Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
THE BLACK WIZARDS – “Reflections”
(Kozmic Artifactz/Raging Planet) Stoner rock? È questo che viene palesemente dichiarato in sede ‘cartella stampa’. Ma, visto che viene chiesto il mio parere, mi permetto di esprimere il mio disaccordo. Perché, se da qualche parte c’è sicuramente (altro…)
(Pride & Joy Music) Dopo un
(Hammerheart Records) Settimo album per gli svedesi e il primo con la Hammerheart Records, dopo anni nelle grazie della Napalm e i primi lavori con I Hate, nonostante poi il precedente album del 2014 “The Calm
(Satanath Records) Il disco degli svedesi Golgata è decisamente variopinto. Il platter comincia con un adagio che sa di black atmosferico e pagano, poi invece i suoni si fanno più pesanti nella seconda traccia, con un incipit che
(Ram it down Records) La Ram it down offre una seconda possibilità ai tedeschi Dystopolis, ri-editando sotto la propria egida il loro secondo album del 2016 (il titolo si scioglie in “Vicious Enemies Of Mankind”).
(Militia Guard) Negli ultimi anni, i Saxon hanno bombardato i loro fans di ristampe, edizioni speciali e nuovi prodotti: molti di questi erano testimonianza di esibizioni dal vivo.
(Caligari Records) Macilento debutto per questo duo che diffonde devastazione dalla Bay Area. Più che un vero e proprio debutto, si tratta di un demo prodotto solo in cassetta, meno di venti minuti, quattro brani… e un totale assalto frontale che ricorda
(GrimmDistribution) Recensire questi split è sempre una polemica. Perché di fatto i Nunslaughter sono il gruppo che traina il disco, sebbene non recensire le loro tracce è quantomeno d’obbligo visto che
(Iron Bonehead Productions) A sette anni dal debutto, tornano i Texani Hellvetron, offrendo un’ora di funerea rappresentazione tragica, di decadenza sonora, di feeling horror abbinato a depravazione musicale. Una cerimonia oscura e malata,
(Satanath Records) Alla faccia del debutto! Questo one man project polacco è un riuscito disco d’esordio, dove il doom si ritrova nel black, senza essere troppo magniloquente ma soprattutto senza essere banale. A parte la seconda
(Naturmacht Productions) Per chi ha nella testa il black metal norvegese e magari di Bergen, Svadilfare è un’icona da seguire. Quattro album della one man band che vede
(Pure Steel) Era dai tempi di “
(Pure Steel Records) Lo avevamo annunciato negli scorsi mesi prima con il loro ultimo live e poi con la ristampa dell’ultimo disco “Warhorse”: ora il decimo album in studio degli olandesi Picture
(Napalm Records) Side project di Georg Neuhauser, che per l’occasione prende il nome di Tribune, i Warkings vogliono presentare un power più snello rispetto a quello dei Serenity:
(Aural Music) Torna sul mercato “Dad is dead”, originariamente il quinto disco dei bolognesi Rain, uscito nel 2008 durante un periodo di grandi cambiamenti per la band, che aveva da poco perso,
(Nuclear Blast) “
(Eisenwald) Sette minuti pressoché esatti di musica: tanto basta agli Osi and the Jupiter, da Kent, Ohio, per annunciare con un singolo il nuovo lp “Nordlige Rúnaskog”, previsto per l’autunno,
(Iron Bonehead) Il black metal dei tedeschi Reign in Blood ha un gusto speciale: per certi versi è variegato, molto evoluto (ci sono momenti che mi fanno pensare perfino ai canadesi Akitsa!), ma per altri è dannatamente vintage, un black metal indietro nel tempo talmente tanto da 
(Arkeyn Steel Records) La Arkeyn Steel, specializzata in ristampe e lost gems, riporta sul mercato l’intera discografia edita dei Katella, heavy/prog metal dal Wisconsin;
(Satanath Records) Non so neanche se abbia senso mantenere il nome per questo gruppo: nel 2019 sono arrivati due componenti tedeschi che hanno cambiato radicalmente il sound del gruppo, il cantato in tedesco ne è un
(ROAR! Records) Il supergruppo us power metal Reverence, a giudizio di chi scrive, ha convinto meno di quanto avrebbe potuto: dopo due dischi e un
(Satanath Records) Questo gruppo italiano ci è andato giù pesante. La musica proposta ha la forma di un death di stampo brutal piuttosto che black metal. I continui blast beat abituano presto l’ascoltatore a ritmi serrati e senza respiro.
(Steel Gallery Records) Gli Afterimage vantano certamente il titolo di prima band metal proveniente dall’isola di Siro, in Grecia: non a caso il loro debut esce per la Steel Gallery,
(Iron Bonehead) Debutto maligno con questo mini album per i The Rite. La band è nata solo due anni fa, ma è l’unione di A.Th (Black Oath) e Ustumallagam (Denial Of God), rendendo questo
(Symbol of Domination) I russi Lauxnos approdano, è proprio il caso di dirlo, al terzo album, forieri di un metal malinconico e colmo di melodia. Nonostante l’incipit sembri per la verità piuttosto leggerino, subito dopo i toni 
(Amor Fati Productions) Una band che fa sul serio e che se ne frega completamente del ‘buonismo melodico’ tipico dei metalhead svedesi. Mylingar è un esempio di black-crust-noise caotico, avverso
(Scarlet Records) Il black/death dei capitolini è decisamente in forma. Gli Stormlord incastrano l’epicità e le atmosfere magniloquenti e orchestrali nel proprio tessuto
(Nuclear Blast Records) Se “Spiritual Genocide”, del 2012, ha ricevuto buoni consensi, come dimostra 
(Visionaire Records) Il compositore Federico Romano, titolare unico di June 1974, si avvia su un altro percorso rispetto al precedente intrapreso per la realizzazione dell’album “Nemesi” (
(Underground Symphony) Dopo il frizzante “
(Nuclear Blast Records) Incorniciato da una affascinante copertina di Felipe Machado Franco, il debut degli svedesi NorthTale ha tutto ciò che può convincere l’appassionato di power metal:
(Massacre Records) Per festeggiare i venti anni di carriera gli svizzeri Crystal Ball pubblicano un doppio album che vede un disco con rifacimenti di pezzi editi nella prima decade di carriera
(Argonauta Records) Chiamatelo stoner, desert, psych, aggiungeteci cose come sonorità southern o Detroit sound, infilateci gli aridi territori, ficcateci dentro similitudini con gli anni ’70… oppure, mentre vi scervellate nell’inutile ricerca di una definizione, chiamatelo più genericamente rock nella sua più pura e