JACK STARR’S BURNING STARR – “Rock the American Way”
(Minotauro Records) La Minotauro Records ci ripropone oggi, nei consueti lussuosissimi package che imitano i vinili gatefold, il primo disco dei Burning Starr, la band ‘ufficiale’ di Jack Starr ancora oggi in attività. L’album uscì originariamente nel 1985, in un momento cruciale (altro…)
(Massacre Records) Devo dire che ho trattato abbastanza male i Gloryful in occasione del loro debutto (
(Indie Recordings) Una delle pochissime doppie recensioni di questo portale riguarda il secondo disco dei Wardruna, “Yggrdasil” (
(Buil2Kill) I finlandesi Gladenfold hanno una lunga storia, più che decennale, ma giungono soltanto oggi al debut. È un dato che fa pensare, una volta tanto in positivo: nell’intasamento generale del mercato, dove qualunque idiota può pubblicare il proprio album, per fortuna riescono a farsi sentire e vedere
(Fantai’zic Productions) Secondo un vezzo ormai unicamente d’oltralpe, il sito e le informazioni sui francesi Akroma sono in francese: al resto del mondo restano soltanto brevi note promozionali, che mi informano che la band è al terzo disco, che quest’ultimo è un concept (blasfemo) sull’Ultima Cena,
(Eisenwald) Una copertina incredibilmente minimale incornicia il debut dei Velnias, di Boulder, Colorado: uscito originariamente nel 2008, viene oggi ristampato (sia su cd che su lp) dalla Eisenwald Records. Tre soltanto i brani, ma il minutaggio supera i 41 minuti:
In occasione dell’uscita di “Raw Poetry”, il debut per Underground Symphony, scambiamo quattro chiacchiere con due membri chiave degli Eternal Silence: Marika Vanni, cantante e Alberto Cassina, chitarrista e cantante. Buona lettura!
(Minotauro Records) Quando in redazione arriva una ristampa della Minotauro Records, resto sempre estasiato dalla qualità del prodotto: il package che si apre come un gatefold, il cd inserito in una bustina di plastica come un vinile, le custodie di cartone che imitano in tutto e per tutto
(Autproduzione) Possiamo parlare di una New Wave of Italian Prog Metal? Secondo me sì, negli ultimi mesi mi sono capitati fra le mani diversi dischi eccellenti legati al nostro paese e a queste sonorità, e qualcosa dovrà significare… Ashent, Forgotten Light, Memento Waltz, Metaphysics, e ora
(Autoproduzione) Lo dico con sincerità: con una produzione più piena e potente, che avesse esaltato soprattutto le chitarre, credo che i milanesi Hell’s Guardian avrebbero potuto sfornare un vero e proprio capolavoro… e pensare che sono soltanto al debut! La band meneghina
(Hells Headbangers) Fra gli esponenti della seconda ondata di heavy metal rock, quella di revival di questi ultimi anni, gli High Spirits di Chicago sono certamente fra le formazioni più significative (lo dicevo già
(Inverse Records) Dopo il debut di due anni fa, i finlandesi My Reflection sondano il mercato con un singolo digitale… e devo dire che la loro proposta è stuzzicante per tutti coloro che non siano dei puristi del metallo. Due brani di gothic metal leggero,
(Kauriala Society) Chiamatemi retrogrado, se volete; ma io questo disco dei Mr. Peter Hayden, di cui avevo recensito un singolo qualche tempo fa (
(Witches Brew) Dopo un periodo di stasi, gli olandesi Chain of Dogs ritornano in pista proponendo la riedizione dei loro due primi ep, cui si aggiungono varie bonustracks. Un sound molto energico allegro, che mescola folk, thrash (ma non quanto le note promozionali vorrebbero far credere)
(Shadow Kingdom Records) Progetto in solitario del polistrumentista norvegese Andreas Hagen, i Sadhak esordiscono con un ep su cassetta che, già pubblicato l’anno scorso, viene oggi ristampato nientemeno che dalla Shadow Kingdom Records. Suoni rarefatti e dilatati
AFM Records) Udo, come mai un altro disco dal vivo? Nel mio stereo c’è ancora il “Live in Sofia” di meno di due anni fa (recensito
(Pure Steel) Nella serie delle proprie ristampe su vinile, la Pure Steel sta proponendo la discografia degli Onward di Michael Grant: dopo il debut “Evermoving”, recensito
(Pure Steel) All’inizio degli anni 2000, il cantante dei Crescent Shield Michael Grant (venuto a mancare due anni fa, a soli 39 anni) registrò tre dischi con questa band dal nome Onward: il primo (del 2002, uscito per una Century Media
(Spinefarm Records) Non avevo mai sentito parlare prima d’ora degli svedesi Dynazty, ma ora mi annoterò certamente il loro nome! I nostri sono al quarto disco e questo “Renatus”, a parte la copertina veramente penalizzante, mi sembra riuscito in tutti i suoi aspetti.
