NEUTRON HAMMER – “Iron Storm Evocation”
(Primitive Reaction) Roba dura. Roba estrema. Se cercate del death metal moderno, prodotto con un suono moderno, avete sbagliato recensione, sbagliato band. Se invece cercate qualcosa di maledettamente demoniaco, con una produzione oscura, opaca, che ricorda i bei tempi di “In the Sign of Evil” dei Sodom, allora questo è pane marcio per (i vostri) denti marci. (altro…)
(Frontiers Records) Harry Hess. Frontman dei canadesi Harem Scarem per 17 anni. Ora è il suo turno, il momento nel quale un artista pensa di lasciare un ulteriore segno, di inseguire il suo viaggio. Harry, al secondo appuntamento solista, ha deciso di costruire della musica attorno alla sua voce, in quanto, per lui cantare è la vera ambizione, il vero piacere.
(Autoproduzione) Il sogno americano prende corpo in questa band al debutto. Proveniente dal New Mexico i Night Terrain sono un incrocio tra stoner, space rock, doom e post metal. Un miscuglio di intenti e soluzioni, suonati da Dave, un chitarrista della città di Lovecraft, Providence, e che si è trasferito nel New Mexico per studiare composizione musicale, dal batterista e anche cantante Dave e infine da James, bassista del Colorado, con diverse esperienze passate tra le quali i Gnossurrus.
(Nekro-Tron Records/Black Tears Records) I Negatron videro l’alba dei propri giorni nel 2010, grazie a Samael Von Martin, chitarra basso, tastiere e cori, e Demian De Saba, batteria, tastiere e cori. Costoro provenivano da esperienze in band black metal italiche come Evol, Satanel e altre. L’aggiunta di “Alex “Krom” Kain alla voce (ex Algol, Trifixion e altri)e della guest Belita Aldair, organo, voce e medium, (suona neglistatunitensi Satanic Corpse) ha arricchito e definito l’essenza dei Negatron. Un’essenza che la band definisce “nekro doom metal”
(Crash & Burn Records) I varesini Nekrosun sono ambiziosi e sicuri di sé, ma decisamente se lo possono permettere: dichiarano di suonare, nel loro secondo album, ‘unlimited metal’, in un continuo intreccio di generi e sonorità, e inoltre con una forte filosofia alle spalle, elaborata dal singer e autore dei testi Alberto Bernasconi. E dando una scorsa alle liriche bisogna davvero dire che esse sono la marcia in più della formazione lombarda: mai scontate, problematiche, pervase da un estraniante senso di religiosità e spesso da una cupa e sfaccettata disperazione che mi ha molto ricordato le composizioni di Darren J. White (primi Anathema, Serotonal, The Blood divine).
(Autoproduzione) I Nephandus sono una band underground e questo EP è un esordio. La registrazione è accettabile, la batteria ha un rullante tipo scatola di latta, il cantante ha un growling torvo e le chitarre vengono coperte dalla voce e dalla batteria. Questo death metal vecchio stampo, abbondantemente contaminato dal thrash metal, è catramoso e incrostato di ruggine, nel senso che quell’essenza di vecchio, di qualcosa di passato e di marcio sembra levarsi da questo sound crudo e approssimativo.
(SG Records) Registrato a Göteborg da Arnold Lindberg, il nuovo album dei Naughty Whisper ha un approccio decisamente diverso rispetto a quello dei due precedenti: i lombardi sono passati dal glam degli esordi a un modern metal nel quale si intersecano senza soluzione di continuità elementi gotici e rock. I risultati in ogni caso restano molto interessanti! “Welcome to my Nightmare” ha un wall of sound corposo, animato sia da effetti elettronici che da chitarre dai suoni a tratti molto vintage.
(Earache) Heavy metal vecchia scuola. Riffing thrash. Potenza. Assoli. Un grande genere che ha sfornato grandissimi dischi. I Natur sembrano usciti da un’altra epoca. Se questo album avesse almeno venticinque anni, forse, sarebbe un gran bell’album. Purtroppo “Head Of Death” è un disco nuovo, fresco di firma con la Earache. Nonostante i riff siano potenti e divertenti, le canzoni sono spesso troppo lunghe e manca una certa dinamica. Sono cose che sono state scritte e riscritte, e forse a loro piace così. Il feeling è esattamente quello retrò.
