Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
PICEA CONICA – “Freesia”
(Autoproduzione) Immaginate dei vecchi amici. Il prodotto di amicizie nate verso i venti anni e che dopo altri venti anni sono ancora lì. Come si comporta nel tempo l’amicizia? Di cosa vive? Di tante cose, di tante esperienze e dei momenti che l’hanno prodotta e prolungata, trasportata nel tempo. A 40 anni l’amicizia dei Picea Conica è appunto una band, concentrata in un metal (altro…)
(Nuclear Blast) Mi sono avvicinato a questo nuovo album dei Sepultura con estrema circospezione, dovuta ad alla fine della mia attenzione verso la band brasiliana dopo “Roots” (per molti un album fantastico, per me noioso ma longevo). Dopo quell’album ho perso di vista la band, anche per via dei mutamenti di formazione che hanno visto la dipartita dei due fratelli
(Nuclear Blast) Quello che rappresenta stilisticamente il nuovo album dei Kataklysm, penso possa essere espresso dall’incipit dell’opener “Fire”, il quale è un refrain di chitarra sinistro e freddo come nella migliore tradizione dei Dismember o comunque dell’arcaico death metal svedese dei primi anni ’90, ma di scuola Stoccolma. La band canadese nasce nei primi anni
(Noiseheadrecords) Musica per fumare, bere, sballare. Uno stoner diretto, stracciato, sporco, sconvolto. Terzo album per i Tedeschi Sumosluts, autori di un sound ben mescolato a sonorità rock più orientate al classico, al tradizionale. Musica suonata con il divertimento in sottofondo, piena riff poderosi, di idee catchy, sempre dominata da una voce corposa con un timbro personale
(Agualoca Records) Heavy metal semplificato. E’ così che definiscono la loro musica i Driving Mrs. Satan, trio anglo napoletano che ha avuto un’idea assurdamente geniale. Heavy metal? Più o meno. Rabbia, grinta e violenza? No di certo. I Driving Mrs. Satan vantano una cantante -Claudia- bravissima, con una voce che potrebbe fare dei numeri sia nel mondo hard rock che in quello
(Apathia Records) Pregevole iniziativa della francese Apathia che riedita tutto quanto hanno fatto i connazionali Oruga. La band sludge non ha prodotto molto in pochissimi anni di esistenza, ma da oggi “Oruga”, EP del 2011, sarà facilmente reperibile
(Helldprod) Ennesima produzione lo-fi per la Hellprod che propone i Disthrone, portoghesi arrabbiati e feroci, esecutori di un crust/D-beat arcigno e serrato e con influenze thrash metal, di tipo teutone. La band nacque qualche anno fa attraverso un personaggio giovane dell’underground lusitano, come Daniel Pereira chitarrista degli Undersave. Daniel è stato poi affiancato
(Eastworld) Il sound meno auspicabile per delle pagine elettroniche marchiate come Metalhead! Gli statunitensi Blood On The Dance Floor, che da questo momento li indicherò come B., ne sfornano un altro, di album, che può accrescere la loro fama di musicisti prettamente di elettronica. Anche se a dire il vero la fama dei B. è piena di ombre, cioè di critiche. Per me i B. sono un ensemble dub,
(Red Sound Records) L’abisso. Infinito universo liquido, oscuro, profondo. Mortale. L’esperienza dell’immersione che evolve -degenera- verso l’affogamento. Debutto per gli italiani Dotzauer che compongono questo concept album che descrive l’ultimo viaggio verso la mancanza dell’aria, una tomba di lapidi disciolte che rappresenta uno spirituale senso di eternità.
