CORNERS OF SANCTUARY – “Blood and Steel Volume II” (EP)
(RFL Records) I Corners of Sanctuary hanno subito dato un seguito al primo EP “Blood and Steel”: altri quattro brani che continuano, sarò onesto, a non (altro…)
(RFL Records) I Corners of Sanctuary hanno subito dato un seguito al primo EP “Blood and Steel”: altri quattro brani che continuano, sarò onesto, a non (altro…)
(Iron Bonehead Productions) I bielorussi Pa Vesh En (o dovrei usare il singolare?) continuano la loro discesa verso territori abbastanza inesplorati del black più cacofonico, sperando di trovarvi un briciolo di struttura in modo tale da poter continuare a chiamare questo agglomerato sonoro ‘musica’. (altro…)

(Mighty Music) Nati negli anni ’90 e con una battuta di arresto verso la metà della prima decade dei 2000, i Transport League sono poi ripartiti e fino a collezionare, contando anche “Kaiserschnitt”, nove album in studio, inoltre sono innumerevoli i (altro…)
(Autoproduzione) La stilista brasiliana Trapezia, creatrice di una linea personale di vestiario gothic e burlesque, ha scoperto da poco di essere interessata al mondo del metal: e propone così al pubblico un breve EP di tre tracce. (altro…)
(Season of Mist) Si avviano ai quindici anni di carriera i finlandesi e infatti il loro compleanno sarà celebrato il prossimo anno, preceduto dal sesto album in studio. Una discografia piuttosto nutrita grazie a innumerevoli split ed EP, hanno permesso alla band nordica di evolvere il proprio sound che è sostanzialmente un incrocio tra death metal di fabbricazione scandinava (altro…)
(Massacre Records) Lo scorso anno la pubblicazione dell’album “Supreme Hypocrisy”, il sesto in studio, ha offerto una certa visibilità alla band svizzera The Order, tanto da raggiungere il 28esimo (altro…)
(GMR Music) Sotto il vessillo del rinoceronte si riuniscono il cantante Herbie Langhans (Firewind, Avantasia, SinBreed, Radiant), il chitarrista nonché bassista Filip Vilhelmsson (Revolverlution, Bai Bang, Damien) e il batterista Mikael Rosengren (Dirty Passion, Revolverlution, Bai Bang). (altro…)
(Soman Records / Treehouse Records) Per una volta ci troviamo di fronte ad un Gruppo culturalmente e geograficamente non connotabile: Francia, Brasile, Belgio, Portogallo… per non parlare delle tematiche e delle sonorità trattate, molto mediorientali. Più che ad un gruppo, a ben vedere, ci troviamo di fronte ad un progetto, che ha colto l’occasione della pandemia per confrontarsi su un sentire comune, maturato in questo CD. (altro…)
(Pelagic Records) Un album nel 2017 e un EP l’anno dopo con la Svart Records, ora è la Pelagic Records a dare alle stampe il secondo album di questa formazione finlandese artigiana di sonorità sospese tra post rock, elettronica, atmospheric rock. Con alla voce (altro…)
(Emanzipation Productions) Avrei scommesso il mio piede sinistro sul fatto che questo gruppo fosse statunitense… e ora sarei mister gamba di legno. (altro…)

