WHO DIES IN SIBERIAN SLUSH/MY SHAMEFUL – “The Symmetry of Grief” (split)
(Moscow Funeral League) Gli split nel doom assumono un significato del tutto diverso rispetto ad altri generi. Vuoi per la lunghezza dei brani, vuoi per l’aura catacombale che aleggia in ogni gruppo doom che si rispetti, questi lavori assurgono spesso e volentieri a livelli paragonabili se non superiori ai più blasonali LP. Ma veniamo al contenuto: i My Shameful, (altro…)
(Inverse Records) Già conosciuti
(Argonauta Records) Decadenza ed oscurità per questo doom/stoner inquietantemente cantato da una voce femminile, capace di incantare, ipnotizzare, deviare la mente. E’ il debutto su full length per la band inglese, dopo l’EP “Euphoric Curse” del 2013, ed il risultato è valido, non totalmente scontato, in un certo senso particolare. Musicalmente
(Solitude Productions) Particolari questi danesi. Li si potrebbe collocare nel doom, ma si rischierebbe di commettere un errore di forma. Dietro questo trio c’è di più, a cominciare dalle influenze musicali. Si va dai My Dying Bride ai Katatonia di metà carriera per poi virare nel death più melodico e moderno con reminiscenze degli Arcturus.
(Inverse Records) I Wömit Angel si avvicinano a quel tipo di black sporco, lercio, imbastardito da riff che si sposano con il concetto del punk e dunque innalzano i livelli sonori e stilistici a situazioni furiose, isteriche, ma facilmente assimilabili.
(Redfield Digital) Metal core? Forse. Post Hardcore? Può darsi. Ciò che sento, però, ascoltando le nove tracce di questa band italiana è pura qualità, totale fantasia, assoluta tecnica, innovativa creatività, il tutto in un contesto di moltissima potenza e tanta cattiveria, ma anche un gusto esagerato per la melodia. Non sento le tipiche divagazioni metalcore, con tanta
(Nadir Music) Molto buono l’esordio su full-“length” dei Winterage! Questi ragazzi liguri hanno fatto davvero un ottimo lavoro, e dieci-dodici anni fa la loro miscela di metal e classica avrebbe avuto una risonanza vastissima e immediata… speriamo che accada anche oggi in un mercato sempre più affollato!
(Svart Records) Che strana band i Witch Mountain. Deliziosamente strana. “Mobile of Angels” è la loro quarta fatica, il terzo con la fantastica Uta Plotkin al microfono. Si dedicano mente e corpo al doom, quello tetro, inquietante, musica e stregoneria legati in maniera indissolubile… e curano completamente ogni aspetto della vita della band,
(Great Dane Records) Le due band dello split qui presentato sono conterranee: francesi, della zona di Bordeaux ed entrambe estreme. I Withdrawn oscillano tra un death metal veloce e spinto e un blackened massiccio e duro, mentre i Demented
(Pure Steel) Conoscete la storia: i Wretch sono una delle tante band sorte a metà degli anni ’80, messe nel ghiaccio per due decenni e risorte in quest’epoca di revival. I nostri hanno conseguito ultimamente, devo dire, una certa notorietà, dato che la loro “Make this Garden burn” è da qualche tempo la ‘sigla’ dell’Headbangers Open Air.
(Atomic Stuff) EP di debutto per i Mantovani Wrong Era, terzetto formato da Marco Nicoli (voce, basso), Lorenzo Zagni (chitarra) e Gianluca Montanari (batteria), famosi per la loro militanza negli hard rockers Sutuana, momentaneamente fermi e orfani del cantante Diego Boschini. La musica del combo non si discosta molto da quanto suonato nella
(Solitude Productions) Pura passione per il doom. Tuonano dalla russia i Without God e vantano una formazione non comune visto che in line up contano una ragazza, Olga, non certamente rilegata ai soliti ruoli di basso senza volume o di tastiera di
(Pure Steel) I tedeschi Warrant diedero alle stampe, nel lontanissimo 1985, “The Enforcer”, un album che ebbe un buon successo ma non permise alla band di raggiungere la ‘vera’ notorietà. Dopo lunghi periodi di sostanziale inattività, ma diversi segnali di vita negli ultimi anni, comprese esibizioni al Keep it True
(No Regrets Records) Terzo album per i Greci W. E. B., band nata nel 2002 e leader della scena dark/metal Ellenica. Questo “For Bidens” si muove tra sonorità prettamente dark, riffs metal piuttosto catchy, con alcune incursioni in territori estremi vicini al black metal, come nel caso del brano “Eligos”, dove voci baritonali
(Nuclear Blast) Molti fan della prima ora hanno visto con una certa diffidenza il passaggio dei While Heaven wept, dopo una selva di autoproduzioni e collaborazioni con etichette underground, al colosso Nuclear Blast. La formazione della Virginia, cui la connotazione di ‘doom band’ è sempre stata stretta,
(Earthquake Terror Noise) Interessante debutto discografico per i Lombardi (di Busto Arsizio) Warstorm, band giovanissima, nata nel 2011 dalla volontà di Federico Colombo (basso), Lorenzo Gagliardi (chitarra) e Davide Guzzetti (batteria) di proporre un sound influenzato da Pantera e Lamb Of God. Successivamente, si sono
(Sacrilege Records) I Graveland! Si, la mitica one band che appartiene alla storia del black metal polacco! I Graveland partirono come act black metal per poi progressivamente virare verso un viking metal. Ma cosa collega Graveland con il progetto austriaco Woodtemple? Anche i Woodtemple erano una one man band fino
