THE GROTESQUERY – “Curse of the Skinless Bride”
(Cyclone Empire) Adoratori del demone di Stoccolma, inchinatevi al suo ritorno. Il terzo album dei Grotesquery è tra noi. Un’attesa che non ha portato sofferenza, in quanto sappiamo bene come il sound di Kam Lee (ex-Massacre, Death/Mantas, Bone Gnawer), Rogga Johansson (altro…)
(Hells Headbangers) Seriamente, comincio ad amare questa etichetta. Tra ristampe e nuove leve, pochi sono i passaggi a vuoto della label, ultimamente. Tocca quindi ai Gouge, forieri di un death di matrice chiaramente svedese (anche se i nostri son norvegesi). Quindi spazio a dodici tracce di un death/thrash
(Autoproduzione) Passa da band siciliane, quali White Shadows, Mastif e Soul In Cage a Londra, dove entra nei Hagstone, band doom-stoner, successivamente ne esce e si cimenta da solo nelle sue qualità di cantante e chitarrista per questo album di rock/hard ‘n’ heavy.
(Autoproduzione) Secondo gesto discografico per questa band aretina, il cui sound alberga in un death con esili punte blackened dalle fattezze oscure e possenti. L’oscurità risiede nelle atmosfere, la possanza è nei pattern ritmici e nel riffing macchiato da un groove tonico, arricchito
(Autoproduzione) Fin dalla Title Track si sente che questi canadesi fanno sul serio. Gente che sa il fatto suo, che si muove agilmente tra punk, hardcore, trash e death. Quattordici tracce dirette e taglienti, il cantato irriverente in stile Obituary. Il
(Autoproduzione) Canzoni scarne e ridotte ai minimi termini, con arresti e ripartenze continue, all’interno di un hardcore rabbioso.
(Svart Records) I Garden Of Worm suonano esattamente come suonerebbe Jerry Cantrell se decidesse di spingere il suo stoner fino al doom. Ora, definire “allegro” del doom non mi sembra proprio il caso, ma questi finlandesi
(Nordvis) L’oscurità e la decadenza delle due band svedesi, Grift e Saiva, si unisce in questo tetro split, ricco di malinconia in qualche modo legata alle tradizioni del loro paese, al folklore di quelle terre. Prodotto su vinile, presenta sul lato A la traccia “Skarprättaren” dei Grift (il titolo significa “Il Boia”),
(Final Gate Records) Lo split in questione racchiude le prove su nastro di due gruppi provenienti dalla Sassonia. I Graveyard Ghoul sono dediti ad un Doom imbastardito con del death di matrice svedese e rigorosamente old school. La registrazione è davvero pessima, come la tradizione impone. Si sente che il trio si
(Crucial Blast) Quanto ha realizzato Mories, ovvero Maurice de Jong, la mente che ha partorito la mostruosità Gnaw Their Tongues, dal 2005 a oggi è qualcosa di incalcolabile, sia per quantità che qualità. L’ambient oscuro, black, occulto, demoniaco e chissà quanti altri aggettivi potrebbero
(Earsplit) I newyorkesi Grey Skies fallen ristampano in un unico package (anzi stampano, dato che finora erano usciti soltanto in digitale) i due ep del 2010 “Along came Life” e del 2012 “Introspective”. La band è attiva da quasi venti anni e presenta un mix sonoro realmente funambolesco: promoter, Metal Archives
(Sixsixsix Music) I Goatchrist sono una ex one man band inglese e l’origine anglosassone del combo si sente tutta, anche se il genere proposto non è tra i più malleabili in quanto a canoni espressivi. Ma c’è della personalità in questo demo qui riproposto in versione “ufficiale” a nemmeno un anno di distanza dalla sua
(Sliptrick Records) Piccola perla del metallo tricolore, “Simphony of Pain” suonava fresco nell’Anno Domini 1992 come oggi. Non me ne vogliano i seguaci di Jon Nödtveidt, ma prendo a paragone il capolavoro “The Somberlain” per dare un’idea di ciò che abbiamo di fronte. Esagerato? Nemmeno per sogno. Il punto è sempre il solito: se i Gravestone fossero nati in America ora sarebbero di fianco
(Hells Headbangers/Kvlt Records) I Goat Semen hanno fatto la loro gavetta, questo dobbiamo riconoscerglielo. Attivi infatti fin dal 2000 sono passati per due demo, svariati split e ben due album live per approdare in definitiva a queste otto canzoni (più intro), sono il risultato di un lavoro di composizione
(PRC Music) Li ricordate i Gorelust? Certo che li ricordate! I canadesi incisero un album nel 1995 (
(PRC Music) Li ricordate i Gorelust? Certo che li ricordate! I canadesi incisero un album nel 1995 (
(Transcending Obscurity Distribution) E se i The Darkness fossero nati in India? Se la famiglia Hawkins fosse cresciuta imparando a suonare gli strumenti tradizionali indiani e ascoltando Hard Rock d’importazione? Probabilmente il risultato sarebbe questo lavoro. Ebbene si, esiste chi conosce la musica degli anni
(Blood Harvest) EP di debutto per gli Statunitensi Ghoulghota, quartetto dedito ad un death metal che affonda le proprie radici nei primi anni ’90. I due brani che compongono questo 7” sono malsani, marci, lontani da tecnicismi e produzioni ultra moderne, preferendo un approccio più crudo anche nella produzione, grezza e
(Iron Bonehead) Senza tregua la costante devastazione del mondo da parte delle releases della Iron Bonehead. Tanto per iniziare l’anno sotto i migliori auspici, festosi auguri, feste luminose e piene di allegria, ecco uno split all’insegna della pura negazione di quanto sopra, della vita stessa. Il titolo dello split è decadenza
(Quarock Records) Ti piace subito. Ti stuzzica. Riesce a incuriosirti, ma più di ogni altra cosa a viverlo, sentirlo, farlo tuo. “Dr. Fausten (Und der höllische Anleihe)” dei Modenesi Graves Of Nosgoth abbina blackened, gothic e alcuni elementi tipici dell’heavy
(Seventh Rule Recordings) Dissacrante unione di titani che con questo split riescono a sommare le forze per dare origine ad un macigno dal peso infinito, dalla potenza estrema… brutale, incisivo, letale. Lato A: terrore estremo per ogni amplificatore, ogni maledetto dispositivo pensato per emettere suono. I Graves At Sea sputano in faccia due tracce immense, di lunga
(Iron Shield Rec.) Avendo letto le opere di Howard P. Lovecraft, mi precipito su ogni album che contenga riferimenti allo scrittore statunitense, come “Cthulhu Zombies & Anti-Cosmic Black Goats” dei colombiani Guerra Total. Nati come Eternal Dark, cinque anni dopo, nel 2002, la band cambia nome e realizza cinque album.
