HEAVING EARTH – “Denouncing The Holy Throne”
(Lavadome Productions) Le alternative per gli Heaving Earth erano due: diventare una cover band dei Morbid Angel o un gruppo con brani inediti. E hanno scelto la seconda strada, anche (altro…)
(Lavadome Productions) Le alternative per gli Heaving Earth erano due: diventare una cover band dei Morbid Angel o un gruppo con brani inediti. E hanno scelto la seconda strada, anche (altro…)
(Arctic Music) Secondo full length per i Texani Hod, band attiva dal 2007 dedita ad un black/death metal che spesso strizza l’occhio al thrash più primordiale. Il combo Statunitense attualizza la lezione impartita dai Celtic Frost, proponendo un sound diretto e grezzo, (altro…)
(Gain Music / Sony) Band ormai storica, navigata, cattiva, sfacciata, completamente fuori di testa! Da quando sono in giro? Ormai sono quasi vent’anni, compresa la piccola pausa tra “No Regrets” e “Hardcore Superstar”. Vantano un numero ampio di seguaci che li adorano, che amano il loro hard rock (altro…)
(Scarlet Record) Semplice, brutale e diretto. Il quinto album dei Danesi Horned Almighty non si discosta molto dal passato, non esce dagli schemi rigidi di un black/death caratterizzato da growl tuonante, riff taglienti, potenza diffusa, senza eccessi particolari o divagazioni di alcun tipo. Ed è qui che si pone l’eterno (altro…)
(Massacre Records) Amanti e appassionati del melodic-power hard rock, quello spesso, pomposo e tinto da tastiere che simulano orchestrazioni, molto in voga negli anni ’80, oppure coloro che sono legati all’AOR, potranno saggiare una proposta consistente (altro…)
(Napalm Records) Il precedente “Solarflesh: A Gospel of Radiant Divinity” aveva indotto l’autore di queste parole a riflettere che dopo 20 anni di carriera, ripetersi o rinnovarsi è difficile. Essere se stessi dovrebbe essere comunque la norma e gli Hate anche questa volta (altro…)
(Blood Harvest) Dalle oscurità della scena metal estrema cilena ecco gli Henosis, pronti per la loro prima pubblicazione sotto forma di EP. Nuova formazione che si dedica ad un death/black metal grezzo e primevo, con un sound infernale, oscuro, anzi (altro…)
(Autoproduzione) Ci sono sporadici casi in cui il cambio radicale di line up porta un gruppo ad evolversi e mutare in positivo. E’ il caso dei triestini Hadal, qui al loro secondo Demo. L’entrata di una voce maschile ha tramutato la (altro…)
(Napalm Records) Sono un grande estimatore degli Heidevolk (lo dicevo già recensendo “Batavi” QUI) e saluto con piacere il quinto full-“length” degli olandesi, che stavolta si dedicano alle leggende della Veluwe, la regione boschiva più o meno al centro della loro terra. Lo standard qualitativo (altro…)
(Nuclear War Now! Productions) Emergono da inferi putridi gli statunitensi Harvest Gulgaltha. All’attivo hanno una compilation, stanno lavorando al primo full “length”… ma ciò che li ha fatti notare è il primo demo, quello del 2012, roba da cassetta (ne hanno stampate 100 per l’etichetta Aphotic Sonance) mal registrata in perfetto stile black-underground. In attesa della release dell’album, dunque, (altro…)
(Bridge Nine Records / Epidemic Records) Ai nostranissimi Hierophant è riuscito l’ardito compito di imbastardire l’hardcore con il death e risultare nel contempo credibili nonostante il monopolio incontrastato di quelle divinità che rispondono al nome di Napalm Death. E il risultato è piacevolissimo: tracce corte, immediate, (altro…)
(Misantrof ANTIRecords) Come la fortezza eretta da un’antica religione, dove le mura sono un rifiuto verso il mondo oltre che una difesa. Per gli Helzgloriam la religione è Satana e il caos, il rifiuto è verso il cristianesimo, l’islamismo e il giudaismo. Le mura sono un black metal sinfonico. Un atteggiamento consueto in Europa o altri continenti, più difficile esibirlo in un paese dittatoriale come l’Iran. Chi siano (altro…)
