ISENORDAL – “Requiem for Eirênê”

(Prophecy Productions) Se vogliamo semplificare, possiamo gettare gli americani Isenordal dentro il calderone del funeral doom… commettendo però un errore madornale. (altro…)

(Prophecy Productions) Se vogliamo semplificare, possiamo gettare gli americani Isenordal dentro il calderone del funeral doom… commettendo però un errore madornale. (altro…)
(My Kingdom Music) Il 2014 è il tredicesimo anno di attività dei veneti In Autumn che lo salutano con la pubblicazione del terzo album intitolato “What’s Done Is Done”. Sei anni dopo “Greyerg”, QUI recensito, la doom-death metal band sfida sé stessa provando a superarsi, dopo un lasso di tempo in (altro…)
(autoproduzione) “On This Earth” è l’album d’esordio degli Inver, band che ha nelle proprie corde una totale ascendenza dalla dark-goth wave che ripresenta con leggerezza nella propria variante metal. Le ombre, le atmosfere, la malinconia di “On This Earth” sono fortemente determinate da questo retroterra (altro…)

(Transcending Obscurity Records) Dopo due buone prove nel 2018 e nel 2021, tornano gli americani Imperialist con un EP di 4 tracce (se si esclude la breve intro). Impossibile fare black in America e non essere influenzati dal death tecnico… e gli Imperialist non sfuggono certo a questo mantra. (altro…)

(Invictus Productions) In dieci anni di esistenza gli italiani Into Darkness non hanno ancora debuttato, non con un full length per lo meno; hanno invece pubblicato vari demo, split ed ora un nuovo EP, in verità già uscito qualche mese fa nei formati CD e cassetta (Unholy Domain Records)… ma ora finalmente in vinile grazie alla Invictus Productions. (altro…)

(Autoprodotto) Quando si parla di prog metal, il riferimento è uno e uno soltanto, ossia i Dream Theater. E a loro cercano di misurarsi i nostri Isometry, qui presenti con un album autoprodotto; le dieci tracce che compongono l’opera sono molto articolate, con un uso massiccio e aggressivo della batteria, che tende a tratti a sovrastare gli altri strumenti. (altro…)
(Massacre Records) Gli Immortal Guardian non rappresentano il metal fatto con semplicità e tuttavia il loro prog metal è gonfio di melodie che lo rendono assimilabile all’ascoltatore. La band si destreggia tra elementi thrash e power metal, tra un blando symphonic ed epic metal e non rinunciando a qualche (altro…)
(Underground Symphony Records) Presentatisi qui con una formazione finalmente un po’ stabile, i nostri connazionali Ivory si presentano con un disco maturo e ben costruito, possibile tassello della conferma professionale dei nostri. (altro…)

(Vendetta Records) Duo norvegese che, sulla carta, suona il tipico black metal nazionale. Ma è davvero così? Forse, ma solo in parte, in quanto “Kvern”, lavoro del duo proveniente dalle foreste del Telemark riesce ad andare oltre, abbracciando senza dubbio il black, ma iniettandoci dettagli personali, quei dettagli suggeriti dalle occasionali tastiere, dai ritmi lenti ed ossessivi, da quel sound così primordiale, carnale, viscerale, pulsante, quasi marziale… come conferma l’epilogo della favolosa “Til gjeste”. (altro…)
(autoproduzione) Beliath crea questo progetto nel 2019 e “The Dawn Of Blackened Death” è il secondo album. Beliath, voce, chitarra e basso, è stato affiancato dal batterista Torturer, oltre a qualche assolo e voce di ospiti per completare questo blackened death metal arrembante e spesso percorso da (altro…)

(AFM Records) Pur non avendo mai sfornato un capolavoro epocale, gli Iron Savior, giunti all’undicesimo album di una rispettabilissima carriera, rappresentano una solida garanzia di qualità; tra alti e bassi infatti, la formazione amburghese capitanata da Piet Sielck non ha mai propriamente deluso gli amanti del power tedesco, assestandosi sempre su ottimi livelli qualitativi, ed infatti stiamo pur sempre parlando di un personaggio che, sia dal punto di vista musicale che a livello di produzione, ha contribuito attivamente a creare quel sound che ha fatto la fortuna di formazioni come Helloween, Gamma Ray e Blind Guardian. (altro…)

