MACABRE – “Dahmer” (LP reissue)
(Hells Headbangers) Ne ho sentite tante di porcherie, bestialità, abominii, perversioni e pazzie di carattere sonoro, ma questi aggettivi li uso in senso buono, cioè volendo dire il contrario di ciò che significano. Un’antifrasi. Nonostante ciò i Macabre sono quel genere di autori ‘disturbati’ e disturbanti che mi porto nel cuore, o forse nei neuroni. Il loro sound mi si è tatuato nelle fibre (altro…)
(Kaotoxin Records) Se vi dicessi che il duo We All Die (Laughing), recentemente fondato dal cantante Arno Strobl e dal polistrumentista Déhà, ha pubblicato un ep composto da un unico brano di 33 minuti e 7 secondi, che cosa pensereste? Un avvio sussurrato, un crescendo lento che si apre alla disperazione assoluta, con larghe fasi che vanno da toni post metal ad altri
(Ektro) Dopo il singolo “Beer And Ribs” (
(Paragon Records) C’è una cosa per la quale io, e forse anche il resto della Redazione, debbo ringraziare Metalhead, ovvero il fatto di dovermi cimentare delle volte con band che praticano generi che abitualmente non ascolto e delle quali non comprerei nulla. Doverlo fare significa documentarsi e comprendere in che direzione sta andando la musica. Non amo il symphonic black metal.
(Devouter Records) Giuro, non so quante volte ho ascoltato questo lavoro dei Solar Halos e alla fine nemmeno ho capito quanto possa piacermi, anzi convincermi. Le cose stanno così. In effetti è un tipo di sound che rientra nelle mie preferenze, perché al centro di un’ipotetica convergenza tra heavy psych, sludge e noise. Avete presente quelle tipiche canzoni che sembrano delle marce
(Mulligore Production) Il suddetto e primo album di questi spagnoli è stato creato con dei pezzi che sono comparsi in uno split con i connazionali Mortaja del 2012. Invece le quattro canzoni “No Tendrá Piedad’, ‘Mi Propio Enemigo”, “Inocentes en mis Manos” e “Y la Sangre Llegó al Río” sono state registrate per una seconda volta nel luglio 2011, mentre “Ansia” e “La Última Guerra” sono del 2012
(Autoproduzione) Dalla zona di Parigi arriva un death metal figlio delle correnti moderne, del groove, dell’alternative, c’è anche del crust, ma rimanendo nella sostanza sempre death metal. Un atto musicale muscolare e dunque con tanta forza e dinamismo, tenendo d’occhio alla melodia che gli Infectious Hate sembra non vogliano mai far mancare nei loro pezzi. In rilievo poi il growl del cantante
(Autoproduzione) Un prog metal con influenze psichedeliche e vocals prevalentemente in screaming non è cosa che si senta tutti i giorni… onore quindi ai Barishi, del Vermont, che ci propongono oggi il loro debut. Peccato che sia impossibile derivare qualche notizia su di loro dal web… escono solo informazioni su una carta di Magic! “Holy Mountain” inizia su cori da
Nell’intervistare i 6th Counted Murder, autori dell’omonimo debut album (accessibile a tutti, leggete), si avvertono da subito due componenti importanti della band: passione e professionalità. Un curriculum breve e musicisti con le proprie storie individuali, ma i Milanesi si stano muovendo con livelli di impegno e qualità ammirevoli. Danno da subito l’idea di essere una vera e propria band, sia nel suonare che nel raccontarsi.
(Revalve Records) La civiltà umana è destinata ad estinguersi o mutarsi e ridursi drasticamente, oltre ad impazzire. Questa è nella sostanza il messaggio degli Hecate, autori di un death metal estremo e dai tratti brutal e neo-grindcore, i quali dichiarano questo messaggio in italiano. Nonostante ciò occorrono i testi davanti ai vostri occhi per arrivare alla loro totale comprensione.
