CARNATION – “Cursed Mortality”
(Season of Mist) Il death metal dei Carnation resta una devozione incondizionata al death metal svedese dell’epopea Dismember ed Entombed. Dopo l’ottimo “Where Death Lies” di tre anni fa, secondo album (altro…)
(Season of Mist) Il death metal dei Carnation resta una devozione incondizionata al death metal svedese dell’epopea Dismember ed Entombed. Dopo l’ottimo “Where Death Lies” di tre anni fa, secondo album (altro…)

(Nuclear Blast Records) A volte capita di parlare di alcune band di una certa importanza usando ed abusando di termini come leggendari o seminali; è successo anche a me, magari sull’onda dell’entusiasmo dopo l’ascolto di un album particolarmente ben riuscito, salvo poi rendermi conto di avere esagerato. (altro…)

(Atomic Fire Records) Rafael Bittencourt è da tempo l’unico membro fondatore rimasto in una band che da oltre trent’anni si rinnova per proporre sempre qualcosa di nuovo. Con l’italiano Fabio Lione alla voce, dal 2013 ormai, gli Angra costruiscono un (altro…)

(BMG) Quaranta dannati anni. Diamine… ci sentivamo giovani o giovanissimi, lo eravamo… ed oggi, dopo tutto questo tempo, quando una radio o il nostro hifi spara bombe come “Shout At The Devil” o “Looks That Kill” ci emozioniamo ancora, percepiamo ancora quella ribellione giovanile… tanto che quando parte una “Too Young To Fall In Love” è impossibile non immaginarsi alla guida di una macchina sportiva, a tavoletta, nella notte verso la prossima avventura, verso il prossimo concerto, la prossima festa. (altro…)
(Supernatural Cat) Pubblicazione autunnale, per Halloween di preciso, visto che la data di pubblicazione di questo nuovo EP degli Ufomammut è il 31 di ottobre. Solo tre pezzi e due dei quali già ampiamente diffusi nelle settimane precedenti. La title track, “Supernova” e “Vibrhate”, con prima e terza (altro…)
(Scarlet Records) In quindici anni di carriera i Game Over hanno espresso un solo verbo, quello del thrash metal. Un logo che ricorda vagamente quello dei Death Angel, è una traccia indelebile per i ferraresi, alfieri di un genere che non conosce flessioni nel passare del tempo. “Hellframes” (altro…)

(A Beast in the Field) Terzo album per i canadesi Crystal Coffin, i quali dalla formazione nel 2017, non si sono mai riposati pubblicando un disco nel ’20, un’altro nel ’21 e ora questa nuova opera di black melodico suggestivo, interessante, provocante e dannatamente intelligente. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Doro, artista ormai in circolazione da ben quattro decenni, ci regala un disco che finalmente offre un seguito a “Forever Warriors, Forever United” uscito ormai cinque anni fa (recensione qui). Un nuovo album molto sostanzioso che ci sottopone -con le bonus tracks- ben venti brani per oltre un’ora ed un quarto di musica. Qualche novità? Qualche tendenza innovativa? (altro…)
(Crawling Chaos) Dopo dieci anni i bavaresi Nebelkrähe pubblicano il terzo albumin studio ed esprimono una forma musicale e di stile formidabili. Il black metal dei Nebelkrähe si avvale di sfumature dark, fugaci tocchi d’avanguardia o forse di una semplice sperimentazione, infondendo (altro…)
(Remparts Productions) Il duo punta, nelle intenzioni, a una commistione tra doom e black metal dall’impronta melancholic. C’è un forte senso di decadenza e sofferenza in questo lavoro, striato (altro…)
(Metal Blade Records) Da diverso tempo i W.E.B. ovvero Where Everything Begun, si sollazzavano con l’idea di pubblicare del materiale del genere e infine la cosa ha avuto davvero un seguito. Ecco dunque un EP per lanciare una nuova (altro…)