(Exile On Mainstream) Sono al terzo lavoro questi inglesi, un lavoro che rompe con un passato composto da due album interamente strumentali. “Push” è pungente, un post rock, un post hardcore, mescolato con alternative metal che per l’occasione aggiunge al quartetto due musicisti: Jonah Matranga (Far, Gratitude) alla voce e Mitch Wheeler (Will Haven) con ulteriori partiture di batteria. (altro…)
(Avantgarde Music) Inarrestabili gli americani Windfaerer! Hanno fatto passare tre anni dall’ultimo “Alma” (recensione qui), ma tornano ora possenti ed intriganti, con un imponente lavoro che conferma la loro direzione black/folk, tanto ricca di violenza quanto di suggestiva ambientazione. (altro…)
(Metal Blade Records) Il 2020 doveva essere l’anno della (ri)consacrazione dei Cirith Ungol, che avrebbero monopolizzato nientemeno che il Keep it true facendo da headliner in entrambe le serate… sappiamo tutti alla fine come è andata. Per (altro…)
(Vargheist Records) “Destino nel nome”? Sì, forse per i due losangelini che portano avanti questo progetto si potrebbe usare la famosa espressione. Perché “ferale” è proprio il termine che userei per descrivere almeno in parte la proposta musicale qui recensita. La musica del duo è istintiva, diretta, chiara negli intenti quanto nell’esecuzione, ridotta all’osso, essenziale e onesta. (altro…)
(Pride & Joy Music) Il secondo disco dei Season of Dreams mi sembra avere lo stesso problema del primo (recensione qui): il cantato dello svedese Johannes Nyberg, che ha peraltro lasciato la band, non è all’altezza della musica composta dal francese Jean Michel Volz, e nonostante i numerosi ospiti coinvolti anche “Heroes” finisce per non decollare mai. (altro…)

(Avantgarde Music) Dea e A.B.R., le due menti dietro questo progetto, sono in combutta da un paio di decenni. Hanno suonato black metal in varie band disperse tra Francia e Belgio (i loro paesi di origine) ma solo ora si riuniscono per convergere le loro molteplici influenze in questo debutto, tasto aggressivo, quanto atmosferico, tanto brullo e siderale, quanto caldo ed emozionale. (altro…)

(Despotz Records) Gli svedesi Thyrfing sono in circolazione da molto tempo, emersi negli anni d’oro del black nordico e suoi derivati. Il loro viking/pagan è stato ribadito da ben sette album, tutti usciti a distanza relativamente ravvicinata in un range di anni che va dal 1998 al 2013, tuttavia sempre con un lento ma progressivo allungamento del tempo di attesa tra un disco e l’altro, tanto che dopo il precedente “De ödeslösa” la band è caduta nell’abisso del silenzio discografico, rotto solo quest’anno da alcun i singoli offerti come anticipazione di questo nuovo ottavo sigillo, il quale -nonostante la lunga pausa- vede la conferma della line up del precedente lavoro, supportata da una nuova etichetta, la nota Despotz Records. (altro…)
(Firecum Records) Uscito originariamente nel 2014, il debut nonché (al momento) unico full-length del duo americo-portoghese Dragon’s Kiss viene ristampato su vinile; devo dire che, purtroppo, “Barbarians Of The Wasteland” brilla ben poco. (altro…)
(Noble Demon) Al debutto discografico, gli Oceanhoarse promettono scintille e fuochi artificiali… diciamo che tutti i gruppi, bene o male, promettono tanto, ma solo alcuni non disattendono le promesse date. Nel caso di questo nuovo gruppo nato al Helsinki la regola vale a metà. (altro…)
(High Roller Records) Ennesimo ‘finto album’ (dico così perché hanno tutti la lunghezza di un generoso EP) per gli Haunt di Fresno, California: dopo “If Icarus Could Fly” (qui) e “Mind Freeze” (qui), e mentre è già stato annunciato un altro full-length, e mentre me ne sono perso addirittura un altro (!), “Triumph”, uscito nel 2020, gli US metallers (in realtà questo disco è registrato dal solo creatore del progetto, Trevor William Church, anche se ora c’è una instabile line-up) piazzano pure questo “Flashback”, 31’ di sound retro e armonizzazioni anni ’80. (altro…)

(InsideOut Music) Semplificando il nome e chiamandosi ora solo NMB, la Neal Morse Band gunge al quarto album, tornando ad un disco non pensato come concept, un nuovo lavoro sotto la direzione di Neal Morse (voce, chitarre e tastiere), sempre accompagnato dal batterista Mike Portnoy (Liquid Tension Experiment, ex Dream Theater), il bassista Randy George, Bill Hubauer (tastiere e voce) ed Eric Gillette (voce e chitarre)… ovvero un manipolo di musicisti di altissimo livello, di virtuosi senza paragoni. (altro…)
(Dying Victims Productions) Esordio su EP per gli australiani Fate’s Hand, che mantengono un alone di mistero centellinando su internet le informazioni che li riguardano…. (altro…)