(GlobMetal Promotion) Decisamente pochine le informazioni in rete (almeno in alfabeto latino) sui Morguenstern, band russa fondata già nel 2001, ma subito scioltasi per riformarsi solo l’anno scorso e pubblicare quindi il debut. Chi dalla copertina si aspettasse una sorta di heavy’n’roll dai toni horror, o magari un heavy/punk scanzonato e caciarone, è decisamente fuori strada: la band suona
(Blacksmith Records) Nonostante questa band definisca il proprio stile death metal o death ‘n roll, a me sembra che in realtà una death ‘n roll/thrash metal band. Proprio il germe del thrash metal contamina praticamente tutti i brani, ma di certo quella scanzonata e andante attitudine d’n’r si fa sentire e soprattutto per l’ascendenza retrò all’interno di alcuni riff. Il cantato è fissato tra
(Witches Brew) Prima di passare alla recensione di questo 7’’, sono stato un po’ sul sito degli statunitensi Midnite Hellion, e ci ho trovato così tanta passione per l’old fashioned heavy metal da restarne sbalordito! Dopo un demo e un ep i nostri saggiano ancora il mercato con questo singolo, e presentano la nuova cantante PJ Berlinghof, che conosco per via dei Twilight Odyssey: il loro
(Agonia Records) Oscuri, estremamente oscuri. Diffondono il male dalla Repubblica Ceca e fanno un passo avanti, raggiungono un livello più alto, diverso, dissacrante. Tecnica e composizione sono più intensi, più complessi, ed il risultato offre una inclinazione quasi moderna, con remote influenze industriali. Imponenti le tracce, tutte di durata epica (tre delle sei presenti si aggirano sui dieci minuti
(Chaos Records) Messicani ma da anni trasferiti a Seattle, i Sol Negro sono una vera band underground: il loro terzo disco è uscito prima soltanto in cassetta, e soltanto adesso c’è una riedizione in cd e vinile. Musicalmente i nostri ci propongono una sorta di incrocio fra i Venom, i Trouble e i Witchfinder General, con una marcata propensione per l’estremo piuttosto che per il classico doom metal
(Inverse records) Aleksi Susi dei finlandesi 2 Wolves ha deciso di avviare un progetto solista. Un progetto orientato al metal industriale. Per iniziare un video ed un singolo intitolato “Non-Stop Non-Stop”. Risultato? Accattivante! Se vi piace un sound che integra nel metallo e nell’industriale delle componenti vagamente tecno, il tutto in una atmosfera di una oscurità assoluta, allora
(Ektro) Mi fanno impazzire. E credo non ci capirò mai veramente nulla. Questo moniker, Circle, è quello della band finlandese che si dedica a cose strane, elettroniche, alternative. Ma siccome hanno recentemente deciso di rinominarsi Falcon (ma pensano di tornare a Circle, almeno così sembra), hanno dato in prestito il loro moniker originale. Coloro che l’hanno preso in gestione si avvicinano
(High Roller Records) Cosa abbia spinto la High Roller Records a ristampare su vinile, con l’aggiunta di tre bonus tracks, il demo d’esordio dei tedeschi Serpent onestamente mi sfugge. Il duo tedesco, che finora aveva edito solo cassette limitatissime, non mi sembra infatti avere qualità particolari che lo distinguano dalla massa: diciamo che va ancora bene (ma non sempre…)
(Another Side Records) Capisco che l’abito non fa il monaco, ma nell’era in cui bisogna anche essere un po’ imprenditori di se stessi, i due Fausttophel potevano anche scegliersi una copertina meno improbabile per il genere suonato. La motivazione potrebbe celarsi tra le ispirazioni del duo, cioè lo scrittore Gogol. Siamo nel campo del melodic death metal, con risvolti symphonic e blackened, ma
(Noisehead Records) Una band greca che suona power/gothic sinfonico alla maniera scandinava: ormai le barriere musicali non esistono più! Ci ho messo qualche ascolto a inquadrare il sound degli esordienti Fallen Arise, ma posso assicurare che nel complesso il loro disco è ben congegnato: si avverte un po’ l’assenza di un hit single, di un ritornello epocale che faccia ricordare la band
(GlobMetal Promotions) Rose e Latte, questo è il significato di “R&M”. Delicati e dolci? No davvero! Rock alternativo tagliente, carico, potente… e cantato in un inaspettatamente melodico ed orecchiabile russo! Infatti gli R&M vengono dalla Bielorussia, ed i testi sono tutti in lingua, compresi i titoli (che sono in alfabeto cirillico). Ma questa apparente barriera culturale in realtà celebra
(Hellthrasher Productions) Il nome di A.Death e del suo progetto Putrified gira già da qualche anno. Dopo due album ecco il secondo EP “Sacrilegious Purification”, altra blasfema, iraconda, folle espressione di un metal che racchiude death, black metal e qualcosa vicino al crust-grindcore. Pezzi sfrenati, estremi, torbidi ma altamente comunicativi nel riffing che si dimostra una colata irruenta
(Killer Metal Records) Nel curriculum degli Switchblade, band israeliana di classic heavy metal, ci sono una pletoria di demo e singoli ma soltanto un full-“length”: questo “Heavy Weapons” appena uscito per la tedesca Killer Metal Records. Certo, con tanto materiale a disposizione la band poteva forse allineare più di nove brani (per un minutaggio totale appena inferiore ai 40 minuti)…
(Moribund) Una stupenda copertina rappresenta il cancello conduce all’esperienza mortale all’insegna della pura misantropia esposto dalle tematiche di questo oscuro disco. Tematiche orientate al concetto della foresta del suicidio (come sembra significhi il titolo) le quali vengono esaltate da un canzoni intense, emozionali, ricche di dinamismo, potenza e malvagità intrinseca.