(Autoproduzione) Italiani. Giovanissimi. Scatenati. I What A Confusion però dimostrano padronanza di genere e di tecnica. Il loro debutto, questo “Repollution” naviga in oceani strani, oceani che includono componenti vagamente rap e seguono la scia del nu-metal. Sostanzialmente sono sia alternativi, che rap e che nu… un mix esplosivo che a volte li fa sembrare come una
(Delta Productions) Cinque devastati Francesi si mettono in testa di fare del sudatissimo rock’n’roll. E, diavolo, ci riescono. Se ne fottono degli standard: l’inglese è la lingua del rock? Ma loro sono francesi e cantano nella loro lingua madre… dopo tutto, a loro cosa importa? E poi le chitarre hanno un suono universale, specie quando vomitano riff che fanno saltare, bere, urlare, mentre
(Century Media Records) Sono stato un fanatico dei Turisas della prima ora: ho consumato “Battle Metal”, ho adorato “The Varangian Way”, e su altri portali e riviste del passato ho salutato i finlandesi come i veri e propri inventori di un genere, molto più degli Ensiferum o degli Equilibrium. Poi è arrivato “Stand up and fight” e come molti sono rimasto un po’ interdetto: l’eccesso
(Aural Music) Chi in Italia non conosce i Rain? La band bolognese porta ormai in giro ovunque, e da più di trenta anni, il proprio heavy metal rock, e nonostante gli importanti cambi di formazione si mantiene, da sempre, su standard qualitativi molto elevati che fanno la gioia dei defenders. “Mexican Way”, come può facilmente suggerire il titolo, rappresenta una incursione su territori differenti
(Metal Mind Records) Sapete chi è Ralph Jones? E’ il boss di una delle più importanti agenzie di concerti al mondo. Pare che Jones nutra un gran rispetto per questa rock band polacca e probabilmente grazie al suo orecchio allenato e da conoscitore della musica. I Chemia per incidere questo lavoro che viene distribuito in tutto il mondo, sono volati in Canada per registrare al Warehouse,
(Autoproduzione) Sono soltanto in due dietro questo nome, Brain Stomper, e tra l’altro non si sono mai incontrati di persona. Si, “Concrete” è un EP web based, cioè fatto tramite internet, a distanza, con due soli musicisti (minorenni). La rete e il PC oggi offrono molte opportunità. Sono in tanti oggi a lavorare così, a distanza. Lo fanno anche i Depeche Mode, per citare un nome di rilievo.
(Avantgarde Music) Gli austriaci Abigor non hanno bisogno di presentazione. Arrivati al ventesimo anno di attività, sono sempre stati fedeli alle loro convinzioni, concentrati sulle loro direzioni musicali a volte molto personali, ignorando completamente qualsiasi critica o aspettativa del pubblico. In attesa del prossimo album, il nono, che si intitolerà “Leitmotiv Luzifer”, la band ha voluto
(FDA Rekotz) La FDA Rekotz ci ricorda che questo è il dodicesimo album dei Master, ma che importanza può avere questo conteggio, visto che Paul Speckmann (fondatore) è sempre in giro a suonare, incidere, collaborare (di recente con R.Johansson
(Iron Bonehead) Sassonia. E’ da li che questo trio devoto alla devastazione tuona con un death metal corrotto, lascivo, potentissimo. “…Smouldering” fu un demo uscito nel 2012, un demo che dimostrò al pubblico che questa band aveva delle idee originali nel produrre un sound marcio, putrefatto. Ed ora grazie alla Iron Bonehead, sempre attenta a tutto ciò che in qualche modo rappresenta
(Autoproduzione) Interessante EP degli sloveni Armaroth, una giovane death metal band. Sound davvero pesante, ma scorrevole nonostante la sua durezza e un Filip Košnik che al microfono con il suo growl si destreggia con fare assassino. Ritmiche e rifffing spesso incollati, in simbiosi, per uno stile abbastanza americano, più o meno con sfumature Suffocation, Cannibal Corpse, Obituary.
(Autoproduzione) I Dystopia di Den Helder, Olanda, sono nella terza fase della loro carriera. La prima è stata segnata da un demo iniziale e dallo scioglimento della stessa band nel 2008. La seconda è stata il ritorno con un album, una nuova formazione e l’apertura di concerti per Meshuggah e Opeth. “Haat” rappresenta dunque il terzo stadio. I Dystopia mettono sul mercato questo due pezzi
(Spider Rock Promotion) I napoletani Poemisia hanno prodotto davvero un signor debut! “La Danza degli Spiriti” è infatti il loro primo full-“length” (segue all’ep “L’occulto Desio” dell’anno scorso) e offre una ventata di freschezza e originalità in un genere inflazionato come il symphonic gothic metal, che ormai molti appassionati snobbano a prescindere. Che errore sarebbe, in questo
(Autoproduzione) Sono di Detroit e sono in tre a suonare chitarra, batteria e sintetizzatori e manco moderni. Il sound che sprigionano in questo 7” è qualcosa che raggruppa più sfumature, ma è dominato da caratteri musicali derivati dalle colonne sonore di film di fantascienza, horror e anche d’azione, tutti rigorosamente anni ’70. Non si trovano briciole di modernità e infatti la melodia di