(No Remorse Records) Raccolti attorno al cantante della line-up originale, Michale Podrybau, gli US power metallers Glacier pubblicano il proprio debut a 35 anni di distanza (!) dall’EP autotitolato che li ha resi una band cult fra i fanatici dell’american sound. (altro…)
(Century Media Records) Breve parentesi per il duo americano Spirit Adrift, il quale pubblicò l’ottimo “Enlightened In Eternity” meno di un anno fa (recensione qui). (altro…)
(Xtreem Music) Thrash metal dal Perù… e che thrash! I Maze Of Terror tornano con un nuovo album cinque anni dopo il precedente “Ready To Kill”. Il loro suono non è cambiato di una virgola: sporco, grezzo, veloce e con quel che di ‘tecnologico’ e tecnico che li contraddistingue dalle altre proposte musicali. (altro…)
(WormHoleDeath) Amanti del power fantasy metal, questo disco è per voi! “Acta Est Fabula”, il quarto full-length dei madrilegni Phoenix rising, è esattamente il tipo di album contro il quale, di solito, si scagliano quelli che devono bistrattare il power per partito preso. (altro…)

(InsideOut Music) Incredibilmente suggestivo, magico, provocante, stimolante. Il settimo quasi inaspettato album dei norvegesi Leprous ci colpisce all’improvviso, come un meteorite, con un fragore assordante, un bagliore intenso ed accecante, una ennesima dimostrazione di arte ai massimi livelli. (altro…)

(Eisenwald) Delicatezza. Un viaggio intenso tra suoni ed atmosfere musicali. Folk trasversale, ricco di influenze nordiche, decisamente radicato in quello americano, in linea con le origini del progetto, sempre assolutamente evocativo e seducente. Sean Kratz (Lucian the Wolfbearer, Ulven, ed altri) crea e suona tutto, facendosi comunque affiancare dal violoncello di Kackophonix, dai canti di Anilah (Dréa Drury), dalla voce di Michał Krawczuk (By the Spirits). (altro…)
(Pure Steel Records) Già ritornati in pista nel 2015 con “Reincarnation”, e poi nel 2018 con “Harvest Of Soul” , i Thrust dimostrano di non voler scomparire di nuovo (come fu dal 1985 al 2002, e poi dal 2003 appunto al 2015…), e danno continuità alla propria carriera con questo “The Helm Of Awe”, il loro quinto, roccioso album in studio. (altro…)
(Off Yer Rocka Recordings) Nel mese di maggio era stata annunciata questa pubblicazione per il trentennale dell’album, il primo per l’hard rock band inglese e pubblicato con la EMI. Era (altro…)

(Shadow Kingdom Records) Era ora! Finalmente qualcuno che si prende la briga di pubblicare decentemente questo quarto album degli Hour of 13, una band mitica, leggendaria, la quale non ha certo bisogno di tante presentazioni. Dietro le quinte, solo lui, l’introverso Chad Davis, un artista che ha collaborato con dozzine di altre band, oltre che ospitare nel suo progetto vari artisti, tra i quali il grandioso vocalist Phil Swanson (Seamount, Lords of Triumph, Briton Rites, ecc). (altro…)

(Mighty Music) Puro hard rock, puro heavy metal per i danesi Black Swamp Water, giunti ormai al terzo album e con un nutrito seguito di fans, specie in patria. Influenzati da una vasta gamma di sonorità, passando per Black Sabbath, Ozzy, Corrosion Of Conformity e Black Label Society, i cinque danesi mettono in piedi un album che sicuramente non grida all’originalità, ma che è capace di regalare nove brani intensi, carichi di energia, esaltanti, decisamente potenti. (altro…)
(WormHoleDeath) Dopo il citazionista “Ballads”, i costaricani Wings of Destiny tornano con un sesto album più personale: i riferimenti del sound sono sempre quelli del classico power metal sinfonico, ma la varietà non manca (altro…)