(Purodium Rekords) Ars Diavoli, Portogallo, one man band. Torna. Fedele al suo black metal sperimentale, ambientale, propone un EP con due pezzi che trasudano oscure emozioni, profondo viaggi mentali attraverso un percorso tetro e mortale. Tredici minuti di infinità sonora, di esperienza sonora, dove Vilkacis si lascia andare a teorie di arpeggi acustici, accordi distorti e dissonanti.
(Steelheart Records) Questo album rappresenta una storia di quasi dieci anni. Anni passati a creare una band, a perderne dei pezzi e ritrovarne altri, perché in fin dei conti bisogna sempre andare avanti. Esce nel 2010 “Nevernight” e ancora oggi l’omonima band è in giro a suonarlo e promuoverlo. Hanno nuove idee per fare altro i Veneti? Non saprei, ma di certo non è ancora il momento di lasciarsi
(Snowhite) “Cut” già dalle prime bautte si rifà alle gloriose L7 ed è l’opener di “Venom Dish”. “Gender Identity Disorder” ricorda i Sonic Youth e “Unburied from Sand” John Spencer. Senza voler continuare a fare la radiografia ad ogni singolo pezzo, è chiaro che l’identità rock-garage, alternative punk, grunge e alternative rock degli svizzeri Disagony è alquanto pronunciata e pura.
(Moribund Records) I Satan’s host con Leviathan Thisiren (Harry Conklin) alla voce sono una garanzia. Una garanzia resa più valida dall’immortale Patrick Evil e la sua chitarra. Una garanzia di un heavy metal orientato tematicamente al black metal, facendo passare il tutto attraverso il doom. “Virgin Sails” è un album tosto, cattivo, osceno, antireligioso e dannatamente potente.
(Moribund) Manca l’aria. Manca la luce. Un atmosfera satura di gas tossico avvolge, coinvolge, annienta. “The Nine Gates” è oscurità da inalare, veleno da assumere, viaggio spaziale, ritorno infernale. E’ rituale, carne che diventa spirito, morte, annegamento, estinzione. Puro occultismo, malvagità, ossessione sonora. Miasmyr, l’artista dietro a questa one man band Australiano offre
(Shadow Kingdom Records) 33 Minuti di heavy metal muscolare e rabbioso, da qualche parte fra i portoghesi Ironsword e i Motorhead: il primo disco che recensisco nel 2014 è una gradita sorpresa da parte della Shadow Kingdom Records! Gli spagnoli Nigromante sono attivi da circa dieci anni ma questo è il loro primo full-“length”, che segue peraltro a un lunghissimo
(Pure Rock Records) I Salem UK (loro stessi aggiungono la nazionalità al monicker, per evitare confusioni) sono fra i gruppi seminali e misconosciuti della prima ondata NWOBHM: attivi all’inizio degli anni ’80 senza riuscire ad arrivare al full-“length”, sono stati letteralmente risuscitati dal gruppo Pure Steel, che prima ha ripubblicato l’intera loro discografia, e oggi ci propone un disco
(Autoproduzione) [
(Misantrof ANTIRecords) Sarà la morte a vincere sulla terra. Probabilmente sarà così. Prima o poi. I turchi Episode 13 si sono portati avanti provando ad immaginare questa inevitabile fine, descrivendola con un black metal ampiamente annacquato con del doom metal tenebroso, mortuario. Qualcosa senza speranza. Deve aver pensato la stessa cosa la Misantrof
(Autoproduzione) Fin da quando è arrivato in redazione, mi sono subito reso conto che questo “Downfall Theatre” era un disco strano. È un debut di quello che è partito come uno studio project, proviene dal Lussemburgo (mai capitato!) ed è in free download (