(Autoproduzione) Dopo il debut e un disco prodotto dalla My Kingdom Music, i russi Nova Art si riaffacciano sul mercato con un ep abbastanza stimolante di sei pezzi. Il progressive della band è spesso e volentieri contaminato da altri generi e tendenze, per un risultato sfaccettato e spesso coinvolgente. “Black Harmony” ruba qualcosa a Marylin Manson nell’intro e poi si sviluppa con un occhio ai Lacuna Coil e un altro – incredibile ma vero – a certo rock acido anni ’70, con punte nel sound dei Doors. Incalzante e sempre con suoni modern metal “No more Pain”, mentre “You, the only” spinge sul versante progressive.
(Nuclear Blast) Angosciante, oppressivo, veloce, devastante, brutalmente tecnico. Settimo viaggio tra i misteri violenti dell’antico Egitto. Settimo sigillo per una band che dissotterra antichi culti, antiche divinità, e tutta la malvagità ad essi collegata. Ira, schiavitù, morte, condanne ad inferi dimenticati. Settima opera che trasmette l’odore mortale di antichi riti, antiche dominazioni, remote culture.
(Autoproduzione) Totale devastazione. E’ l’unica cosa che rimane dopo l’ascolto di questi San Marinesi. Cinque pesantissime canzoni spacca ossa. Il loro sound è un massacro totale che infierisce con sonorità nu-metal mescolate a punk e death. Il cantante è un malato terminale affetto da schizofrenia acuta: combina un growling profondo, un cantato pulito ai limiti dell’equilibrio, e un gridare isterico
(Code666/Audioglobe) Non sono un fanatico dell’avantgarde metal (o di come vogliate chiamarlo); spesso dischi che ad altri sembrano dei capolavori a me appaiono soltanto pretenziosi e confusi. Tuttavia di fronte al debut dei Ne Obliviscaris (espressione latina che potremmo tradurre con ‘per non dimenticare’) bisogna certamente levarsi il cappello e applaudire calorosamente.
(Witching Hour Productions) Un nuovo ed apocalittico cerimoniale dei Naer Mataron. La spietata violenza del trio greco mette in questo nuovo lavoro dieci pezzi (intro compresa) di black metal essenzialmente pesanti, veloci e dai tratti estremi. Si resta impressionati per come Asmodevs Draco DVX regga un ritmo forsennato e infernale, le canzoni diventano un atto sempre estremo, apocalittico
(Autoproduzione) Diversi aspetti della pazzia. Meandri di menti distorte analizzate, scavate, portate alla luce. E’ su questo che si concentrano i NEURONIA con questo nuovo EP, pubblicato a due anni di distanza dall’ultimo full length. Un EP dopo due full length: mi aspettavo qualcosa in più da questi cinque deathsters di Varsavia. Sono solo quattro i pezzi ma sono sono energici, potenti, ben suonati.
(Coroner Records) Messo fra parentesi per un attimo il death metal dei Soilwork, Björn Strid ha dato vita a un interessante side project fra rock e metal che prende il nome di The Night Flight Orchestra: nella band è coinvolto anche Sharlee D’Angelo degli Arch Enemy. 11 i brani del disco, più una bonustrack disponibile solo per la copia fisica e non per il download digitale. “Siberian Queen” ricorda subito gli ultimi Rainbow
(Autoproduzione) Dopo un silenzio di ben cinque anni dall’ultimo demo si riaffacciano sulla scene i marchigiani Nefesh: “Shades and Lights” è il debut sulla lunga distanza e vanta la produzione di Frank Andiver. Ancora una volta nel sound della band troviamo un mix di generi molto accattivante, ma fatto forse più per il mercato nordeuropeo che per quello italiano. In “Delirium of War” prevalgono il progressive e il gotico:
(Autoproduzione) E’ davvero piacevole questo “We Are Nitro”. E’ stato inciso da una band turca, di Istanbul, e me lo hanno proposto dichiarandosi come coloro che “hanno venduto l’anima al punk metal”, questo mi ha fatto pensare da subito che l’album fosse un tributo all’hardcore vecchio stampo. Si, insomma è più o meno così. Metal-hardcore trucido che ricorda ad intervalli i Mad Ball, particolarmente nei suoni, e gli inossidabili Agnostic Front.
