ORDEN OGAN – “The Order Of Fear”
(Reigning Phoenix Music) Gli Orden Ogan all’inizio degli anni 2000 hanno rappresentato una seria controproposta al canonico power metal, tuttavia l’abilità della band tedesca col passare del tempo, album dopo album, ha svelato una cedevolezza alla semplicità. Forte è stata l’impressione che gli (altro…)


(Heavy Psych Sounds) La Heavy Psych Sounds Records ristampa i due album della Orquesta Del Desierto, band di Palm Desert in California, fondata da Dandy Brown (Hermano) con l’ausilio di membri dei Queens Of The Stone Age, Kyuss, Stone Age e altre band. 
(Puffin Artlab) Il tipico sound rabbioso perché “Echoes” è la testimonianza di una collisione tra post hard core e lampi di metalcore. Per quanto la promozione del trio danese veicoli su un atteggiamento punk degli Osmorg, la band non sembra poi esporlo in maniera coerente alla tradizione. “Echoes” non è un punk 


(Purity Through Fire) Prolifici Count Revenant e Anzillu che arrivano al quinto album ad oggi dal 2021. Batterista Anzillu, multistrumentista e voce l’altro, si producono con Order Of Nosferat non solo a tendenze vampiric negli scenari melodici, ambientazioni e testi ma anche in un più generale atmospheric black metal di
(Godz Ov War Productions) Una band di recente formazione, 2022, alla terza pubblicazione di un certo peso, in precedenza infatti un demo e una partecipazione a uno split. “Visions of Blood and Gore” è una marcia espressione del death metal perché come da titolo l’EP, pubblicato in cassetta e digitale, ha i suoi risvolti un po’ brutal 
(Dusktone) Dopo due album ecco il secondo EP per i veneti Obscura Qalma, ormai consolidata realtà del metal fatto in Italia. “Veils Of Transcendence” si apre con una piccola e intrigante intro, parte della stessa opener “Ophidian’s Enthronement” che serve all’ascoltatore 
(Odium Records) Gentile e cortese proposta della Odium Records che raggruppa in “Drakonian Elitism – A Triumvirate Of Darkness” quattro pezzi degli Ofermod, altrettanti dei Black Altar e un paio degli Acherontas, il cui nome è scritto Αχέροντας, attraverso dunque l’alfabeto greco. Gli svedesi 
(My Kingdom Music) Multistrumentista, cantante e in definitiva one woman band, Of The Muses è proprietà intellettuale di Cristina Rombi che disegna un incrocio tra black e gothic metal, shoegaze e post rock che culla l’ascoltatore fino ai limiti di un universo creativo multiforme. Atmosfere stranianti, da sogno, derive 


(Season of Mist) Sono tra gli dei dell’Olimpo del metal greco gli On Thorns I Lay. Sono stati capaci di contribuire con qualcosa di concreto nella scena del metal oscuro europeo e non solo, proprio come han fatto Rotting Christ, Septic Flesh e Nightfall ad esempio. Attivi dagli anni ’90 nei quali si sono fatti strada per un gothic metal
(Agonia Records) Una band di una certa capacità October Tide, da sempre tesa a pubblicare qualcosa di accattivante. Però il tempo passa e dunque dopo cinque album in nove anni nei quali in un clima principalmente doom si espande con sontuosa forza, la band in seguito abbassa il regime del motore creativo ed ecco un 



(Naturmacht Productions) Una dimensione malinconica e incastonata in atmosfere epiche quanto fosche, il debutto dei gallesi Ofnus, ascrivibile al ramo atmospheric e melodic black metal. “Time Held Me Grey And Dying” è avvolto da sonorità cupe e spesso fredde nonostante vi sia il basso di Richard Rees
(Punishment 18 Records) Era da un po’ di tempo che non mi capitava di recensire una uscita targata Punishment 18 Records, etichetta che ritengo una garanzia per chi, come me, ama il caro vecchio thrash metal.
(Golden Antenna Records) Affrontare l’ascolto di “Signal” vuol dire intraprendere un viaggio tra le umorali istanze del trio di Amburgo denominato OK Wait. Post rock/noise strumentale dai suoni tremolanti e cupi, generatori di melodie malinconiche che rievocano scenari alla 




(Nuclear Blast Records) Sia lodato Bobby ‘Blitz’ Ellsworth. Questo highlander, alla veneranda età di sessantatré anni, sopravvissuto al cancro ed ad un ictus è ancora qui, insieme al suo fido sodale D.D. Verni, a dispensarci l’ennesima lezione di coerenza sonora. 