(Nadir Music) Amo le trilogie. E adoro quando si concludono, perché finalmente pongono fine a quella provocante attesa che nel loro incedere instaurano nella mente. Prima venne “Der Golem”, agli inizi degli anni 2000; poi un decennio dopo fu il momento di de “Il Volto Verde” (recensione qui). Nel frattempo uscirono altre pubblicazioni, come il maestoso “L’Incanto dello Zero” (recensione qui) del 2018, ma ora, dopo un ulteriore decennio dal secondo capitolo, esce il terzo episodio, ovvero questo intenso “Il Domenicano Bianco”. (altro…)
(Debemur Morti Productions) Il progetto black metal statunitense Imperial Crystalline Entombment ha oltre vent’anni e giunge ora al secondo album in studio. Formazione labile, spesso tenuta in disparte dalla notorietà della sua completa definizione, mentre il taglio black metal del suonare resta un mettere (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Si prenda il death metal più estremo e oscuro, lo si spinga a velocità anche esasperate e tali da avvicinarlo al black metal, ed ecco la forma concreta di questo terzo (altro…)

(Signal Rex) Da Sarajevo giungono al debutto gli Izrod, band composta da musicisti esperti e già molto attivi sulla fervida scena bosniaca (i quattro provengono da acts quali Cave Ritual, Void Prayer, Lustblood, Bestias e moltissimi altri). Un altro progetto, un’altra band che si aggiunge allo già sconfinato scenario black metal? (altro…)

(Eternal Death) Questi inossidabili buzzurri sono in giro, udite udite, da due decenni… eppure sono riusciti a debuttare solo ora con una release ufficiale. Un EP che farà la gioia degli amanti del thrash più aggressivo, quello urlato sanguigno, che spesso e volentieri vira verso il death e che non vuole assolutamente fare prigionieri. (altro…)

(Iron Bonehead Productions) Terzo album per Infernal Curse, band argentina che non ho mai avuto modo di ascoltare finora, ma se quanto prodotto in precedenza si assesta su questi livelli qualitativi, allora provvederò a recuperare gli altri due album. (altro…)

(Golden Ivy Records) Manou alla voce. Con lei Tal Bergman (Joe Bonamassa, Billy Idol) alla batteria, Sebastian Eder (Avalon) alla chitarra, Kevin Moore (Jennifer Rush) al basso e Anders Olinder (Glenn Hughes) alle favolose tastiere. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Decisamente… immortali! Giusto? Dopo il ritorno del 2018 con “Northern Chaos Gods” (recensione qui), il primo senza Abbath, torna Demonaz con un nuovo succulento concentrato di VERO black metal. Poche chiacchiere, poche stronzate: dimenticatevi la modernità e quelle infinite varianti; scordatevi le cose raw ed ancestrali, o qualsivoglia derivazione successiva, sia essa sinfonica, atmosferica, blackned, post, o non so quale altra declinazione. (altro…)
(Horror Pain Gore Death Productions) Provengono dalla Florida gli Inferion e da otto anni non pubblicavano alcunché. “Inequity” è il quarto album per questi valorosi alfieri del blackened death metal presentato con taglio melodico. Un suonare che abbraccia dunque elementi sia black che death metal e l’elevato tasso (altro…)

(Godz Ov War Productions) Primo EP ufficiale per Ifryt, one man band polacca che si era affacciata sul mercato già nel 2017 con “Eclipses”, demo caratterizzata da sonorità black metal mescolate con lo speed metal, dove brutalità e velocità la facevano da padrone. (altro…)

(Rock Of Angels Records!) Due nuovi EP dai maestri Iced Earth che sostanzialmente raccolgono del materiale del periodo 2007-2008 nel quale la band ha visto l’avvicendamento del cantante Tim ‘Ripper’ Owens e il sia predecessore che successore Matt Barlow. Quest’ultimo lasciò la band una prima volta nel (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Dopo sette anni di distanza, i liguri Isaak arrivano alla prova del…3. Sì perché si sa, il terzo album è quello della conferma o quello dell’inizio della fine. (altro…)

(Tragedy Productions) Il cileno David Cofré è un polistrumentista che, in seguito ad una importante perdita nella sua vita privata, ha cercato attraverso la musica di sfogare quella disperazione che stava riducendo la sua vita in un deserto di dolore. La sua proposta artistica gira tutta attorno a “Catalina” (probabilmente quell’amore rubato dalla violenza di una morte improvvisa): c’è nel moniker, c’è nell’intera offerta, ovvero il demo “Catalina” del 2022, il primo album “Catalina (I, II, III, IV)” uscito digitalmente lo scorso dicembre e nell’album “Catalina (V, VI, VII, VIII)” uscito a febbraio. (altro…)

