PAPIR – “7”

(Stickman Records) Sette. Settimo sigillo per i danesi Papir, tipicamente impegnati con rock psichedelico, krautrock, ma qui orientati al puro ambient, un tunnel sonoro infinito dentro e lungo il quale invita la lunghissima opener “7.1 (part I-III)”; (altro…)
(Hammerheart Records) Ristampa in doppio vinile per questa pietra miliare della band olandese quanto dello stesso movimento death metal. Pubblicato nel
(Atomic Fire Records) Irlandesi, i Power Paladin contengono il sunto della loro proposta musicale sin dal loro titolo. Ecco infatti una fusione del power più scanzonato e sincero mischiato con tematiche fantasy a volontà.
(autoproduzione) Il quarto album dei
(Nuclear Winter Records) Finalmente un po’ di death marcio, quello dei seminali Nihilist e derivati, quello che ti trasmette inquietudine già solo per come è registrato e messo su nastro. 
(Xenokorp Kvlt Series) L’etichetta Xenokorp dopo pubblicazione dell’ultimo album dei Putrid Offal “Sicknesses Obsessions” nel 2020 e precedentemente dell’EP “Anatomy”, e il “Live at Hellfest 2017” della death-grindcore band francese, attraverso la propria divisione
(Argonauta Records) Argonauta Records e stone/doom… leggasi: ‘accoppiata vincente’. Gli italianissimi Pachiderma confezionano un prodotto d’esordio che trasuda maturità e completezza espressiva. 

(Comatose Music) La premiata macchina di morte Comatose Music presenta una nuova e sanguinolenta realtà del brutal death metal. Il duo indonesiano Perveration si lancia in contorsioni nervose e brutali serrate e deviate. Il polistrumentista Sahrul Ramadhan
(Nuclear Blast Records) Giungono all’undicesimo album gli statunitensi Pathology; un ottimo traguardo, se teniamo conto che la band esiste soltanto dal 2006. Oltre alla notevole prolificità, un’altra caratteristica della formazione proveniente da San Diego è l’impressionante numero di cambi di line up, cosa che comunque non ha inficiato la qualità e la coerenza della proposta musicale da parte di Dave Astor, batterista ed unico membro originale del combo.
(Iron Bonehead / Knekelput Recordings) Secondo me ultimamente c’è parecchia confusione in merito al rapporto tra death e black.
(Edged Circle) Dopo un EP di non molti mesi fa, ecco il primo disco sulla lunga distanza di questi norvegesi, che si sono messi in testa, a mio avviso, di stilare una sorta di compendio del metal estremo norvegese. 

(Emanzipation Productions) Una band che nell’underground ha sempre mantenuto la testa alta, facendosi conosce in giro anno dopo anno. Sette album in studio, militanze eccellenti che poi hanno lasciato, come Bo Summer degli Illdisposed. “Soul Collector” è il quarto album, pubblicato dalla band nel 2000 per Mighty Music. La 


(Petrichor) La fiera e spaccona esuberanza del crossover tra thrash e hardcore rinvigorita in questo album di debutto dei Perfect World. La band di Brooklyn sfodera suoni possenti spalleggiati da ritmiche 
(Iron Bonehead Productions) I bielorussi Pa Vesh En (o dovrei usare il singolare?) continuano la loro discesa verso territori abbastanza inesplorati del black più cacofonico, sperando di trovarvi un briciolo di struttura in modo tale da poter continuare a chiamare questo agglomerato sonoro ‘musica’.
(WormHoleDeath) Amanti del power fantasy metal, questo disco è per voi! “Acta Est Fabula”, il quarto full-length dei madrilegni Phoenix rising, è esattamente il tipo di album contro il quale, di solito, si scagliano quelli che devono bistrattare il power per partito preso. 



(Cruz del Sur Music) Quando uscì “Bury the Light”, nel 2012, sembrava che per i Pharaoh si stesse aprendo un periodo di intensa attività (come annunciava anche l’intervista che ebbi all’epoca con il singer Tim Aymar ); e invece, per avere un successore a quel disco, abbiamo dovuto aspettare nove anni… almeno
(Debemur Morti Productions) Un’opera marcescente e totalmente infognata nel doom quanto nel death metal più oscuro e inquietante. Un cerimoniale di tre pezzi ben registrati e con distorsioni ruggenti, il cantato che è un growl sepolcrale e le atmosfere
(Pelagic Records) “Alter” è l’andare oltre il tempo, superando la chimica reattiva tra l’arte dei due autori che lo hanno creato. Karin Park è una musicista svedese stabilitasi da qualche anno in Norvegia. Brian Williams detto Lustmord è tra i massimi esponenti del genere ambient, sia esso dark, drone e così via. La Park 
(The Players Club) Negli ultimi mesi, forse da un anno almeno, ogni album solista di un chitarrista affrontato da chi scrive queste righe si è sempre rivelato un ascolto avvincente. Nel caso di Paul Gilbert come non confermare quanto affermato? Lui, ex Mr. Big e tra le sei corde più celebrate nel pianeta hard rock e non solo, non affatto al primo album solista e questo infatti
(Autoproduzione) Il debutto discografico dei tedeschi Paradox Community è la dimostrazione che a volte la passione e la dedizione valgono più di qualsiasi innovazione. Le influenze dichiarate infatti sono: Pantera per quanto riguarda il groove, Megadeth per quanto riguarda il riffing ed Iron Maiden per le melodie e le armonizzazioni. 