(code666) Il primo lavoro di questo duo olandese uscì per la Black Devastation Records ed ora è l’italiana code666 ha pubblicarli per questo secondo album. Essendo un album che esce per la code666 c’è la consapevolezza che è qualcosa di insolito. Nel caso dei Nachtvorst è black metal suonato in modo sbilenco, cioè mettendoci dentro l’atteggiamento di altri generi, come il doom e suoni fragorosi, potenti, epici.
(Autoproduzione) Cosa si fa? Si forma una band! Questo fecero tempo fa tre amici, dei quali due sono fratelli. Poi tutto si è evoluto ed è andato avanti, attraverso esibizioni dal vivo, un EP registrato in presa diretta dalle parti di uno studio di Monza, concorsi, apertura per i NOFX e poi…e poi il primo album, obiettivo dichiarato di tutti coloro che partono per le avventure musicali. NiCe è un terzetto che gioca su frequenze alte,
(Witching Hour Productions) Terzo album in cinque anni e così i polacchi Naumachia tentano di ritagliarsi uno spazio rispettabile nella devastante ed estrema scena polacca e quindi mondiale, perché quando nella geografia del metal un paese sforna continuamente band che ricalcano uno stile, si ha una risonanza mondiale. Siamo nell’orbita di Behemoth e Vader, nel senso che impastano insieme il black e il death metal, con ampi cenni melodici che nascono da tratti di elettronica sinfonica,
(Cherry Lips Records) L’origine del rock. La fine di un’era. O meglio, la sua decadenza. Un mondo duro, difficile, dominato da pochi bastardi avidi a scapito di persone vere, quelle persone giù in strada, noi, chi vive davvero. Le persone normali, le persone del Rock’n’Roll. Questo grido di protesta, sangue puro nelle arterie del rock, esce dagli amplificatori, e dalla voce di un Max, sempre in lotta contro ciò che è sbagliato, ciò che è malato, distorto, marcio.
(badGod Music) Per essere solo in due Gordon Denhart e Mike Kilborn ne combinano di forza e violenza insieme. Gordon e Mike provengono dalla Florida e incarnano perfettamente lo spirito che quella penisola ha infuso in gente come Cannibal Corpse, Morbid Angel, Malevolent Creation e altri che sicuramente si individueranno nelle pieghe delle note.