(Black Lion Records) È il debutto per questi irlandesi, band formatasi nel 2021 che vede in line up gente come Gareth Murdock degli Alestorm, oltre ad elementi dei death metallers Overoth e dei folk metallers Celtachor. Cinque brani, meno di mezz’ora per un sound che si dichiara compatibile con bands quali Dark Funeral, Dissection e Dimmu Borgir, cosa decisamente vera… con una particolare attenzione verso i primi e gli ultimi elencati. (altro…)

(Avantgarde Music) Secondo capitolo per la poderosa e suggestiva post doom metal band spagnola, la quale offre il successore dell’ottimo “Cuerpos En Sombra” uscito nel 2021 (recensione qui). Dieci nuovi imponenti brani, meravigliosamente avvolti da un senso di mistero che emerge dalle sonorità, dagli arrangiamenti, dall’impostazione generale in grado di unire la freddezza del post metal alla carnalità sulfurea del doom. (altro…)
(Sentient Ruin) Gli Isolant fanno musica davvero selezionata, ma selezionata con il contagocce. Dal 2015, infatti, non si sentiva parlare di loro. (altro…)

(Century Media Records) Album di alto livello questo “Anno 1696”, il nono lavoro in studio dei finlandesi Insomnium. Un concept che si basa sul breve racconto omonimo scritto dal frontman Niilo Sevänen, storia inclusa nell’album sia in lingua originale che tradotta in inglese. (altro…)

(Autoprodotto/Blood Fire Death) La battaglia non finisce mai per questi guerrieri catalani! Il loro clan risale al 2006, questo è il loro quarto album… il primo completamente in inglese, un po’ per uscire dai confini nazionali, un po’ per dare un mordente ulteriore a queste canzoni guerrafondaie, eroiche, narranti saghe di guerrieri, di conquiste, di sangue versato nel nome della gloria. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Ciascun gruppo che è nato nel metal e lì è cresciuto mangiandosi la concorrenza dovrebbe sapere una cosa essenziale: le radici sono importanti, prima o poi si dovrà rendere conto a chi ti ha dato la notorietà. (altro…)

(Nordvis Produktion) È pura arte la musica di Jesse Heikkinen (anche nella black metal band Benighted in Sodom e il suo altro progetto solista Phallosopher), il polistrumentista che sta dietro questo progetto finlandese. “Trench of Loneliness”, il suo quarto album, questa piccola perla di psychedelic neo folk, è una sua totale creazione: ogni strumento, la composizione, la registrazione il mix… è tutta farina del sacco di Jesse, il quale si è fatto ‘aiutare’ solo da Hiski Pajuniemi per alcune parti interpretate dal flauto a fischietto. (altro…)

(F.thebassplayer Records) Sono francesi, sono un duo, nella vita sono contadini (hanno un fattoria in Guascogna, la Lou Casse. Per davvero!), ma hanno messo anche in piedi una rock band fai-da-te… una band che è ha suonato diverse date oltreoceano e pure in questo continente, calcando pure il palco del Rock The Castle in Italia (guarda le foto qui). (altro…)
(Avantgarde Music) A fine 2021 fa la one man band francese capitanata da Antoine Scholtès aveva debuttato con l’imponente “Monolith Of Light” (recensione qui) ed ora, a poco più di un anno di distanza, ecco il ritorno con l’evoluzione di quelle sonorità, con produzione e definizione del suono più organiche e meno scarne, meno lo-fi se vogliamo, sempre tuonante, sempre evocativa, ora però capace di offrire una resa pazzesca, anche in quei passaggi più furiosi che non nascondono le tastiere di contorno e quel massiccio groove di basso il quale emerge prepotente dal sottofondo dello spettro sonoro. (altro…)

(Shadow Kingdom Records) Gli Iron Void, come il titolo stesso dell’opera suggerisce, sono arrivati alla quarta uscita discografica. Una intro piuttosto lunga e, a dirla tutta, piuttosto slegata dal contesto del resto dell’album, fa da preambolo per una otto tracce che si rifanno al doom anni ’70, con richiamo ai Black Sabbath e alla scena inglese di quegli anni. (altro…)

(Napalm Records) Sempre e solo profonda oscurità dai meandri della Foresta Nera. Avvolge la mente il settimo album dei tedeschi Imperium Dekadenz, in un sublime equilibrio tra black meta più classico, di matrice nordica e divagazioni più ricercate, sempre atmosferiche, tetre, suggestive… senza mai che questi due filoni vengano chiaramente divisi, dando quindi vita ad una miscela imponente, una impronta molto personale nel concepire la musica estrema. (altro…)