(Indie Recordings) Si sono piaciuti i Cult Of Luna con l’album “Vertikal” ed ora ecco un EP, di soli quattro pezzi e in linea, stilisticamente, con l’album. Oppure, molto più concretamente, ecco che gli Svedesi usano il vecchio trucco di tirare fuori una pubblicazione con gli scarti delle session dell’ultimo lavoro. Mestiere. Trucco vecchio quanto il mondo. Dunque nessuna novità,
(Pure Steel/Audioglobe) “Under the Flag”, il debut dei francesi Holy Cross, mi era piaciuto non poco, e qualche tempo fa mi chiedevo appunto che fine avesse fatto questa formazione di classic heavy metal, dato che non arrivavano notizie dal 2009. Eccoli quindi, sempre sotto Pure Steel, con il secondo album: i temi cambiano completamente, e ci si sposta dalle gesta dei vichinghi alla modernità
(SPV/Audioglobe) Non è passato troppo tempo – circa un anno e mezzo – da quando ho recensito (
(Death Rides a Horse Agency) Fantastico. Semplicemente fantastico. Un EP che marca il debutto di questa band danese, questa band particolare, innovativa. Musica piena di atmosfera, di emozione, di fantasia. La romantica e angelica voce di Monika Pedersen (ex Sirenia) domina un’idea compositiva diversa, un concetto sonoro che ha la potenza emozionale di una colonna sonora
(Autoproduzione) I Mantra sono una band francese che ha sviluppato un sound piuttosto particolare. Un metal progressive che è tale sia per il mutare del songwriting che per un utilizzo di scomposizioni ritmiche e del riffing. Una frammentazione musicale scorrevole che catalizza l’attenzione dell’ascoltatore e domina le otto composizioni, le quali si aprono con “Toward the Light”, dove
(Ván Records) Alexander von Meilenwald pubblica il quarto album sotto il vessillo The Ruins Of Beverast. Toni sepolcrali e gelidi, a metà tra death, doom e black metal (anche se quest’ultimo ha in realtà una predominanza maggiore) scelti da Alexander, polistrumentista tedesco è batterista dei Nagelfar. Il progetto one-man-band continua ancora e “Blood Vaults” ha i toni di una
(UK Division/Andromeda) Quando penso al metallo cantato in italiano, la prima band che mi viene in mente sono i Rosae Crucis, e la seconda i Vanexa; ma i friuliani Tempesta non sono certo da meno! I nostri perseguono questa scelta coraggiosa ormai dal 2007, e “Scusate per il Sangue” è il terzo full-“length” di una carriera iniziata quasi venti anni fa. Il punto di forza di questo disco
(Bakerteam Records) Suoni moderni, suoni letali. Infettano l’atmosfera dalla calda Sardegna, ma il loro sound micidiale emana sensazioni fredde, mortali, un autentico incubo concentrato in nove furiose tracce dove un metallo dalle sembianze moderne, con richiami industriali, si scatena in un qualcosa che rende l’aggressività una ragione di vita, una scienza perversa che i quattro
(Saol Music) L’hard rock non è solo un genere musicale. È uno stile di vita che coinvolge, che non è mai scomparso, che rinasce, che attira e crea dipendenza. Deve essere questa la ragione per la quale il chitarrista dei Revoltons (power/thrash) Alex Corona e l’ex batterista degli Elveking (folk/power) Elvis Ortolan decidono di cambiare genere e darsi al vizio, alla corruzione, alla vita
(This Is Core Music) Nati dalle ceneri dei My Sweet Nightmare, band metalcore, i Desource si propongono con questo debut album alla scena (estrema) italiana, nella quale da il suo contributo la This Is Core Music, che fa delle modernità il suo credo. Il sound dei Desource è un ottimo ibrido tra metalcore, cenni nu-metal, hardcore, groove metal e così via, ma con una dominante progressive
(Steamhammer / SPV) Che band assurda questi olandesi. Un passato strano, confuso. Sono in giro da trent’anni, ma la loro line up è sempre stata un autentico casino. Una band sfortunata. Non hanno mai avuto un gran successo, al contrario di certi membri storici quali Arjen Lucassen che andò a dedicarsi al suo famoso progetto solista. Per fortuna c’è ancora il cantante fondatore con la sua voce
(Pure Undergound/Audioglobe) Il primo embrione dei Javelin risale addirittura al 1983, ma solo oggi questi meritevoli tedeschi arrivano al debut: quest’epoca di revival sta insomma permettendo a tutti di realizzare i propri sogni nel cassetto! Va comunque detto che in questi 30 anni (!) la band ha pubblicato due ep e un demo. Ben dodici brani più intro per questo “Fragments of the Inner
(Inverse Records) Imponente debutto per i finlandesi Vorna, autori di un black/folk impressionante, curato, pieno di idee ed iniziativa. Musicalmente il tutto sembrerebbe basarsi sul del normale black sinfonico, ma è un ascolto accurato che svela la genialità di questo sestetto di Tampere: le iniezioni folk, certe impostazioni melodiche e svariate idee sonore originali rendono