DEEP PURPLE – “Whoosh!”
(earMUSIC) “Whoosh!” è la terza collaborazione di fila tra i Deep Purple e il produttore Bob Ezrin. Collaborazione tra una delle più importanti realtà della storia del rock e colui che ha lavorato ad album come “The Wall” e (altro…)
(Napalm Records) Il quarto album solista di Dee Snider, monumentale singer dei Twisted Sister, offre il nome a questa nuova testimonianza live del cantante. Nonostante 
(Brutal Records) È caos questo album nel quale il death metal viene portato avanti in parte con coordinate thrash e groove metal ma soprattutto verso un suono 
(Brucia Records) Inquietante e orrido black metal suonato in una maniera che non ha nulla a che fare con i canoni classici. «Avant-Garde Depressive Black Metal» a detta
(AFM Records) Il folletto Dirkschneider non è in discussione, ci mancherebbe, anche se negli ultimi anni le sue produzioni hanno oggettivamente alternato alti (o almeno ‘
(Nuclear Blast Records) I Destruction sono già autori di altri live album e l’ultimo, cioè “The Curse of the Antichrist – Live in Agony”, è di undici anni fa. “Born To Thrash” 
(Antiq Records) Magistrale opera creata da Vittorio Sabelli, ora al sesto album in carriera, la quale sviluppa una storia che riguarda la civiltà dei
(Clobber Records) I Devastator in questione sono inglesi. La band è nata da pochissimi anni e pubblica adesso il debut album “Baptised in Blasphemy”. Il titolo del full length potrebbe
(Edged Circle Productions) Dissacrante alleanza che emerge dalla roccaforte del black, ovvero Bergen in Norvegia. Lo split che vede coinvolti i concittadini Taake e Deathcult, senza dubbio due entità devote al black metal più puro,
(Autoproduzione) Con una copertina che non nasconde, a un occhio attento, elementi di orgoglio nazionale, gli israeliani Desert ci inviano il loro terzo disco: rispetto al secondo, “

(Autoproduzione) Dal Belgio giunge il secondo disco dei Devil’s Bargain, con sette tracce legate da un debole filo conduttore (si tratta delle visioni, spesso cupe o comunque
(APF Records) Quinto album per Desert Storm, formazione inglese nota nel circuito stoner/sludge soprattutto per avere aperto gli show di molte band, tra le quali Red Fang, Crowbar, Orange Goblin e Mondo Generator. 
(Rockshots Records) Proclamano orgogliosamente di non essere dei cloni di Nightwish e Delain, e direi che hanno ragione: gli esordienti svizzeri Dreams in Fragments pescano infatti 
(Soulseller Records) Viene promossa come “true norwegian outlaw country” la musica dei Deathbarrell, in quanto norvegesi 
(Non Stop Music) Favoloso il debutto degli svizzeri Dead Venus! Rock progressivo, fuori schema, curato, tecnico, melodico, suggestivo, travolgente ed esaltato dalla performance vocale della front-woman Seraina Telli… ovvero l’ex vocalist delle Burning Witches!
(Avantgarde Music) I Drought fanno parte di quei gruppi che son qui per ricordarci che le etichette nella musica esistono solo per chi vuole accettarle. Dopo un EP di quasi un lustro fa, ecco arrivare il primo vero e proprio album.
(Ulterium Records) A distanza di quattro anni dal debut “
(Ghost Record Label) Sono di Tehran i DEAtHtUNE, dove si formarono una decina di anni fa, e “Original Sin” è il secondo album. La
(Apollon Records) Ma che diamine, da quale curvatura spaziotemporale esce questo trio di punkettari incalliti? Non mi spiego come nel 2020 possa girare ancora certa musica, addirittura qui si parla di varie canzoni
(Cruz del Sur Music) I Dark Forest sono gli eredi del più puro e incontaminato heavy/epic britannico, quello che discende dai suoi lontanissimi progenitori Wishbone Ash e Uriah Heep, 
(Silver Lining Music) Probabilmente, molti di voi conoscono i Diamond Head dai brani coverizzati dai Metallica in “Garage Inc.”: la band inglese, fondata nel 1976, 
(Rockshots Records) In Italia abbiamo un ristrettissimo quanto meritorio gruppetto di band che suonano heavy/epic metal: si tratta di realtà davvero di nicchia, ma sempre in grado
(Fastball Music) Secondo album degli australiani Demonhead, dopo “Bring On The Doom” del 2015.
(AFM Records) Settimo lavoro per Dynazty, formazione svedese che da sempre propone un power metal dalle forti tinte hard rock, ponte ideale tra gli Stratovarius e gli Europe più commerciali. Dotati di un bagaglio tecnico e di un songwriting 