(AFM/Audioglobe) I francesi Nightmare sono, per chi ancora non li conoscesse, una onesta band francese di power metal a tinte oscure su cui la AFM punta moltissimo – l’ultimo prodotto prima di questo ottavo full “length” è un cd live/dvd che mostra lo show tenuto ai festeggiamenti per il trentennale di attività. Sì, perché i Nightmare sono attivi dal 1979: hanno iniziato suonando AOR, si sono sciolti nel 1985 e sono tornati, completamente trasformati
(Pure Steel-Audioglobe) Qualcuno potrebbe conoscere i losangelini New Eden come ex-band di James Rivera, il dotato cantante degli Helstar; i nostri sono al quarto album e il genere proposto è un US metal con non poche sorprese. “Anthem of Hate” si situa infatti fra Metal Church e Symphony X, ma il sound non è affatto statico: brani come “Flames of Hades”
(Autoproduzione) Gli americani ci sanno fare con il death metal. Se questo, poi, è anche brutal, meglio. Loro son i maestri. Dal Colorado arrivano i Nexhymn, nome che trova le sue origini nel significato di inno a morte, natura violenta ed omicidio. Nome perfettamente azzeccato per una band capace di suonare queste sei pugnalate allo stomaco, sei esecuzioni capitali,
(Coroner Records) I Nodrama sono baschi e anche loro, come i connazionali Rise To fall, si accasano per il secondo album all’italiana Coroner Records. “The Patient” è un album di modern metal, con tinte di metalcore e ritornelli “alla mano”, fruibili, non sempliciotti ma tesi a centrare immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. I Nodrama hanno inciso a Bilbao, ma masterizzato il tutto in Svezia
(This Is Core Music) I NoWay Out From Madness hanno una storia breve che si concentra in tre date: 2009, la nascita, 2011 il primo album per l’etichetta britannica Copro Records/Casket Music e il 2012 per un EP di quattro pezzi, “Story of a Read Book, Broken Bottle and Smoked Cigarette”. Un sound massiccio che non è metalcore e non è post-hardcore,
(Century Media) Teras: feto malformato, con organi carenti, ridondanti, fuori posto, deformi. Dizionario medico. Un mostro. Sicuramente questo é ciò che Niklas Sundin (Dark Tranquillity) ha disegnato, generando la stupenda copertina di questo sesto capolavoro degli svedesi Naglfar. “Tera-“: primo elemento della terminologia scientifica,
(Massacre/Audioglobe) I Nightqueen convincono, c’è poco da fare. Se di questi tempi si osa un disco power metal, bisogna avere le idee molto chiare e un songwriting d’eccezione, perché la possibilità di dire qualcosa di nuovo è pressoché nulla. I belgi compongono (è inutile nasconderlo) un disco di ritagli già sentiti, ma li mettono assieme con un tocco veramente magico
(Cold Dimensions) Ritengo che l’Ungheria sia una terra magica, speciale, che ha saputo creare leggende, fatti, storie, personaggi che hanno popolato gli oscuri incubi notturni di migliaia di persone. Proprio dall’Ungeria proviene questo nefasto duo, capace di manifestare una terribile glaciale furia
(Rising Records) L’oscura università polacca, con in cattedra i Behemoth, sforna dal suo tetro ateneo un’altra realtà costruita attorno esami di violenza, misantropia, anticristianesimo, morte. E’ da questa corrente blackened death che il quintetto spagnolo si lascia trasportare, creando un prodotto estremamente violento,
(Alterhead Prod./Self) I NoMoreSpeech hanno fatto il primo passo davvero importante, ovvero un il primo album e scritto autonomamente. Cosa succederà nel loro futuro? La speranza primaria, di chi scrive, è che questo sia radioso e soddisfacente perché il rock-metal dei milanesi è mordace, formato da melodie corrosive e suoni densi e potenti. Alteria è la voce che mette in piedi una prestazione tutta sua e che etichettare come
(Century Media Records) I Napalm Death pubblicano il loro quattordicesimo album (conteggio forse arbitrario!), ovvero una nuova lezione di estremismo musicale da impartire. Il loro sound è sempre una derivazione del death metal, del grindcore, dell’hardcore, dell’industrial. Potremmo dire che
(Steamhammer/SPV) Henny Wolter, chitarrista dei Thunderhead e per un periodo nei Primal Fear e Sinner, Klaus Sperling, batterista con Freedom Call e Primal Fear, hanno reclutato Oimel Larcher per il basso e la sua tonalità vocale per mettere in piedi questo trio, plasmato attraverso qualche quintalata di tritolo. Se avete presente i Motörhead, gli AC/DC e del sano rock ‘n roll selvaggio, da giubotti di pelle, motociclette e alchol a vagonate,
(Deathgasm records) Indiana, USA. Il progetto Terminazione giunge al tramonto. Tutto diventa un tormento notturno. E, di notte, loro… arrivano. E quando arrivano, ve lo garantisco, non si dormono sonni tranquilli. Con questo sottile terrore nella mente mi avvicino a questo album, osservandone la copertina carica di morte, carica di sofferenza. I Nocturnal Torment, precedentemente conosciuti come Termination, sono una entità che vaga