(Iron Bonehead) Si sa poco di questa entità proveniente dalla Spagna. Non si capisce bene se sono in tre o se si tratta di una one man band. Beh, poco importa: se è la musica a parlare allora siamo di fronte a del materiale molto valido. Considerando infatti che prima di questo album d’esordio c’è stato solo un EP datato 2012 (altro…)
(Beyond Productions) Ammetto di non aver mai sentito parlare dei Siciliani Heretical. La band proveniente da Caltanissetta, è attiva dal 1996, e giunge al terzo album a distanza di tredici anni dal precedente “Ars Infera”, consegnandoci un capolavoro assoluto di musica estrema! La base di partenza è un black metal di matrice sinfonica, (altro…)
(Frontiers Record) Il corvo nero è tornato. Jorn Lande. Uomo senza riposo, senza limite. Jorn si è imposto sulla scena dagli inizi anni 90 grazie ad una voce fantastica ed un atteggiamento dannatamente e purissimamente metal e da allora è rimasto ad altissimi livelli. Ma Jorn è multiforme: Jorn è Ark, è Masterplan, Jorn è solista, un progetto che ormai ha (altro…)
(Pitch Black Records) Mi ricordo bene degli Holy Dragons, questi terroristi kazaki che conobbi in occasione del precedente disco “Zerstörer” (recensito QUI). Li ritrovo oggi, sempre con la Pitch Black Records, con un album (il sedicesimo della loro carriera!) meno pazzoide e geniale, ma comunque godibile. (altro…)
(Saturnal Records) A dieci anni dalla fondazione e dopo una tormentata definizione della line up, i finlandesi Hellspirit arrivano al debutto. La band originariamente puntava su sonorità black fortemente orientate al thrash, mentre l’attuale proposta cerca di arrivare (altro…)
(Autoproduzione) Strepitoso debutto per gli Slovacchi Holotropic, attivi dal 2013. Formata da musicisti esperti (ex membri di Disconcrete, God Defarmer, Nonprolific e Drifted Shadows), la band propone una musica che evita ogni tipo di catalogazione. È infatti (altro…)
(Hellprod Records) Un buon split, non c’è che dire. Questo è il mio giudizio dopo un solo ascolto. Tanto è bastato, visto che almeno uno dei lati ospita roba grossa. Si perché se di parla degli Hellbastard, e sai che hai di fronte un gruppo che ha fondato (altro…)
(autoprodozione) Adoro tutto quello che sta dietro agli italiani Hell’s Chopper. Citando la loro presentazione, ovvero “motociclette, ballerine mezze nude, alcol, notti senza fine, sudore e Rock’n’Roll”, posso sentirmi completamente… a mio agio! Sono sicurissimo che una band come questa,sul palco di un (altro…)
(autoprodotto) Natura. Oscurità. Sofferenza. Soffocamento. Una unione dissacrante di elementi post metal che trovano le radici nel black e nello sludge. Tre quarti d’ora scanditi da sei maestose traccie che rappresentano il debutto di questa band polacca che riesce ad integrare sublimi momenti atmosferici, (altro…)
(Svart Records) Terzo album per questi doomster Neo Zelandesi; la semplice ma bellissima copertina rappresenta una stella del mattino che porta a una mancanza di respiro, totale oscurità, galassia di suoni cupi, graffianti, travolgenti… tutte sensazioni che emergono da un album veramente pesante, ben registrato, estremamente elettrico. E stupendo (altro…)
(Doomentia Records) Gli Hooded Menace giungono al settimo anno di attività con una compilation che taglia fuori i tre album incisi in questo arco di tempo e raccoglie invece i brani apparsi in split, demo ed EP. Escluso però l’EP del 2012 “Necrotic Monuments”, formato (altro…)
(Beyond Productions) Interessante debutto per i Lombardi Haddah, band nata ad inizio millennio che vanta una cospicua esperienza dal vivo, avendo supportato acts quali Cadaveric Crematorium e Sepultura. Dopo alcuni cambi di formazione, il gruppo esordisce con questo “Through The Gates Of Evangelia”, album che segna una svolta nel sound, passando da (altro…)