(Nuclear Blast/Audioglobe) So di essere una voce fuori dal coro. Non mi sono lasciato influenzare da colleghi italiani, ma in questi giorni ho letto diverse recensioni tedesche e il giudizio è unanime: il nuovo disco dei Sabaton è un capolavoro degno delle più entusiastiche descrizioni. Sono quasi imbarazzato nel dire che non sono d’accordo.
(Massacre/Audioglobe) Gli Edgedown sono di stanza a Freilassing, in Baviera, a due passi da dove vivo attualmente, e da lì ci propongono il loro frizzante debut di modern power metal. Subito in scaletta la titletrack, possente e densa di groove;
(Lion Music) Ricordavo il nome degli Headless, band abruzzese che fece parlare di sé, nel lontanissimo ’98, per l’esordio “Inside you”. Sì, quel cd deve essere ancora da qualche parte nella mia vecchia casa! In ogni caso, dopo uno iato di ben 13 anni
(Golden Core Records) Non siete ancora stanchi della continua nascita di nuovi supergruppi? Allora potrebbero interessarvi gli Exorcism, che vedono nelle proprie file Joe Stump alla chitarra, Garry King alla batteria (ha lavorato con Joe Lynn Turner),
(Musea Records) Gli esordienti milanesi Cyrax confezionano un debut album breve (sette pezzi per circa 33’) ma decisamente interessante, che si ribella immediatamente a ogni tentativo di collocazione in un genere piuttosto che in un altro. Vediamo perché.
(Napalm/Audioglobe) Bravi come sempre gli Xandria (lo dicevo anche
(Pure Steel Records) Sì, so bene che il disco dei Death Dealer è già uscito l’anno scorso… ma la Pure Steel ha avuto la bella idea di ristamparlo su vinile, e quindi abbiamo un’ottima occasione per riparlarne! Per chi non lo sapesse, questa band unisce musicisti che hanno fatto la storia dell’heavy metal
(Autoproduzione) Gli Shotgun Justice ci contattano per una recensione di questo loro ep di due pezzi: la band tedesca (per la precisione vengono dalla Bassa Sassonia, non lontano da Hannover) ha una carriera più che decennale alle spalle e attività live di tutto rispetto, fra le quali spicca un concerto di supporto a Blaze Bailey.
(Limb Music) Sono stato, su un portale che non esiste più, fra i primi ammiratori degli Ancient Bards: ho imparato a memoria il loro debut “The Alliance of the Kings”, ho recensito con grande entusiasmo “Soulless Child” (
(AFM/Audioglobe) Senza alcun dubbio, la direzione ultimamente intrapresa dagli Elvenking con “Era” (recensito
(Doowet Records) Forti di un contratto discografico, e con una lineup completamente rinnovata, i francesi Human Fate riregistrano e ampliano di due nuovi brani il loro debut autoprotto, “Part 1”. Il genere suonato? Beh, per una volta le informazioni promozionali hanno ragione:
L’uscita di “La dernière Renaissance” ci spinge a una chiacchierata con Romain, tuttofare della band francese OESTRE (si occupa infatti di chitarre, samples e FX). Ecco le sue impressioni sul disco e sulla scena metal della sua regione. Buona lettura!
(Inverse Records) Ancora Finlandia, ancora Inverse Records. Stavolta mi occupo dei Dark Days ahead, al secondo album, che suonano… beh, un po’ di tutto: non so se esiste il meltin’ pot metal, ma se esiste loro ne sono i principali esponenti! Provo a spiegarmi.
(Cruz del Sur) Quando mi è giunta la notizia che i BattleroaR avrebbero pubblicato un nuovo album, sono inizialmente rimasto molto scettico: dopo aver perso tre membri, fra cui il singer veneto Marco Concoreggi, pensavo che la band fosse entrata in una stasi pressoché definitiva. Eppure
(Argonauta Records) Diciamo la verità: un disco post metal viene generalmente giudicato bene da noi recensori. Questo genere è ‘raccomandato’: mentre tantissimi stroncano il power o il gothic metal per partito preso, i suoni decadenti e rabbiosi alla The Ocean
(Cimmerian Shade) Progetto polacco (ma trapiantato in Ucraina) di death/doom metal, i Suffer yourself propongono come esordio una ri-registrazione del proprio demo del 2012. Già la titletrack, posta in apertura, dice tutto: suoni magmatici, come un lago di lava che ribolle silenzioso,