(Vicisolum Productions) Tornano con il terzo imponente lavoro i maestri francesi dei concept albums. Impegnati fino ad un livello che definirei perverso nel concetto che sta dietro ogni loro disco, sono sempre riusciti a dare vita a storie o fiabe che si spingono fino all’assurdo, come con il precedente disco, dove si parla della sociale della vita delle formiche. L’aspetto
(autoproduzione) Non sono sicuro. Mi piace questo disco? O mi piace molto per davvero? So solo mi sto accorgendo che crea una strana, assurda, disumana dipendenza. Non so ben che genere sia, anche se siamo in palese territorio sludge/doom, ma ci sono momenti durante l’ascolto che -per assurdo- mi ricordano i primi Obituary! Si! Propio uno sludge
(Collectors Dream Records) Great White: leggendari. Hanno fatto storia, una storia che poi li ha visti vittima di divisioni, cambi line up, scioglimenti, fino alla nascita di due versioni della band (con e senza Jack Russell). Tuttavia il loro periodo 80/90 è
(Avalanche Recordings) Il freddo, quel senso di distanza… Godflesh, ecco cosa. Nessuna emozione, nessun tentativo di comunicazione, ma solo sequenze di note che si ripetono in loop, sprigionate da chitarre cariche di elettricità. Ritmi ossessivi, impersonali, governati e diretti da una macchina. Un basso torbido e fremente. Una massa gelatinosa che vibra e sprigiona ondate di oscurità. I Godflesh sono la quintessenza della non-comunicazione. Sembra impossibile, visto
(Iron Bonehead) Black metal persistente, rovente, letale. Ma anche mistico, intenso, magico. Il mini LP 12” degli americani Gnosis Of The Witch è una rivelazione, una condanna, un rituale. Sono un duo, esistono dall’anno scorso e questo è il loro secondo EP. Sanno mescolare genialità scandinava, malvagità americana e
(The Earsplit Compound / Battleground Records) Sono due band recenti. Circa cinque anni di attività ciascuna. Un full length, alcuni demo o splits. La prima si dedica ad uno sludge pesante, anticristiano. La seconda si orienta verso un doom brutale, con massicce influenze black. Sono
(MIG Music) Klaus Schulze è una leggenda, i suoi albori da musicista si perdono in un’epoca in cui la musica era spinta verso un’espansione che l’avrebbe poi trasformata. Lui è stato una di quelle forze propulsive che contribuito a renderla una vera forma d’arte, un mezzo di comunicazione. Un qualcosa di bello. Terza data di un tour del 2009, dopo Berlino e Varsavia, il secondo è il “Big In Europe Vol.2”, questo concerto olandese
(Jolly Roger Records) Probabilmente molti dei lettori più giovani non conoscono la storia: i Gunfire si formano ad Ancona nel 1981, pubblicano un demo e un ep, si trovano a un passo dal grande salto ma la sciagurata situazione dell’epoca riguardo al metal in Italia affossa le loro speranze e provoca uno scioglimento nel 1986.
(Sliptrick Records) Quinto album per gli Italiani Gory Blister, band che dal 1991 porta avanti con coerenza il verbo del death metal. Questo “The Fifth Fury” evolve ulteriormente quanto di buono è stato fatto sul precedente “Earth – Sick”: i pezzi sono brutali, veloci e potenti, ma con un tasso tecnico sbalorditivo, di estrazione
(Napalm Records) Sta proprio bene Jonh Garcia. A 43 anni si inventa un fresco album solista, ed era ora che ne facesse uno. Un album frizzante e realizzato con gli echi dello stoner e con un rock tonico, classico. John Garcia è magnifico, è il re di un regno sonoro che sa di chitarra elettrica e vibrazioni.
(Ghost Record Label) I Padovani Grimnote nascono nel 2009 come band garage rock, ma dopo alcuni cambi di line up aggiustano il tiro in favore di un hard rock che spazia da melodie radiofoniche e quasi pop a parti pesanti e non lontane dal metal. Nell’estate del 2011 registrano il loro primo
(Napalm/Audioglobe) Mi sembra ieri che recensisco “Clash of the Gods” (
(Avalanche Recordings) Quando è stata l’ultima volta dei Godflesh? L’ultima volta con un album vero e proprio? “Hymns” nel 2001, questa è la risposta. Nei tredici anni successivi i Godflesh hanno comunque operato, dato notizia di se, anche per i tanti progetti paralleli di Justin Broadrick