(ViciSolum Productions) Metal progressivo made in UK con gli Sky Empire, una band in circolazione dal 2016, con successivo nel 2018 con al microfono il compianto Yordan Ivanov, vocalist di spicco scomparso tragicamente in un incendio nel 2019. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Dopo sei album in studio, anche per i tedeschi Obscura è giunto il momento di catturare dal vivo quanto di buono è stato creato in studio in vent’anni di onorata carriera. (altro…)
(Osmose Productions) Nessuna informazione sul musicista che debutta con il moniker Efraah Enhsikaah e che mette al microfono per la title track e “Dead Sun Shines Bright” Meyhnna’ch, altro one man band noto con Mütiilation. Siamo (altro…)

(autoprodotto) Musicali, accattivanti, catchy, un rock pieno, seducente, ricco di blues. Trio svizzero, tre ragazze scatenate, travolgenti… con quella tendenza punk irriverente. Due sorelle, Sophie e Sara, con l’amica Franca, quindici anni di storia, il quarto album: brani che sono stati tutti scritti nei ritagli di tempo, tra un concerto e l’altro, tra un viaggio e l’altro… così, con spontaneità, con un senso di purezza destabilizzante totalmente percepibile in ognuno dei nove pezzi. (altro…)

(Chaos Records) Secondo album in, udite udite, quasi quarant’anni di carriera per il gruppo svedese, che circa un annetto fa si ritrova in studio per una rara prova di registrazione. (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Occhio alla copertina, perché potrebbe fregarvi. Non siamo di fronte ad un gruppo che fa doom, bensì un trio in grado di ammaliare con atmosfere sludge e stoner rock, con una propensione alle atmosfere cupe e oscure, in cui lunghe, lunghissime intro esplodono improvvisamente in ritmi sincopati e registrazioni che sanno di grasso per catene e limature di ferro, il tutto condito con qualche inebriante aroma di sostanze psicotrope e narcotizzanti. (altro…)

(Blues Funeral Recordings) Cosa ascolta il maligno oltre al black metal? Probabilmente, per rilassarsi e sballarsi un po’ potrebbe tranquillamente ascoltare i Dopelord. (altro…)
(Silver Lining Music) Tredicesimo album dei Dokken e chi lo avrebbe mai pensato che il buon Don arrivasse a tanto. Lo split della band nel 1989, una formazione mai del tutto stabile che ha visto passare gente come Mark Boals, Barry Sparks tra gli altri. George Lynch che dopo lo split ritorna a schitarrare solo per (altro…)

(Moribund Records) Ci sono voluti cinque anni agli italiani Mourning Mist per dare seguito al loro omonimo debutto uscito nel 2015 (recensione qui)… si perché “Amen” risale ormai a tre anni fa, pubblicato dalla BloodRock Records… e solo ora reso più noto dalla Moribund la quale lo rende disponibile su CD. (altro…)

(Svart Records) La scena metal finlandese è sempre stata piuttosto fiorente, basti pensare al power metal, magnificamente rappresentato da giganti come Stratovarius e Sonata Arctica, per non parlare del black, con formazioni come Impaled Nazarene, Barathrum e Moonsorrow, mentre i primi Amorphis rappresentano il meglio del death metal proveniente dalla terra dei mille laghi. (altro…)
(Debemur Morti Productions) Scelgono una strada facile che poi con loro, i The Amenta, facile non lo è mai, cioè pubblicare un album di cover. La band australiana che si esprime attraverso sonorità elaborate, soffocanti, folli, sperimentali, pubblica un album con dieci pezzi e dei quali solo (altro…)

(Magnetic Eye Records) I Restless Spirit sono un fulgido esempio di come si possa fare del buon doom metal moderno, in cui le influenze di Ozzy e dei Type O Negative si fanno sentire spesso e volentieri, anche se mischiate ad una buona dose di personalità. (altro…)
(Metal Blade Records) I Sorcerer hanno una storia atipica, in quanto si formano verso la fine degli anni ’80 a Stoccolma e incidono due demo ma l’attività cessa nei primi anni ’90. Si riformano nel 2010 con solo due elementi della formazione originaria e tra l’altro con uno dei due che fu il primo ad abbandonare (altro…)

