutto presso la Underground Symphony, i francesi Stonecast si riaffacciano sul mercato: sono passati ben 4 anni da “Inherited Hell”, e dopo aver perso il batterista per strada, i nostri hanno ingaggiato come sessionman nientemeno che Rhino! Dieci brani, compresi due brevi momenti acustici, per questo “Heroikos”.
(UDR) Sono passati soltanto pochi mesi da “Sacrifice” (recensito
(Jolly Roger Records) I veneti Sacrilege sono fra i gruppi più misteriosi e misconosciuti dei nostri anni ’80: dopo la pubblicazione di un solo demo, nel 1987, sparirono nel nulla, e solo due dei membri originali rimasero nel circuito musicale fondando gli Epitaph (si tratta del drummer Mauro Tollini e del chitarrista Nicola Murari). Oggi, grazie all’interessamento della Jolly Roger
(Ektro) Immaginate la voce di Rozz Williams più dura, roca e disponibile a stravolgersi, metteteci sotto del punk squadrato e suonato a volumi forti, magari con derivazioni garage, MC5, Stooges. Un pastone? No, i Slussenanalys, coloro che si sono autoproclamati la “most Swedish noise rock band in Finland”. Esko Lönnberg (il singolare cantante di cui si è scritto in apertura) e soci
(Twin Peak Records) Ritrovo i tedeschi Symbolic con “Scarvest” che ho già recensito all’epoca dell’uscita di questo lavoro, era il 2011. Allora l’etichetta era la Twilight, che pare sia finita in disgrazia, e adesso è la Twin Peak a reinserire nel circuito distributivo “Scarvest”. Questo secondo lavoro dei tedeschi è l’espressione di un melodic death metal tenace, vispo e che in misura molto piccola
(Bakerteam Records) Il nome ‘Sorronia’ suona un po’ strano in italiano, ma la giovanissima band in questione proviene dall’Ungheria e non poteva certo saperlo… i nostri sono guidati dalla singer Anna, classe ’92, e ci propongono nel loro debut un symphonic power gothic metal che mi fa pensare molto di più ai Within Temptation dei momenti migliori che ai ‘soliti’ Nightwish.
(Autoproduzione) Prima di passare al nocciolo della sostanza di questo lavoro, occorrono alcune righe per chiarire di chi si sta parlando. Aerial Ruin è un progetto solista di Erik Moggridge uno che suona con i Old Grandad, band stoner, e Drift Of A Curse ed Epidemic. Sono tutte band americane, come lo sono le band Dark Castle e Taurus del chitarrista Stevie Floyd, altro personaggio
(High Roller) Copertina e logo tipicamente anni ’80, titoli come “Heavy Metal Rock’n’Roll”, immagini promozionali inequivocabili: non ho neanche bisogno di premere play per sapere cosa mi proporranno gli Stallion! Questo duo tedesco diffonde un ep di sei pezzi che, nella sua produzione estremamente low-fi, offre un heavy/speed d’annata sinceramente tributario della stagione migliore
(Primitive Reaction) Ci sono diverse band americana chiamate Schyte, ma questa è quella di Chicago, nata dalle ceneri degli Usurper, storico combo thrash-black metal ruvido e quadrato. Anzi è il cantante e chitarrista del trio, Rick Scythe, ad avere i trascorsi in quella band. Nella sostanza questo secondo album degli Scythe ricalca proprio quegli schemi, fatti di un thrash
(Nuclear Blast) Mi sono avvicinato a questo nuovo album dei Sepultura con estrema circospezione, dovuta ad alla fine della mia attenzione verso la band brasiliana dopo “Roots” (per molti un album fantastico, per me noioso ma longevo). Dopo quell’album ho perso di vista la band, anche per via dei mutamenti di formazione che hanno visto la dipartita dei due fratelli
(Noiseheadrecords) Musica per fumare, bere, sballare. Uno stoner diretto, stracciato, sporco, sconvolto. Terzo album per i Tedeschi Sumosluts, autori di un sound ben mescolato a sonorità rock più orientate al classico, al tradizionale. Musica suonata con il divertimento in sottofondo, piena riff poderosi, di idee catchy, sempre dominata da una voce corposa con un timbro personale
(Sevared Records) Mostruoso brutal death-grindcore dal Massachusetts e da parte di una band che con “Sorrow and Skin” firma il debut album dopo alcune piccole release. Brutale questo sound, estremo, pesante, cupo e spietato come i denti di un motosega. Il tutto però non è frutto di un’ottusa attitudine perché gli Scalpel riescono a creare diversi momenti dinamici, variegati, anche se nella
(Metal on Metal Records) Roba pesante. Roba vintage. Doom schietto, massiccio, costellato da riff lenti, monumentali, di ispirazione Black Sabbath, come è giusto e doveroso che sia. Tuonano dalla fredda Svezia, ma il loro sound risulta caldo, pieno, poderoso… nonostante siano sempre in grado di costruire quelle atmosfere pesanti, fredde, oppressive, quelle atmosfere che non dimenticano mai
