JERRY BLOOM, “mostrami un musicista idolatrato da una moltitudine che non ha un grosso ego”
Sono 381 pagine “non autorizzate” quelle che Jerry Bloom, giornalista musicale di lungo corso – responsabile di More Than Black Purple e di Autumn Leaves, il magazine ufficiale dei Mostly Autumn- ha redatto per raccontare uno dei fenomeni della sei corde. Ritchie Blackmore si impone nella storia del rock con i Deep Purple. La sua fama consolidatasi nel tempo grazie ad una rivoluzionaria tecnica con lo strumento, si è portata dietro anche la notorietà di una personalità molto particolare. (english version) (altro…)
(Pitch Black Records) I Valor sono formazione nota per gli appassionati della scena heavy/power ellenica, dato che in organico troviamo due membri fondatori dei Battleroar. Dopo essere stato pubblicato autonomamente nel corso del 2012, “The Yonder Answer” viene oggi riproposto
(Maa Produnctions – Zero Dimensional Records) Sono sconvolto. Adoro esserlo. Ogni giorno mi arriva materiale da valutare. Spesso mi arrivano bands blasonate, che mi deludono. Oppure mi arrivano bands underground, sconosciute, che mi sorprendono. Mi sconvolgono.
(Autoproduzione) I Dawn Of Memories vantano già un discreto curriculum; pur essendo nati nel 2010 hanno già condiviso il palco con artisti come Sadist, Dark Lunacy, e Vanexa. “In The Sign of Sin” è il loro disco di debutto: sonorità decisamente moderne, produzione in studio
(Crucial Blast) Dietro il nome Mors Sonat si nasconde Mories (Gnaw Thir Tongues ma anche Aderlating, Cloak Of Altering, De Magia Veterum Infamy) e l’australiano Nekrasov (altro autore di cose black noise e rumorismi di ogni sorta). Una release da annunciare come
(Autoproduzione/Asenath Records) Se per voi il death metal ha raggiunto il suo massimo splendore con album tipo “Symbolic”, oppure non tollerate lavori antecedenti al death sound odierno fatto di produzioni pompose o pompate da un infallibile produttore o tecnico
(Massacre/Audioglobe) Scopro gli inglesi Damnation Angels per puro caso, ma li includo immediatamente fra le band di cui seguirò le gesta! Fondati nel 2006, ma giunti solo oggi al debut sulla lunga distanza, propongono un power metal ai confini col gothic
(Nuclear Blast) Nati a Jyväskylä, in Finlandia, osannati per la loro abilità nella material thrash metal, ma anche speed, e ancor di più per l’età dei singoli (tra i 17 e i 19 anni), finiti nella mani di Nino Laurenne (Amorphis, Ensiferum, Lordi) nei Sonic Pump Studios
(Autoproduzione) I parigini Face Down nel giro di soli tre anni hanno dimostrato una maturità galoppante. Dopo un iniziale EP ecco il debut album, inciso con un nuovo cantante, Byron, inglese ma di origini spagnole che con la sua voce ben si sposa a questo sound selvaggio
Nel rock, genere marcio e disgraziato per eccellenza, esiste purezza? Forse non ha molto senso. Esiste tuttavia il concetto di rock puro. Di essenza del rock. Rock inteso come modo di vita. Forma pensiero. Coerenza delle azioni. Purezza di un pensiero che è comunque marcio, devastato, emarginato.
(Unique Leader Records) I Lecherous Nocturne non sono gli ultimi arrivati nella scena death metal americana. La band del South Carolina è attiva dal finire degli anni ’90, ma il primo album è del 2006, mentre questo “Behold Almighty Doctrine” è il terzo.
(Eastworld) Se Arthur Paul “Art” Alexakis alla veneranda età di 51 anni suona e canta un genere che si rifà al punk rock da classifica (quindi anche con tendenze pop rock) e con testi spensierati e giovanili, come la stessa musica che suona, un motivo deve pur esistere.
(Spinefarm Records/Universal) Terzo lavoro per questa band norvegese, ma è il primo ascoltato dal sottoscritto. Solitamente il terzo album è il momento cruciale per una band, o almeno così recita la vulgata del recensore. Da subito si nota che Ilkka Volume è al centro 
(Dark Descent Records) Sono finlandesi i Krypts e il loro death metal risente delle influenze di quello della vicina Svezia. Tuttavia “Unending Degradation” non sembra voler riprendere fedelmente i modelli di Entombed, Grave e Dismember.