(Peaceville) Perché Paul Allender è andato fuori dai Cradle Of Filth? Al fatale evento Dani ha dato poche settimane or sono una sommaria spiegazione: “I problemi non sono tanto a livello personale, quanto il fatto che si sia trasferito in Minnesota e che il suo side project, i White Empress, gli stiano togliendo parecchio tempo a sua disposizione. Io ho ben due side projects, ma metto sempre al primo posto i Cradle Of Filth”. L’iniziale canzone
(Pure Steel Records) Tedeschi, sporchi e bastardi quanto basta: questi sono i Wolfen. Non ingannano le attese, suonano quello che sanno fare meglio, heavy metal classico con riff potenti e cori trascinanti… insomma ci hanno fatto “sbattere la testa” per tutta la durata del disco! “Evilution” è il nuovo album del quintetto di Colonia,
(autoproduzione) Stupefacente lavoro da parte di un one-man band project parigino, ovvero Withinsane. Uno stile tutto sommato prevedibile,quello che domina “Through the Eyes of Consciousness” e tuttavia è bene
(autoprodotto) Dichiarano che la musica dei Wyld non va ascoltata, bensì vissuta. Specialmente dal vivo. Impossibile dar loroi torto! Si sono formati recentemente, nel 2011, ma solo dal 2012 si sono stabilizzati. Sono Francesi, di Parigi…e di questa città respirano la libertà mentale, quel feeling rilassato ma estremamente intenso. Danno libero sfogo alle
(autoproduzione) Suoni che si liberano, si diffondono, liberi viaggiano nello spazio… si intrecciano, si ricompongono, danno origine a melodie, riffs, ritmiche, assoli, ed altri suoni che a loro volta mutano, si evolvono, rinascono. Certo: Adrian Weiss può risultare sconosciuto ai
(Moribund) Tornano gli americani, dal Tennessee, Wormreich… blacksters incalliti, spietati, brutali. Tornano dopo il buon debutto “Edictvm DCLXVI” ormai risalente a tre anni fa. Il ritorno è affidato ad un EP, che oltre a contenere una cover dei Deathspell Omega, un paio di tracce atmosferiche messe
(Cyclone Empire) Violenza che regna suprema, infatti. Potenza, gloriosa manifestazione di rabbia. Quarto full-length per i death metallers Olandesi, qui con una line up parzialmente modificata (sono cambiati batterista e cantate). Di fatto il genere proposto è al confine tra death (melodico) e black, dando origine ad un
(Eisenwald) Attitudine sporca, abietta, sudicia e rozza. Inclinazioni disturbate verso il metal. Una batteria poderosa, simile ad una tempesta ma registrata da cane. Due chitarre battezzate da distorsioni confuse, torbide, indefinite, con registrazione a livelli non eccelsi. Black metal e la capacità di descrivere
(Ghost Record Label) Wormhole è un progetto nato nel 2003 dedito inizialmente ad un post rock con parti più spigolose e metal. Dopo alcuni concerti, nel 2004 la band registra un promo cd contenente sette brani diffuso principalmente in rete. Nel Marzo 2006 la cantante Marfa lascia,
(Infernö Records) Provenienti dal Brasile, all’esordio assoluto, i Wild Witch diffondono via Infernö Records la loro mc di tre tracce più una cover di “Rock me to the Limit” dei Tokyo Blade. Interessante il riff della titletrack, che vanta anche una apprezzabile linea vocale:
(Infernö Records) La Infernö Records tiene fede alla propria fama e ai propri criteri, e va a scovare in Galizia i seminali Witchfyre, autori di uno sporchissimo e grezzo heavy/speed metal che viene proposto con fedele attitudine eighties in questo ep d’esordio, naturalmente
(Sliptrick Records) I madrileni Wild vanno diretti al sodo: convincono con un disco, il secondo, che sfiora appena i 35 minuti, e che rinverdisce i fasti dell’heavy metal classico cantato in spagnolo, quello dei Tierra Santa, dei Baron Rojo e dei Saratoga. La band è
(Moribund) Secondo album per Waxen, progetto solista del virtuoso della sei corde Toby Knapp che qui suona tutti gli strumenti con l’ausilio di una drum machine. Il genere proposto è un black metal old school con riffs iper accelerati di matrice thrash e vocals molto estreme. La strabiliante tecnica musicale
(Indie Recordings) Debutto per i finlandesi Woland, i quali dichiarano di suonare un “post black metal”. La definizione non mi trova molto d’accordo, in quanto queste otto tracce sono si ispirate al black, ma hanno importanti componenti death e blackned death
(Sliptrick Records) Il debut dei romani Witches of Doom ci offre un interessante esempio di stoner ‘contaminato’: il sound è reso incredibilmente dinamico e cangiante dai più diversi influssi, che vanno dal gothic metal a una sorta di occult rock dai toni pesanti, passando addirittura per suoni ’70 o ’80.
(Indie Recordings) Una delle pochissime doppie recensioni di questo portale riguarda il secondo disco dei Wardruna, “Yggrdasil” (
(Frontiers Records) Attendevo con ansia il nuovo lavoro dei Winger. Una band strana, particolare, molto personale che arriva così al sesto album dopo 27 anni dalla prima formazione (break up compreso). Una band che ha saputo reinventarsi, rigenerarsi, ricostruirsi con una formazione che mantiene
(Memorial Records) Hanno impiegato sei anni i Warknife per realizzare un nuovo album, passando attraverso le normali vicissitudini di una band non affermata, ma dal carattere e stile non comuni. Il sound dei Salentini è maturato su una linea thrash metal ma non di tipo old style, salvo per