OSSAERT – “Offerdier” (EP)

(Argento Records) Strisciano nel fetido underground olandese da un po’ di tempo, fin dal 2018, passando per il debutto del 2020 (recensione qui) e il successivo “Pelgrimsoord” del 2021. Una one man band che ama l’oscurità ed una forma di genuinità del black, il quale deve destreggiarsi tra ambientazioni decadenti e incedere aggressivi… proprio come rivelano le quattro tracce di questa parentesi artistica, di questo EP. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Sia lodato Bobby ‘Blitz’ Ellsworth. Questo highlander, alla veneranda età di sessantatré anni, sopravvissuto al cancro ed ad un ictus è ancora qui, insieme al suo fido sodale D.D. Verni, a dispensarci l’ennesima lezione di coerenza sonora. 

(Soulseller Records) Ottavo affresco black metal nella carriera degli inglesi che suonano il genere secondo le vestigia di un tempo eppure con una freschezza dei suoni e una evidente vivacità dal punto di vista del songwriting. Le sonorità dei pezzi sono legate a schemi appena vicini alla gloria di Emperor, Dissection, Satyricon ma la resa sia 
(Bright as Night Records) Bang! Ad un anno esatto dal debutto (
(Season Of Mist) Torna il duo composto da Xenoyr (Ne Obliviscaris, Antiqva, Spiine) e Tentakel P (Todtgelichter, Enmerkar), a tre anni dal debutto rappresentato da quel megalitico “Solar Spectre” (

(Lethal Scissor Records) Uscito nell’aprile scorso, l’EP d’esordio del duo italiano Olamot si è rivelato come una colata di morte e cinica violenza, cioè di technical detah metal dai toni brutali. Quattro pezzi ben architettati dai chitarristi 





(Kvlt und Kaos Productions) Si tratta di uno stoner di classe, quello proposto da questo gruppo originario di Buenos Aires. Musica sanguigna, che rimanda a spazi liberi, a gasolio combusto, a Jack di bassa lega in malfamati bar improvvisati nei garage dietro al discount, con palchi fatti di bancali e casse Marshall a far da tana ai serpenti.
(Purity Through Fire) Il quarto album di Order Of Nosferat, Metalhead ha recensito già il precedente “Nachtmusik”
(Nuclear Blast Records) Timo Rotten, voce e chitarra, con i suoi Oceans hanno pubblicato quest’anno due EP, “Hell Is Where The Heart Is Vol. I: Love” (

(AFM Records) Strana iniziativa dei tedeschi amanti del power sinfonico: riproporre il disco del 2021 (recensione
(Iron Bonehead Productions) Infestano il pianeta dal 2014, con i colleghi Tomb Portal formano l’Inner Circle ungherese e di loro non si sa un accidente. Sembra siano un quartetto, visto che qualcuno è riuscito a scattare una scadente foto di una loro ‘esibizione’ dal vivo. Ma chi diavolo sono? Sono ancora annoverabili tra gli esseri umani, o appartengono agli inferi?
(Les Disques Du Tigre) Tre musicisti della città francese di Limoges, Fabienne Albiac, Betti Lou e Steff Tej’ fondano un impero sonoro densamente mastodontico con la capacità di rendersi fluido attraverso colate di psichedelia e polvere comsica. Due chitarre e una batteria, nessun
(Season Of Mist) Quattro musicisti di diverse estrazioni e con almeno tre di essi che hanno militato tra le file degli Obscura, si riuniscono sotto il nome di Obsidious e pubblicano il loro primo album, appunto intitolato “Iconic”. Javi Pereira alla voce e poi tre ex 

(Avantgarde Music) È passato solo un anno dal “Frozen Bloom”, il precedente lavoro del duo russo Olhava (

(Nuclear Blast Records) Il primo volume di “Hell Is Where The Heart Is” è stato pubblicato in gennaio, 
(Century Media Records) Arriverà il giorno in cui ci si avvicinerà purtroppo con titubanza e circospezione a un nuovo lavoro dei Oceans Of Slumber? Una titubanza causata dalla discesa qualitativa nella loro musica? Nulla è eterno, però quanto francamente arriva ad essere difficile