(Tenacity Music) Dopo due piccole release dal 2009 a oggi, i francesi dell’Alta Savoia Hybrid Sheep giungono al primo album in studio e in modo piuttosto ammirevole. Il deathcore degli Sheeps è pulito e snello, sostenuto da una produzione che non denota flessioni, ma anzi sembra avere valorizzato ancora di più la qualità generale dei musicisti. (altro…)
(Horror Pain Gore Death Prod.) I notturni e gotici bolognesi Horror Vacui si ripresentano con un nuovo album, il secondo, che tiene fede all’anima dark/punk della band. La notte si diffonde nell’esatto momento in cui “Return of the Empire”, la title track, apre questo decadente ma vivace lavoro. I ritmi sono vivi, pulsanti, le chitarre sembrano mettere in scena delle cantilene nere, il basso saltella con note continue. L’atmosfera (altro…)
(Horror Records) MetalHead aveva già incrociato la propria strada con quella degli Hands of Orlac ai tempi del loro debut (recensito QUI); oggi, dopo importanti cambi di formazione e… di localizzazione, dato che i membri romani della formazione si sono trasferiti in Svezia per unirsi alle new entries, esce il loro secondo disco. Il quale, onestamente, per quanto buono mi sembra meno frizzante (altro…)
(Sixsixsix Music) Coinvoilgente split tra due one man band Italiane impegnate in un black metal atmosferico, immerso in oscurità ricche di espressività ed emozione. Gli Haate propongono tre pezzi, due dei quali appartenenti alla release “As The Moon Painted Her Grief” (leggi recensione), più la opener intitolata “The Crystal (altro…)
(Inverse Records) Fondati dai fratelli Sköldmark nel 2005, gli Heroes of Vallentor esordiscono su Inverse Records con un disco power/epic metal che non ha assolutamente nulla del tipico sound della Finlandia, patria della band. Il sound grezzo e roboante e le diffuse ingenuità, che saranno interpretate (altro…)
(BP12) Hans Van Even è un simpatico chitarrista belga classe 1969 che, dopo infinite collaborazioni ed esperienze, ha deciso di pubblicare un cd solista. Meglio tardi che mai, direi, data la classe chiaramente mostrata in questo “Stardust Requiem”, che attraversa parecchi generi ma ha comunque molto da offrire (altro…)
(Apathia Records) Fantastici e folli. Dadaisti. Una sorta di elaboratori di suoni da videogioco ma tradotti in musica. Terroristi del suono. Hardcore Anal Hydrogen, ovvero Sacha Vanoy e Martyn Clement: terzo album realizzato con tastiere, chitarre e diavolerie e un pizzico (altro…)
(Street Symphonies Records / Andromeda Dischi) Primo full length, a distanza di cinque anni dal mini “Born To Be…” per gli Highway Dream, band Cremonese nata nel 2008. Il loro stile pesca a piene mani dall’hard rock degli anni ’80, con sonorità robuste che in alcuni frangenti mi hanno ricordato i (altro…)
(Fumaio Records / Narcotica Publishing) Arte in forma pura. E vi posso garantire tutto quello che emerge da queste cinque assurde traccie (meno di venti minuti) è esattamente quanto dichiarato, ovvero: “Energia delle sonorità heavy in trame irregolari che tornano all’ascoltatore in forma snaturata, in sottile equilibrio tra rigore (altro…)
(Solitude Records) Ci ho pensato un po’ su, e ho concluso che la Spagna non ha una grande tradizione nel doom – e men che mai in quel sottogenere doom/gothic che si rifà alla scena inglese di metà anni ’90. Gli Helevorn, che vengono nientemeno che da Palma di Maiorca, sono quindi una novità per la scena del loro paese; e direi (altro…)
(Sixsixsixmusic) Osservo questa semplice e minimale copertina e penso che, forse, non mi piace. Poi osservo meglio, e vedo la macabra idea di far morire colori, luce e riflessi di questa foresta, immortalata con un riflesso su uno specchio d’acqua. E’ con questa sensazione di immensa decadenza che mi immergo in queste tre lunghe tracce (altro…)