(Mausoleum Records) Era da tempo che gli Shatter Messiah di Curran Murphy (ex-Annihilator e Nevermore) non si facevano vedere in giro: da qualche parte ho ancora il loro debut, “Never to play to servant” (2006), ma i nostri avevano dato alle stampe anche un altro disco, “God burns like Flesh”, nel 2007. Eccoli ora con una line up profondamente rinnovata e un nuovo disco che… beh, non mi
(Dark Essence Records) Album assurdo a cura dell’altrettanto assurdo Niklas Kvarforth. Un genio malato, deviato, che vive ai confini con i territori della pazzia, dentro i confini della nazione della genialità. Sei canzoni, non inedite, anzi pescate in giro per la discografia della band. Un tributo di malvagità concentrato. Il solito cofanetto “best of”? No, non da Niklas. I pezzi sono stati tutti registrati
(Kolony Records) Le etichette metal italiane si sviluppano magnificamente e l’esempio nuovo è quello della (sempre ottima) Kolony Records che mette sotto contratto questa band americana, Secret Of The Sky, dalle sfumature sonore che si muovono tra black metal, doom e più in generale un progressive che cuce insieme queste essenze. Un sound ombroso, ma non cupo, vivace
(Pure Steel/Audioglobe) I nostri lettori conoscono già gli Skinflint, del Botswana, perché “Dipoko” è uscito soltanto qualche mese fa per la Pure Steel (ne parlo
(Nuclear Blast) Passo dopo passo e album dopo album i Soulfly hanno tentato di cresce, mettendo nella musica qualcosa in più o di diverso e sembrare così una band che avesse sempre concretamente qualcosa da dire. Max Cavalera e soci non sempre hanno messo d’accordo critica e fans e infatti la discografia dei Soulfly ha di sovente ricevuto giudizi alterni. Personalmente i Soulfly
(Autoproduzione) Al secondo disco in studio, i friuliani ScareCrown dimostrano una certa maturità artistica e una buona capacità di songwriting: elementi che fanno di questo “No Time to retreat” un ascolto godibile e scorrevole. La band è capitanata dalla front-lady Antonella, dotata di una voce davvero ricca di fascino. “Welcome to Dragon” ha un groove invidiabile, suoni pieni e moderni
(Plindo eLabel) L’anima artistica degli Swell99 ha due colori base, quello del grunge e quello del rock. I musicisti di Macerata posseggono anche tonalità intermedie, sfumature, come quelle del post-grunge, hard rock, rock classico, ma alla fine restano sempre in quei due generi nel costruire il proprio sound. Secondo album, lustrato a fondo dalla produzione, ma i suoni sono comunque vibranti, feroci, tosti. Questo è rock e dunque le chitarre prendono la parola e si liberano tra riff ritmici e ricami, oltre ai tanti assoli.
(Underground Symphony/Audioglobe) Gli Shadows of Steel furono fra gli animatori della prima, ‘vera’ ondata di power in Italia, e la loro attività discografica si situa appunto all’interno del quinquennio d’oro 1997-2002, che vide le opere prime o l’affermazione di Labyrinth, Rhapsody, Vision Divine, Domine, Heimdall e tanti altri. Dopo più o meno un decennio di silenzio (!), eccoli finalmente tornare in pista: in questo momento di grande revival, potevano mancare proprio loro, che con il debut autotitolato
(Pure Underground/Audioglobe) Ci sono band così fedeli al verbo degli eighties da mettere quasi tenerezza: i tedeschi Stainless Steel, naturalmente attivi nella seconda metà degli ’80 e oggi riformati, appartengono sicuramente a questa categoria. Ma “Metal Machine”, per quanto neanche una nota sia originale, sa quasi sempre divertire e coinvolgere il defender of the faith. Il discorso è sempre quello: se ci sono l’attitudine, il mood e la capacità di songwriting, ripetere i soliti schemi non è mai un problema!
(Pesanta Urfolk) L’heavy metal è una scena vasta. Forse il genere che attinge in maniera più trasversale da innumervoli generi, creando idee nuove, concetti nuovi, stili nuovi. E ci sono labels come la Pesanta Urfolk che pubblicano una vasta gamma di sonorità, spesso legate al metal, ma altrettanto spesso lontane, divergenti, ma tuttavia altamente apprezzabili dall’ascoltatore metal medio, capace con intelligenza e gusto di estendere i suoi interessi verso orizzonti lontani, vasti, diversi. Un esempio di questa divagazione
(Bakerteam/Audioglobe) I simpatici triestini Sinheresy debuttano su Bakerteam Records con questo interessante “Paint the World”, un concentrato di symphonic power metal tendente al gotico e stracolmo di energia. “Last Fall” è quanto di più boombastico ci si possa immaginare senza cadere nel pacchiano: non c’è la teatralità dei Nightwish o degli Epica (anche il break è misurato), ma piuttosto la solidità power degli Edenbridge, o forse ancora di più dei Visions of Atlantis. La cosa stupisce in modo particolare