(Transubstans Records) Ci sono band che hanno il talento di far suonare con un tiro fresco ed attuale il sound anni 70 o comunque retrò in generale. E’ il caso dei Sideburn, band dedita ad un doom metal abbastanza fresco ed infarcito anche di un tocco rock-heavy metal
(All Hard Rock) Miscela esplosiva: follia inglese e hard rock californiano. Roba da maneggiare con estrema cura. Una cassa di nitroglicerina lanciata in aria… sbagli la presa e tutto si vaporizza! Sono pazzi. Sono i Motley Crure inglesi. Anzi, ci sono delle somiglianze
(Autoproduzione) I lombardi Other View mi hanno immediatamente ispirato professionalità e simpatia: una nota promozionale scritta con classe, un autoprodotto accattivante nella sua grafica essenziale ma definita, e quando ho inserito il lettore nel cd sapevo già che
(Regenerative Productions) Una volta la Norvegia era il black metal, ma qualcosa sta cambiando, anzi è già cambiato molto. Ultimamente mi sembra che i norvegesi stiano sperimentando, dilatando i contorni di stili e generi e mutandoli in qualcosa di diverso.
(Horror Pain Gore Death Prod.) Florida, patria del death metal, o almeno una delle tante. I Druid Lord nascono in questo scenario, ma a loro non basta parlare solo quel verbo ed ecco che la band fonde anche il doom metal nei propri pezzi. “Hymns for the Wicked” è uscito
(Heart Of Steel Records) Grezzi e brutali. Dannatamente heavy, palesemente old school. Sembrano usciti da un’altra epoca, altri tempi, altri gusti. Eppure il loro sound è piacevole, potente, coinvolgente. Suonano un heavy metal tradizionale, sulla scia di bands storiche
(Autoproduzione) Se, come me, amate il symphonic power, non potete prescindere dai Derdian, una delle ultimissime band ancora in pista a suonare come nel 1997. E questo, per quel che mi riguarda, rappresenta il massimo titolo di merito che possa attribuire a un gruppo
(Autoproduzione) “Beatdown Deathcore” è il modo in cui qualcuno (credo chi li rappresenta, il loro management) ha definito il sound dei The Last Shot Of War. In buona sostanza sono una band deathcore e convengo che il loro è molto “rumoroso e brutale”
(Autoproduzione) I francesi Five Across The Eyes sono una nuova realtà metalcore, o quasi, la quale si presenta con un EP masterizzato a Detroit da Matt Dalton (Chiodos, In Fear And Faith, Drugs, I See Stars). Il quintetto denota una vaga tendenza al post hardcore che si nota attraverso
(Nuclear Blast Records) Gli Anthrax sono sempre stati una band divertente, ironica. Aggettivi che si adattano anche a questa pubblicazione, la quale vede proposte ben sei cover storiche, canzoni che hanno ispirato la band, canzoni che rientrano tra i gusti personali del gruppo.
(Memorial Records) Quante volte ho letto che gli artisti vedono la realtà in modo diverso? Il requisito dell’artista è questo: osservare la realtà ma valutarla e comprenderla in modo differente. Gli Psychofagist non sono da meno e la loro musica, la quale chissà da cosa derivi
(Asylum Ruins Records) Il discorso portato avanti da Eclectika credo sia ambizioso e allo stesso tempo genuino. Il nuovo album “Lure of Ephemeral Beauty” segue il solco della sperimentazione, ottenuta attraverso la fusione e contaminazione di alcuni stili.
(Napalm Records) “Battle March” che apre questo nuovo album dei Mortillery, giustifica e spiega, in modo esaustivo quella copertina così retrò, forse dozzinale, dannatamente equivoca nel sembrare qualcosa tra heavy, thrash e speed metal. In effetti i canadesi capitanati da Cara
(Human Cyborg Productions) Per poter recensire questo lavoro degli Otoño bisogna farne un’analisi dei due aspetti principali: quello della produzione e quello compositivo, cominciamo dal peggiore dei due, ovvero il lavoro in studio; purtroppo non si può certo dire
(Autoproduzione) Due anni dopo i 36 Stanze ci riprovano con un nuovo lavoro (uscito nel settembre dello scorso anno) e un elemento in più, Luca Pioli, chitarrista che affianca l’altro, Enrico Mambriani. “Mattanza” è una nuova bordata crossover, dipanata su otto canzoni
(Dust on the Tracks) Non male questi Hellrazer, canadesi di Alberta, che però hanno in formazione due membri dal cognome e dai tratti somatici orientali; “Operation Overlord” è il loro terzo disco (dapprima pubblicato autonomamente, ora proposto dalla Dust on the Tracks
(Memorial Records) Le sonorità di questa band friulana sono sospese tra il post metal e il post rock. I The Circle Ends Here sono una band che crea canzoni piene di malinconica tristezza. C’è un sottile senso di disperazione che serpeggia lungo i pezzi di questo debut album.
(Autoproduzione) Sono di Lucca e dopo due demo i Panic.0 giungono al primo full length. Non sono un grande fan del crossover, ma oggettivamente parlando questo prodotto è decisamente valido: sul piano della produzione il mastering è decisamente azzeccato, il sound è caldo
(Massacre Records) Gli Envinya in patria, la Germania, stanno riscuotendo un buon gradimento anche grazie ai notevoli sforzi dell’etichetta, loro conterranea, che crede fermamente in questi bavaresi. Envinya è una female fronted band dedita ad un gothic/melodic metal