(Skatbo Records) Il batterista svedese Daniel Strachal (ex Lobotomy) inventa una nuova creatura doom… e con lui ci sono il chitarrista e vocalist Victor Takala (ex Eyekon, e pure ex session live dei Katatonia) e il bassista Max Collin (Lobotomy, Blindfold). I riff qui sono pesanti, pesantissimi… graffiano dolorosamente sfiorando territori più marci, pur restando fedeli alle linee guida di bands come Candlemass o The Obsessed. (altro…)

(Vendetta Records) Dal logo degli austriaci si capisce subito il rimando poco velato al mito di Cthulhu e all’immaginario lovecraftiano. (altro…)

(Peaceville Records) A distanza di solo un anno dall’ottimo “Morbidity Triumphant” (recensione qui), tornano in pista i leggendari Autopsy, capiscuola di un certo modo di intendere il death metal. (altro…)
(Epictural Production) La Epictural Production pubblica sempre qualcosa di interessante, se non addirittura di particolarmente distintivo. Con i Theosophy l’etichetta francese tiene alto lo standard qualitativo, pur con una proposta non tale da essere particolarmente distintiva. I russi Theosophy (altro…)
(Scarlet Records) Band rodata, solida, dall’espressività musicale ancorata al symphonic metal e sue inevitabili inflessioni. Gli Elegy Of Madness alle spalle hanno quattro album e per questo quinto ingaggiano la soprano Kyrah Aylin. Italiana anch’essa come gli altri della band, Kyrah Aylin è uno spettacolo vocale. Tra (altro…)

(Argento Records/Wolves of Hades) Debuttano questi One of Nine, black metal band un po’ misteriosa, apparentemente proveniente dagli USA. Puro black metal anni ’90… avete presente i Dimmu Borgir epoca “Enthrone Darkness Triumphant”? Eccoli, con un bel po’ di tastiere in meno, certo, ma con quella potenza melodica, quei crescendo epici che offrono anche un sapore malvagio a-là Dissection. (altro…)

(Indie Recordings) Cinque maestosi brani folk-epic-rock, resi ancor più grandiosi dalla potentissima voce della front woman Gunnhild Sundli! I norvegesi Gåte sono in giro ormai da oltre un ventennio, se non consideriamo quel paio di pause che si sono presi in questi anni, e sono maestri nel fondere assieme concetti come folk norvegese ed elettronica, oppure folk nordico e metal: (altro…)

(20 Buck Spin) Pochi giorni fa mi è capitato di ascoltare per l’ennesima volta “Human”, capolavoro dei Death ed album in cui militavano Sean Reinert e Paul Masvidal dei Cynic. (altro…)

(Force Music Recordings/Bertus) Ammiro gli olandesi Within Temptation. Li ammiro per la loro storia che si avvicina al trentesimo anno, con una base della line up stabile, quella composta dai coniugi Sharon den Adel e Robert Westerholt, e dal bassista Jeroen van Veen… oltre ad un resto della formazione che non cambia da oltre uno o due decenni. (altro…)

(Invictus Productions) Continuano a remare contro corrente gli slovacchi Malokarpatan: contro ogni moda, contro ogni evoluzione, contro ogni ricerca estetica… praticamente sono contemporaneamente la negazione e la salvezza del music business moderno: i veri salvatori, coloro che tengono viva la fiamma, i puri ed irriducibili eroi del metal più oscuro e privo di nocive contaminazioni, con chitarre essenziali e riff che vengono concepiti con uno stile riconducibile al libro sacro dell’heavy metal. (altro…)

(Is it Jazz? Records) Erland Dahlen è un batterista senza confini che ha suonato in almeno 300 album diversi, con una impressionante vastità di artisti differenti, attraverso una galassia infinita di generi e stili musicali. (altro…)